Mai buttare gli avanzi

LucignoloIo lo so che lì a Studio Aperto mi leggete. Se ci avete fatto caso, sono uno dei pochi che non ha preso per fondelli l’iniziativa di aprire un blog per ogni redattore. Non l’ho fatto perché ritengo che qualsiasi iniziativa tenda ad umanizzare il giornalismo (e il giornalista) sia degna di considerazione e di rispetto. Non sono tra quelli che pensano che tutto ciò che viene da Mediaset è male. E neanche tra i tanti che sostengono che il tatuaggio con su scritto “È vero: questo telegiornale è stato diretto da Paolo Liguori non si possa cancellare neanche col laser.
Fatte queste premesse e visionato il trailer dell’ultima puntata di Lucignolo, intitolata “Oltre il buio”, qualcuno di voi mi sa dire che c’azzecca l’11 settembre con immagini di pirla che ballano in discoteca e di giocatori del Milan descritti come “uomini, donne giovani che hanno vissuto un incubo, che si riappropriano della propria vita e ricominciano a sorridere perché ce l’hanno fatta”?

Durante il telegiornale, tra l’altro, la puntata è stata presentata persino peggio (qui il video del simpatico siparietto).

ELENA GUARNIERI (conduttrice): “Lucignolo, che cosa vedremo?”

LUCIGNOLO: “Ho lavorato sodo in questi giorni per non deludervi. Siete sempre tantissimi a seguirci in prima serata. È stata dura ma… ho pensato: ‘non posso non esserci in una serata come questa’. Solo che l’11 settembre ve lo racconterò a modo mio”.

ELENA GUARNIERI: “E cioè come ce lo racconterai, Lucignolo?”

LUCIGNOLO: “Beh, vi racconterò storie positive, storie di persone che ce l’hanno fatta. Si, quelli che hanno superato la loro ferita, il loro 11 settembre personale”.

ELENA GUARNIERI: “Facci qualche esempio!”

LUCIGNOLO: “Beh, Elena, non posso considerarti troppo… vi dirò che ci sono personaggi famosi e persone sconosciute… Ci sono italiani, stranieri… Ho immagini straordinarie, mai viste: Alex Zanardi dopo il suo terribile incidente; un inedito assoluto di Valeria Marini; la storia del Vajont; un ragazzo che si è risvegliato dopo 2 anni di coma. Insomma, quattordici storie bellissime, tutte positive. Come questa, che ti anticipo…”

ARIANNA DAVID (ex Miss Italia): “Io ce l’ho fatta a uscire fuori dall’anoressia. Però anche sono arrivata a pesare anche 39 chili (eco: Anoressia… Anoressia… Anoressia…) Sono tutta un’altra persona, tutta un’altra Arianna”.

E sticazzi, se ci sono italiani, financo stranieri, e addirittura Valeria Marini

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21 Comments

  1. ieri mi è capitato di vedere Lucignolo…oltre al fatto che ha detto VAN HALLEN (!!), non ho mai visto un simile coacervo di str***. E poi non avete visto lo sticker con su scritto: era diretto da Paolo Liguori…adesso c’è Mario Giordano
    della serie al peggio non c’è mai fine !

  2. C’erano anche Sharon Stone con l’aneurisma, Nina Moric che parlava di guerra ma in realtà faceva vedere le zinne, Floriana del Grande Fratello, Gattuso…
    Il titolo del servizio su Zanardi era incredibile: Alex, senza gambe.

  3. Questi programmi sono utili: aumentano l’autostima, e ti fanno capire che sei per forza di cose più intelligente di una felce per il semplice fatto che loro esistono e non usano la fotosintesi clorofilliana

  4. Mi spiace ma non sono riuscito a guardarlo. Non posso vedere un programma nella cui pubblicità la marini viene messa tra zanardi e il vajont.

  5. Beh dai, dopotutto son sempre tre disgrazie toccate in sorte: all’uomo, al Cecchi Gori, alla comunità. Per la seconda, non è ancora chiaro chi era calamità per chi…

  6. Premetto che non ho visto ne lo spot e tantomeno il programma, ma mi domando da tempo se la tv sia così per un bieco progetto che ci voglia tutti rincoglioniti, oppure è sufficiente la coglionaggine di chi la fa.

  7. Comunque in tutto questo sarei curioso di sapere qual’è stato il dramma di Gattuso.. Inoltre non si stava parlando di giornalisti? e allora che c’entrano quelli di lucignolo e studio aperto?

  8. caro gianluca, questa volta ti sbagli. forse era poco azzeccato il paragone fra 11 settembre e altri drammi.. ma l’idea sottile era il fatto che la vita va avanti e si riescono a superare i drammi con la forza e con il coraggio. e allora bello il servizio con arianna david che parla del suo problema con l’anoressia, bello quello su gattuso ed i suoi problemi familiari, decisamente sconvolgente quello del ragazzo uscito dal coma dopo 110 giorni, e via così. che ci azzecca con l’11 settembre? che come tutte le tragedie, questa assurge a simbolo, e il simbolo piu’ grosso della tragedia e’ la rinascita, il ricominciare, l’andare avanti.

  9. Molto sottile e raffinato il servizio su Alex Zanardi, difatti. Lui che spiega la sua incredibile forza di volontà con semplicità e modestia, i montatori del servizio che passano 15 volte in 3 minuti le immagini del suo incidente.

  10. caro sebastian, si hai ragione. pero’ al di la’ dei milioni di euro nelle tasche di zanardi, va riconosciuto che la sua forza per riprendere a condurre una vita “normale” sia decisamente encomiabile e magari di spunto per tante persone che per motivi diversi si sono trovati nella stessa situazione, magari con incidenti di macchina piu’ banali ma con le stesse conseguenze…

  11. Ok, allora la trasmissione era ottima. Direi di riproporla, dato il chiaro collegamento che c’era tra essa e l’11 settembre: ogni volta che qualcuno rimane gravemente offeso da un incidente in auto, da un incidente sul lavoro magari, da una malattia incurabile e magari degenerativa, e dalla prima visione del TG di Rete4 senza una preventiva fase di ambientazione alla sceneggiata napoletana applicata alla cronaca. Non ci rendiamo ancora conto di quanto questa trasmissione sarà utile in futuro per i figli delle casalinghe di Voghera…

  12. “I milioni di euro nelle tasche di Zanardi”? Se quanto ho scritto è sembrato a qualcuno un’ ironia sulla grandezza di una persona come Alex Zanardi, me ne scuso. Io una forza di volontà come quell’uomo non l’avrei mai avuta, e non posso che invidiarlo/stimarlo con tutto me stesso. La mia ironia era verso chi ha montato il servizio: il condire le sue (giuste, sacrosante) parole con le immagini in loop dell’incidente. Cattivo gusto: vogliamo dire così?

  13. Ma davvero ha detto “Van Hallen”?
    Beh, io avevo già sentito dire “GLI(!!!) Eagle Eye Cherry”….nemmeno di musica pop se ne intendono e non è che ci voglia poi molto.
    Comunque il programma è un guazzabuglio di schifezze che cerca di scopiazzare, con la sua ganza voce fuori campo, il Jack Folla radiofonico di Diego Cugia.
    Il vero problema è che fingono di avere delle pretese giornalistiche e persino di denuncia sociale (vedi special sui clochard) quando, in tutta la redazione di Studio Aperto, non esiste UN giornalista degno di questo nome.
    Sono sempre più disgustato dall’ipocrisia, dall’ignoranza, dalla supponente falsa accondiscendenza di questo “programma”. E scusate, vogliamo parlare di quando il Moige voleva vietare un film di Almodovar in prima serata su RAI2, mentre Italia 1 trasmette “L’esorcista” e lo spettacolino sessuale “Cruel Intentions 2” alle 21?
    Non sono un moralista, ma certe cose mi fanno veramente incazzare…secondo me il Moige lo finanziano quelli di Cologno Monzese…

  14. Non ho resistito e sono andato a guardare il blog di Mario Giordano, direttore di Studio Aperto.
    Se, come suppongo, non avete un cazzo da fare, consiglio vivamente la lettura dell’ultimo in ordine di scroll dal titolo “SULLO SCIOPERO” e poi, poco più sù, “CHI LAVORA” e “FARO’ LA TERZA MEDIA”…Notevoli.

  15. Finto Berlinese, mi spiace, no, non sono d’accordo. Dire che “in tutta la redazione di Studio Aperto, non esiste UN giornalista degno di questo nome” è un’analisi approssimativa e superficiale.

  16. Gianluca, hai ragione.
    Sono stato approssimativo.
    Però, vedi, è quantomai frustrante accorgersi di quanta ignoranza venga venduta da telegiornali come quello diretto da Mario Giordano.
    Sono stato ingiusto con qualcuno?
    Probabilmente, ma Studio Aperto è ingiusto nei confronti delle capacità intellettuali delle persone.
    Perdipiù sono convinto che si tratti di una strategia predeterminata e il fatto che venga attuata da giornalisti che sarebbero seri, bravi nel loro lavoro o documentati è ancora più grave.
    Comunque è vero, ho sbagliato a mettere tutti sullo stesso piano.
    Odio le generalizzazioni.
    Mea culpa.

  17. Secondo me, nella redazione di studio aperto, hanno una grossa scritta sul muro, una citazione di Daniele Luttazzi: ” Questo tg andrà in onda in forma ridotta per venire incontro alle nostre capacità mentali”. Anche se Luttazzi diceva “vostre”

  18. Lucignolo, fai schifo. Fatti gli affari tuoi. Parlare del dolore degli altri solo per fare ascolti. Vergognati! Porgramma di ipocriti.

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