Flash Mob: metti un’adunata situazionista nel centro di Roma

Mettete che un giorno all’improvviso una bloggatrice pugliese vi inoltri urgentemente un’e-mail, e su questa e-mail ci sia scritto di regolare il proprio orologio su un apposito sito internet, e il giorno dopo recarsi alle ore 19 spaccate in un punto X della città di Roma dove un ragazzo con in testa un capello con la lettera M sulla visiera vi consegnerà un foglietto, dopodiché dovrete seguire alla lettera le indicazione inscritte su tale foglio, recarvi nel luogo stabilito alle sette e un quarto, fare quello che dovete fare, entro le sette e ventisette minuti disperdervi fino a nuovo ordine.
Ecco, se anche voi vi ritrovaste destinatari di una mail del genere, forse verreste sfiorati dal pensiero di una colossale puttanata. Ebbene, per un attimo l’ho pensato anch’io, ed è stato in quel fulminante momento che ho deciso: vado.

Implacabile, il mio coinquilino me l’aveva detto: “si vede che non hai un cazzo da fare”. Ma io non potevo mancare al mio appuntamento con la storia: questo del 24 luglio è il primo Flash Mob in Italia, anzi addirittura europeo. Ok, però cosa diavolo è un Flash Mob? Trattasi di “mobilitazioni di persone radunate a macchia d’olio via internet, rigorosamente di breve durata e rigorosamente senza senso”. Un’adunata situazionista, insomma. Quelle cose che sapere cosa sono, di per sé, è abbastanza facile, capirle invece è quasi impossibile.
In fondo, l’allegra spensieratezza dei Mob sta nello spogliarsi di ogni corredo ideologico e di ogni infido sottinteso valoriale: non c’è nessuno a cui dare spiegazioni, semplicemente perché non ci sono spiegazioni da dare. Abbiamo trascorso intere stagioni a divorare manifesti e proteste, a rivedere posizioni politiche, a rivendicare nobili cause, a fare incetta di se e di ma, e ora ci arriva come una secchiata di acqua gelida in faccia la dichiarazione di quel giovane newyorkese alla rivista più para-cult del pianeta, Wired: “Nella nostra società bisogna avere sempre uno scopo per muoversi e fare qualcosa, qui no”.

L’appuntamento col Nulla è alle ore 19 in punto in via del Corso, al centro di Roma. C’è il ragazzo col cappello con la lettera M, c’è un po’ di gente che si guarda intorno con aria curiosa, e c’è anche un riconoscibile fruscio di telecamere e giornalisti. Tutti sanno di sapere.
“M come Mob?” dico, con la stessa circospezione di un agente segreto. “Tiè”, mi risponde il misterioso Mister M, brusco come un pusher di fumo. Ecco le istruzioni del primo Mob.

1. Ore 19:15 esatte: entrate da Messaggerie Musicali, andate al banco informazioni del reparto Libreria (piano superiore) e chiedete di libri inesistenti (se riuscite a farveli mettere in lista d’ordine, siete dei geni).
2. Ore 19:22 esatte: senza eccezioni, distribuitevi equamente, senza dare nell’occhio, ai lati del piano superiore, dove è possibile affacciarsi sul piano terra, e fate finta di consultare i libri che trovate lì.
3. Ore 19:25 esatte: fate un bell’applauso di 15 secondi, occhio a non sforare di un secondo di più, è importante il sincronismo. Terminato l’applauso, abbandonate Messaggerie Musicali. Nessuno di noi deve rimanere lì dentro per le 19:27
4. Se volete approfittare di essere arrivati fino a qui per fare degli acquisti, vi consiglio di tornare almeno 10 minuti dopo, per non rovinare il finale del Mob.
Grazie per essere intervenuti a partecipare, buon divertimento!

Secondo Freshguy (quel giovane artista metropolitano che, giusto un mese fa, è salito sui vagoni del metrò e ha cominciato ad appendere le sue foto nei vagoni, cfr. Specchio della Stampa di sabato) questa è una specie di “rivolta contro il dominio della merce”. In queste performance partite da New York (manco a dirlo) c’è un po’ di Luther Blisset, un po’ del Critical Mass (ma senza biciclette), un po’ del movimento Reclaim The Street (ricordate No Logo? ricordate i no-global?), forse qualche residuo della cultura rave e di immancabile goliardia. Aggiungiamoci anche l’attrazione della folla, l’instupidimento estivo e un po’ di sadismo verso i poveri commessi di Messaggerie Musicali.
Dunque: gioco o azione sociale? Non si sa (notare che tutta l’operazione ruota intorno al “non si sa”).

Nel giro di dieci minuti, alle Messaggerie Musicali di via del Corso, tutto è avvenuto secondo il più regolare e calcolato non-sense. Richieste di libri inesistenti da far invidia alla leggendaria collana Adelphake di Labranca, incredulità dei commessi, nervosismo degli energumeni alla sicurezza, ignari clienti che chiedevano se si trattava di Scherzi a parte, infine un fragoroso applauso e rapida dispersione della massa.
I giornalisti e i passanti si sentivano rispondere dai mobbers che loro non sapevano niente, volevano solo ordinare dei libri.
Hai voglia a insistere: il crollo degli ideali? il pensiero debole? lo zen dell’uomo massa? Qui c’è una strana adunata di pazzi post-moderni, e fondamentalmente non c’è un cazzo da fare. Io c’ero, e già sono contento. La cronaca riempirà due colonne e la storia poi ci giudicherà, se ne avrà voglia.

Circolano on-line decine di foto e commenti (questo compreso), e ci saranno naturalmente altre occasioni per ripetere il giochino in altre inedite varianti.
Però c’è sempre quel fondamentale dettaglio per cui in Italia ci si diverte ma a New York, si sa, è tutta un’altra cosa. Per esempio, i newyorkesi si dileguano subito e senza lasciare tracce, non restano mica davanti al negozio a scattare foto ricordo in posa trionfale e col biglietto in mano.

per Dada: va bene anche in natura…

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25 Comments

  1. oddio, non anche qui. vabbe’, qui di far polemica non ne ho voglia. in ogni caso gli organizzatori sono i primi a dichiarare che l’intento era cazzaro e nient’altro. non e’ un particolare da sottovalutare.

  2. Alla fine ci sei arrivato al rave party? O sei stato rapito e messo in un bungalow con quattro palme davanti aspettando che il sultano del Brunei ti facesse suo?

  3. boh.. ma da ex-commesso di Ricordi, l’idea che sia una colossale puttanata mi ha un po’ più che sfiorato.. (“dài raga’, uscite che ho da andare all’aperitivo..”)

  4. E’ una puttanata, una perdita di tempo, una goliardata, una cazzarata? Era un’esperienza, per chi l’ha fatta. Quali esperienze non rientrano in quelle definizioni? Lavorare per vivere, e va bene. (Però lavorare un po’ di più per avere una macchina più bella che cos’è?). Aiutare chi sta male, e va bene. E poi? Questo per dire che per me invece ha un senso. Non so quale, ma sento che ce l’ha. Senso di appartenenza a una comunità libera, non invasiva, “debole”?

  5. Una cazzata per l’estate.

    Anche io come tutti voglio dire la mia sui Flash Mob e lo vorrei fare citando Mantellini: …vorrei dire che

  6. Toh, dopo tanti anni sta tornando di moda la goliardia.
    Perlomeno sti flah mobbers potrebbero inventarsi qualcosa di originale invece di copiare paro paro le idee altrui, l’unica cosa differente da allora è l’applauso finale.

  7. Grandissima trojata a cui qualcuno che si sente un po’ in colpa di buttar via tempo così cerca giustificazioni social-global-artistiche (“rivolta contro il dominio della merce”). Per fortuna che in Italia fermandosi dopo a far le foto al negozio si fa tornare tutto alla giusta dimensione intellettuale, una puttanata da gruppo di ragazzini in vacanza.

  8. Paki: confermo, trattasi di americanata (commento privo di alcun risvolto, mera constatazione.)
    Lupo: confermo, trattasi di cazzarata (puttanata è un po’ forte…) da ragazzini goliardici. Posso assicurare che qualunque altro significato (rivolte varie) è stato attribuito dalla stampa in cerca di sensazionalismi balneari.

  9. Ok Nondevoverificare, vada per cazzarata ed elimino puttanata. (ma cazzarata da che regione viene? io non lo avevo mai sentito)

  10. Non lo so da dove viene cazzaro, qui l’ha usato Auro (un paio di commenti più su). Direi che abbiamo un neologismo e mi piace pensare che cazzaro sia “colui che cazzeggia”…cioè almeno il 90 per cento delle persone che in questo momento stanno leggendo questa cosa…:-P…(me compresa)

  11. a giudicare dai commenti negativi, non è stata una cosa inutile, né solo una goliardata. trovo interessante la cosa, proprio nella misura in cui c’è gente che non la capisce, o che pretende di ricondurla a schemi “normali”.

  12. non è una cazzata…anzi è veramente l’immaginazione al potere di 68esca memoria…è un’operazione artistica minimale ed effimera…con un aspetto politico su cui meditare un azione non-sense potrebbe improvvisamente riempirsi di senso…all’occorrenza

  13. cerco manuale di istruzione del flash Maxwell
    DA-5000 ZOOM 45°/90°.
    T.0774 353349 – 06 94005226

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  15. I love water too. I have a water Sun sign, my ascendant is an earth but my Mars is also in water sign so pepole around me are taken at the flood so to speak. And I have Jupiter in a water sign in the second house of wants & personal finance. I have about three other planets in an air sign. so I tihink it does end up getting balanced out a bit.

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