Amarcord

ico-amarcord.jpgSono giorni che devo scrivere questa cosa. Io non so se succede anche a voi, ma di tanto in tanto capita di avere cose da dire che desideri riescano belle, belle e basta, e che proprio per questo fan paura. Avrei rimandato ancora, se non fosse che domenica parto per le vacanze e lascio questo posto alla mercè dei lettori, ma anche alla cura dei vari autori che vorranno postare qualcosa anche in mia assenza.
Sembra un addio: non lo è. Sono solo le vacanze che iniziano, ed è colpa della dannata blogosfera, che in questi giorni è triste come una spiaggia deserta.
Parto, insomma, e garantisco anche il ritorno. Ma, per la prima volta, mi lascio alle spalle cose che probabilmente non ritroverò. E la colpa di questo testo stile passerottononandarevia è anche di queste cose, per quanto sapranno mancare. Poi anche mia, per aver voluto a tutti i costi addomesticare la volpe. Addomesticare è una cosa da molto dimenticata: vuol dire creare dei legami eccetera eccetera, e insomma, leggetevi il resto, che non è mai troppo tardi e ne vale la pena.
Quindi perdonatemi se usufruisco di questo spazio per sbrigare un po’ di conti e restituire qualche “grazie” in cambio di tutto ciò che ho avuto.
Tralascio i “vaffanculo”. Anche quelli sono tanti ma, in fin dei conti, chissenefrega. Nella vita è questione di tenere gli occhi aperti per essere sicuri di saper cambiare lato della strada in tempo.
Non me ne voglia chi non si ritrova tra queste righe: ricordo episodi a caso. Non è detto siano i più importanti. Non è detto siano tra quelli che compirei un reato a dimenticare. Sono solo quelli che mi scivolano lungo i polpastrelli fino alla tastiera in questo particolare (e, tra l’altro, non così importante) momento.

Come quella cena nella casa di Lia Celi e Roberto Grassilli in largo La Foppa: c’eravamo io, Roberto Marcanti e Alberto Graziani. Ci immortalano due foto (12) che non rivelano cosa caspita ci stessimo dicendo. Ricordo solo che io rovinai imperdonabilmente una barzelletta su San Pietro, e che ad un certo punto si unì a noi il cabarettista Paolo Cananzi con una fidanzata che non aprì mai bocca. Mai mai. Era Marina Massironi, agli inizi di Mai dire Gol!, e nessuno di noi se ne accorse fino a quando, sempre senza proferire parola, se ne tornò a casa.

Oppure il giorno in cui Valentina mi telefonò e mi disse che Pippo era morto. Anzi, no: che l’avevano ammazzato. Io lavoravo ancora in I.com (niente link, non c’è più: oggi si chiama Icon Medialab Italia) e Pippo era stato assunto da poco. Avevamo ottenuto la commessa per rifare il sito di Alitalia, e servivano htmlisti e grafici. L’azienda si stava ingrandendo: di lì a poco si passò dall’essere stipati in un soggiorno+camera+cucina ad uffici di migliaia di metri quadrati. Pippo lavorava accanto a me. Era il ragazzo più timido che avessi mai conosciuto: io avevo perso la testa per Federica, che lavorava con noi; lui Federica l’aveva in testa sin dai tempi della scuola. Nessuno dei due ebbe fortuna. Lavorava su un Mac, e non gli piaceva: a casa aveva un PC. Sognava un PC anche al lavoro. A Marco Tosi (un altro a cui devo l’essere riuscito, in seguito, a creare un’azienda in cui lavorare può essere anche un divertimento – però ho detto “lavorare”, per davvero, altro che PowerPoint) i PC non piacevano: ero l’unico cui avesse concesso il privilegio. Mi occupai di intercedere presso di lui per conto di Pippo, e andammo a comprarne uno in fretta e furia, per fargli una sorpresa. Pippo non seppe come ringraziare, però gli brillavano gli occhi. Per iniziare, riuscì soltanto a formattare il disco, perché era in ritardo ed era invitato ad una festa di compleanno.
Formattare quell’hard disk fu l’unica cosa che Pippo riuscì a fare su quel PC nuovo e fiammante, perché l’ammazzarono quella sera. Già, perché a Milano può capitare anche che a pochi passi dal Duomo, in coda per entrare in una delle discoteche più trendy, un coglione impasticcato litighi col buttafuori e, nel tentativo di accoltellare lui, lo manchi prendendo in pieno te. Sotto l’ascella, sfiorando appena appena il cuore. Quel tanto che basta per dire agli amici che sono lì con te che non è niente, che non fa male, di non preoccuparsi, e morire lentamente l’indomani mattina, quando nessuno se l’aspetta.

Ecco, mi accorgo solo ora di aver citato solo due episodi, e che per raccontare tutto non basterebbe un libro. E non è detto che non lo si faccia, prima o poi, io e Roberto: sono anni che ci promettiamo a vicenda di iniziare a scrivere di tutte le cose divertenti, incredibili, deprimenti, entusiasmanti, vissute dal giorno in cui, perché faceva figo, raccontammo di aver disegnato per la prima volta il logo di Clarence su un tovagliolo di carta del Trottoir di Corso Garibaldi, a pochi passi dalla redazione di Cuore. Non era vero: tutte le dot.com nascenti avevano fondatori che sostenevano di aver iniziato in un garage di Seattle, così anche noi inventammo un episodio-esca per giornalisti. Ci cascarono tutti.

P.S.: Vado in vacanza (qui, tra Donoratico e S.Vincenzo) fino al 24 agosto. Difficilmente, tra riposarmi sull’amaca nel bel mezzo di una pineta, fare grigliate una sera si e una no e gustare piatti indimenticabili, potrò (o riuscirò, o avrò voglia di) collegarmi. Ci pensate voi a tenere tutto pulito e in ordine, qui?
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14 Comments

  1. io ho scoperto splinder andando a pesca. ho pescato un pescetto, quando sono andato a pulirlo, nel suo stomaco c’era un numero di internetnews in cui si parlava di blog…. Il pesce era buono. Qui ci penso io…anche se terrò i post più belli per settembre! sto ancora a piagne!!!

  2. Non è facile capire certe cose per chi non c’era, io ad esempio ricordo perfettamente gli occhi pieni di amore di Gianluca. :)
    Ricordo anche i pianti per chi non c’era più, triste ma vero.
    I.com un’esperienza indimenticabile fatta di tante tante cose belle da ricordare… peccato siano solo un ricordo!
    un abbraccio,
    &:-)

  3. buone vacanze Gian … adoro queste cose alla “passerottononandarevia” :)

    p.s.
    a noi ultimamente è capitato di ricordare una ragazza che lavoro’ negli uffici di via ferruccio per qualche tempo, con cui tu avevi stretto inspiegabilmente amicizia. Ricordo te al telefono con un cliente, necessitavi di informazioni da lei ma al tuo richiamo, non scatto’ in piedi sull’attenti (ti disse “si, un attimo” e ti ignoro’). Tu cominciasti a gesticolare verso di noi con gli occhi iniettati d’ira.
    Beh, il mondo è piccolo, le società sono poche e lei ci ha rispedito il CV ;)

    baci

  4. Beh, visto che c’e’ quasi tutta I.com (non eravamo in tanti) non posso non mandare due righe anch’io… e poi lo ammetto… la Fede piaceva pure a me :)
    Purtroppo o per fortuna certe cose non si possono ripetere… siamo tutti cosi’ cambiati… ma lo spirito deve rimanere e io vi assicuro che dentro di me c’e’ ancora piu’ di I.com che di Icon.
    Un ricordo per Pippo che se fosse ancora qui avrebbe postato anche lui su questo blog.
    E poi dai, abbiamo ancora tante cose da fare prima di andare in pensione. Queste vacanze, ad esempio..

  5. Eh beh… uhm… io c’ero per forza e ci sono sempre stato… prima e dopo… eh eh eh … ho un caro ricordo di tutti i ragazzi di I.com, che mi voleevano bene, ma non credevano molto in me, uhm… eh eh. E la signorina Fede? Eh si certo… Uh uh. Così comeil suo post: più di tanto non potevi aspettarti da lei, anche se… uh ih ehhhm, cara ragazza, davvero. E dopo ci sono stati i cari ragazzi della “mia” azienda, la Clarence-spray-lycos-dada (uh non so se ce li ho messi tutti boh) che ho protetto e vegliato con amore e dedizione… Ehm, il fatto che qui non ci sia mai nessun loro post la dice lunga sulle amarezze della vita vero…? Eh eh, non e’ da me fare sagge considerazioni. Un abbraccio dal vecchio angelo di priam categoria e da Pippo, che, ovviamente, e’ quassù con me. C.

  6. posso dire una cosa? a me sto award mi sembra un po’ una bualfa.prima di tutto perche’ tu inserisci l’email ma poi non e’ che il macchinario ti manda un messaggio di conferma con link apposito, o almeno io non l’ho ricevuto e nello spam non c’e’ nulla.se e’ cosi’ allora vuol dire che l’email serve solo per evitare i duplicati, ma allora vuol dire che io posso inserire l’email di chesso’ e votare 3msc. senza contare che magari si puo’ usare un’email finta e allora e’ un’orgia di voti.l’unica palla e’ cliccare su tutti i campi, ma con uno scriptullo l’altra cosa e’ che una sienziata di cui non faccio il nome (e’ Ale) mi diceva che il fatto che tutte le categorie siano obbligatoriamente votabili inficia la statistica. io infatti ho votato per la maggior parte a caso.metti che ci sono 8 milioni di erotomani che votano solo il sito erotico e poi non sapendo cosa fare per il podcast dicono ma si’ dai votiamo questo tremetrisoprailcepu che ha un bel nome del cazzo . in questo modo vincereste grazie agli erotomani ma senza coscienza.ma magari va bene lo stesso.

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