Dagospiaset

Dagospia sui server di MediasetFortunatamente Roberto D’Agostino, per questo tipo di cose, non se la prende quanto Antonio Ricci. Che la pubblicità su Dagospia fosse gestita da Pubblitalia ’80, la concessionaria del gruppo Mediaset, era cosa risaputa. Da ieri sera (all’apparire di questa schermata là dove avrebbero dovuto esserci scoop, notizie, foto e pettegolezzi) si sa qualcosa in più.
Che, ad esempio, il più autorevole sito italiano di gossip è addirittura ospitato dai piersilvii server.

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10 Comments

  1. Buon per lui se ciò gli da dei vantaggi. Non è un male. Il male è cosa personale. Chi più chi meno indossa, mangia, si lava,ect…con prodotti che sono prodotti (scusate il bisticcio di parole) da qualcuno che non ci piace. E come disse Aurobindo: Dio mi ha aperto gli occhi, poiché ho visto la nobiltà del volgare e l’attrazione del ripugnante, la perfezione del deforme e la bellezza dell’orrendo e scoprii di avere conquistato la mia mente quando essa ammirò la bellezza dell’orrido, pur percependo perfettamente perchè gli altri uomini ne rifuggivano o lo aborrivano

  2. Ma cosa pretendete adesso? Che Robbbberto sia un puro? Non può esserlo per una ragione ovvia: uno che campa con le boiate deve legare l’asino sempre dove vuole il padrone. E poi – andiamo – vogliamo dire che, siccome dagospia fa una sacco di contatti, Berlusconi si sta mangiando tutta la blogsfera?
    aarghhh

  3. Mah! Mediaset, Dada … mah!
    Personalmente sono davvero felice di essermi comperato di mia tasca uno spazio che mi pago e di non dover dipendere da nessuno, fuori che da me stesso.
    E’ una scelta che ho fatto, anche evitando free hosting o spazi per blog (tipo clarence, splider, etc.), almeno evito banner non voluti, etc. etc. etc. e poi non vedo perche’ debbo fare pubblicita’ e far quadagnare (biglietti da mille) a qualcuno con le cavolate da me scritte. OH! Circa poi il sito di DagosSpia la nota polizia segreta del web che dire, per me, non e’ un blog-sito, non capisco come possiate chiamare blog-sito, un posto ove la interazione e’ nulla, ridotta a zero, non c’e’ possibilita’ di commenti etc. etc., senza parlare delle pubblicita’ … date retta ad un vecchio rincoglionito, fate piazza pulita nei vostri link, eliminate tutti i fasulli, finti libertarii e liberali e democratici, almeno che non si diano una regolata. E se non volete che diventi anche qui, come nell’etere televisivo, tutto un pattume, fate che non lo diventi Voi, scegliendo e senza fare il gregge che fa le cose solo perche’ altri ne parlano bla bla e bla bla e bla bla! Ecco quanto!

  4. Che D’Agostino sia anche lui sul libro paga di Mediaset non mi stupisce nè, in definitiva, mi interessa. Affari suoi.
    Che Dagospia sia la versione elettronica di Novella 3000, Gente o Cronaca Vera è sotto gli occhi di tutti e questo lo rende, per me, non degno di visita approfondita: ma chi se ne frega della cravatta che indossava X alla festa di Y o del politico Z che accompagnava l’attricetta fighetta alla festa di Stacippa? Mi sa che ci ho dedicato sin troppo tempo a questa cosa di cui non importa nulla. E’ che fa caldo, è che voglio andarmene in vacanza o … almeno a casa (in mancanza d’altro).

  5. Buiobuione guarda che nel link che hai postato dice che una ditta del gruppo Dada ha rifatto la sigla di Studioaperto. Che dovevano fare ? Dire “No grazie, questo TG è pure peggio di Fede non vi rifacciamo la sigla !” mi sembra alquanto ridicolo.

  6. Dunque, D’Agostino PAGA (che e’ il contrario di “venire pagato” o “essere a libro paga”) una societa’ del gruppo Mediaset per un servizio: e qual e’ il problema?

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