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Libertà 1. "Largo ai bambini!" ha gridato al maestro il delinquente (dopo aver fatto pipì sul pavimento e gettato una scarpa in aria). Il maestro ha chiamato la polizia e il colpevole, un bambino di otto anni "con problemi...
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Alberoni punto zip / veloce veloce: Premi Nobel
Burn baby burn
Punk Italia
Evangeline Lilly /25-26
Kate Beckinsale /3-4
Per chi suona la carampana
Politica e amori
Il Grande Troiaio /2
Attaccate bottone
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Okkupazione o blog marketing estremo?
Happy awakening, Mr. President
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Google Video è una cosa meravigliosa
Sexpolitik 2008
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Saul Bass
Meanwhile
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Ascolta: il libro si fa podcast
Macerazioni
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The classifica 8. Non siamo mica gli americani
The classifica 5. Piantala con 'sti bonghi
Fratello Indovino
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Distrette vedute
...e poi chi resta a creare l'humus?
Il miracolo di maggio
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Ma io Fede lo guardo perchè mi fa ridere
Scientology /1: Rapporto del Dipartimento di Pubblica Sicurezza
2007
Begambiente
Aririmortis
Meglio fabbro che monsignore (e il 25esimo de I Siciliani)
Un ragazzo. Un giornale.
"La Sicilia": l'opposizione che non c'è stata
Torture, bufale porno, censura e bocche di rosa
Sotto il vestito, un prete
Nani borlotti girano il mondo e mandano cartoline
Kamerasutra! Tutti pazzi per la Bertinotti-sexy-webcam: «Chiamami e guardami mentre faccio cadere Prodi»
La parola ai sudici! Svolta nel giallo di Perugia: trovato un pelo di Amanda nelle caccole di Rudy rinvenute nel water di Meredith!
Obtorto culo! Attento, Walter: più che primarie, erano le ultimarie
Profezie
He's 352
Falchi su RCS - Monografia di Stefano Ricucci
Ce lo meritiamo, il padrone
Slittano le elezioni? Che Pizza
Il grande sonno
Anna Friel /1-2
Ilary Blasi /1-2
Elisha Cuthbert /35-36
Macchiaradio commenta X-Factor: figli di Pooh
La settimana in cui le veline sono andate al governo
Macchiaradio tra il punto G e il fattore X
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Il primo libro (e il blog) di Guia Soncini
Donne nude gratis!
E' uscito Hitler (si spera per sempre, dalle nostre vite)
Philips premia i blogger "senza pelo" con Bodygroom
Su MyPixMania, 40 foto stampate gratis [sponsored]
Sony Vaio Serie FE [sponsored]
Emergentzè
Assonanze (Trittico del buonumore)
Nuovi fascismi
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La dodicesima domanda
Una questione di punti di vista
Netscappano. Ma poi tornano.
Hi, I'm a mac

Che andate contro un retto sviluppo della società umana, che se i politici appoggiano leggi in favore delle vostre unioni hanno ad essere scomunicati immantinente, che non potete certo pensare di adottare un bambino (che poi che facciamo? lo tirate su finocchio come voi?), che insomma va bene, siate pure finocchi, ma almeno non fate sesso (chissà le seghe, devo ricordarmi di chiederlo al primo vescovo che incontro). Insomma, cari amici, se a qualcuno di voi saltasse il grillo di dar fuoco a una chiesa con tutti i preti dentro, io non ci troverei nulla da ridire...
Dice: alla inevitabile selezione scamperanno soltanto i blog di una certa utilità, i blog di servizio.
Allora questo si salverà: recensisce i cessi pubblici di Milano, con tanto di critica, suggerimenti e voti a stelline (comodità, igiene ed estetica).
"(Il Bar Samarani di piazza Diaz) ha due toilettes pubbliche, già un dato positivo (...) Qui potete fidarvi, gente. Il bagno è pulito, senza pretese e inutili lussi ma con tutte le comodità ed anche carino esteticamente (...), ripiastrellato da poco, non più di due anni. Ha tre gabinetti, in cui non manca lo spazzolino, il gancio per il cappotto, la cartaigienica, il cestino e i sacchettini igienici. Non ha il copriasse."
"Università Cattolica, uno dei simboli di Milano, nonché grazioso ex-monastero che non manca di qualche attrattiva turistica. In quanto luogo pubblico potete accedervi gratuitamente e in qualsiasi ora del giorno (ma non della notte, e non la domenica). Ma dove andare? L'ateneo è grande e dispersivo e si rischia di capitare in uno di quei bagnetti a due gabinetti dove spesso manca anche la carta... No signori, dirigetevi invece senza indugio al bagno della Biblioteca Centrale..."
Insomma, è la Routard dei gabinetti, gratis e online. Dovrebbero farne una per ogni città.
Per Dada: 3.000 € iva inclusa, grazie (oh, l'inflazione fa brutti scherzi...)
Di nuovo prove dell'esistenza di Abraham J. Simpson (patriarca dell'omonima famiglia). Questa volta scrive (ovviamente sotto mentite spoglie) al direttore di "Internazionale"
Ho letto con interesse l'articolo sul chilogrammo che avete pubblicato nel numero 479 di Internazionale e francamente - a costo di sembrare molto ingenuo - non capisco cosa quale sia la difficoltà a definire il chilogrammo massa sulla base della massa di riposo di una particella stabile e priva di struttura interna come l'elettrone...
Ma se prendono davvero Saddam, cosa diremo e cosa faremo noi pacifisti?
Ma dopo il primo post, quanti blog di Studio Aperto sono davvero andati avanti?
il prezzo è quello pattuito, in privato, mr dada, va benissimo, mr dada, non si preoccupi, però, la prossima volta non venga a casa mia con i bazooka, basta anche solo una telefonata, mr dada, siamo gente tranquilla mr dada, pensi, ho intenzione di lavorare sodo...però poi me lo da quel posto da caporedattrice che mi ha promesso? come? solo se riesco a farmi commentare? non si preoccupi, mr dada, provvederò, mr dada, sì mr dada non ne parlo più, come desidera mr dada
...tanto di venduti per venduti (o venditori), ne approfitto per segnalarvi una nuova rivista letteraria da portare sotto l'ombrellone:
Mettete che un giorno all'improvviso una bloggatrice pugliese vi inoltri urgentemente un'e-mail, e su questa e-mail ci sia scritto di regolare il proprio orologio su un apposito sito internet, e il giorno dopo recarsi alle ore 19 spaccate in un punto X della città di Roma dove un ragazzo con in testa un capello con la lettera M sulla visiera vi consegnerà un foglietto, dopodiché dovrete seguire alla lettera le indicazione inscritte su tale foglio, recarvi nel luogo stabilito alle sette e un quarto, fare quello che dovete fare, entro le sette e ventisette minuti disperdervi fino a nuovo ordine.
Ecco, se anche voi vi ritrovaste destinatari di una mail del genere, forse verreste sfiorati dal pensiero di una colossale puttanata. Ebbene, per un attimo l'ho pensato anch'io, ed è stato in quel fulminante momento che ho deciso: vado.
| Liebe Mitdeutschinnen und Mitdeutsche,
Sommerferien – das bedeutet Ruhe, Freizeit und Erholung für viele Menschen. Alle anderen fahr´n in Urlaub! Wo klaut keiner Deinen Wagen? wo kann man baden ohne Krankenschein? Was soll ich denn in Italien? denn auch bei Aldi ham´se guten Wein! Silvio kriegt nicht meine Euro - Ich biet´ Barolo und bleib´daheim! | Cari tedeschi e tedesche,
Estate- vuol dire silenzio, tempo libero e relax per molti. Tutti gli altri vanno in vacanza! Dov'e' che non ti rubano l'auto? dove ci si puo' fare il bagno senza tessera sanitaria? Perche' me ne dovrei andare in Italia? che pure Aldi ha del buon vino! Silvio non ti becchi i miei Euro - offro Barolo e rimango a casa! |
Roma - La rete sotto l'attacco dei web shirker estivi. Dopo il flashmob e le clonazioni dei blog mainstream, è stato clonato persino il sito di Repubblica.
Per mr. Dada: sono 15 € + IVA a parola, da dividere tra me per questo post e lei per tutto il resto.
Nell'estate più calda del secolo può succedere di tutto. Può succedere, ad esempio, che alcuni famosi blogger vengano teletrasportati nello spazio siderale (dove l'aria condizionata funziona da dio anche se il cibo è quello che è) e sostituiti da replicanti. Chi sarà il prossimo? Le entità scelgono a caso chi rapire o hanno un preciso disegno? E soprattutto: c'è un tecnico in grado di far funzionare AliceAdsl sulla seconda luna di Plutone? Le Entità Aliene stanno aspettando solo voi. La verità è là fuori.
Pietà, vi prego, la polemica il giorno prima di partire per le vacanze no.
Capisco e ringrazio per l'interessamento nei confronti delle sorti di Macchianera ma, davvero, vado in un posto in cui la copertura cellulare per potersi collegare viene vista come il teletrasporto: qualcosa che, prima o poi, arriverà.
È possibile dare per assodato che esistono alcuni aspetti che vanno chiariti, che le cose non sono mai esattamente come sembrano, e rimandare la discussione a settembre?
Volevo lasciarvi con il post precedente. Nelle mie intenzioni era quello a fungere da saluto e da arrivederci.
Prime ore del 26 luglio 2003. Apro Gnueconomy cliccando sul link dal mio sito.
www.gnueconomy.net
Piccola pausa e vengo reindirizzata a gnueconomy.clarence.com.
Umh. Cosa sta succedendo? Sbircio un po' in giro.
"theGNUeconomy, in quanto sezione di Clarence, è da oggi raggiungibile esclusivamente attraverso l'indirizzo
gnueconomy.clarence.com"
Questo avviso è scritto nella colonnina a destra, in alto. Non lo avevo visto prima. Icq è aperto. Controllo la mia conctat list e Gianluca è on line.
"Oh, bestia, ma cosa è successo a Gnu?"
"Il problema dell'estinzione degli Gnu in Africa è davvero reale..."
"Ehi! Sveglia, dicevo gnueconomy..."
"Oggi mi sono scaccolato in pubblico, sai Pros?"
"Gianluca! Intendo, cosa è successo al dominio gnueconomy.net? Non ti sarai mica scordato di pagare l'abbonamento al register? Dai, può succedere a tutti non ti vergognare... Se non hai i soldi, guarda che facciamo una colletta noi 'autori', siamo in 66 se non sbaglio, con due euro ciascuno tutto si risolve... "
"Non sono Gianluca, sono un replicante, il vero Gianluca è stato rapito dagli Alieni"
Lascio perdere. Riuscire a farlo parlare è del tutto inutile. Qui qualcosa non va. Non va proprio. Che fine ha fatto gnueconomy.net (PUNTO NET) e la sua identità?
Triste realtà. Gnueconomy è diventato una rubrica di Clarence.
Sono incazzata. Decido di chiamare Gianluca a casa. Ecco, sveglio tutti ma gliene dico quattro. Il numero? mumblemumble... faccio il whois del dominio gnueconomy.net.
Svraaam (stramazzata al suolo)
Admin Name........... Paolo Barberis
Admin Address........ Via de Pandolfini 34r
Admin Address........
Admin Address........ Firenze
Admin Address........ 50122
Admin Address........ FI
Admin Address........ ITALY
Admin Email.......... domini@tv.dada.net
Admin Phone.......... +39 055 20351
Admin Fax............ +39 055 2478143
E' la fine. Gnu è di Dada. E Mantellini, profetico, ha proprio ragione.
Noi scriviamo su Gnu. Gnu è una rubrica di proprietà Clarence. Clarence è proprietà di Dada. Dada paga Clarence. Clarence paga i propri collaboratori. Noi siamo collaboratori di Clarence. A noi però non ci paga nessuno.
Eh no. Ho finalmente trovato un nuovo lavoro per arrotondare e non me lo dite?
Stasera ho già scritto un post. Ed ora ne sto scrivendo un altro. Quindi mi son fatta i soldi per andare almeno al cinema domani.
Ok, quando mi pagate? A chi devo rivolgermi? Quanto mi date? E come mi pagate?
Io lo chiedo ai diretti interessati.
"Egregi Signori di Dada, egregio Signor Gianluca Neri,
ho letto sul blog di Mantellini, all'indirizzo http://www.mantellini.it/2003_07_01_archivio.htm#105916955895589777, che il blog Gnueconomy fa ora parte integrante di Dada e del portale Clarence. Siccome ho anch'io una password per scrivere su Gnueconomy non vedo l'ora di dare inizio alla mia collaborazione. Mi chiedevo: visto che in homepage ci sono una dozzina di pubblicità di dialer, un banner di conto arancio, uno del grana padano, uno del mensile Max, uno del calcio virtuale e non so che altro, quanto sarà il mio compenso per un pezzo su Gnueconomy/Clarence? Andiamo a cartelle, facciamo un forfait o riceverò azioni Dada?
Cordiali saluti
Proserpina"
Ora invito tutti coloro che hanno la password per postare su Gnu a fare altrettanto. Ed anche i commentatori, che vanno ad arricchire il post, potrebbero chiedere la loro parte. Gli indirizzi a cui scrivere sono questi (sceglietene uno a caso o tutti, fate voi, io li ho trovati il primo nel whois e gli altri due sembrano i più interessanti del sito dada.net):
domini@tv.dada.net (dal whois)
advertising@dada.net (Customer Relationship)
simona.cima@dada.net (Simona Cima, ufficio stampa)
neri@clarence.com (Gianluca Neri)
Se poi, non ci vogliono pagare le cose sono due: o ci facciamo sfruttare, oppure molliamo Gnu.
Solo che io a Gnu ci tengo, dopotutto. L'ho visto crescere, l'ho visto trasformarsi, l'ho visto sopportarmi. E lasciare il Pinguino in DADAcatene (esigo nuovo logo con pinguino in catene, caro Gianluca) mi fa un po' male. Io, parto con la campagna Libera il Pinguino.
Voglio Gnueconomy LIBERO e INDIPENDENTE. E se Dada non vuole rilasciare l'ostaggio, e Gianluca vuole stare in panciolle a guardare l'agonia e la morte di gnueconomy, io no. Io boicotto Dada (Clarence, Supereva), entro in sciopero, mi incazzo.
Vediamo se qualcuno lo capisce che senza di noi utenti una società come Dada e il suo "network" sono praticamente fottuti.
(e facciamo che nei commenti è possibile sottoscrivere la mia protesta)
Sono giorni che devo scrivere questa cosa. Io non so se succede anche a voi, ma di tanto in tanto capita di avere cose da dire che desideri riescano belle, belle e basta, e che proprio per questo fan paura. Avrei rimandato ancora, se non fosse che domenica parto per le vacanze e lascio questo posto alla mercè dei lettori, ma anche alla cura dei vari autori che vorranno postare qualcosa anche in mia assenza.
Sembra un addio: non lo è. Sono solo le vacanze che iniziano, ed è colpa della dannata blogosfera, che in questi giorni è triste come una spiaggia deserta.
Parto, insomma, e garantisco anche il ritorno. Ma, per la prima volta, mi lascio alle spalle cose che probabilmente non ritroverò. E la colpa di questo testo stile passerottononandarevia è anche di queste cose, per quanto sapranno mancare. Poi anche mia, per aver voluto a tutti i costi addomesticare la volpe. Addomesticare è una cosa da molto dimenticata: vuol dire creare dei legami eccetera eccetera, e insomma, leggetevi il resto, che non è mai troppo tardi e ne vale la pena.
Quindi perdonatemi se usufruisco di questo spazio per sbrigare un po' di conti e restituire qualche "grazie" in cambio di tutto ciò che ho avuto.
Tralascio i "vaffanculo". Anche quelli sono tanti ma, in fin dei conti, chissenefrega. Nella vita è questione di tenere gli occhi aperti per essere sicuri di saper cambiare lato della strada in tempo.
Non me ne voglia chi non si ritrova tra queste righe: ricordo episodi a caso. Non è detto siano i più importanti. Non è detto siano tra quelli che compirei un reato a dimenticare. Sono solo quelli che mi scivolano lungo i polpastrelli fino alla tastiera in questo particolare (e, tra l'altro, non così importante) momento.
Come quella cena nella casa di Lia Celi e Roberto Grassilli in largo La Foppa: c'eravamo io, Roberto Marcanti e Alberto Graziani. Ci immortalano due foto (1 - 2) che non rivelano cosa caspita ci stessimo dicendo. Ricordo solo che io rovinai imperdonabilmente una barzelletta su San Pietro, e che ad un certo punto si unì a noi il cabarettista Paolo Cananzi con una fidanzata che non aprì mai bocca. Mai mai. Era Marina Massironi, agli inizi di Mai dire Gol!, e nessuno di noi se ne accorse fino a quando, sempre senza proferire parola, se ne tornò a casa.
Oppure il giorno in cui Valentina mi telefonò e mi disse che Pippo era morto. Anzi, no: che l'avevano ammazzato. Io lavoravo ancora in I.com (niente link, non c'è più: oggi si chiama Icon Medialab Italia) e Pippo era stato assunto da poco. Avevamo ottenuto la commessa per rifare il sito di Alitalia, e servivano htmlisti e grafici. L'azienda si stava ingrandendo: di lì a poco si passò dall'essere stipati in un soggiorno+camera+cucina ad uffici di migliaia di metri quadrati. Pippo lavorava accanto a me. Era il ragazzo più timido che avessi mai conosciuto: io avevo perso la testa per Federica, che lavorava con noi; lui Federica l'aveva in testa sin dai tempi della scuola. Nessuno dei due ebbe fortuna. Lavorava su un Mac, e non gli piaceva: a casa aveva un PC. Sognava un PC anche al lavoro. A Marco Tosi (un altro a cui devo l'essere riuscito, in seguito, a creare un'azienda in cui lavorare può essere anche un divertimento - però ho detto "lavorare", per davvero, altro che PowerPoint) i PC non piacevano: ero l'unico cui avesse concesso il privilegio. Mi occupai di intercedere presso di lui per conto di Pippo, e andammo a comprarne uno in fretta e furia, per fargli una sorpresa. Pippo non seppe come ringraziare, però gli brillavano gli occhi. Per iniziare, riuscì soltanto a formattare il disco, perché era in ritardo ed era invitato ad una festa di compleanno.
Formattare quell'hard disk fu l'unica cosa che Pippo riuscì a fare su quel PC nuovo e fiammante, perché l'ammazzarono quella sera. Già, perché a Milano può capitare anche che a pochi passi dal Duomo, in coda per entrare in una delle discoteche più trendy, un coglione impasticcato litighi col buttafuori e, nel tentativo di accoltellare lui, lo manchi prendendo in pieno te. Sotto l'ascella, sfiorando appena appena il cuore. Quel tanto che basta per dire agli amici che sono lì con te che non è niente, che non fa male, di non preoccuparsi, e morire lentamente l'indomani mattina, quando nessuno se l'aspetta.
Ecco, mi accorgo solo ora di aver citato solo due episodi, e che per raccontare tutto non basterebbe un libro. E non è detto che non lo si faccia, prima o poi, io e Roberto: sono anni che ci promettiamo a vicenda di iniziare a scrivere di tutte le cose divertenti, incredibili, deprimenti, entusiasmanti, vissute dal giorno in cui, perché faceva figo, raccontammo di aver disegnato per la prima volta il logo di Clarence su un tovagliolo di carta del Trottoir di Corso Garibaldi, a pochi passi dalla redazione di Cuore. Non era vero: tutte le dot.com nascenti avevano fondatori che sostenevano di aver iniziato in un garage di Seattle, così anche noi inventammo un episodio-esca per giornalisti. Ci cascarono tutti.
A me questo sito fa tornare in mente una piccola perla come "Innamorati cronici". Più precisamente, la scena in cui Maggie (Meg Ryan) e Sam (Matthew Broderick) si sono appostati nel palazzo di fronte a quello in cui i rispettivi ex-fidanzati stanno per fare l'amore; Sam si dice ancora convinto che la sua ex-ragazza, un giorno, tornerà da lui, e Maggie gli risponde a brutto muso: "The only way that girl is coming back to you is if a blast of semen propels her out the window and across the street" ("In un solo caso quella ragazza tornerà da te: se uno spruzzo di sperma la catapulterà attraverso la strada in questa stanza").
Ieri sono state diffuse le foto dei cadaveri di Uday e Qusay Hussain.
Oggi è stato concesso ai giornalisti di accedere alle prove alla visione dei cadaveri.
Ieri, in una elucubrazione mentale, mi chiedevo se tutto ciò non andasse contro la Convenzione di Ginevra.
Non avendo trovato risposta, ripropongo in pubblico salotto (e mioddio scopro proprio in questo istante grazie a Mantellini anche in pubblica rubrica) la questione:
I due Hussain possono essere considerati Prigionieri di guerra, seppur siano finiti in mano agli americani ormai da morti?
La Convenzione di Ginevra prevede comunque delle norme per le funzioni funebri dei prigionieri di guerra (art. 120). Cosa faranno dei corpi di Uday e Qusay gli USA dopo aver fatto tutti i test e le autopsie? E se nessuno, come logico, reclamerà i corpi, sarà rispettata la convenzione, o essendo i due dei noti carnefici, non sarà concessa una giusta sepoltura? E del nipote quattordicenne di Saddam, che ne è stato fatto?
E se gli USA non rispetteranno la convenzione, saranno applicate le sanzioni penali previste dal regolamento?
Le sanzioni penali sono state introdotte nel 1949 nelle quattro Convenzioni di Ginevra al fine di reprimere le infrazioni.
Il principale provvedimento prevede che ogni infrazione sia da imputarsi allo Stato che lo commette. L'applicazione delle sanzioni si verifica nei casi di gravi infrazioni.
Uno degli articoli comuni alle quattro Convenzioni (art. 132 della Convenzione 3) prevede che su richiesta di una Parte si possa aprire una inchiesta sulle violazioni alle Convenzioni.
Anche il Tribunale penale internazionale potrebbe essere uno dei garanti della Convenzione. Ma uno dei problemi principali è che gli Usa non hanno ancora firmato la loro adesione, e quindi sarebbero per definizione "non giudicabile" da questo tribunale.
L'America ha già violato la Convenzione durante lo svolgersi della guerra.
L'art. 51 del Protocollo I stabilisce, infatti, che "la popolazione civile non dovrà essere oggetto di attacchi" e che "sono vietati gli attacchi dai quali ci si può attendere che provochino incidentalmente morti e feriti tra la popolazione civile".
E a me, scusate, ma sembra proprio che l'utilizzo di attacchi quasi esclusivamente aerei da parte degli USA durante tutto il conflitto abbia messo in serio rischio la popolazione civile, che si è ritrovata spesso vittima di "tragici errori" delle bombe intelligenti[1 - 2 - 3].
Dove diamine è l'Onu?
Boh.
TRASCINATE I CADAVERI DAVANTI AL SALOON, COSÌ QUESTO CAZZO DI PAESE SI ACCORGE CHE SONO MORTI DAVVERO
![]()
I lettori del Foglio sanno che si tratta di un errore dovuto a imperizia redazionale, perché questo giornale di porcate ne fa, ma belle, grandi, anzi, smisurate, e di queste piccolezze si vergognerebbe.
(Giuliano Ferrara sgamato dal Financial Times, in prima pagina sul Foglio il 16/5/2003).
"Al direttore:
certo che siete proprio dei bricconcelli impenitenti, voialtri del Foglio. Lunedì scorso avete riportato un discorso di George Steiner con qualche taglio: ma dovevate proprio togliere il riferimento alla definizione di “Berlusconismo” come “fascismo del denaro, del filisteismo e dei media”?
Non vi è venuto in mente che qualcuno avrebbe potuto accorgersene e pensar male?
La prego, non mi parli di imperizia redazionale, non mi dica che il suo giornale fa solo le porcate belle e grandi. La mia impressione è che di porcate ne faccia tutti i giorni, tante e tanto piccole che ormai non se ne accorge neanche più, e di conseguenza non riesce nemmeno a provarne vergogna. Suo".
Dite che mi corca?
... non so cosa penserete di Coniglio Cattivo, il fumetto più sfrontato ed irriverente del web. Solo per stomaci forti e sensi dell'umorismo ipertrofici. Enjoy.
In cinque anni di New Economy capita di ricevere via posta qualsiasi cosa: inviti a comprare una laurea ad honorem dedicata ai manager, dispendiosissime brochures aziendali con testo ricamato a mano su sottilissime lamine d'oro e, soprattutto, gadget, gadget, gadget: DadaPasta, KataPenne, CaltaCappelli.
Beh, ieri ho ricevuto un gadget geniale. Dico davvero. Una scatolina bianca di 3 x 4 cm. con una manovella, una lucina e qualche filo.
Me l'ha inviato Elena Antognazza, amministratore delegato di Mojo (nonché celebre creatrice di MList, la mailing list dedicata a marketing e internet). Nella lettera che trovo in allegato leggo: "Caro Gianluca, quando ho visto questo gadget mi sono chiesta cosa fosse". Pure io. "Non somigliava a nulla di conosciuto". No. "Poi l'attenzione è caduta sui quei fili attorcigliati, quattro cavetti per la precisione, ed ecco svelato l'arcano". Ho dovuto sbirciare la soluzione: "Il misterioso oggetto è un caricabatteria a dinamo per cellulare".
Ripeto: geniale.
E funziona.
Niente: avevo intenzione di scrivere qualcosa di sentito e profondo, ma non è serata.
Lascio le parole che ho già steso sul monitor in quel limbo in cui EmmeBi sostiene ingannino il tempo i semilavorati da blog.
Chissà che non tornino buone domani.
Io non so se davvero esistano i cosiddetti "blog mainstream". Non so, cioè, se una cosa che, quando va bene, totalizza 2000 visitatori al giorno può essere considerata "mainstream" (qui avevo intenzione di linkare una qualche pagina che spiegasse il reale significato di "mainstream", ma non l'ho trovata; quindi facciamo che "mainstream" sta per "qualcosa di non particolarmente originale, che però è riuscito ad imporsi divenendo popolare").
So però (o, meglio, mi sto accorgendo) che esiste una dimensione parallela in cui vengono pubblicati, curati e aggiornati blog di cui non si parla mai. Non lo fanno Macchianera e Wittgenstein, non appaiono nel Blog Aggregator, in BlogNews o Skip Pop; non sono abbastanza politicizzati da provocare risposte contenenti una qualche citazione delle malefatte di Castro da parte di Rolli o 1972; non finiscono sul Corriere, non vengono citati dal Venerdì di Repubblica, non destano dal torpore Tiziano Scarpa.
Esiste, ammettiamolo, anche l'invidia del "mainstream": blog aperti da persone senza nulla di particolare da dire, che si lamentano di un'immaginaria Auditel Splinderiana e Clarenciana. Fa parte del gioco. Ed il gioco è bello anche perché è così.
Quel che non mi spiego sono le eccezioni: perché non si parla di un fenomeno come l'infornata di blog manga-style, curatissimi dal punto di vista grafico e gestiti, molto spesso, da adolescenti?
E ancora: perché nessuno (me compreso) ha mai tessuto le lodi di Sugar & Tequila, l'esilarante blog in cui la Lo, "ventenne cinica", descrive (alla faccia di chi auspicava la scrematura che aveva da venì) cose semplici come la propria vita, il proprio mondo, gli amici, la Sili, il Pischello, la Fra.
Oggi è il giorno dell'ammenda. Quella che segue è la Parola della Lo.
L'intenzione c'è. È il sentimento che manca.
"Ti posso chiedere una cosa?" il minorenne (o ex minorenne che dir si voglia, o "pischello" addirittura) mi si avvicina.
"Dimmi" servizievole socievole e amorevole la Lo. S'è svegliata bene stamattina.
"La musica."
"La musica... cosa?"
"Che gli è successo? È cambiata. Ti sei innamorata?"
Urge spiegazione: la Lo è solita onorare il vicinato con musica a palla per un totale di due ore al giorno. La musica di per sè è ottima, stiamo sul genere rock, punk con punte di neo rock-elettronico. Quindi il mio, più che piacere personale è intento filantropico. Come i missionari che inculcano i precetti del cristianesimo ai selvaggi, io educo i miei vicini alla cultura musicale di questa epoca che di culturale ha ben poco. Finita spiegazione.
Riprendiamo il dialogo a dove l'avevamo lasciato.
"È cambiata. Ti sei innamorata?" chiede lui.
"Perchè?" chiedo io
"Beh vediamo... prima c'erano i Green Day e adesso... ci sono i Savage Garden..." dice lui.
"Ossignur" esclamo io.
"Quindi ti sei innamorata?" domanda lui.
"No. È vena malinconica la mia. Sto imparando a vivere come una qualunque donna ventenne, che si nutre di gallette di riso, ascolta i Savage Garden, piange ai film di Julia Roberts e parla con la fatina del frigo."
"Uao. E come procede la cosa?"
"Che piango perchè mangio gallette di riso e parlo con un Pooh anzichè con la fatina del frigo".
"Beh puoi ancora migliorare".
Silvietta: "...che poi, tu lo sai meglio di me, andarsi a mettere con ste persone è inutile... Lo ? Che minchia fai?"
Lo: "Poggio il bicchiere sul sottobicchiere. Che poi tua madre mi si altera" rispondo.
Silvietta: "Lo, quello non è un sottobicchiere quella è una galletta di riso!" mi rimprovera Silvietta.
**assaggio**
"Sa di sottobicchiere".
Fortunatamente Roberto D'Agostino, per questo tipo di cose, non se la prende quanto Antonio Ricci. Che la pubblicità su Dagospia fosse gestita da Pubblitalia '80, la concessionaria del gruppo Mediaset, era cosa risaputa. Da ieri sera (all'apparire di questa schermata là dove avrebbero dovuto esserci scoop, notizie, foto e pettegolezzi) si sa qualcosa in più.
Che, ad esempio, il più autorevole sito italiano di gossip è addirittura ospitato dai piersilvii server.
Altro che l'Hacker Contest del 6 luglio: sono mesi, ormai, che la vera gara di pirati informatici si sta tenendo su ResPubblica.
L'editore è in difficoltà: «Non nego che in questo periodo si stiano verificando alcuni disagi. Il problema è la lentezza dei server: impieghiamo troppo tempo a rimettere il sito online. E tutti gli hacker in attesa, ovviamente, protestano. È una situazione che stiamo cercando di risolvere con le prenotazioni ma, sapete, ci sono sempre quelli che non fanno la fila. Nei mesi estivi implementeremo un nuovo sistema che consentirà a chiunque di buttare giù il sito senza che uno di noi debba prima accorgersi che è nuovamente crollato e poi rimetterlo in piedi. Per il momento posso solo scusarmi per il disagio arrecato all'utenza. E non parlo solo di quando il sito non è stato accessibile, ma anche di quando lo è stato. Mi dicono che qualcuno è perfino riuscito a leggere un articolo per intero. Sono cose che non devono succedere».