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Archivio per giugno, 2003

Ok, ragazzi, ora per lo schiaffo del soldato va sotto un altro

giu 05 2003 Inviato da nella categoria Personale

Si, so che è un mal comune e che questo non lo rende affatto un mezzo gaudio, ma le statistiche di SpamNet su neanche sei mesi di posta transitata per il mio Outlook sono a dir poco allarmanti…

Statistiche di SpamNet

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Cariche esplosive

giu 04 2003 Inviato da nella categoria Strips

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Bari occupata. E’ arrivato il Gay Pride.

giu 04 2003 Inviato da nella categoria Segnalazioni


Sarà che perfino Tom ha lasciato passare la cosa sottotono (*), però io ci tengo a ricordarvi che ieri è iniziato a Bari il GayPride 2003.
In questi giorni conferenze e spettacoli, mentre sabato 7 il grande corteo che sfocerà nel discorso conclusivo e nella esuberante festa notturna alla spiaggia pubblica di Torre Quetta.
Simpaticamente l’estrema destra sta organizzando contro-manifestazioni di protesta.
A Bari comunque si è registrato uno dei primi della destra a favore delle manifestazioni gay: la città di Bari e la Regione Puglia, rispettivamente rappresentati da Di Cagno Abbrescia e di Raffaele Fitto (entrambi Forza Italia), hanno infatti patrocinato la manifestazione contribuendo anche alle spese di organizzazione assieme alla Provincia di Bari, rappresentata da Marcello Vernola (la Margherita).

Sabato ci faccio un giro, vi prometto foto e commenti.

(*) quando parlo di sottotono mi riferisco al fatto che un GayPride a Bari assume innumerevoli significati. Un evento del genere nel cuore del sud Italia è davvero un passo avanti verso la civilizzazione di alcune menti rimaste ancora a fine ottocento.

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Hasta la victoria, Lunaaaa!

giu 04 2003 Inviato da nella categoria Opinioni

Gianni TogniIl pezzo che Luca Sofri ha scritto per il mensile Donna, dedicato al fatto che, inevitabilmente e spesso a giovane età, si tende ad interpretare le parole delle canzoni un po’ come ci gira al momento, sta generando una partecipazione entusiastica, di quelle che sui blog si vedono di rado. Così, tra chi ha raccontato di aver scambiato l’incipit di “Questo Piccolo Grande Amore” con “Quella tua maglietta Fila…”; chi “ci vedrete in crinoline come brutte ballerine” l’ha inteso come “ci vedrete in prima fila…” e chi ha scambiato l’“io vorrei defilarmi per i fatti miei” della povera Fiordaliso in “Non voglio mica la luna” con “depilarmi per i fatti miei…”; chi “l’assurdo in persona” di “Un giorno credi” l’aveva invece colto come: “Mentre tu sei una super-persona…”; io mi sento meno solo.
E molto molto meno fesso. Perché io, intorno ai primi anni ’80, ho subito un trauma che ancora oggi mi trascino dietro: ero diventato un fan di Gianni Togni perché diceva le parolacce (le parolacce!) nelle canzoni.
Gianni Togni era, per me, il punto di raccordo tra Che Guevara e Pupo. Un Che Guevara cantante, diciamo, e un Pupo rivoluzionario. Ho cantato “egguardo il mondo da un obbblò, mi annoio un pò” per, credo, due o tre vacanze estive, prima che la Grande Delusione mi piombasse addosso.
Fu un amico, bastardo, a farmelo notare: che in “Luna” Gianni Togni non dice, come invece io credevo “…Poi sopra i muri scrivo in latino ‘Evviva le donne! Evviva il Pompino!’”. No, Togni si limitava a tessere le lodi del “buon vino”, e per di più in modo molto molto poco rivoluzionario.

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Sars amandi

giu 04 2003 Inviato da nella categoria Segnalazioni

Ci mancava anche questa: la web-artist americana Katie Bush (no, non è la nota cantante però non conosciamo eventuali parentele) ha creato una web-opera ispirata alla Sars, ricca di cromatismi contrastanti, movimenti sorprendenti, sfumature pregnanti degni del postmoderno-cinetico-ospedaliero con chiari accenni al Futurismo (da un lato) e alla varicella (dall’altro), riferimenti alla Pop Art e alla Poop Art (no, non è un refuso). Se il virus della Sars non si trasmette via computer, quello delle sciocchezze forse sì. Ecciù. Ecciao.

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FNAC Attack

giu 04 2003 Inviato da nella categoria Personale

Da circa una decina di giorni a Napoli (al posto della Standa) è stato inaugurato il nuovo punto vendita della Fnac. La prima cosa che si nota sono i manifesti che campeggiano per tutto il negozio: i commessi conoscono bene i prodotti che ti vendono (quindi ti puoi fidare), nessuno prende commissioni sulle vendite (quindi non uscirai da lì con qualcosa che non vuoi), ci sono i prezzi più bassi della città e se da qualche parte costa meno ti rimborsano la differenza, se vuoi ascoltare un cd ma non c’è tra quelli disponibili per l’ascolto basta chiedere, così come puoi prenotare un libro che non trovi e, infine, puoi sederti e leggertene uno.
Ma guardando più approfonditamente ti accorgi che qualcosa non va…

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Da Mani Pulite a Mani Bucate

giu 04 2003 Inviato da nella categoria Strips

Da mani pulite a mani bucate
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Insulti alla stampa
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Case di tolleranza zero
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Il Pinguino rilancia l’E-Commerce

giu 03 2003 Inviato da nella categoria Segnalazioni

Pinguino ConfusoPinguino SelvaggioNo, non stiamo parlando dei prodigi di Linux, quanto del terremoto in atto nel commercio online dopo l’uscita del libro de La Pizia e l’iniziativa del direttore marketing più celebre e leso della blogosfera, che ha lanciato la Maglietta Confusa. Bene, dal momento che qui i treni pare si debbano prendere al volo, e prima che possiate acquistare il telo mare di Wittgenstein, il Liquidator di Laura Bogliolo (una mitragliatrice che non va ad acqua, mavitramortisceacolpidiblog), la crema per il viso alle zucchine citrugne firmata Mery Terry, o i “servizi informatici” spacciati dai dialer di Mantellini, Macchianera si è deciso a riaprire il proprio storico Shop.
All’interno, in un clima da inutile spreco di cordialità, giovani e disponibili commesse sapranno proporvi le migliori occasioni tra i capi della linea autunno-inverno (tra cui le t-shirt “Bill Gates is dead” e quella dell’“Orgoglio Fuffa”) e presentarvi le bizzarre novità primavera-estate: il Pinguino Confuso e il Pinguino Selvaggio.

Precisazione: Macchianera, come spesso sottolineato, non ha ambizioni da sito commerciale ed è gestito esclusivamente – e senza alcuna scusante – a tempo perso. Per questo motivo non ha scopo di lucro. Grazie a E-Shirt.it, il 20% del ricavato dello Shop (ovvero l’intera parte di competenza di Macchianera) sarà devoluto a Emergency Emergency.

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Nuda alla meta

giu 03 2003 Inviato da nella categoria Segnalazioni

Seguo il consiglio di Luca Sofri, secondo il quale “l’arte va considerata disgiunta dall’artista” e provo a fare finta che Christina Aguilera non sia l’ennesima cantante pop prodotta in serie e lanciata perché nel giro di sei anni si inzoccolisse gradualmente sotto i nostri occhi.
Per questo dico che la sua ultima “Beautiful” è splendida (qui il video: qualità bassa | media | alta). Per quanto mi renda conto di rischiare grosso, a rivalutare la Aguilera sono in buona compagnia: tra le artecifici del nuovo album “Stripped” appaiono, in quanto produttrici, vocalist e strumentiste, Linda Perry (l’ex cantante dei 4 Non Blondes, autrice di “Beautiful”, il brano in questione) e Alicia Keys.

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La sai la quintultima?

giu 03 2003 Inviato da nella categoria Opinioni

A proposito di plagi, l’immagine che vedete a fianco gira su internet più o meno da quando la Lewinsky frequentava la colonia per aspiranti stagiste e si esercitava ancora col Calippo. Il cabarettista Raul Cremona se l’è stampata, l’ha attaccata ad un cartello e, nel corso dell’ultima puntata di Zelig Circus, ci ha costruito sopra una gag per il proprio personaggio Omen. Prossimamente: Gabriele Cirilli (quello di “Chi è Tatiana?”; quello di “Vojo tornà bbambino!”; quello che utilizza il più meschino dei trucchi adottati dai comici incapaci, e cioè ridere prima ancora di fare la battuta; quello insopportabile, insomma) ci delizierà con un bel dieci minuti di monologo sui gatti bonsai e su quella che ha chiamato il call-center dell’HP scambiando il mouse per un pedale.

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Reloaded

giu 03 2003 Inviato da nella categoria Opinioni

The Architect – Hello, Neo.
Neo – Who are you?
The Architect – I am the Architect. I created the Matrix. I’ve been waiting

Ho visto Matrix Reloaded e, contrariamente alla quasi totalità delle persone che conosco, mi è piacuto molto. Cercherò di spiegare perché.
Tanto per cominciare mi sono divertito parecchio, e avendo speso la bellezza di 15 euro fra me e consorte, di questo sono molto soddisfatto. Dieci/dodici anni fa quando per me il cinema era solo Wenders o Bergman e lottavo fieramente contro le americanate, la pensavo diversamente; ora però sono guarito, continuo a osannare Wenders, Antonioni e Alain Resnais, ma mi godo anche la trilogia di Ritorno al Futuro in DVD.

Altro aspetto non secondario: Matrix 1 è un film praticamente perfetto, solo un cretino poteva pensare possibile eguagliarlo con un opera altrettanto epocale. Tuttavia la storia doveva continuare (ho sentito anche qualche imbecille dire: “E’ tutta una manovra commerciale, i Wachowski non avevano pensato alla trilogia”…), oltretutto passando attraverso una milestone che è il problema tipico dei numeri 2, essere cioè letteralmente senza capo ne’ coda. Da questa doppia sfida ne esce un gran film che non poteva che essere un Matrix al nandrolone, esasperato negli effetti speciali, nel ritmo generale, nei costumi, nella complessità dello script, nel numero di suggestioni e input.

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Attenzione: Operaio infiammabile

giu 03 2003 Inviato da nella categoria Catena di San Libero

UNO CHIEDEVA UN LAVORO, L’ALTRA SOLO GIUSTIZIA. È ANDATA MALE A TUTTI E DUE.

Giustizia 1. Tre anni fa Ian Cazacu, un operaio rumeno emigrato in Italia, venne bruciato vivo con una bottiglia di benzina dal datore di lavoro cui aveva chiesto di essere regolarizzato. L’assassino, un imprenditore di Gallarate, venne condannato per omicidio; l’appello confermò la condanna. La vedova, Nicoleta Cazacu, qualche tempo dopo chiese un permesso di soggiorno per le due figlie studentesse, 19 e 21 anni. Ma la legge in questi casi richiede la disponibilità di 100 euri al giorno; le ragazze Cazacu, figlie di un onesto operaio e non di un boss mafioso, non hanno tanto denaro. Permesso negato. Neanche alla signora Cazacu è stato dato un permesso di soggiorno definitivo: solo uno provvisorio rinnovato di anno in anno. Non le è stato versato neanche il risarcimento deciso dai magistrati. Alla fine, la Cassazione ha annullato la condanna dell’assassino: rifare tutto il processo daccapo. La vedova e le figlie cercheranno di sopravvivere fino al giorno della sentenza, che a questo punto non arriverà prima di altri tre o quattro anni; e saranno sole. Gli avvocati compagni che un tempo difendevano cause come queste (Pecorella del “Soccorso rosso“, per esempio) ormai hanno di meglio da fare. Forse ci sarà un’intervista da qualche parte: e sarà tutto. In Italia, Ian Cazacu credeva di trovare una lavoro onesto. Sua moglie, semplicemente un po’ di giustizia. È andata male a tutt’e due.

Giustizia 2. La settimana scorsa ho subito, senza accorgermene, una censura da parte di me stesso. La sentenza che libera il “pentito” Enzo Brusca, assassino di un bambino di undici anni, l’avevo sì segnata nei miei appunti; ma fra il notes e il file, freudianamente, s’è perduta. I giudici di Palermo non possono sbagliare, ha detto il commissario politico che anch’io, come tutti, ho in qualche retrobottega del cervello. E invece possono sbagliare anche loro, e in questo caso l’hanno fatto.

Giustizia 3. Previti, Dell’Utri e il signor B. hanno semplicemente i soldi per tirare in lungo la causa pagandosi i migliori avvocati, e anche i migliori articoli sui giornali. C’entrerà pure la politica, ma prima di tutto c’entra avere o non avere i soldi. Che poi si riduce a questo, la politica, in realtà. Merito dei tre imputati averlo detto chiaro e forte, facendoci su anche en passant un governo.

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Interviste spontanee

giu 01 2003 Inviato da nella categoria Strips

Interviste spontanee
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Coppia sadomaso
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Miracoli
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Dalla calza al bavaglio
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