UNO CHIEDEVA UN LAVORO, L’ALTRA SOLO GIUSTIZIA. È ANDATA MALE A TUTTI E DUE.

• Giustizia 1. Tre anni fa Ian Cazacu, un operaio rumeno emigrato in Italia, venne bruciato vivo con una bottiglia di benzina dal datore di lavoro cui aveva chiesto di essere regolarizzato. L’assassino, un imprenditore di Gallarate, venne condannato per omicidio; l’appello confermò la condanna. La vedova, Nicoleta Cazacu, qualche tempo dopo chiese un permesso di soggiorno per le due figlie studentesse, 19 e 21 anni. Ma la legge in questi casi richiede la disponibilità di 100 euri al giorno; le ragazze Cazacu, figlie di un onesto operaio e non di un boss mafioso, non hanno tanto denaro. Permesso negato. Neanche alla signora Cazacu è stato dato un permesso di soggiorno definitivo: solo uno provvisorio rinnovato di anno in anno. Non le è stato versato neanche il risarcimento deciso dai magistrati. Alla fine, la Cassazione ha annullato la condanna dell’assassino: rifare tutto il processo daccapo. La vedova e le figlie cercheranno di sopravvivere fino al giorno della sentenza, che a questo punto non arriverà prima di altri tre o quattro anni; e saranno sole. Gli avvocati compagni che un tempo difendevano cause come queste (Pecorella del “Soccorso rosso“, per esempio) ormai hanno di meglio da fare. Forse ci sarà un’intervista da qualche parte: e sarà tutto. In Italia, Ian Cazacu credeva di trovare una lavoro onesto. Sua moglie, semplicemente un po’ di giustizia. È andata male a tutt’e due.
• Giustizia 2. La settimana scorsa ho subito, senza accorgermene, una censura da parte di me stesso. La sentenza che libera il “pentito” Enzo Brusca, assassino di un bambino di undici anni, l’avevo sì segnata nei miei appunti; ma fra il notes e il file, freudianamente, s’è perduta. I giudici di Palermo non possono sbagliare, ha detto il commissario politico che anch’io, come tutti, ho in qualche retrobottega del cervello. E invece possono sbagliare anche loro, e in questo caso l’hanno fatto.
• Giustizia 3. Previti, Dell’Utri e il signor B. hanno semplicemente i soldi per tirare in lungo la causa pagandosi i migliori avvocati, e anche i migliori articoli sui giornali. C’entrerà pure la politica, ma prima di tutto c’entra avere o non avere i soldi. Che poi si riduce a questo, la politica, in realtà. Merito dei tre imputati averlo detto chiaro e forte, facendoci su anche en passant un governo.
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