Matrix Reloaded

Matrix Reloaded: grande film ma pur sempre il seguito di un autentico cult cinematografico. E, in genere, i sequel (specie se iperpubblicizzati e sovraccaricati di merchandising) sono operazioni che fanno gridare vendetta agli originali. Nel caso del film dei fratelli Wachowski il risultato è migliore di quanto si potesse disperare. Certo, il brodo è stato notevolmente allungato ma resta comunque una miscela di grande qualità.

Reloaded è il primo di due episodi (praticamente tranciati a metà con tanto di scritta “continua” e trailer finale) i quali raccontano ancora la lotta degli umani contro il programma Matrix che determina la realtà circostante e gli succhia letteralmente la vita. All’uscita del cinema ci siamo ritrovati d’accordo sul fatto che gli sceneggiatori avevano in mente un unico seguito, e che poi i produttori hanno abilmente riempito di inseguimenti ed effetti speciali per farne uscire due film con tanto di doppio evento e doppi incassi. A questo punto, bisognerà scongiurare per Matrix l’effetto “Star Wars” ovvero il diluvio della saga. A volte certe emozioni cinematografiche è il caso di interromperle, per non deteriorarle.


Il secondo episodio perde la sobrietà dell’originale, tralascia la costruzione psicologica dei personaggi e l’intreccio logico della storia, gonfia la componente spettacolare. Un “Matrix al nandrolone” come è stato scritto. Ma comunque senza rinunciare alla fondamentale caratteristica di “intellectual action movie”: il mix di tecnologia e arti marziali, le citazioni di genere, i rimandi filosofici eccetera. Ad illustrare il Matrix-pensiero stavolta c’è la figura dell’Architetto (di bianco vestito e palesemente con la faccia di Freud), che si produce in un discorso a dir poco incomprensibile (leggetelo con calma, e giudicate se si tratti di genio o di stronzata).
L’impressione è che il film sia pervaso di ironia, o forse era solo la mia resistenza umana a farmi individuare tracce di ironia nell’allucinante mondo di Matrix. Per esempio, la Bellucci. È chiaro che il suo ruolo di moglie cornificata e vendicativa rappresenti una piccola trasposizione di Muccino, non si capisce invece lo strano accento impastato di Monica. Che c’entra il dialetto umbro in Matrix? Avendo capito poco alcuni snodi della trama, ho dedotto che la Bellucci nel film fosse una Macchina, e in tal caso l’interpretazione le è riuscita benissimo.
Un altro personaggio non protagonista che mi è rimasto particolarmente impresso è l’Uomo delle Chiavi. Un povero vecchietto, scovato nelle cantine di casa Bellucci e poi portato al seguito dello spericolato protagonista, che sembra disponga di tutte le chiavi dell’universo Matrix. Formidabile la descrizione che ne fa Selvaggia Lucarelli nel suo blog: «Memorabile la scena in cui uno dei nemici del mondo virtulale lo sta per uccidere pronunciando la frase solenne:”Ora tu non sei più necessario!” e prima che il fabbricante di chiavi riesca a replicare:”Perché, ti sei fatto il cancello elettrico?”, arriva Neo a salvarlo».

La perfezione tecnica di alcune scene ad alto tasso di spettacolarità è davvero impressionante. Quelle con la moltitudine di agenti Smith in panoramica dall’alto farebbero un figurone anche in versione musical (non vorrei che qualcuno ci avesse già pensato).
Ma il momento topico del film è l’inseguimento mozzafiato in autostrada. Venti minuti di mirabolante suspance in cui succede di tutto: sgommate, sorpassi, salti, acrobazie di ogni genere, lamiere attorcigliate… manca solo un pullman di svizzeri a cui mostrare il culo dal finestrino come in gita, e poi sarebbe stato l’en-plein.
La produzione non ha badato a spese. Sembra addirittura che la strada dell’inseguimento sia stata appositamente costruita e a tempo di record per le riprese del film. Con una prospettiva del genere, il nostro Governo potrebbe chiedere di girare i Matrix 4 e 5 sul passante di Mestre.

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17 Comments

  1. A proposito di voci dialettali, a parte la Bellucci perugggina, qualcun’altro ha notato il vecchio senatore di Zion che parla in bolognese? “Mo benvenuti a Sssion, mo gliela fassiamo vedere noi al matrisss”.

  2. non ho visto i due film o meglio il primo avrei anche potuto vederlo in televisione e ad onor del vero sono stato davanti allo schermo con gli occhi fissi in quella direzione ma non so se per malumore o incapacità di comprensione, non mi ha comunicato assolutamente niente di tutto questo fascino che pare debba suscitare…quindi mi astengo dal commentarli entrambi…ho letto però questo dialogo tra l’architetto e il neo e a parte premettere che gli attori dovrebbero essere eccezionali per riuscire a interpretare e a offrire un minimo di pathos con una così contorta scrittura, devo dire che la sensazione è più della stronzata che del genio (e nemmeno mi sembra avvicinabile al genio demente nietzchiano): che non si inventi niente di nuovo e che si possa solo ricombinare e ricomporre in maniera “originale” è più o meno un dato di fatto o un punto di partenza comunemente accettato, ma qui non c’è nè del nuovo (da dio al dr frankstein) e nemmeno detto con nuove illuminanti formule…anzi il tutto è solo contorto e complicato forse nella paracula intenzione di sembrare intellettualmente più profondi…e senza nemmeno un punto di vista, adeguato o coerente coll’idea del film, post-moderno o almeno contemporaneo o avanguardistico…anzi è fin troppo ottocentesco… (comunque sticazzi e devo dire che di tutti i commenti che ho letto e sentito non ce ne è stato ancora uno che mi abbia spinto e incuriosito a vedere i due film…meglio cybersix!!!)

  3. La tangenziale di Mestre è ottima, soprattutto nei giorni feriali. Una bella bomba, e voilà: ecatombe di veicoli, leggeri e pesanti!

  4. avete capito che il mondo reale del film altro non è che un altro livello di matrix nel quale tenere a bada l’eletto e gli altri ribelli?Io l’ho interepretata così….poi non so se è vero..

  5. Non posso credere a tutta l’energia che si spreca su queste pagine per cercare di approcciare criticamente quello che altro non è che un fenomeno di marketing. Ho visto il primo Matrix, anzi, ho comprato il DVD (!) perchè lo ritengo uno dei dieci film imprescindibili della storia, ma non andrò a vedere questo perchè tutte le volte (e sottolineo tutte) che mi sono fatto abbindolare dalle sirene mediatiche di TV e giornali sui film da vedere, sono rimasto irrimediabilmente deluso.
    A questo livello un film non è nè un’opera, nè un un prodotto visivo/visionario: è solo una macchina per fare soldi. Posso anche accettare che qualcuno ci abbia trovato qualcosa di interessante, ma per carità, basta con questo spreco inutile di energie, che fa caldo e il mio cervello ha bisogno di aria fresca, non di paccottiglia & merchandising!
    P.S.: secondo me l’arte non va *sempre* considerata disgiunta dall’artista…

  6. che matrix reloaded sia un’operazione di marketing e una grossa macchina per fare soldi è ovvio,ma questo significa che possa anche essere un bel film.E comunque prima di giudicare dovresti vedere,nn è che se una cosa è pubblicizzata allora è necessariamente merda:di solito lo è,ma qualche volta NO!

  7. di questo ne sono convinto, ma visti i precedenti preferisco evitare. Se dovessi avere ragione tu perdo un bel film, pazienza. Ma sento che è meglio iniziare ad evadere da certe “trappole” congegnate così ad arte. Di bei film è pieno il mondo (e la maggiorparte di essi non gode dei servizi leccaculo di Mollacchia o della Pradeiro), mentre il non cedere al rincoglionimento e il non lasciarsi irretire è merce rara. Voglio esercitare il diritto al rifiuto mediatico e privarmi di una cosa che, anche se fosse un bel film, non sarà certo questo capolavoro che tutti mi vogliono fare credre, e per una volta bearmi di stare fuori da quelli che “devono” andare a vedere un film perche “è sulla bocca di tutti”.
    Ricordo ancora la corsa all’acquisto degli spolverini di pelle del primo Matrix: mi dicevano che c’era anche gente che era in grado di riconoscerli… “il tuo non è come quello di Neo”. Ora la stessa cosa succederà con il merchandising hi-tech di Reloaded.
    Non mi va di partecipare a tutto questo rincoglionimento generale, nemmeno da spettatore: fa troppo caldo, come dicevo prima…
    au revoir!

  8. Per GePs… fidati! Come dice l’articolo “il risultato è migliore di quanto si potesse disperare”. Anche io sono andato prevenuto e poi non sono uscito dal cine deluso. Un filmetto carino, a parte il “continua” finale che ti fa un po’ incazzare. Vedi tu…

  9. concordo con geps tanto che mi sono votato all’assenzialismo e al vano piacere di dire “io non c’ero” “io non l’ho visto” “io non l’ho sentito” ecc. ecc. eppure anche se non ho visto nessuno dei due film mi sento di poter fare un osservazione critica che quasi certamente sarà inopinabile; è una frase che mozart disse di alcune sue opere: “sono belle ma mancano di povertà!”…echest’è

  10. Ma quale grande film? E soprattutto quale film? Non c’è storia, soggetto evanescente ed in collisione netta col prequel. A parte la sensualissima scena del ballo è un clippone della serie c’ho gli effetti e ce li metto, fa nulla che mi fotto la magia della storia del primo film. A proposito l’agente Smith moltiplicato non lo aveva già usato in un video George Michael?

  11. la scna del ballo in vertà mi sembra un pò un espediente per allungare il brodo:la vostra città sta per essere dostrutta e voi festeggiate?mi sembra un pò strano.
    Parlando invece del merchandaising se dopo matrix 1 si son presi tutti lo spolverino di pelle,adesso che faranno?Si vestiranno da prete come Neo?assurdo

  12. Il film l’ho visto in originale, e devo dire che la Bellucci in inglese non se la cava male. Devo dire che è anche facile fare buona impressione se davanti a te c’è Keanu Reeves.

  13. Ludik, grazie per la segnalazione al dialogo riportato sul blog di Biccio :) E’ stato illuminante -> l’ho parodiato e mi ci son refrigerata un pochetto :p Salut’

  14. Matrix – Reload

    Dopo qualche anno di attesa, finalmente ci siamo: il seguito di uno dei film che salverei dagli anni ’90, che tanto significa per chi come me vive nella terra di nessuno fra due esistenze, quella “reale” e quella “virtuale”.

  15. il film non so, ma certo offro il rene di un mio amico per il numero di telefono di trinity e l’altro per la ricetta del dolce al cioccolato che il merovingio fa recapitare alla bionda

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