il Giornale on line

Onorevole, è contento del risultato amministrativo?
No
La sinistra ha vinto?

La sinistra ha stravinto?
No
Questo risultato dice che perderete le prossime elezioni politiche?
No, dice che le politiche le vinceremo noi.
Il Giornale, pag 3, intervista a Claudio Scajola di Mario Sechi.

Certe volte penso che è un vero peccato che Il Giornale sia l’unico quotidiano nazionale senza un sito internet funzionante.
Pausa
Facciamo una petizione e chiediamo anche che si aprano un blog (almeno uno).

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35 Comments

  1. ehmmm ehmmm….scusate…!(colpi di tosse ..voce fuori campo)
    La ragassa voleva dire “che si aprAno”

  2. eh si la Pros j’ha ceduto de congiuntivo…sarà il caldo.Mo je lo dico pure ar gatto mio de aprì un blog! (aprì non come passato remoto;-)

  3. La sintesi e l(a)’ (in) consistenza

    Onorevole, è contento del risultato amministrativo? No La sinistra ha vinto? No Questo risultato dice che perderete le prossime elezioni

  4. la sinistra è sempre convinta di vincere…. ricordo la magica notte in cui fassino, più smunto e cadaverico del solito, diceva “no, non è vero che stiamo perdendo, noi abbiamo altri risultati….” si certo…..
    ormai non faccio distinzioni tra destra e sinistra, ma meglio la morte che questa sinistra al governo…
    adesso fucilatemi partigiani!

  5. Ugo questa sinistra no e questa destra sì? “Ammazza aò”.

    Proserpina, Il Giornale online? A me non serve, mio nonno lo compra tutti i giorni.

  6. Il giorno dopo la sconfitta del centrodestra alle elezioni, Il Giornale secondo me aveva un titolo bellissimo: “Il Polo ce l’ha fatta: ha perso”; più in generale, tirava una sberla dietro l’altra appunto al centrodestra. In prima pagina aveva due editoriali: il primo era di Mario Cervi, il secondo era mio. Siccome sono prolisso, e siccome non lo leggerà nessuno, e siccome mi drogo, e siccome sono masochista e in questo periodo guardo questo sito quasi tutti i giorni, ecco, lo metto qui di seguito. Tiè.

    – Campioni del Mondo, campioni del Mondo, campioni del Mondo. Gente che si ubriaca di parole, innalza bandieroni di cifre, preannuncia prossimi ed epocali trionfi: in altre parole, il centrosinistra ha vinto le elezioni amministrative. In altre e precise parole, il centrosinistra ha vinto nelle province e ha vinto nei capoluoghi e ha vinto anche nei comuni un po’ meno grandi. La sostanza è questa. Si potrà discutere, poi, se abbia solamente vinto il centrosinistra o se abbia soprattutto perso il Polo, si potrà danzare con le cifre, nondimeno si potrà ironizzare sulla sbornia entusiastica di un centrosinistra che alla fine dei conti (delle cifre) festeggia un decremento del Polo che corrisponde a un totale di circa 600mila voti: un centesimo della popolazione italiana. Ma così stiamo barando, stiamo danzando con le cifre a nostra volta. La sconfitta c’è, punto. Bella tosta. L’Europa – per adottare un linguaggio che piacerebbe a l’Unità – dovrà presto avvedersi che il governo italiano, allo stato, è retto da una coalizione che non controlla Pescara, Ragusa, Udine – neo centro del mondo – e poi Pisa, Massa, Brescia, Formia, Cerveteri, Paola (Calabria) e Casamassima. Nessuna ironia: sono segnali importanti e forse non era neppure casuale che alle otto di ieri sera, mentre questo articolo veniva scritto, fossero ancora pochissime le dichiarazioni del Polo che oltrepassavano il mero balbettìo. Poi Claudio Scajola, responsabile delle campagne elettorali di Forza Italia, ha detto che in fondo erano state solamente delle elezioni amministrative, e che avevano contato più di altro dei fattori locali. Mah. Sandro Bondi, portavoce azzurro, ha aggiunto che molti candidati del centrodestra potevano esser stati penalizzati dall’esistenza di un secondo turno, e dalla bassa affluenza al voto, nonché da molte divisioni di carattere locale. Sarà. Tutto vero, quasi ovvio. Ma a parte qualche altra autocritica più chiara e netta – fatta da Alfredo Biondi, Marco Follini, Adolfo Urso e pochi altri – l’ammissione di responsabilità è parsa comunque un poco scarsa. A tutti. Colpa, oggettivamente, anche del frastuono stradale dei campioni del Mondo: un centrosinistra che offriva perlomeno la consolazione di lasciar sorridere ancora una volta. Per farlo, magra consolazione, bastava leggere alcune sortite già diffuse dal primo pomeriggio: pareva la presa di Baghdad, dai toni, e invece era quella di Ragusa. Il senatore della Margherita Willer Bordon, a un certo punto, l’ha sparata così: “Registriamo che le forze del centrodestra non sono più maggioranza nel paese”. E, a meno che intendesse proprio un paese (Monopoli, Formia e Marino, dove il centrosinistra ha effettivamente vinto) non è stato immediatamente chiaro dove Bordon abbia effettuato questa registrazione; più tardi, in compenso, ha ridimensionato: la sconfitta politica del Polo “si è consumata in particolare in Friuli Venezia Giulia”. E, detto così, niente da dire. “Con questo voto – ha tuttavia aggiunto – i cittadini hanno espresso un’assoluta condanna per due anni di governo del centrodestra”. I cittadini. Quali? E’ dagli anni Sessanta che le elezioni amministrative viaggiano a parte rispetto alle politiche: ma non vorremmo, ora, rimetterci a danzare con le cifre: lo facciano i signori di Forza Italia. Dunque ha ragione Bordon, e quindi avrà di sicuro ragione anche l’abruzzese Ottaviano Del Turco: “Il risultato conseguito dal centrosinistra – ha detto – è anche la riprova di quanti sostengono, da tempo, l’evidente crisi che manifesta la politica del centrodestra a Pescara”. Campioni del Mondo. Anche Massimo D’Alema e Francesco Rutelli, del resto, hanno fatto il loro lavoro. D’Alema ha parlato di “messaggio chiaro e forte anche alle orecchie del centrosinistra”, auspicando perciò un confronto programmatico con Rifondazione comunista; il sodalizio, senz’altro, non comincerà domenica prossima: diessini e comunisti, sul referendum sull’articolo 18, resteranno divisi come sempre. Ma pazienza. Rutelli in compenso ha parlato di “un recupero di consensi generalizzato dalle Alpi alla Sicilia” e ha fatto cenno, poi, a una “robusta inversione di tendenza”. Paroloni, sì, ma qualcuno deve pur dirli. Non resta che sorridere a denti stretti con il visionario Stefano Boco, capogruppo dei Verdi a Palazzo Madama: “Il centrosinistra deve prepararsi alle prossime scadenze, ormai è tutto chiaro: l’arroganza e la violenza culturale del Signor Berlusconi hanno contribuito a chiudere definitivamente questa disastrosa stagione politica”. Ah, è finita la legislatura? Va al governo Boco? Il quale, nell’attesa, spiega: “Da oggi non dobbiamo più essere contro il presidente del Consiglio, non è più necessario. Bisogna lavorare per costruire l’alternativa di governo… Ormai rappresentiamo la maggioranza degli italiani.. Berlusconi è ormai un pezzo del passato della storia degli italiani”. Chiaro. Non faranno più opposizione: e dire che, secondo alcuni, non l’avevano ancora incominciata. Berlusconi appartiene al passato: bisognerà assolutamente avvertirlo. Dopodichè il sognor Boco avrà senz’altro il buon cuore di lasciare che Silvio Berlusconi passi almeno a ritirare le sue povere cose: per esempio altri tre anni di governo, la maggioranza politica e rappresentativa e numerica del Paese – quello con la maiuscola – ma poco male, perchè Boco frattanto può allenarsi a Pescara. A Cerveteri no: ci sono già dei problemi tra diessini e Rifondazione. Ma li risolveranno. Ne stanno parlando. Ci stanno lavorando.

  7. X la Rolli
    1. Per il Polo queste elezioni non hanno avuto un carattere nazionale. Sarà, ma allora come definire gli effetti sulla coalizione di governo nazionale?
    2. Scajola dice che due milioni non sono un test nazionale. Più attendibili i sondaggi di Berlusconi/Crespi con dei panel test da 1000 persone?
    3.Scajola dice che hanno votato 2 milioni di persone. E poi dice che i voti sono stati 3,2 milioni per la destra e 2,8 milioni per la sinistra; 400.000 in più per la destra. Ma, fatemi capire, quante cavolo di volte hanno votato? :)

  8. La tragedia, ragassuoli, è che io per leggere quell’intervista il Giornale l’ho comprato sul serio. E’ che ho preso il vizio, ogni tanto, di farmi del male (però, diciamolo, alcune menti del Giornale sono davvero irresistibili. il Giornale on line! il Giornale on line!)

  9. Sarà il caldo, Proserpina, che ti devo dire? Non sembra esattamente lo spot di un’intervista che ti è piaciuta. Comunque fa caldo, appunto, e io sono garantista quindi .. Il link era già segnalato nel track. Vento mare : Anche secondo me queste elezioni non hanno valore specchiativo delle politiche. E’ sempre stato così e del resto le amministrative sono tutt’altra cosa. Certo indicano che il centrodestra non sa davvero proporre candidati, ma anche questa è storia stravecchia. Segnalano anche che le divisioni non pagano. I dati di Scajola, che apparentemente non tornano, credo si riferiscano alla conta complessiva tra amministrative e ballottaggi

  10. Penso che la questione della vincita-non vincita, sia ben riassunta invece in queste frasi:
    Sa quanti elettori hanno votato in questo turno amministrativo?
    Si, circa due milioni
    Bene, questo dato sfugge alla maggior parte degli italiani. E allora come come si fa a dire che è un test nazionale?. Da sinistrosa, ma non molto, devo dire che il ragasso non ha tutti i torti.
    Il vero test per la sinistra, e non per la destra, deve ancora arrivare. In fondo, capovolgendo un teorema di Scajiola, alle scorse politiche la sinistra ha perso, non è stata la destra a vincere. E per le prossime politiche varrà la stessa cosa. Vincerà la destra -ancora- perchè la sinistra con questi dirigenti e con questi modi di fare, non potrà che perdere. aimhè

  11. Interessante… C’è chi sembra non accorgersi delle mastodontiche e ripetute deformazioni della realtà (stile “ministro-dell’informazione-iracheno-con-i-carrarmati-usa-alle-spalle”) ed invece riesce a disquisire tra le differenze attuali e storiche delle elezioni amministrative rispetto a quelle politiche generali. Interessante miopia, davvero. Come sempre però, basta aspettare, ed il tempo chiarirà le idee. A tutti. ;-) PS: avevo sentito parlare di Filippo Facci in un cero modo. Poi ho ascoltato il suo modo di ragionare nell’ultima puntata di 8e1/2: per quanto riguarda la campagna anti-sigarette avrei potuto dire le stesse identiche cose. Non credo proprio però possa esserci pari consonanza sul resto. saluti. LP

  12. A me sinceramente frega poco di queste elezioni.
    Le amministrative contano relativamente e per quanto mi riguarda contano soprattutto quando coinvolgono il territorio nel quale vivo, e non è questo il caso.
    Detto questo mi fa piacere che non abbia vinto il centrodestra e sinceramente spero, guarda la follia, che questo metta in moto, o meglio acceleri, quei contrasti già presenti nella maggioranza di governo (quello nazionale).
    Si, lo so, tendo ad illudermi.
    Non vorrei dimenticare che comunque mi fa piacere che un mio zio di secondo grado, candidato in forza italia al comune di pescara, vada a far parte dell’opposizione invece che, trionfalmente e tronfiamente, della maggioranza.
    Si è un piccola soddisfazione, ma l’elezioni che ci son state sono piccole, mica è colpa mia.

  13. Tra l’altro, sempre sull’intervista, io sono curiosa di come commenterà AN, che chiede una verifica politica che Scajola non ritiene necessaria. Belle divergenze nella Cdl –
    Il partito di Fini non sta bene, l’Udc si sente più forte. Entrambi chiedono la verifica di governo. Cosa succederà domani?
    Osservando i dati elettorali non vedo una crisi di An. Molti hanno enfatizzato questi elementi per accrescere le divisioni nella Cdl.
    E la verifica?
    La verifica di governo è una legittima richiesta di An e Udc che a metà legislatura vogliono fare il punto e rilanciare l’azione di governo. –

  14. Un segnale significativo proveniente da queste amministrative però c’è. Il mafionano pare abbia imparato qualcosina. Nell’intervista da Gerusalemme ha definito i membri dell’opposizione non più “comunisti mangia-bambini-brucia-preti-anime-dannate-e-minchiate-propagandistiche-assortite”
    ma “signori della sinistra”. Ci avevate fatto caso? Miracolo del “bolscevico” Illy.

  15. “I signori della sinsitra, che sono soddisfatti di come fanno opposizione, siano soddisfatti: resteranno all’opposizione finchè cam-pa-no” – Silvio Berlusconi –
    Però, eh, mica c’ha torto.

  16. Ma che bisogno c’è, gentile Principessa, di acquistare Il Giornale (anch’io una volta, cedetti a tal debolezza), quando l’unica firma godibile la troviamo comunque, e integralmente, qui nei commenti di GNU, o a casa di Rolli? E addirittura epurati dall’immagine della mascella volitiva di Belpietro? Il blog è risparmio!

  17. Il dito nella piaga. Dov’è l’errore? Se io sono un infiltrato, dove lo sono? Qui o al Giornale? Vi giuro che è un mestiere difficile: perchè essere apolidi significa che a un certo punto ti guardano in cagnesco (bau) da tutte le parti, e che in ogni ambiente ti trattino come uno che probabilmente viene da un altro ambiente, anche se questo ambiente non esiste. Dio come sono serio oggi. Comunque Belpietro per me è un amico.

  18. Non dubito che ognuno abbia gli amici che merita. Ma tu, credimi, meriteresti di più. O di meno, a seconda di come vedi la questione.

  19. Non ti sembra riduttivo parlare di “unica firma godibile! Io compro Il Giornale tutti giorni e la prima cosa che faccio è cercare gli articoli di Biloslavo e di Micalessin.

  20. ma ha perso cosa???? ma che giornali leggete quelli scritti dalle mamme di d’alema e di fassino????
    ha perso….. mah!!!!
    vabbè ha perso? però sempre il centro destra sta al governo, ah come mi dispiace……………..

  21. Ehm.. mi spiace farlo notare, e soprattutto mi spiace che sia così, ma e si fosse trattato di elezioni politiche, cioè quindi in termini di numero assoluto di voti, ha e avrebbe vinto la CdL. Anche se probabilmente ha meno voti di prima, ne ha comunque sempre più del centrosinistra.

  22. Il Giornale in rete? Ma volete mettere il gusto di comprarlo e di incarterci il pesce o le uova? Paolo Rossi: quello lì aveva un cane e l’ha chiamato Cane…ha fatto un giornale e come l’ha chiamato? Il Giornale.

  23. Caro Facci, la sua potrebbe essere anche una condizione invidiabile, no? Certo, con l’andar del tempo, si potrebbero ridurre eccessivamente le potenziali fonti di reddito, a furia di far incazzare a destra e a sinistra (più la seconda che la prima, direi). Si apra un blog, se non l’ha già fatto, e provi a diventare il Sullivan italiano. Hai visto mai.

  24. Due cose. Facci e Rolli. Domando a Facci, poiché sono curioso di sentire cosa sente uno che sta o sente dalla parte alternativa alla mia: “Cos’è che percepisci della sinistra”? Perché credo che stare da una parte o dall’altra ti fa prorio essere antropologiacamente diverso. Quanto poi a cambiare l’antropologia se poi cambi idea e modo di vedere come succede, più o meno, a tutti noi con il tempo. Simpatie e antipatie, motivazioni e riconoscenza, vissuti e delusioni, padri e madri, risentimenti e ideali, contribuiscono a farci sposare un idea piuttosto che un’altra. Parlo più di quelli che hanno una visione meno laica e più ideologica. Tu ad esempio cosa quando vedi Fassino che pensi, cioè intendo come lo vedi (a parte secco) :)? Dico Fassino come potrei dire qualunque altro. Insomma come la visione di una persona viene deformata, i suoi pregi e difetti amplificati, le contraddizioni esaltate o perdonate dall’apparteneza e dalla concordanza o opposizione alla propria idea politica o concettuale?
    ciao

    x Rolli. Guarda che io credo che queste elezioni avranno un impatto forte, anzi fortissimo, sulla vita politica italiana. Per me sono una svolta, invece, altro che dimensione locale. Sia nella destra che nella sinistra. Queste elezioni sono un passo in avanti verso una migliore caratterizzazione del panorama politico verso il modello maggioritario. La politica è come la borsa, non vive solo dei risultati ma principalmente delle tendenze e delle aspettative. E di tendenze e di aspettative se ne sono viste tantissime in queste elezioni.

  25. quante cazzate: ma vi rendete conto? qui c’è gente che per non voare questa sinistra ha messo al governo berlusconi! previti! dell’utri!…sembra l’appello di San Vittore.

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