Freddy esiste solo nei sogni

Freddy KruegerLeggo che vari blog avrebbero aderito allo sciopero promosso da Blogmatic Cafè per martedì 10 giugno. In sostanza: niente post per 24 ore. Motivo? La fame nel mondo? Il terrorismo? La guerra? I template di Laura Bogliolo? No: “contro la blog-dipendenza e l’alienazione dal mondo reale. Io resisto e non bloggo perchè non sono Freddy.
Chi sia questo Freddy lo spiega una storiella che da qualche giorno a questa parte, cavalcando le onde dello spam, si è riprodotta in modo incontrollato nelle caselle di posta elettronica:

Non fate come Freddy.
Chi è Freddy? Sei te, tra 50 anni.
Quando sentirai dire che un blog è morto, d’ora in poi penserai al buon caro vecchio Freddy.
Freddy era del Kansas e aveva imparato ad usare il pc grazie ad uno dei tipici corsi d’informatizzazione considerati tanto trendy nei circoli per anziani. La prova finale del corso consisteva nel crearsi un blog e Freddy la superò egregiamente con il suo freddy15.blogspot.com.

Le giornate passavano veloci davanti al monitor di uno dei computer della internet-room della casa di riposo Abraham Lincoln. Ogni giorno Freddy raccontava la sua vita attraverso il blog, stringendo un rapporto morboso con l’arte del bloggare.
“Sto guardando fuori dalla finestra il parco che circonda questa mia senilità, il tempo scorre e c’è una sola differenza tra me e quello che vedo: tutto progredisce, io invece regredisco. Devo alzare il ritmo del postare, voglio scrivere un post ogni 30 minuti e fotografare il progredire/regredire del mondo e della mia vita.”
E così fu, iniziò a descrivere ogni suo piccolo gesto frantumando record su record nella sua battaglia con il blog. Ieri, nel suo ultimo giorno da blogger, ha toccato l’apice dello stress da post. Era stanco, non dormiva e non mangiava da due giorni. Questa è stata la triste sequenza finale, tasto dopo tasto.

– Sono le 18:04 e la testa mi gira tantissimo, non mi ricordo più quand’è stata l’ultima volta che ho mangiato qualcosa. Non ti posso abbandonare mio caro blog.
– Sono le 18:05 e non riesco a battere bene le dita sulla tastiera. Credo che non riuscirò a battere questo record, impiego troppo tempo per postare. A tratti non vedo niente.
– Sono le 18:05 e 46 secondi. Sto scrivendo un post.
– Sono le 18:06 e 25 secondi. Sto scrivendo che sto scrivendo un post.
– Sono le 18:06 e 46 secondi. Ho appena scritto che sto scrivendo che sto scrivendo un post.
– Sono le 18:07 e 3 secondi…

Finito, finisce qui il suo blog. A questo punto, sembra che Freddy si sia accasciato a terra in preda ad un attacco cardiaco.
Freddy non c’è più e così il suo blog, cancellato dai familiari…pare.

Anche in questo momento c’è un blogger che sta per chiudere il suo blog, è frequente. Freddy e il suo blog si sono spenti insieme, ed è raro. Il blog provoca dipendenza? Alienazione? Può darsi, può darsi. Forse, sarebbe ora che sul pacchetto offerto È triste, ma devo riflettere.

Profeta, il gestore di Blogmatic Cafè, si è persino preso la briga di tradurla, che, si sa, discendere da un antenato anglofono – per quanto posticcio – fa il suo bell’effetto.
Per quanto mi riguarda, se martedì 10 giugno non scriverò niente, sarà perché ho avuto da fare. Faccio il crumiro.
Il perché è fin troppo semplice: “freddy15.blogspot.com” non è stato cancellato. Molto più banalmente, non è mai esistito. Del sito originale non vi è traccia su Google, nella sua cache, nella Wayback machine di Archive.org. Fino al 5 giugno la url su Blogger è rimasta libera. Magicamente, il 6, appare una spoglia pagina html che annuncia “R.I.P”. Firmato: “Abraham Lincoln rests in Kansas”.
E il vero peccato – perché la bufala avrebbe potuto attecchire ulteriormente – è che la casa di riposo “Abraham Lincoln” in Kansas non ha a disposizione una “internet-room”.
Non c’è l’ha per un ben preciso motivo: che costruita attorno alla “internet-room” avrebbe dovuto esserci la casa di riposo. Invece non esiste nemmeno di quella.
Come ogni bufala che si rispetti anche questa, per autoconferirsi una parvenza di credibilità, era costruita attorno a due dettagli la cui fondatezza non poteva essere messa in dubbio: l’esistenza del Kansas e di un discreto numero di allocchi sono una certezza.

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19 Comments

  1. Beh, vantarsi d’aver scoperto una bufala simile è come scrivere: “Avete visto? Schifani ci ha il riporto!” Oddio, c’è gente che Schifani lo ha pure votato… vuol dire che nel collegio di Altofonte Corleone nesuno posterà, il 10.

  2. In effetti che la storia di Freddy fosse inventata mi sembrava lampante, e un po’ mi stupisce che qualcuno ci abbia creduto. Ma a prescindere da questo, e’ tutta la faccenda dello sciopero che è contraddittoria. Lo sciopero e’, secondo il mio Zingarelli, una “astensione collettiva dal lavoro per raggiungere determinati fini d’ordine sindacale oppure sociale e politico”. Ora, sorvolando sul fatto che definire i blog un “lavoro” sarebbe gia’ di per se’ abbastanza bizzarro, non si capisce bene che fini dovrebbe raggiungere uno sciopero dei post. A me questa balzana iniziativa sembra piu’ simile a una giornata di digiuno o di astinenza sul modello di quelle che propone il papa. A questo punto, propongo un paio di possibili alternative: il ramablog (per un mese all’anno ci si astiene dal postare dall’alba al tramonto, e appena cala il sole tutti giu’ ad aggiornare i propri blog come matti), e l’Anonima Blogghisti (gruppi di blog-addicted all’ultimo stadio che si incontrano periodicamente incoraggiandosi e sostenendosi a vicenda per vincere l’odiosa dipendenza.

  3. a me era arrivata qualche tempo fa, sempre via email, ma non parlava di un uomo che scriveva il suo blog, a quel tempo non c’erano ancora, bensì la sua versione cartacea, il caro vecchio diario…bufalazza dunque…

  4. Ahaahhah, ancora con la questione della bufala! Così vengono chiamati ora gli aneddoti? Tra qualche anno vedrò qualche tesi di laurea con scritto: “E così, Profeta di Blogmatic con la bufala di Freddy fece capire che..”.
    La questione principale è che pensavo che la storia di Freddy da sola riuscisse raggiungere il suo scopo, invece mi sono dovuto ricredere e grazie a personalitaconfusa e le sue capacità di marketing (eheh) è stato possibile aumentare la diffusione. Altrimenti, essendo anche io un buon conoscitore dei motori di ricerca, avrei pianificato meglio la cosa :P
    Quindi a mio avviso: la bufala è un aneddoto, lo sciopero è un’astensione volontaria dal non bloggare, la protesta vera e propria non esiste, la sfida sì, il 10 giugno non bloggano un bel po’ di bloggers perchè hanno capito il significato e lo scopo dell’iniziativa e l’11 giugno capirete tutti. Per il resto, io sono Freddy e smetterò di esserlo per 24 ore il 10 giugno.

  5. Vabbé, per me la “bufala” sta nella patina di veridicità spalmata sull'”aneddoto”; ma se è per quello, per me è un aneddoto tutto il Vangelo, non solo le parabole (sempre se il Profeta non si offende). Comunque io martedì lavoro tutto il giorno, ma da buon crumiro cercherò di postare lo stesso.

  6. Lo so che così ci faccio la figura del pignolo rompipalle, ma per me, come diceva Nanni Moretti, “le parole sono importanti”; e allora faccio rispettosamente notare che nella lingua corrente gli aneddoti hanno tra le loro caratteristiche quella di essere “veri”. Se sono inventati non sono aneddoti.

  7. Dal Garzanti:
    Aneddoto: s. m. episodio marginale, generalmente poco noto ma curioso, della storia o della vita privata di un personaggio importante; per estens., BREVE RACCONTO IN FORMA ARGUTA E PIACEVOLE.
    Racconto: componimento in prosa che descrive una VICENDA INVENTATA, ma per lo più di carattere realistico, di estensione minore rispetto al romanzo.

    Ciao Pignolo Rompiballe

  8. Vabbuo’, intervengo un’ultima volta, poi mi spoglio delle mie vesti di pignolo rompipalle, anche perché mi pare tempo perso: scusa, Drogato, io non so cosa tu ti sia fumato, ma è evidente che in quel contesto la parola “racconto” è usata nella sua accezione di “esposizione, narrazione”, e non in quella letteraria da te citata. Oppure, secondo te, un racconto può solo essere inventato, ed è sempre “un componimento in prosa di estensione minore al romanzo”, anche, per dire, quanto uno racconta a un amico cosa ha fatto oggi? Se mi passi l’indirizzo del tuo pusher ti do una lezione gratuita di consultazione di un vocabolario.

  9. …ma mettiamo anche che si tratti di un arguto aneddoto che contiene una morale, e che sia stato divulgato con intenti educativi e non trolleggianti; mettiamolo pure.

    Ma riassumo la tenue storiella: un poverino affetto da mania ossessiva-compulsiva si dedica ad aggiornare continuamente il suo diario trascurando ogni altra occupazione, e quindi giustamente muore.

    Se ne ricava che chi aggiorna il proprio diario rischia di diventare anche lui maniaco? Ma davvero? E questo vale in generale o solo per i diari? E noi dovremmo non aggiornare i nostri diari per sconfiggere questo pericolo? Mah.
    Altre e più gravi sono le conseguenze che io traggo dalla storia: infatti dov’era il personale infermieristico? dov’era il dietologo? dov’era il consulente psichiatrico? perchè nessuno è intervenuto mentre le condizioni di salute del paziente si deterioravano?
    Se io fossi nipote del poverino, avrei già citato per danni la casa di riposo, chiedendo uno zilione di fantastiliardi come risarcimento. Altro che sciopero!

  10. Già ci sono i giornalisti che non sanno perchè scioperano il 10 giugno…ci mancano anche i blogger. Certamente crumira.

  11. Ma dov’è finito l’alone magico che volteggia intorno ai bloggers? Quelli con l’animo gentile intendo, quelli che amano sognare e rendere poesia il mondo che si vive? Freddy le tasse le pagava? Freddy che lavoro faceva prima della pensione? I nipoti di Freddy citeranno la casa di cura? Ma che state dicendo????? Ma che avete capito???? Non è questo il senso.. trascendete..

  12. Probi viri, frequentare maggiormente i troll non vi farebbe male, affè mia. Un po’ più di leggerezza, che diamine. Il pericolo, nel blog come in tutte le cose (perdonate la saccenza), è pur sempre quello di prendersi troppo sul serio. Questo lo scopo, per me, dell’astensione di domani. E chi non sciopera con me, virus lo colga (non troppo grave tuttavia)

  13. HO 3 BLOG ED UN PERICOLO DI BLOGDIPENDENZA IO LO VIVO TUTTI I GIORNI. SCIOPER’, SE JE LA FACCIO, PER METTERMI ALLA PROVA. NON PERCHE’ FREDDY ERA UN CAZZONE INESISTENTE. SI PUO’ SEMPRE PENSARE CON LA PROPRIA TESTA, DOPOTUTTO, NO? … ops… scusa il maiuscolo…:/

  14. profeta, mi sembra che non si sia capita una cosa, cioè la vena surreale del post su freddy. questo NON è uno sciopero. questo è SOLO un esperimento. lo scopo non è difendere freddy o i blogdipendenti (ammesso che esistano). lo scopo è semplicemente VEDERE COSA SUCCEDE. xsonalmente, credo di aver copiato l’idea da un post di tale G. Neri (l’idea di neri era ancora + radicale dello sciopero):
    “T’immagini
    la faccia che farebbero
    se da domani davvero
    davvero tutti quanti “smettessimo…”.
    http://www.macchianera.net/archives/003111.html#003111

  15. Personalitaconfusa, quel link l’ho ricercato subito dopo aver visto cosa ha scritto Gianluca Neri sull’astensione eehehehehhheheh.. Ed è un bell’esempio per la “tesi” dell’11 giugno :P

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