Mi manda Piccone

Stefano Folli - Francesco CossigaPer motivi che a noi comuni mortali non è dato conoscere, ma forse solo per rinnovare la propria assicurazione sulla vita, da anni, di tanto in tanto, l’ex presidente Francesco Cossiga bracca un giornalista e gli riempie la saccoccia di insinuazioni su questo, malignità su quello, pettegolezzi e illazioni sul tal altro, sempre con la faccia di uno che la sa lunga ma non la può raccontare tutta. Come uno che, appunto, ha visto cose che noi umani non possiamo neanche immaginare, senza neanche essersi dovuto recare al largo dei bastioni di Orione per scorgere le navi da combattimento in fiamme.
L’ultima allusione maligna – per quanto goffamente nascosta tra le righe – l’ha riservata all’ADNKronos in occasione dell’avvicendamento alla direzione del Corriere della Sera tra Ferruccio De Bortoli e Stefano Folli: Folli è un vecchio spadoliniano intelligente, ottimo scrittore, duttile che va d’accordo con tutti, dall’estrema destra all’estrema sinistra e poi ha due garanzie! Una il palazzo dei Quirinale, e l’altra il non più palazzo Giustiniani, non nel senso senatoriale del termine, ma via Giustiniani, anche se su di essa si affacciano solo due o tre stanzette, che io di più non riuscii da presidente del Senato ad assicurare all’Istituzione ai tempi del gran magistero del buon amico Armandino Corona, spadoliniano anch’esso. Auguri comunque se i fatti matureranno, a De Bortoli ed a Calabrese o Folli che entrambi io stimo”.
Rebus facile: Armando Corona è stato Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia, eletto nel 1982 e confermato nel 1995 con il difficile compito di scindere, agli occhi dell’opinione pubblica, l’immagine della massoneria da quella della loggia P2. Palazzo Giustiniani e via Giustiniani (ai numeri civici 2 e 5) hanno invece ospitato la sede del Grande Oriente dal 7 luglio 1960 al 1987, e cioè fino a quando il locatore – il Governo italiano – decise di non rinnovare il contratto d’affitto in seguito agli effetti dello scandalo P2.
Cossiga, insomma, tiene a far sapere a qualcuno che lui sa. Quindi, che non gli rompano i coglioni. Che cosa, poi, sappia o stia millantando di sapere, noi umani lo riusciamo – questo sì – ad immaginare. Che Folli è un massone? Che è amico di massoni? Che piace ai massoni?
Io, dovendomi rapportare a Francesco Cossiga, continuo a mantenere la solita strategia. Che poi è semplice: una volta me lo sono trovato, seguito da una scorta armata, sul Pendolino. Sono salito in carrozza sereno: dal momento che lui si trovava lì, comodo comodo e seduto accanto a me, se c’era qualcosa al mondo che sarebbe potuta esplodere non era quel treno.

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3 Comments

  1. Sul Pendolino con Francesco “i poliziotti erano disarmati” Cossiga? I primi di gennaio del 97? Sulla Mlano-Roma? E magari avete anche chiacchierato e lui ogni tanto ometteva una o due parole dal discorso? E leggeva delle vecchie carte scritte a mano con calligrafia ordinata?

  2. Cossiga Francesco: nato a Sxxxxi il 26 xxxx 1928, in clandestinità dal 1922, a capo della IV brigata partigiana “Zedda Piras” dal gennaio 1931, negli anni da 38 al 45 xxx xxxxx xx xxxxxxxx xxx xxxxxx,
    nel 1946 fonda G.L.A.D.I.O (G come Geims Bond, L come Luna dal monte spunta la , A coma Anticomunista, D come Dio, I come dIo, O come diO) società segrxxissima voluta dalla N.A.T.O (N come Neutrone bomba al, A come Anticomunista, T come Terminetor, O come Olbia) per combattere i comuxxxxacci xxxx xxxxxxx xxxx xxxxx xxxx xxx xxx xxx xxxxxxx xxx lepre marzolina xxxxx xxx quel tegame di una inglese xxxxx xxxx xx xxx xxxx xx x xxxxx xx premio “Ma quante cose sai” dal 1990 al 2003……

  3. Ricordo che una volta un pendolino sul quale viaggiava Cossiga deragliò, o ebbe tipo un incidente anche con alcuni morti, credo. :-)))

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