La selezione naturale

Who wants to be a Journalist?Non fosse stato per Mantellini non me ne sarei accorto. Diciamolo chiaro: non mi sarei perso niente.
Invece, purtroppo, me ne sono accorto. E siccome quindici secondi di celebrità non si negano a nessun masochista, a salire sul ring del deathmatch blogger vs giornalisti è questa volta Alessandra Lotti che, su Infocity, farfuglia: “Dire che un weblog sia giornalismo è una offesa a quanti giornalisti già lo sono o lo vogliono diventare. Questa nuova moda che impazza in internet di crearsi diari personali, che sostituiscono e allargano ,di molto, il concetto del vecchio e tradizionale diario con lucchetto, non si può paragonare nemmeno al giornalismo. Essere giornalisti vuol dire fotografare la realtà che ci circonda, farsi portavoce dei cittadini per parlare dei loro problemi e dei loro disagi, diffondere un senso civico a quelli che leggeranno quello che scriviamo o che manderemo in onda nei tg. Il giornalismo, forse qualcuno se lo dimentica troppo spesso, è un lavoro serio, che richiede 2 anni di pratica per diventare pubblicisti e altri 18 per accedere all’esame di stato. In totale quindi 3 anni e mezzo passati a consumarsi le scarpe, a lottare per un piccolo spazio in una pagina di un giornale o di una edizione del telegiornale. Anni di sacrifici e disciplina, che servono certamente per compiere anche una sorta di selezione naturale. Essere giornalisti non vuol dire aprire una sorta di sito e riversarci dentro opinioni, critiche, considerazioni e vita privata. È un errore gravissimo questo che porterà sicuramente a demistificare questo mestiere”.
Scusatemi, me ne rendo conto: la citazione è troppo lunga. È che, in genere, quando non trovo cazzate madornali, taglio qua e là. Il problema è che se stavolta avessi dovuto epurare il pezzo da quelle che non erano idiozie sarei riuscito al massimo a sacrificare gli articoli determinativi.
Non che voglia spendere poi troppe parole su questa vicenda: andando per le vie brevi io, a queste Madri Terese della parola scritta con un’idea della stampa dura, pura e utile, da film americano, da “Qualcosa di personale“, reale quanto la certezza che il principe azzurro un giorno le porterà via a bordo di una zucca trainata da topini, farei cellofanare pezzo per pezzo tutto il sano, coraggioso e civico giornalismo delle mascherine anti-Sars che Libero di Vittorio Feltri regalerà nei prossimi giorni ai propri lettori. O, come alternativa: due anni di lavori forzati a grattare la patina argentata sugli “zizì” di Eva 3000, oppure un lungo periodo di praticantato da spendere non tanto scrivendo coccodrilli, quanto scrivendo di coccodrilli. Nelle paludi amazzoniche, senza ombrello, durante la stagione delle piogge. Il più possibile lontano dai coglioni.

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38 Comments

  1. io credo, gianluca, che il miglior antidoto contro le lotti, le masera e compagnia sia *il silenzio*. io non credo che edison abbia mai perso tempo a litigare con quelli che pensavano che le torce a petrolio fossero meglio delle lampadine perché ci volevano due ore di faticoso arrotola e impregna prima di accenderle. abbiamo di meglio da fare no?

  2. “Essere giornalisti vuol dire fotografare la realtà che ci circonda, farsi portavoce dei cittadini per parlare dei loro problemi e dei loro disagi, diffondere un senso civico a quelli che leggeranno quello che scriviamo o che manderemo in onda nei tg” -ah, ma allora lo sanno! peccato che raramente si vedano cose del genere sui giornali e in tv.-
    “Questa nuova moda che impazza in internet di crearsi diari personali, che sostituiscono e allargano ,di molto, il concetto del vecchio e tradizionale diario con lucchetto, non si può paragonare nemmeno al giornalismo” -credo che nessun fuffa-blogger (alla cui categoria mi pregio di appartenere) voglia rubare il mestiere ai giornalisti. quasta si chiama coda di paglia. – “Il giornalismo, forse qualcuno se lo dimentica troppo spesso, è un lavoro serio, che richiede 2 anni di pratica per diventare pubblicisti e altri 18 per accedere all’esame di stato. In totale quindi 3 anni e mezzo “- 2+18=20 consiglierei alla Lotti di studiarsi la matematica. o in alternativa rileggersi quanto ha scritto prima di pubblicarlo (chiaramente mancava “mesi” dopo 18).

  3. Anche a me viene da ridere leggendo la citazione della… Lotti.
    Però, oltre a questa retorica da avanzo di parrocchia, mi fa letteralmente incazzare anche quella che chiamo “mistica della gavetta”.
    giorni fa – prima che il Barbiere della Sera perdesse una parte dei suoi articoli per un problema con il server – un tale di cui non ricordo il nome se la prendeva con una ragazzotta che si lamnetava perché l’accesso alla professione era sempre riservato ai figli dei figli.
    Il simpatico rispondeva che non stesse tanto a piangere, che si armasse di taccuino e macchina fotografica e cominciasse a rompere i ciglioni a detsra e a manca. Gira e rigira qualcosa avrebbe cavato. Altrimenti non rompesse i coglioni (le parole sono sue).
    Insomma per ogni madreteresa c’è sempre un ipocrita che si rifiuta di riconoscere come stanno le cose.
    Questa è ideologia, nel senso di deformazione della realtà.
    Quanto alla polemica su cosa sia un blog me ne ero interessato anche io sul mio blog (“Bloggo ergo sum”). Francamente non mi interessa granché. Mi interessa soltanto perché dietro si porta sempre quelle polemiche vecchie di cui dicevo sopra.
    Salutoni
    Lg

  4. iMHO ve la state prendendo ingiustamente con la gavetta. La gavetta, tutti quegli anni a pane e acqua e calci in culo serve. Serve a scremare chi non è ricco abbastanza da poterselo permettere facendosi pagare da papà, e serve a far diventare più morbidi e accomodanti e servizievoli verso lo stile ufficiale del ‘giornalismo’ i rompicoglioni naturali. Poi, le persone che o non possono permettersi di farsi plagiare o non lo accettano finiscono per crearsi un blog e…. apriti cielo! Ovviamente a quel punto bisogna incazzarsi con i blog…. i blogger non sono giornalisti, non sono seri, non sono professionali, non sono obiettivi, non hanno fatto la gavetta….

  5. “bisogna incazzarsi con i blog…” ah, è obbligatorio? non lo sapevo. forse sarà meglio specificare con quelli dei giornalisti falliti, che comunque rappresentano una minima parte dell’universo blog.

  6. il giornalismo in italia è ancora afflitto da corporativismo, la penso come Lotti, quante cristine parodi mi devo sopportare per ogni Floris (concorso pubblicoI)? La gavetta c’è chi la fa ed è dura anche se devi fare un resoconto sui tortellini delle feste dell’unità. Il weblog altro non è che uno strumento che soppiantando i webeditor ha permesso a tutti con un paio di click di immettere informazioni in rete, molti lo fanno con pretese di giornalismo, altri come hobby etcc
    perchè tante sottigliezze su un mezzo, poi sui contenuti ognuno la pensi come vuole

  7. Camillo di oggi: “In Italia qualcuno ha sostenuto che non aveva senso attaccare Santorum (vabbé, sono gli stessi che dicevano che non aveva senso attaccare Saddam, i Talebani e Milosevic. Sono quelli che non ne hanno mai azzecata una. Però si impegnano).”
    Ti piace come scrive e basta, vero Gianluca? Per il resto Rocca non si sforza per niente di capire.

  8. al di là di quello che possa aver scritto Alessandra Lotti, al di là dei concetti esposti e di tutto il resto, ma perché sei così spocchioso ed offensivo? ”Diciamolo chiaro: non mi sarei perso niente.
    Invece, purtroppo, me ne sono accorto. E siccome quindici secondi di celebrità non si negano a nessun masochista”. Ecco potersti essere giornalista, non giornalista, deputato, non deputato…ma è proprio questo tuo atteggiamento che dà fastidio. Questo tuo metterti sull’altare e prendere in giro e giudicare e dire ”non si negano 15 secondi di celebrità a…”. E’ questo che ha fatto nascere il contro-concorso ”Un altro blog è possibile”. Insomma: ma chi vi credete di essere? Perché dovete essere così spocchiosi? Solidarietà a Alessandra Lotti, anche se non condivido quello che ha scritto. Ciao. Laura bogliolo

  9. achille, ti rispondo qui rimbalzando da manteblog. cosa fosse il linking me lo chiedevo pur’io; suppongo l’abilità nell’uso dell’ “a href”: considerando che non c’è un solo link attivo nell’articolo della signorina sandy_it_it la linking-gavetta non dev’esserle riuscita tanto bene. anche il resto della scheda non è male. per non dire punteggiatura, sintassi e l’arte del refuso. poveri noi. volevamo tutti scrivere per iogiovane.it e invece eccoci qui, s-tesserati e miserandi, s-gavettati e in preda ad una sana crisi d’ilarità. valga nuovamente la citazione di remondino (v.manteblog): mine/stronzate/mutilati…

  10. dear laura bogliolo, non avevamo il minimo dubbio che tu condividessi il lotti-pensiero, così come sono piuttosto sicuro che anna masera lo condivida. non è che potreste tutte e tre scrivere sui vostri ameni giornaletti e stare un po’ fuori dai coglioni alla blogsfera? vorrei mai che qualcuno vi scambiasse per bloggers ché la categoria (per ora) una sua dignità ce l’ha…

  11. ah ah ah ah ah! Lotti sì che è una giornalista! altro che i blog! Scrive da Dio! leggetevi i suoi articoli su “ilCentro” e vedrete cosa significa studiare molto, sacrificarsi anni (a proposito, la ragazza è dell’80), e fare tanta gavetta! ANNI BUTTATI AL VENTO!

  12. E’ vero! Cosa significano linking e emailing? Lotti, tu che sei una VERA GIORNALISTA, ce lo spieghi?

  13. per livefast: evidentemente non sai leggere. Ho detto che non sono d’accordo con quello che ha scritto Alessandra. E poi scrivo dove mi pare. E non vedo cojoni nelle vicinanze..no, non li vedo.

  14. Mi scusi, madame bogliolo, ma se lei ritiene Neri una cosi’ spregevole persona, come e’ che gli da’ cotanta rilevanza? Le ricordo che “sull’altare” non ci si arriva per scelta personale, ci si arriva per riscontro da parte di terzi. Se Gianluca e’ spocchioso (e il fatto che lo sia, a mio giudizio fa parte del suo personaggio) lo è anche e soprattutto grazie ai numeri, ai quali, dovrebbe essersene resa conto, lei ha in parte contribuito con i suoi attacchi e le sue polemiche sul suo blog. Il riconoscimento, glielo da’ lei come tutti noi. Solo che noi altri, stupidi blogger “bocconi” [consultare vocabolari dialettali per informazioni sul termine] non ci lamentiamo. Noi (che non siamo giornalisti) ci pasciamo e compiacciamo di leggere le parole di Neri e, quando il caso, di criticarle senza fare tanto chiasso, senza sentirci “spodestati” di alcun che. Neri, come tutti noi blogger, dice quello che pensa. Cos’e’? La rete non sfugge all’uniformismo ideologico che sembra colpire un po’ ogni livello di informazione di questo paese? Suvvia. La Lotti ha detto la sua. Neri pure. Con buona pace di tutti. (tranne la sua, pare). Noi sappiamo leggere, signora. E se dovessimo arrivare a decidere che la signora Lotti sia poco piu’ di una farfugliona masochista che dice solo un mare di cazzate, lo faremmo usando il nostro cervello. Quello che danno anche ai NON giornalisti.

  15. Comunque la si pensi sui rapporti fra Blogger e Giornalisti, sparare a vista su una ragazza di 23 anni per quell’intervento francamente mi sembra un po’ esagerato. No?
    Soprattutto la sparata finale di Neri. Ma poi ‘sto dibattito Blogger-Giornalisti…ma che è uno scherzo? C’erano i giornalisti. Ora ci sono anche i Blogger. Embè? A chi interessanto i blogger si guarderà quelli. Chi preferisce il giornalismo e gli fanno cacare i blog li eviterà. Etc etc. Quello che vi pare, ma “No! Il dibattito No!”

  16. La verità é che a molti giornalisti, o aspiranti tali, rode il fatto che ci siano diversi Blogger che scrivano meglio di loro. Una possibile concorrenza “alternativa”, che affascina il lettore, li spaventa e li porta ad uscirsene con degli “sfoghi” e con delle critiche alle varie tipologìe di Blog che lasciano il tempo che trovano.

  17. let the gettafango begin: io non so leggere altri non sanno scrivere alcuni non riescono a pensare, è un mondo difficile, lo so. E poi non si cominciano le frasi con “E”, e poi i puntini di sospensione sono 3 e non 2. Un altro blog è sicuramente possibile, esiste già e si chiama repubblica.it. Solo che non è un blog. awwwwwwww shit. In ultimo le insinuazioni sulla mia virilità: belle e circostanziate, hai verificato le fonti sì? Oppure hai in animo di aprire il settimo blog intitolandolo…chessò… “cazzari si nasce”?

  18. E i giornalisti che hanno un blog? Cioé, gente che parte dall’essere giornalista e in seguito genera parole sul Web. Che siamo, una razza di mutanti polimorfi peggio di X2? Il vero problema, generato da Lotti (meraviglioso l’errore di battitura che oppone 18 – che dovrebbero essere mesi – a 2 anni di praticantato). dovrebbe essere: come fare a distinguere tra buona e cattiva informazione, da qualsiasi fonte provenga?

  19. Ho la soluzione: si istituisce l’Ordine dei Blogghisti, suddiviso in Albo dei fuffaroli, Registro Praticanti e Albo Professionisti. L’accesso è regolato come segue: 18 mesi di praticantato (lettura di almeno 18 diversi blog al giorno, redazione dei commenti, apertura di un blog su Splinder con almeno una entry al giorno); esame di stato etilico (bisogna dimostrare di reggere almeno 2 fiaschi di lambrusco di seguito a stomaco vuoto); ingresso nell’albo dei Fuffaroli o in quello Professionisti (in questo caso è necessario aprirsi un dominio e riuscire ad installarsi da soli Movable Type con una mano sola ed una benda sugli occhi).

  20. Povera stellina, lasciamole fare la sua gavetta di 21 anni…. ne ha solo 23 e ancora non capisce una mazza ne’ di giornalismo ne’ d’altro. (E come “semplice” blogger un post come il suo sarebbe una schifezzina, ammettiamolo). Tra le sue competenze oltre all’emailing (!) c’e’ anche Java, chi le scrive per chiederle la differenza tra interfaccia e classe istanziabile? O di come si possa realizzare una policy per una garbage collector efficiente? Credo che cadrebbe in preda a mutismo confusionale. Saluti.

  21. I blogger non sono giornalisti o i giornalisti non sono blogger? E vogliamo parlare dei giornalisti che fanno i blogger? Vuoi mettere con i blogger che fanno i giornalisti? E che dire dei gioggler? E i blornalisti? Come dice mim* the blogger (o è giornalista?): “Propongo di lanciare una disfida nuova e più stimolante. Butto là: gli elettricisti non sono idraulici.”

  22. A latere della polemica….nel testo della Lotti c’è un’imprecisione. Per avere il tesserino da giornalista professionista non serve diventare prima pubblicisti. Sono due percorsi diversi, che a volte possono diventare complementari. Ma formalmente sono distinti.
    Scusate, ma in certi giorni divento schifosamente pignola….:)

    Ah, dimenticavo. Io sono una giornalista. E questa polemica blogger-giornalisti mi pare davvero ridicola. Saper scrivere bene è un talento naturale che non si “acquista” con l’iscrizione all’Ordine. O no?
    Io sul mio blog sono Alessia e basta. Senza tesserino ;)

  23. Blogger, giornalisti, scrittori…sono definizioni che non garantiscono nulla, nè bella scrittura nè fertilità di idee.
    Il tesserino non rende automaticamente bravi giornalisti così come due bicchierini in più non rendono Bukowski.

  24. Non voglio essere giornalista ma uno che semplicemente scrive e spero che il giornalismo per come è stato inteso fino ad oggi si estingua al più presto possibile. Anche se, se è vero che la ragazza in questione ha solo ventitre anni, ho paura che mi estinguerò prima io (sai come sono bastarde queste donne, sette otto anni più di te campano sempre… ;)

  25. ehm… il mio elettricista è anche il mio idraulico. in effetti sono tre anni che cerca di aggiustare lo stesso termosifone e non ci riesce. quindi io mi schiero sul fronte gli elettricisti dovrebbero avere il patentino per fare gli idraulici. ed essere iscritti all’ordine. degli idraulici. o degli elettricisti. tutti e due và :-)

  26. Ué, Selvà…tu mi stai dicendo che dopo il mazz…erm…la fatica che ho fatto, una volta presa la laurea se dico che sono architetto mi ridono tutti dietro???? oddio, ma è una catastrofe!!! ;-P

  27. Leggete la Lotti:
    “Mi sono sempre dedicata alla scrittura con la stessa foga e passione con le quali respiravo l’aria di mare, le risate calde dei bambini in cortile … Ho iniziato a scrivere giovanissima, perché in tal modo mi sentivo meno sola. Era un modo di dimostrare al prossimo che anch’io ero viva.”
    Originale viscerale! sembra di leggere DON DE LILLO!

  28. Ehi, Selvaggia, abbiamo espresso praticamente lo stesso concetto e quasi in contemporanea!
    Allora da domani posso dire che ho fatto flick flock con la mitica Lucarelli?? Mi dai il tuo benestare? :))
    Baci

  29. Su Neri, con i tempi che corrono dovrebbe essere felice di non potersi definire “giornalista”. A meno che non decida di vendere Clarence a Berlusconi…

  30. Forse e’ sfuggito – in mezzo a tutti quegli strafalcioni – che la Nostra ha ammesso il suo vero timore, ovvero che si arrivi a “demistificare questo mestiere”. Cito dal DISC: ‘Demistificare: Ricondurre un’idea, una persona o una cosa a una dimensione reale, criticandone l’immagine apparente; rendere palese a tutti che qlco. e’ ingannevole’. Fu lapsus, sciatteria, o semplice ignoranza? Ai blogger l’ardua sentenza.

  31. Il blogger è uno che ama scrivere e raccontare. E amare scrivere non sarà essere giornalista, scrittore, sceneggiatore, autore, critico, comunicatore, poeta …. non sarà sufficiente per esserlo, ma è la premessa … una premessa indispensabile.

  32. Secondo me questa Lotti, se esiste davvero (continuo a dubitare nonostante i riferimenti), è molto perfida e riesce per via sottilmente ingannevole a dimostrare perfettamente quello che dice di voler dimostrare. Perché:
    1)Una roba simile è così deficiente che nessun direttore di un giornale decente, su carta o in rete, l’avrebbe pubblicata “sul serio”. L’autrice, com’è stato già notato, sbaglia persino i tempi e i modi di accesso alla corporazione. Ci sono giornalisti pubblicisti che non diventano mai professionisti, perché non possono o perché non vogliono, e la maggior parte dei professionisti non ha mai fatto la pratica da pubblicista.
    Anche se mi sembra probabile che l’autrice abbia congegnato il suo pezzo come provocazione per i gonzi, non escludo del tutto che si tratti dello sfogo sincero di una giornalista tesserata. Però in questo caso – mi dispiacerebbe per Enrico Pulcini che ha fatto lavori da pioniere tra giornalismo e Web – nessun direttore sano di mente le permetterebbe di esprimere opinioni sul proprio giornale. Potrebbe mandarla a contare i feriti di un incidente, o i turisti intorno al Colosseo in un giorno di agosto. Impegni pur essi utili e rispettabili, ma che non richiedono fasi di concettualizzazione particolarmente complesse.
    2) Questo pezzo non sarebbe mai apparso in un giornale “vero” ed è apparso invece sul Web
    3) Di conseguenza sul Web si possono facilmente scrivere fesserie di ogni tipo facendo finta di essere giornalisti. c.v.d.

  33. Un regalo per Laura Bogliolo! Lo sapevi che le prime 4 lettere del tuo cognome fanno “BLOG”? Nomen Omen? Dai che ce la fai anche tu! Basta che ti rilassi e la prendi un po’ a ridere! ;)

  34. Chi scrive sui blog non è un gornalista? Perché, quelli che scrivono sui giornali lo sono? In ogni caso, tanto di cappello. Meno male, che non siamo giornalisti, almeno così come ci descrive la ragazzotta. Ma poi, di che parla? Di giornalisti o di ragionieri? Forse li confonde, o forse no. Ma io, dopo neanche un mese che ho messo su il blog, di persone frequentabili ne ho conosciute già tante e questo mi basta. Sono contento che questa nuova forma di comunicazione funzioni.

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