Le guerre si vincono con la politica
“L’AMERICA È UNA COSA TROPPO SERIA PER LASCIARLA FARE AGLI AMERICANI” (Clemenceau?)
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• Le guerre si vincono con la politica (chi però ne è capace) oppure con la guerra. La guerra si fa per ammazzare i nemici. Ci sono altri obiettivi minori – non commettere stragi, mantenere autostima, non imbestiarsi – ma sono appunto, minori: se si può, bene e se no pazienza.
All’inizio pensavano di farcela con la politica, che per loro è una faccenda più che altro di bei discorsi. Bombardamenti mirati, proclami, dotte analisi e poche truppe. Non ha funzionato e allora, naturalmente e senza scosse, sono passati alla guerra.
Bombardamenti a tappeto per ammorbidire, e fanteria avanti. La fanteria, a questo punto, era poca e dunque tanto più indotta a sparare subito su qualsiasi cosa; tutto ciò che non è amico è cosa. Avendo fallito i politici, la parola è passata non ai militari, che di solito non sono cattiva gente, ma all’istinto di sopravvivenza dei militari, che è una cosa orrenda. Nessuno governa più niente, a questo punto, e nessuno d’altra parte ha mai governato una guerra: né Hitler né Napoleone né ovviamente Bush.
Alcuni pretendono che il pianeta terrestre in realtà sia una forma di vita, conscia di sé (la teoria di Gaia). Forse possiamo considerare “viva” anche la guerra, ormai libera da chi le ha aperto la porta. Una di quelle entità della vecchia fantascienza, in giro per la galassia a divorare energia; o una presenza invisibile, rettilesca, di cui ci rimbombano gli ansiti in qualche luogo profondo.

Uno mica lo fanno prima rettore di un’università di Lingue e Comunicazione, e poi consigliere di amministrazione della Tv di stato così, senza che abbia un minimo di infarinatura riguardo alle potenzialità dei nuovi media. 
Avviso agli aspiranti tenutari di rubriche su Max, Donna, il Tempo che, da una settimana a questa parte, inviano propri scritti comici e satirici all’attenzione del sottoscritto (di cui, evidentemente e inconsapevolmente, sovrastimano l’influenza): siamo purtroppo spiacenti di comunicare che, per quest’anno, i posti disponibili all’interno dell’accademia “Amici di Gianluca Neri“ sono andati via come il pane. Siamo comunque pronti ad intrattenervi con nuove sorprese: confidiamo molto, ad esempio, sul successo di “Goering”, un simpatico rottweiler in libertà sulla parola che ha l’ambizione di rimpiazzare il cane di Infostrada (e, detto sottovoce, secondo noi se lo magna). Infine, abbiamo in cantiere il lancio in grande di una serie di nuovi prodigi che vanno dalla foca in grado di parare i rigori alla nuova bloggattrice intelligente.