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Archivio per aprile, 2003

Conferenza stampa online

apr 14 2003 Inviato da nella categoria Segnalazioni

In una conferenza stampa organizzata in fretta e furia alla Casa della Cottura, il Direttore Marketing della PersonalitàConfusa SpA, davanti a torme di giornalisti e di perditempo, ha dichiarato pubblicamente che sì, in effetti Anna Masera è un uomo. Ma non è PersonalitàConfusa.
Il vero ghost writer di Personalità Confusa è la moglie di Carlo Formenti: “Confesso” – ha ammesso in lacrime la signora Formenti – “sono una fuffarola peone convinta, non ne potevo più di questi Derrick De Kerkhove e Manuel Castells. Per questo ho aperto Personalità Confusa.” Ma non è finita: non contenta, la moglie di Formenti ha creato qINTOSTATO, clone del blog di suo marito.
Dietro le quinte della conferenza stampa, il Direttore Marketing è stato visto fregarsi le mani per l’imminente pioggia di hit sul sito Personalità Confusa.
Ma il Direttore Marketing ha già in serbo un altro colpo gobbo: la foto delle poppe di Personalità Confusa, presto online sul suo blog. E subito dopo, la quotazione in borsa.

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Lo scoop di SkipIntro

apr 14 2003 Inviato da nella categoria Segnalazioni

A proposito delle indiscrizioni circolate nella blogosfera in queste ultime ore sul fatto che Anna Masera, nota opinionista informatica de La Stampa e Personalita’ Confusa, celebre blogger, siano non solo la medesima persona ma per giunta di sesso maschile, Telepadania ha raccolto l’opinione di Carlo Formenti, amico della Masera e teorico della lotta alla fuffa. Il filosofo dell’Universita’ di Lecco, critico del Corriere della Sera, utilizzando la traduzione simultanea italiano-italiano di Igino Domanin sociologo del Quinto Stato, ha affermato che: “Il turbocapitalismo, una volta riavviata la net economy portera’ la gente comune dallo spazio della conoscenza e degli affetti a quello libertario di una New Economy mirata a colonizzare e privatizzare le nuove libertà sorte con l’avvento della Network society.” Di fronte all’imbarazzo del cronista, Domanin pare abbia affermato: ” Se lei non ha un blog non puo’ certo capire le parole del maestro“. L’intervistatore, noto animatore del blog padania.splinder.pd e net-opinionista della Val Brembana ha replicato che lui voleva solo sapere se fosse vero che Anna e Personalita’ Confusa siano la medesima persona, vale a dire un uomo. A questo punto alcuni presenti testimoniano che Formenti stizzito prima di girare i tacchi ed andarsene abbia replicato: “Favorisca la patente“.

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4menti (Formentae, Formentum, Formentii)

apr 14 2003 Inviato da nella categoria Opinioni

Carlo FormentiA differenza di quanto ha fatto Carlo Formenti nel corso dell’intervento conclusivo di Blog Age, non citerò Manuel Castells. Il motivo è semplice: non amo gli intermediari e mi piace assumere la paternità delle cazzate che dico. Detto questo, c’è un’altra cosa che, in via preventiva, desidero chiarire: per quanto Formenti abbia speso buona parte del suo intervento per smontare il mio, io, in buona fede e in linea di massima, non credo abbia torto. O, almeno, non ce l’ha fino a quando si limita a sostenere che blog e giornalismo – quando aspirano a sostenere argomenti importanti e destabilizzanti – sono hobby o mestieri che van maneggiati con attenzione. E qui mi fermo. Non lo seguo più quando teorizza la patente per i comunicatori perchè in parte c’è già: si chiama Ordine dei Giornalisti e, fino ad oggi, a quanto mi risulta, non ha impedito ad Eva 3000 di confezionare cinque pagine cinque a commento delle foto in cui Benigni pisciava nel prato di casa sua, o alla redazione di Libero di Vittorio Feltri di manipolare le fonti alla bisogna per scodellare il turpe titolo ad effetto quotidiano. Convengo con Formenti (se davvero si è convertito all’idea che blog e giornalismo accomunati equivalgono a pere mischiate alle mele e, anche se non fosse così, in fondo, chissenefrega) che il problema è della comunicazione in generale. Formenti, invece, parla di patenti, autorizzazioni, regole che non hanno impedito a Maurizio Costanzo (giornalista) di farsi beffe della circonvenzione d’incapace portando al successo le imposture paranormali di Rosemary Altea o a Sperling & Kupfer di pubblicarle. No, non riesco più ad aderire alle tesi di Formenti quando sostiene che le notizie addomesticate di FOXNews sulla guerra (o della un tempo autorevole CNN, che relega ad un link a fondo pagina la notizia di apertura di tutti i giornali europei: un tank spara contro l’hotel Palestine e uccide due giornalisti) sono, in fondo, un fenomeno preoccupante sì, ma non tanto quanto il caso di Sean-Paul Kelley, blogger idiota al punto di arrivare a plagiare una piccola agenzia di informazione di Austin (Texas). Come si fa dopo i terremoti, io valuto i danni. E più che ad un singolo, isolato ciarlatano, il pensiero corre subito alle persone che han generato le sue 118.000 pagine quotidiane, che si sono fidate e, malgrado tutto, non hanno ricevuto un’informazione corretta. O onesta. Per questo motivo (sarò io, che ci volete fare) a me l’informazione distorta – o, quantomeno, centellinata – data in pasto alla sterminata platea che segue FOXNews inquieta molto, molto di più. Se esiste il concetto di patente, mi aspetto che siano rispettati i limiti di velocità. Agli spettatori dei maggiori network USA, che han trangugiato veline governative e dispacci militari credendo avessero il sapore di informazione, è stata – c’è poco da discutere – carpita la buona fede. Formenti, in pratica, ci sta quindi vendendo un’utopia, una buona idea che però, oggettivamente, non funziona. Le regole applicate agli ordini professionali sono un nobile castello in aria che crolla al primo giorno di praticantato. Meno alta filosofia e più bieco zapping televisivo gioverebbero a Formenti per capire che il Giuramento di Ippocrate resiste solo in E.R., e nemmeno in tutte le puntate.
Lo dico con la massima stima: credo che Formenti stia facendo un – peraltro comprensibile – errore di valutazione, ansimando per saltare in corsa sul carro dei guru della rete che han tenuto a battesimo un particolare fenomeno. Per carità, prego, posto ce n’è, ma corre l’obbligo di avvertirlo che non avevo ancora aperto la mia prima BBS (prodigio del progresso, nuove frontiere della comunicazione: tre utenti in linea contemporaneamente) che già i guru si prodigavano in previsioni di sterminato successo di monumentali cazzate.
Detto da un teorico del cazzeggio conta quel che conta, ma Blog Age (per quanto ammiri lo sforzo e ringrazi Formenti, Porro e compagnia di averlo organizzato) aveva ambizioni troppo alte. Prima tra tutte, quella di voler studiare un fenomeno e non limitarsi a prendere atto che esiste, che al momento funziona e che, inevitabilmente, cambierà. Sezionarlo ora, allo stato embrionale, richiama alla mente la genesi della New Economy: una clinica intera di neo-papà che gioiscono e ripongono talmente tanto tempo e energie e aspettative sul fatto di aver fecondato l’ovulo che dopo qualche mese, affamati, finiscono per mangiarsi il feto. Chi c’era, a Blog Age, aveva fame di facce, di nicknames, di senso di comunanza, di birra e risate, dell’appello per stabilire presenti e assenti. Oppure, molto più semplicemente, aveva intenzione di abusare del tatto per verificare l’esistenza di una naturale affinità, di un idem sentire fino a quella sera relegato allo stato virtuale, di affermare il concetto di blog concepito a tempo perso e per colmare una necessità (personale, ad esempio o, in altri casi, dovuta alla carenza di informazione credibile). Il clima da sinodo, da concistoro, in questo senso, poco ha giovato alla causa. La conferenza di Blog Age si è dimostrata un successo e gli organizzatori andrebbero ringraziati per l’opportunità concessa, ma si è proposto il modello di Micromega ad una platea che (non a torto) ha come punto di riferimento i manga.
Con tutto il rispetto per Manuel Castells ritengo che l’unico personaggio che sarebbe stato appropriato citare, in quanto in tema con la serata, fosse il Direttore Marketing di x§°nalità Confusa. Il problema è che sarà difficile far capire a Carlo Formenti che quando parlo di Personalità Confusa non intendo la sua.

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Le migliori della settimana /2

apr 14 2003 Inviato da nella categoria Segnalazioni


FEDRO (riferito a Claudia che non trova la privacy desiderata con il suo Andrea): «Costruiteve ‘na capanna qui nel Soggiorno».
CLAUDIA: «Ma no, non mi piace».
FEDRO: «Mettetevi sotto il piumone».
CLAUDIA: «Ma si vede».
FEDRO: «E allora vatte ad ammazza’ col gas».

(Fedro e Claudia, dal Grande Fratello)

(Dialogo origliato per strada a ora di pranzo tra marito e moglie):
MOGLIE: «È troppo tempo che non facciamo l’amore».
MARITO: «È una tua opinione o c’è stata una sentenza?».

(citata dal blog Brontolo)

• “La puntata di stasera avrà la durata di un’ora, cioè 60 minuti. Sempre che crediate a Donald Rumsfeld“.

(David Letterman, dal Late Show)

PASQUALE (discutendo sul fatto che la la vita sia governata dal destino o, piuttosto, dal fato): «Non sono coincidenze, come quella del moscone che c’è stato qui in casa un sacco di giorni: il moscone porta brutte notizie».
FLORIANA: «A Pasquà, levamo la monnezza e vedi che se ne va pure er moscone».

(Pasquale e Floriana, dal Grande Fratello)

• “Volevo comprare una bandiera della pace. Il ragazzo che me la stava vendendo voleva dieci euro. Io gli ho risposto che l’avevo vista a cinque ma che gliela pagavo sette. Lui ha ribattuto che per meno di otto non se ne parlava. Io ho detto che doveva già essermi grato se gliela pagavo più di cinque. Alla fine abbiamo litigato per la bandiera della pace”.

• “Stamattina mi sono alzato e ho fatto gli esercizi della Guardia repubblicana irachena. Sapete come sono? Stendete in alto le braccia e restate così”.

(David Letterman, dal Late Show)

(commentando Angela che, in piscina, ha appena fatto una capriola senza slip in favore della telecamera): “Ma… caspita… sono riuscito persino a vedere che ha cambiato la marca della spirale!”

(Gialappa’s Band, da Mai dire Grande Fratello)

• “Scrive il blogger Dolmen pochi minuti fa: ‘Che palle questi blog: non succede mai niente di emozionante!’ Diamogli un brivido: vai a cagare”.

• “Io quando un telegiornale non mi piace premo il telecomando. Gli americani invece lasciano andare un missile e cancellano giornale e giornalisti”.

(Riccardo Orioles, dalla rubrica “Tanto per abbaiare“)

• “Il Times dice che Bush e Blair meritano il Nobel per la pace. Ci viene da pensare che sarebbe il trionfo dell’omeopatia”.

• “Continuo a nutrire il sogno di farmi impagliare dopo la morte con dentro un registratore che continui a sparare le mie cazzate”.

(Vittorio Gassman, citata da Enrico Lucherini su Tam Tam Cinema)

• “Mia madre continua a sostenere che da bambino ero precoce. Mia moglie le ha risposto che lo sono ancora”.

• “L’avete saputo? La Guardia repubblicana irachena, il loro corpo speciale, sta prendendo una tale batosta che hanno deciso di cambiarle il nome in Guardia democratica“.

(David Letterman, dal Late Show)

• “Notizia di oggi: ‘I boss in carcere parlano di Milan. I boss fuori l’hanno comprato”.

• “Sono d’accordo anche con gli spazi bianchi”.

(commento di Leonardo ad un intervento di Giuseppe Granieri)

• “Ho incontrato Diaco. Putroppo non avevo spiccioli”.

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Antiamericanismo

apr 14 2003 Inviato da nella categoria Catena di San Libero

COME TUTTE LE CAZZATE PIÙ GROSSE, UNA CAZZATA IN BUONA FEDE

(Riassunto delle puntate precedenti). Più o meno un anno fa di questi tempi la sinistra italiana tornava a galla con la grande manifestazione sindacale di Roma, punto d’arrivo a sua volta di un processo complesso. L’estate dell’anno prima una grande manifestazione pacifista, a Genova, era stata repressa nella speranza di spingere a una risposta terroristica frange del movimento. Questa tecnica a suo tempo aveva permesso di stroncare il movimento del ’77 e aprire un decennio di completo controllo generazionale. Stavolta, però, non aveva funzionato. All’interno della sinistra organizzata, frattanto, il malcontento per l’evidente inadeguatezza dei dirigenti aveva dato luogo a contestazioni molto vivaci, dapprima occasionali e spontanee e poi sempre più organizzate, contro l’intero ceto politico della sinistra “ufficiale”.
La crisi economica aveva portato effervescenza sui luoghi di lavoro, dove una classe operaia sottorappresentata dai media ma ancora molto presente aveva ricominciato ad avventurarsi sul vecchio terreno delle rivendicazioni sindacali; significativamente, i primi erano stati, con quasi un anno di anticipo, i giovani precari della Fiat. Goffaggini del governo e capacità tattica dei sindacalisti avevano acutizzato quest’ultimo conflitto: in pochi mesi il processo di fusione fra queste tre grandi componenti della protesta (giovani pacifisti, ceti medi legalitari e lavoratori sotto crisi) era avviato e trovava la sua consacrazione in una enorme manifestazione promossa dal sindacato all’inizio della primavera.
Da quel momento in poi, il governo non era più riuscito a mantenere l’immagine efficientista, vincente e, in larga misura, “popolare”, che l’aveva sorretto fin allora. L’opposizione politica, dal suo canto, percependo l’enorme potenzialità della nuova situazione, incerta fra desideri e timori, cercava disperatamente degli strumenti culturali che le consentissero di utilizzare i “movimenti” senza rischi.
Gli ultimi mesi del 2002 e i primi del 2003 hanno visto dunque governo e opposizione in equilibrio instabile, l’uno sperando di sopravvivere in qualche modo alla crisi, l’altra sperando ma non osando di approfittarne. Tacitamente, l’una e l’altro avevano raggiunto un accordo di fatto su un punto essenziale: lo scontro fra governo e opposizione non avrebbe avuto luogo subito, magari in occasione di difficoltà istituzionali (processi, ecc.) del governo; ma sarebbe stato rimandato alla scadenza naturale della legislatura. In questo modo, la destra avrebbe avuto un paio d’anni in più per gestire la recessione economica ormai evidente, e la sinistra per integrare nella vecchia leadership i nuovi contestatori. Questo quadro, probabilmente non progettato da nessuno ma in sostanza accettato da tutti, è andato bruscamente in frantumi con la guerra.

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La photogallery di Blog Age

apr 13 2003 Inviato da nella categoria Segnalazioni

Sessanta immagini di Blog Age, la conferenza organizzata da Quinto Stato e il manifesto che si è tenuta lo scorso venerdì a Milano, presso la Casa della Cultura. Le foto sono tratte dalla versione integrale dei due video già pubblicati e va da sè che abbiano ereditato gli stessi difetti (compresa la poca luce e l’effetto riverbero dovuto alla proiezione alle spalle dei relatori). Mancano, è vero, molte foto della platea, che nei video, purtroppo, appare di rado. Alla carenza supplisce in parte la gallery realizzata da Gaspar Torriero. Per maggiore chiarezza, ecco la lista di chi appare nella sequenza fotografica che segue:
Giorgio Barbetta a.k.a. b.georg (Falso Idillio), Matteo Cassese a.k.a. Matteoc (>Skip Intro), Igino Domanin (Quinto Stato), Carlo Formenti (Quinto Stato), Giuseppe Genna (Carmilla on line), Giuseppe Granieri (Blog Notes), Tommaso Labranca (Labranca.co.uk), Massimo Mantellini (Manteblog), Walter Molino (Quinto Stato), Gianluca Neri (Macchianera), Marco Palombi (Splinder), Stefano Porro (Quinto Stato), Luca Sofri (Wittgenstein), Paolo Valdemarin (Paolo’s Weblog – Evectors), Benedetto Vecchi (il Manifesto), Roberto Vignoli (Information Guerilla).

Casa della Cultura – Entrata La platea attende La platea attende Igino Domanin Benedetto Vecchi
Benedetto Vecchi Gianluca Neri, Giuseppe Genna, Tommaso Labranca Gianluca Neri, Giuseppe Genna, Tommaso Labranca, Stefano Porro Gianluca Neri, Giuseppe Genna, Tommaso Labranca Gianluca Neri, Giuseppe Genna, Tommaso Labranca

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L’abbiamo perso

apr 13 2003 Inviato da nella categoria Reality Show

Grande FratelloSabato 12 aprile, al 73° giorno di trasmissione, il redattore di www.grandefratello.com ha ufficialmente sbroccato: Sai distinguere? – Pensate di saper distinguere il paradiso dall’inferno? Sapreste distinguere cieli azzurri dal dolore? E un prato verde da un freddo binario d’acciaio, credete che sapreste distinguerlo? Sono domande che vengono diffuse dagli altoparlanti nella Casa, per il piacere dei ragazzi e – diciamolo – il nostro. Ma quello che vorremmo chiedervi, sempre girandovi una domanda posta dai geni inglesi in questo meraviglioso brano, è: vi hanno portato a barattare la fredda comodità con il cambiamento? Vorremmo che foste qui, cari internauti, per mostrarvi come tutto ciò che abbiamo trovato sono le solite paure”.

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Farewell, Uittghenstàin

apr 13 2003 Inviato da nella categoria Segnalazioni

Chiude l’Attizzatoio di Wittgenstein, il blog nato come pesce d’aprile destinato a Luca Sofri dalle inquietanti menti di Gonio, X§°, Mu, Spiritum, Auro e Selvaggia. Queste le parole d’addio, dal blog di Mu:

Luke Sofrs
‘The Attizzatory has been a success, but it is clear that the hits and the impressions are less than a week ago, and mr wittgenstein is getting bored with these 5 people that keep teasing him. ‘A nice game doesn’t last forever’, it’s time to stop, guys, – he said – fly away and pull someone else’s leg!’
Time to close”
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Blog Age: tutta (o quasi) la conferenza in video

apr 12 2003 Inviato da nella categoria Segnalazioni

I commenti, inevitabilmente, arriveranno più avanti. Per oggi poco blog, dal momento che ho perso tempo a digitalizzare un’ora e quaranta di video. Se, ad una prossima conferenza, doveste notare me o un mio conoscente impugnare una videocamera, vi prego, riportateci alla ragione. Nei prossimi giorni l’intervento che avevo preannunciato nel corso della serata, sul libro di Francesca Mazzucato (nuovi, inquietanti risvolti) e la dovuta e ruminata risposta a Carlo Formenti, al quale – pare – ho fatto “girare i blog”. I due video sono “as is”, che è un modo carino per confessare che non sono stati sottoposti a montaggio; che alcuni interventi hanno subito drastici tagli da fine cassetta o cambio batteria; e che, anche se l’immagine a volte trema, il cameraman non era Papa Wojtyla.

Blog Age - Video 1 Blog Age (prima parte)
durata: 33m:12s – 13,9 Mb
formato: Windows Media
Visualizza il video
Blog Age - Video 2 Blog Age (seconda parte)
durata: 1h:06m:45s – 27,9 Mb
formato: Windows Media
Visualizza il video
INTERVENTI DI:

Igino Domanin (Quinto Stato)
Benedetto Vecchi (il Manifesto)
Gianluca Neri (theMacchianera/Macchianera)
Giuseppe Genna (Carmilla on line)
Tommaso Labranca (Labranca.co.uk)
Giorgio Barbetta (Falso Idillio)

INTERVENTI DI:

Massimo Mantellini (Manteblog)
Roberto Vignoli (Information Guerilla)
Luca Sofri (Wittgenstein)
Matteo Cassese (>Skip Intro)
Giuseppe Granieri (Blog Notes)
Paolo Valdemarin (Paolo’s Weblog – Evectors)
Marco Palombi (Splinder)
Carlo Formenti (Quinto Stato)

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Live from Blog Age

apr 11 2003 Inviato da nella categoria Segnalazioni

Siamo tutti a BlogAge. La webcam di Macchia sta inviando le immagini in diretta. Anzi, grazie proprio alla webcam, credo che nessuno, stasera, si chiedera’ che faccia ho.

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Senza parole

apr 11 2003 Inviato da nella categoria Segnalazioni

Perché questo è un intervento che va gustato piano piano, e a cui nulla si deve (o può) aggiungere. Basta solo ripubblicarlo così, com’è.

PICCOLA POSTA
di Adriano Sofri

Adriano Sofri visto da VincinoMi tocca dire che dell’ipotesi di dare a un mio omonimo la direzione di qualche giornale in pectore non ho mai sentito parlare prima di leggerla sui giornali. Lo dico perché il mondo in cui viviamo è tale che qualcuno potrebbe provare nuove malevolenze nei miei confronti, e non ne sento il bisogno. Né di invidie: di invidiabile ho una cella singola che, benché riconosciuta da tutti i miei coinquilini come la peggiore della casa, corrisponde bene al mio singolare stato d’animo. È l’unico posto che, immeritatamente, occupo: se si volesse rivaleggiare con me, la posta è questa. E anche se non fossi così alle strette, mi chiedo se accetterei ancora, non dico di dirigere qualcosa, ma di avere una responsabilità sia pure effimera sia pure di un’altra sola persona. Mi dico di sì, solo se si trattasse di portare sulla canna di una bicicletta in una strada fiancheggiata da eucalipti una ragazza consenziente coi capelli lisci e lunghi in un mezzogiorno di vento e di sole.

(tratto da Il Foglio del 10 aprile 2003)

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Carinerie

apr 11 2003 Inviato da nella categoria Opinioni

Torto MarcioIn un post dell’8 aprile intitolato “Pan per focaccia”, Christian Rocca sul suo Camillo ringrazia per lo sfotticchiamento e si presenta con un gentile e apprezzato omaggio necessario per leggere al meglio i miei interventi. Per giorni ho rimuginato invano alla ricerca di un cadeau all’altezza, per poter ricambiare. Poi ho deciso di spedirgli questo.

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Il blog è morto

apr 10 2003 Inviato da nella categoria Opinioni

Ieri è uscito Diario di una Blogger, di Francesca Mazzucato, Marsilio Editore.
Quando sono tornata a casa la sera ne ho trovato una copia nella buca delle lettere, con invito alla presentazione ufficiale e dedica.
Non so nulla di Francesca Mazzucato, lo ammetto. Non conoscevo nè lei nè il suo blog e quindi mi astengo da critiche sulla sua persona.
Ero molto curiosa di leggere questo libro e così in qualche ora l’ho finito.
Non è un libro noioso. C’è del mestiere dietro. Inizia, arriva al punto, e si conclude. Ben fatto. Sembra scritto un po’ di fretta, lo stile non è di quelli di mio gusto (sì troppo barocco e zuccheroso), non mi piacciono le conclusioni e la protagonista è profondamente antipatica.
Ma la Francesca scrittrice è furba, e secondo me chi le ha dato della stronza ha giocato solo con il personaggio. Daltronde lei è una scrittrice, lo dice almeno una volta a pagina.

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Oh my God! They Killed Kenny!

apr 10 2003 Inviato da nella categoria Opinioni

Saddam è morto. No, lo stesso pomeriggio legge un proclama in tv. Questa volta è morto davvero. No, appare in riunione con il figlio. L’abbiamo ucciso assieme ad Alì il chimico. No, sono vivi entrambi e Saddam, in più, appare in un filmato tra la folla. Abbiamo bombardato il ristorante in cui stava mangiando con i figli: è sepolto sotto le macerie. No, i russi l’han visto scappare.
Ora, non so voi, ma io, dopo questo florilegio di venerdì santi e pasque di resurrezione, mi sono fatto una precisa idea riguardo alle attuali sembianze di Saddam e su come si sia travestito per fuggire:

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Bloggolo

apr 10 2003 Inviato da nella categoria Segnalazioni

Brontolo
Questa è una “scoperta” di Emme Bi e, mettiamo in chiaro da subito le cose, non ha le tette. Anche se il dentino avvelenato nei confronti di Luca Sofri è un filo troppo avvelenato, non è affatto male. Ladies and gentlemen: Brontolo!

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