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Archivio per aprile, 2003

Selvaggiamente Gianluca

apr 18 2003 Inviato da nella categoria Opinioni

Mi ero quasi preoccupata che Gianluca non avesse fatto negli ultimi giorni alcun post parlando di Selvaggia Lucarelli, ma per fortuna mi sono dovuta ricredere aprendo oggi Gnueconomy.
Inoltre, per sottolineare la cosa, Gianluca scrive nei commenti al mio precedente post (si parla della bella e simpatica Selvaggia):

Oggi ho comprato due settimanali, e c’era lei su entrambi.
Gianluca Neri

La domanda (oggi sono peggio di un quiz) è:
Gianluca ha comprato due settimanali dove per caso c’era Lei
o
Gianluca ha comprati I due settimanali dove per caso c’era Lei?

Che sia in corso davvero un corteggiamento virtuale (come sussurrato su altri siti) dell’impassibile Gianluca per conquistare la bella Selvaggia?
Diventeremo peggio di Beautiful.

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Uovo Pasquale

apr 17 2003 Inviato da nella categoria Opinioni

Pasquale del Grande Fratello è uscito.
Non per difendere i conterranei a me quell’essere decisamente pieno di se mi piace molto.
Mi chiedo solo quale sarà il suo futuro:
a. dimenticatoio (lo rivedremo tra qualche anno a Meteore)
b. presiederà a tutti i programmi tv della mediaset fino alla fine della stagione, qualche discoteca, qualche festa mondana e poi sparirà anche lui come i suoi predecessori o finirà a fare televendite come l’altro pugliese della prima edizione
c. farà carriera grazie al suo fisico scopito, l’accento barese (potrebbe diventare il nuovo Lino Benfi, no?) e l’inglese fluently con cui si è esibito per salutare la sua ciccina

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Contrordine, compagni

apr 17 2003 Inviato da nella categoria Segnalazioni

Dovuta precisazione: l’affaireQuintostato vs quIntostato” sembra sgonfiarsi man mano, sotto il peso di alcune precisazioni apparse nei commenti su Manteblog. La questione non è sufficientemente chiara per poter farsi un’idea di cosa, veramente, sia successo, ma abbastanza da poter affarmare con una certa sicurezza che la cosa è finita qui.

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Cose da maschi e/o pervertiti. Ci perdonino le signore: è interessante anche il post successivo.

apr 17 2003 Inviato da nella categoria Opinioni

È successo che oggi un utente ha segnalato qui su Macchianera una notizia che reputava interessante. Luca Sofri è intervenuto sostenendo che interessante era probabilmente interessante, ma cotta da almeno due mesi. Io ho risposto che quasi sicuramente non ne avrei parlato, altrimenti Sofri, dopo quanto ha già detto riguardo all’intervento sul culo di Jennifer Lopez, avrebbe ribadito che su questo blog starebbe bene una rubrica chiamata “Fuori tempo massimo”. È finita che, citando Slate, ne ha parlato per primo lui.

Oggetto della discussione erano le due (12) immagini cliccabili a lato che da due mesi a questa parte hanno invaso internet. Apparse per la prima volta su Memefirst, sono state inizialmente spacciate come tratte da una serie di soggetti della nuova campagna pubblicitaria Puma riservata ai magazine. Qualcuno ha persino sostenuto di averle viste pubblicate sulla versione brasiliana di Maxim. Poi, malgrado l’immediatezza, la genialità, l’inarrivabile semplicità e una dose di volgarità fuori del comune (doti che ne avrebbero fatto la più azzeccata e penetrante campagna pubblicitaria mai ideata), Puma ha seccamente smentito e inviato una lettera di “cease and desist” ai responsabili di tutti i siti che avevano deciso di mostrarle. Qualcuno tra i più paranoici ritiene che i due soggetti facciano parte di una strategia di marketing virale e aggressivo studiata a tavolino dalla stessa Puma. Altri, invece (ed è l’ipotesi più probabile), che siano il frutto di un braistorming di alcuni creativi e creati con l’intenzione di proporli all’azienda di abbigliamento.
Io, al di là di tutto e pur non essendo il tizio ritratto nelle foto, nel vedere – finalmente – qualcosa di così ineguagliabilmente creativo e geniale, ho goduto. In passato mi era successo solo con la campagna dei jeans Jesus: un culo di donna, e lo slogan “Chi mi ama mi segua”.

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Translate This!

apr 17 2003 Inviato da nella categoria Opinioni

No, no, no. Ho sopportato (con sofferenza) che i traduttori italiani stuprassero i titoli di buona parte dei film “made in USA”, facendoli arrivare nelle sale con titoli come “Giovani, carini e disoccupati“, “La vita, l’amore, le vacche” o “Colpo grosso al Drago rosso“. Ma “Maial College” è davvero troppo. Di più idiota, fino ad oggi, avevo visto soltanto l’insegna di un negozio di ottica (che finì in una delle prime puntate della rubrica “Botteghe Oscure” di Cuore) in viale Abruzzi a Milano: “Occhial House”. Dopo questo, ormai, sono preparato a tutto. Anche alla riedizione di “The Blues Fratells”.

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Non senza fatica, torno ad ammettere che la Svezia esiste

apr 17 2003 Inviato da nella categoria Segnalazioni

Indescrivibile il piacere nel constatare che anche a x§°nalità Confusa è piaciuto Fucking Åmål, la prima cosa svedese che sono riuscito ad assimilare dopo anni di rigetto dei biscottini frumento e cioccolato dell’Ikea dovuti all’indigestione di questo. Tra parentesi: mentre cercavo l’immagine della locandina per questo intervento mi sono imbattuto in una curiosità e in un sito curioso. Vado con la prima: Åmål è un paesino svedese di provincia (si legge Omòl). Negli USA han preferito tradurre il titolo originale (troppo simile all’espressione “Fucking ‘em all”) nel più burroso “Show me love”. Poi sono finito qui: un servizio molto simile al Touch Graph GoogleBrowser (di cui parlammo qualche giorno fa, che però era dedicato esclusivamente ai blog). Qui, invece, è sufficiente digitare il titolo di un film per vedere volteggiare per lo schermo i nomi delle altre pellicole apprezzate dallo stesso tipo di spettatori. Con me ne ha azzeccati credo 3 su 30, ma ha anche indovinato il più difficile perché più lontano, come genere, dal film di Lukas Moodysson: My cousin Vinny. Se vi capita, se trovate in giro Fucking Åmål, guardatelo.

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Pessimo Stato

apr 17 2003 Inviato da nella categoria Opinioni

Visti i tempi che corrono, e così, tanto per mettere in chiaro le cose, credo sia venuto il tempo di una sorta di licenza alla Creative Commons ad uso e consumo dei meno spocchiosi:

Questo blog accetta le prese per il culo

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CiccioPanzo ha detto NO!

apr 17 2003 Inviato da nella categoria Opinioni

Cicciopanzo s’è ‘ncazzato! In un articolo che Selvaggia Lucarelli ha scritto per Il Tempo (e che potete leggere cliccando qui), la protetta Enrica Bonaccorti veniva definita (in relazione al ruolo occupato dalla stessa nella trasmissione Buona Domenica) “dog sitter”. Apriti cielo: cicciopanzo deve intervenire. E lo fa senza l’appoggio dell’ONU, da solo, utilizzando un’arma di distruzione di massa come la televisione per rispondere ad uno sberleffo. Una specie di intifada, insomma, nella quale i cingolati rispondono colpi di pernacchie. Cicciopanzo, in diretta, lancia l’ultimatum: Selvaggia e Il Tempo devono chiedere scusa a alla Bonaccorti, ingiustamente accusata di abbandonare i cani per poi ritrovarli e portarli da trovatelli in trasmissione. Altrimenti? Altrimenti saranno esclusi per sempre dai suoi pensieri di potente della Tv. Bene: punto a Selvaggia. Non oso neanche immaginare cosa può comportare essere tra i pensieri preferiti di Cicciopanzo, in compagnia della Barale e della De Filippi che fanno le T.A.T.U. E lui che guarda.

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Blog Age: The Last Post

apr 16 2003 Inviato da nella categoria Segnalazioni

Blog Age
Una veloce rassegna (che avrebbe l’intento, per quanto possibile, di ambire all’imparzialità) dei commenti riguardanti Blog Age, scelti tra quelli più profondi, ispirati, dissacranti o spassosi. Pensieri, parole e opere non appartengono a me: perdonatemi solo le omissioni.

• “Ho scoperto che le vie del pensiero umano sono infinite. Durante le finte conclusioni del convegno (quelle di Formenti) io ho lottato disperatamente contro la magia dell’andare a ritroso nel tempo. Lui parlava, parlava. E io litigavo con figli dei fiori, assistevo ad occupazioni scolastiche, sentivo opinioni sul rapimento di Moro. Ad un certo punto due hyppies mi hanno persino passato una canna. Alla fine, però, quando sono tornato nel 2003 mi sono riconcentrato sulle ultime parole ed ero d’accordo. E non ero nemmeno il solo. Era d’accordo anche Luca”.

• “Per la prima volta i giornalisti sono confrontati da un pubblico che a) ne sa complessivamente più di lui, b) risponde per le rime e c) lo fa con una visibilità ancora più grande di quella del giornalista medesimo. E questo naturalmente è una grossa minaccia per il giornalista incapace o superficiale, mentre è un grande aiuto per il giornalista capace e preparato”.

• “Di BlogAge salverò pochino. Salverò Mantellini e Falso Idillio, salverò SkipIntro, salvo BlogAggregator. Farò fatica invece a togliermi di dosso quel vento di supponenza che attraversava alcuni, e quel tentativo di appropriazione che caratterizzava altri. Immagino che per molti l’aspetto positivo della serata sia stata la possibilità di associare occhi, viso, corpo a indirizzi http”.

• “Tante belle parole. Davvero, tante cose su cui essere d’accordo. Ma mi manca un passaggio. Dimentichiamoci le distinzioni professionali. Non ci credo che ci gratifichi l’avere qualcuno che ci considera giornalisti. Non credo ci possa interessare. Almeno, non a questo manipolo di persone che, sfidando le leggi del moto, sono corse alla CdC per *incontrarsi*. E per guardarsi in faccia. Perchè già si conoscevano”.

• “Non toccate il compagno Formenti. Uno – È l’uomo che più cerca di elaborare della filosofia sui weblogs, e prende gli schiaffi da tutti i weblogs. Due – È uno, e noi siamo tanti. Tre – Non si lascia, evidentemente, intimidire. Quattro – È giornalista, e io pure, e la dietrologia del corporativismo prevede che lo difenda. Peggio di un apocalittico della rete ci sono solo cento persone normali che lo insultano (e io tra loro, ma sono pentito pentito pentito). Lancio la campagna “un piatto di minestra per Formenti”: non lo lasciamo solo, in ogni casa di blogger si tenga un posto apparecchiato e benevolente”.

(Wittgenstein)

• “A Blog Age nel frattempo avveniva quello strano fenomeno per cui, ogni volta che si parla seriamente di qualcosa, invece di farla, si segnala agli appassionati che è tempo di passare avanti. Non leggo le interviste ai registi o agli scrittori. Adoro le biografie di chi è già morto, non di chi è vivo. Non mi sento all’avanguardia, non sono una persona seria e non credo ci sia nessun bisogno di portare i blog fuori da Internet, visto che imperversano da mesi su qualunque media e anche mia mamma è felice che può dire alle sue amiche “mia figlia ha un blog e fa bookcrossing” e tutte annuiscono felici e un pelo invidiose”.

• “In apertura alcuni giornalisti hanno chiesto ai bloggers: “Ma vi rendete conto che siete una fonte d’informazione e come tale avete la responsabilità nei confronti dei giornalisti che vi leggono e ci scrivono gli articoli?”. La risposta non credo possa essere altro che… cazzi vostri, scegliete meglio le vostre fonti o cercate di capire come funziona il sistema. Abbiamo sentito interventi da parte di persone che usano i weblog per fare “controinformazione”. Bene, bravi, state semplicemente usando uno strumento. Ciò non significa che i parametri usati da voi per scrivere sui vostri siti debbano essere addottati dal resto della blogosfera. Anzi, siete una minoranza. C’è gente che con i weblog vuole fare giornalismo, c’è gente che con i weblog ci vuole fare altro. È come discutere se una Panda sia fatta per andare in città o per andare in campagna”.

• “Non ho domande, ma ho parecchie risposte per voi. A Benedetto Vecchi (Il Manifesto) che “i blog datano dall’inzio degli anni 90″: non è vero. A Tommaso Labranca che “ho il sito fin dal 1999, sono stato uno dei primi”: no, non è vero. Marco Palombi (Splinder) che “Diciamocelo, Internet ha fallito nel suo intento di far comunicare le persone”: non è vero, sono decenni che ci parliamo fra di noi, e manco ti sto a dire come ci riusciamo. A tutti quelli che si son chiesti per tutta la serata “ma il blog è giornalismo o no?” la risposta di Luca Sofri: “mi verrebbe da dire chissenefrega”. Però sono 5 parole, si pronunciano in 4 secondi e invece è durata tre ore, e sospetto che molti lo tengano ancora come dilemma fondamentale del bloggers.

• “Certi signori che di cognome fanno Neri, Genna, Labranca, sono venuti ad autolodarsi, autoincensirsi, autoesaltarsi nell’autopresentazione, in sostanza autopubblicizzarsi. La prima parte è stata talmente inutile che ho preferito una pizza alla seconda parte che prevedeva l’intervento di Luca Sofri (figuriamoci, a proposito di modestia). Dei blog ovviamente non si è parlato, dei diecimila blogger che hanno creato questo fenomeno neanche una parola, che ne so un ringraziamento. E invece un gran parlare autoreferenziale… Chi è più scrittore di chi? Chi è più giornalista di chi?”

• “Ho rivisto persone come quelle delle BBS, lo spirito delle pizzate tra informatici, ma ora aperte, allargate a chi della tecnologia non frega niente finché non ti apre una nuova porta o ti semplifica la vita. Mi sono trovato bene, ho trovato lo spirito di una festa, è stata una festa, con gli intermezzi teoretici che tutti ci aspettavamo, ma comunque una festa. Difficile esserne delusi, inutile recriminare. Era previsto che qualcuno volesse rendere il facile difficile”.

• “Pensavo che non valesse la pena sprecare altre parole, però oggi leggo questo (l’articolo di Benedetto Vecchi a commento della manifestazione, n.d.r.) e mi cadono le braccia. La prosa da komintern non mi ricorda gli anni ottanta, e neanche i ceti medi riflessivi, in compenso l’insistenza è veramente molesta. Saremo “compagni che sbagliano”? Siamo “ai margini e ci piace starci”? Esticazzi non ce lo vogliamo mettere?”

• “Mentre guido sotto la pioggia penso al commento di un lettore di questo blog, che via mail mi scrive: Tom era più interessante quando parlavate meno di blog. E penso che abbia ragione. Dopo tre mesi di intensa frequentazione dei blog altrui, se devo fare un bilancio generale penso che tornerò un po’ sui miei passi. Ne seguirò di meno, commenterò di meno, e tornerò a leggere più libri, ad andare più al cinema, a uscire di più con gli amici. E penso che gioverà a Tom. In conclusione: qualcuno ieri diceva che nessun blogger legge solo un blog. Forse è vero, ma non credo che la cosa valga anche per tutti i nostri lettori. Magari poi mi passa. Ora intanto esco, e vado a fare due passi sotto la pioggia”.

(Tom)

• “Oddio, è scattato u dibbattito! Sta parlando uno di Indimedia. Si teme la Potemkin.
Sta parlando Roberto di Information Guerrilla e di nuovo i cosacchi scendono la scalinata. Il volto della madre. La carrozzina. I cosacchi sparano”.

• “Il lamento per natura sa di fuffa
ma è permesso a chi fa giornalismo,
si sa che la sfiga sa di fuffa
la buona stella è sempre giornalismo.
Ma cos’è la fuffa, cos’è il giornalismo…”.

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Profezie

apr 16 2003 Inviato da nella categoria Opinioni

Scrive Luca, in un gradevole post che senza dubbio qui in casa sarà oltremodo apprezzato: “C’è questa contesa tra Carlo Formenti e Gianluca Neri: più il primo è involuto, teorizzante, ipnotico, più il secondo sbraca, per fargli dispetto. E ieri ha stravinto.
P.S. C’è un dettaglio su BlogAge che è stato rispettosamente trascurato: c’era la ragazza di Neri, e sembra così una persona perbene…”
. Il titolo è Se semo giocati Macchianera. Non sa quanto, in questi giorni, ci stiamo andando vicino.

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4menti (Formentae, Formentum, Formentii)

apr 15 2003 Inviato da nella categoria Opinioni

Un commento

Compagni che sbagliano

apr 15 2003 Inviato da nella categoria Opinioni

Pensavo che non valesse la pena sprecare altre parole, però oggi leggo questo e mi cadono le braccia. La prosa da komintern non mi ricorda gli anni ottanta, e neanche i ceti medi riflessivi, in compenso l’insistenza è veramente molesta. Saremo “compagni che sbagliano”? Siamo “ai margini e ci piace starci”? Esticazzi non ce lo vogliamo mettere?

Cito un passo dal fondamentale saggio di Makekazzodicy, “i blog e l’arte della manutenzione del neurone”:

“le corporation continuano ad inquinare i blogger brainwashed mainstream continuando a colonizzarne i gia esigui neuroni con vane e turboideologiche querelle sulla modernità riflessiva e la dicotomia comunitarista utopica tra fuffa e giornalismo. D’altronde è difficile non evidenziare come nei bassifondi sinaptici scorra una sottile vena erettile per cui l’eccitazione indotta da talune riflessioni di infimo ordine rigurgitate da vetero-comunisti informatici ansiosi di rilanciare la net-economy (con particolare riferimento al loro net-posto-di-lavoro) non possa che istigare movimenti spastico-sussultorio-gonadici al interno dei contenitori scrotali dei percipienti, in un quadro teleologico iperlib-lab (e mi si scusi il contesto ossimorico e l’abuso del lemma). Pertanto sorge spontaneo interrogarsi sul fine ultimo di tali effrazioni semantiche, che non possono essere situate nel campo della riflessione teorica, ma ci paiono piuttosto allocabili a miserrime forme di applicazione rappresentative solo dell’io scrivente e della sua attitudine rinotillexomasturbatoria.”

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¿En dónde está ¡oh muerte! tu victoria?

apr 15 2003 Inviato da nella categoria Segnalazioni

Fidel Castro
Prima che Camillo ci riprenda citando Il libro nero del Comunismo in regalo con il Giornale, corre l’obbligo di segnalare che, nel più assoluto silenzio della sinistra, a Cuba Fidel Castro sta attuando una politica di repressione dei ribelli ancora più brutale che nel passato, concretizzatasi con la sentenza di morte per tre uomini che avevano sequestrato un traghetto per raggiungere la Florida, e la condanna di 78 persone, tra dissidenti e giornalisti indipendenti, a pene detentive fino a 27 anni. Giusto un cenno, così, tanto per ribadire che la pace non ha colore.

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De gustibus

apr 15 2003 Inviato da nella categoria Opinioni

Jennifer LopezSo che con questa dichiarazione attirerò su di me gli strali di un numero spropositato di bloggers, ma a me non piace Jennifer Lopez. Credo abbia un culo talmente grande che quando si siede copre più della Omnitel.

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Come Giangiacomo

apr 15 2003 Inviato da nella categoria Opinioni

Vodafone OmnitelScatta l’ultimatum: se entro sette (7) giorni Vodafone Omnitel non inizia a far funzionare il servizio di MMS anche sui cellulari che appaiono nella pubblicità della concorrenza, io vado ad immolarmi per fargli brillare un ponte radio.

COLLOQUIO CON UN’OPERATRICE DEL SERVIZIO 190:
- Buongiorno, sono *****, come posso esserle utile?
- Buongiorno, ho un problema nell’invio degli MMS dal mio cellulare.
- Che marca è?
- È un Sony Ericsson P800. Premetto che ho già scaricato le configurazioni dal vostro sito.
- Ah… l’ha già fatto?
- Si, era indicato solo il modello T68, ma dovrebbero andare bene anche per il mio.
- Si, infatti, sono le stesse che mandiamo a chi ha il P800. Un secondo che sento i tecnici…
- (…)
- Senta, lei di che zona è?
- Milano.
- Ecco, mi dicono che a Milano si stanno in effetti verificando alcuni problemi con il servizio MMS.
- Guardi però che il mio collega, qui davanti a me, riesce tranquillamente ad inviarli o riceverli.
- Si, ma il problema è limitato solo ad alcune zone e alcune schede, tra cui, magari, la sua.
- Senta, l’ho inserita cinque minuti fa in un Nokia 7650 e sono riuscito a mandarne uno.
- Che le devo dire? Dev’essere che i problemi sono limitati alla sua zona, a telefoni come il suo, che utilizzano una scheda come la sua.
- Eh, sta’ a vedere che al ponte radio sto sui coglioni io personalmente.

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