Una tripla per Giornalisti vs Bloggers

Anna Masera su TuttoLibro del 19-4-2003Scrive Anna Masera su TuttoLibri, inserto de La Stampa: “Proliferano i «diari» on line, sono diventati uno status symbol, ma di fatto esprimono solo un inutile e noioso trionfo dell’io”. Ammetto di aver provato un sottile brivido solo al pensare di aver avuto un ruolo nello sdoganamento del verbo “cazzeggiare”: fu così che durante Blog Age, a mio modo, tentai di descrivere il mio impegno per questo blog. Oggi il cazzeggio è diventato marchio di fabbrica: non siamo ai livelli della fuffa, immediatamente identificabile con Carlo Formenti, ma quasi. Ad Anna il termine piace, e difatti ne fa largo uso. Su TuttoLibri: “Il blog lo si dedica al cazzeggio quotidiano, tipo gli scarabocchi nel diario. Il sito personale è una cosa seria: con le foto dall’album di famiglia” e in un vecchio articolo apparso su La Stampa: “Ed ecco che arrivano i blogger-giornalisti: «Non vedo differenza tra blogger e giornalista, tranne che il blogger ha più libertà» afferma Gianluca Neri, che con il portale Clarence – buon per lui – ha fatto i soldi e adesso ha il tempo libero per cazzeggiare su Macchianera (tra parentesi: io di cazzeggio ho parlato, ma di “tempo libero” proprio no. A meno che per “tempo libero” non si intenda l’oretta buona rubata al sonno per pubblicare un Niagara di minchiate su queste pagine).
L’articolo, tornando a noi, ha la smaccata ambizione di risultare provocatorio. Non saprei dire se è concepibile ambire alla nomea che si è guadagnato Formenti. Evidentemente si. Il punto però – e qui stupirò qualcuno – è che credo l’argomento sia stato sviscerato e per troppo tempo lasciato sul bancone a fare le mosche. Qualsiasi tipo di provocazione (che provenga da un giornalista, un blogger o un ibrido) ha ormai la medesima carica rivoluzionaria di un gavettone: un po’ d’acqua, tutto qui. Le critiche mosse dai blogger ai giornalisti potrebbero essere sensate: gente che utilizza un mezzo che ancora non ha capito, pragmatica quanto quelli che sostengono che, oh, la parola scritta, la stilografica, l’inchiostro e il voluttuoso volteggiare della penna sulla carta sono tutta un’altra cosa. Viceversa, potrebbe anche rispondere al vero che i blog rappresentino esclusivamente il modo attraverso cui i logorroici, gli egocentrici, gli esibizionisti usano specchiarsi. Se a questo punto non lo fa nessuno, un chissenefrega ce lo metto io: a me ancora piace che la rassegna stampa mattutina comporti la selezione dei giornalisti e dei blogger che meritano, con ben poco riguardo per il mezzo utilizzato. Al momento, per quanto mi riguarda, sono suppergiù alla pari. Ma sono pronto ad accettare che una delle due categorie possa un giorno prevalere e vincere la sua brava bambolina.

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22 Comments

  1. non centra nulla con il post…ma dalla webcam, posso vedere che hai dietro la schiena, un bel poster con scritto “I want to believe”….sei un grande…..

  2. Per non fare discriminazioni, ricorderei che esistono anche le categorie bloggers-panificatori e bloggers-commesse di profumeria. E non ditemi che avete la puzza sotto il naso.

  3. penso che semplicemente dovrebbero smettere di credersi portatori sani della verità assoluta molti di questi giornalisti che parlano e sparlano sui blog e poi ne fanno il loro mezzuccio come palcoscenico

  4. Concordo con Proserpina. Se c’è qualcosa di peggio della superbia è la malafede. Di chi poi mescola entrambe le cose non ne parliamo… Comunque sia, confido nel fatto che ognuno di noi sappia giudicare da sé quello che legge. Per Effe: temo che di blogger-panificatori ce ne siano pochini in giro sul web, questa è gente che lavora davvero.

  5. Mah, io di pagnotte pesanti da digerire in giro ne ho viste parecchie. Ma forse volevi insinuare che le commesse di profumeria sono una categoria di fannullone?

  6. La Masera della Sera

    Due parole due, prendendo spunto dal commento di GnuEconomy all’articolo di Anna Masera dedicato ai blog, pubblicato sull’inserto Tuttolibri della Stampa. C’è una certa superficialità nel modo in cui la Masera affronta la questione. Si guarda al mondo …
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    Due parole due, prendendo spunto dal commento di GnuEconomy all’articolo di Anna Masera dedicato ai blog, pubblicato sull’inserto Tuttolibri della Stampa. C’è una certa superficialità nel modo in cui la Masera affronta la questione. Si guarda al mondo …
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    Due parole due, prendendo spunto dal commento di GnuEconomy all’articolo di Anna Masera dedicato ai blog, pubblicato sull’inserto Tuttolibri della Stampa. C’è una certa superficialità nel modo in cui la Masera affronta la questione. Si guarda al mondo …

  7. La Masera della Sera

    Due parole due, prendendo spunto dal commento di GnuEconomy all’articolo di Anna Masera dedicato ai blog, pubblicato sull’inserto Tuttolibri della Stampa. C’è una certa superficialità nel modo in cui la Masera affronta la questione. Si guarda al mondo …
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    Due parole due, prendendo spunto dal commento di GnuEconomy all’articolo di Anna Masera dedicato ai blog, pubblicato sull’inserto Tuttolibri della Stampa. C’è una certa superficialità nel modo in cui la Masera affronta la questione. Si guarda al mondo …
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    Due parole due, prendendo spunto dal commento di GnuEconomy all’articolo di Anna Masera dedicato ai blog, pubblicato sull’inserto Tuttolibri della Stampa. C’è una certa superficialità nel modo in cui la Masera affronta la questione. Si guarda al mondo …

  8. Gianluca, mettiamoci nei disagiati panni di questi poveretti che devono sbarcare il lunario con lo stipendio da giornalisti. Ogni giorno (od ogni settimana, ma fa lo stesso) devono consegnare al loro diretur qualche migliaio di caratteri. Dunque, se tu oggi scrivi una qualsiasi cosa (anche una minchiata, forse soprattutto una minchiata) sapendo che farai incazzare un po’ di gente, hai messo le basi per scrivere qualche altro migliaio di caratteri per spiegare, approfondire, giustificare, biasimare, ***are. Si chiama catena di montaggio, credo.

  9. “Blog come trionfo dell'”io”?? Status symbol??”
    Curioso che tali critiche provengano proprio dalla categoria di lavoratori più incline al corporativismo più bieco, in cui l’accesso alla professione è quasi più rigido e clientelare di quello delle professioni forensi…
    Altresì curioso che tali denunce arrivino da parte di membri di un ordine, la cui tessera gode di privilegi assoluti (entrata gratis quasi ovunque, pass per ogni manifestazione e sconti barattati con pubblicità gratuite, etc..), che si autoincensa trasformando i propri più illustri membri in semi-divinità al cui giudizio assoluto il popolo si appella per ottenerne “giustizia” o perlomeno “giustificazioni” (vedi Costanzo, Vespa, Santoro, Ferrara, Lerner e illustre compagnia…).
    Giudici sprezzanti, nella loro “presunta” alta cultura, e inflessibili verso le altrui coscienze, non riescono a ragionare sulle proprie…
    Giornalisti vs. Blogger?? Spicca un problema, forse la vera ragione dell’ostilità generata nella categoria…
    La CREDIBILITA’ di una professione, mai come ora messa in discussione…
    Quale “Opinion Maker” può permettersi il lusso di perdere la sostanza del suo essere? Senza credibilità quale futuro può avere la categoria? Ma, credibilità in base a cosa?
    I giornalisti embedded nel “Sistema Mediatico” sono ormai la maggioranza.. in cambio di questa inclusione (e della loro “fedeltà”) hanno ricevuto onori e gloria… oltre che sostanziosi contributi in denaro…
    Sono pochissimi i giornalisti che accedono alle fonti primarie e sempre più spesso lo fanno sotto pesantissimi condizionamenti (vd. le interviste con le domande preparate, le visite ai luoghi “sotto scorta” di qualche solerte funzionario, gli “informatori” a libro paga dei vari “servizi”, le “veline” preparate dagli uffici stampa, etc..); il resto (tra cui i maggior editorialisti…) si accontenta di notizie riportate dalle più svariate fonti, non sempre veritiere, senza neanche prendersi la briga di verificarne la minore o maggiore attendibilità.. ovviamente in un tale contesto, anche senza tenere conto delle appartenenze politico-economiche dei vari “nomi”, parlare di giornalismo attendibile o autorevole è pura utopia, o vera malafede…
    Se la produzione dell’informazione è già inficiata alle fonti, anche la manipolazione dell’informazione (editoriali, Talk Show, etc) deve rimanere argomento riservato alla predetta categoria?
    Dunque blogger e giornalisti sullo stesso piano quanto a credibilità? Ecco rotto il vaso di pandora!
    Il giornalista/opinionista scende dal proprio (illusorio) piedistallo e diventa solo una delle voci, non la sola, e neanche la più autorevole, considerando come base dell’autorevolezza, la credibilità del singolo, e dunque la sua minore/maggiore libertà d’opinione…
    Blog come manipolazione dell’informazione? Ben venga se questa permette alle coscienze individuali di sfuggire all’attuale sistema, e permette alla propria coscienza una manipolazione “genuina” non inficiata altro che dalle proprie e altrui idee, senza la manipolazione speciosa e interessata di professionisti della comunicazione a libro paga (o perlomeno su un piano di parità con questi ultimi…)
    se poi queste idee non rimangono in continua evoluzione ma si fossilizzano su prese di posizione “ideologiche”, questo non dipende certo dal mezzo, quanto dai noi stessi…

  10. Ero al blog Age e ho seriamente cercato di seguire l’argomento (mi sono svegliata solo al mulinare di braccia del sig. Porro per cercare di fermare l’intervento di un arzillo vecchietto in cerca di applausi) ma devo dire e non vedo perchè tutti negano è ovvio che il blog serve ad ognuno di noi per far trionfare il nostro io, più o meno noiosamente, e parlo in prima persona. Anche se per assurdo mi nascondo dietro uno pseudonimo, ciò non mi fa diversa da quelle che mettono le foto e fanno ugualmente vedere di scrivere bene. E per gli uomini è lo stesso, altrimenti perchè guardare quanta gente viene a leggere? Che poi alcuni blog siano un’autorevole fonte di informazioni e altri splendidamente divertenti, tanto meglio.

  11. Come al solito non bisogna fare di tutta un’erba un fascio. Credo che in molti guru del blog ci sia esclusivamente la limpida volontà di informare. Nessuna finalità egoistica o narcisistica, informare e basta. Un esempio per tutti Brodo Primordiale o Klamm. Sta diventando, però, via via più evidente che molti BlogAgers sono scivolati da un corretto uso del mezzo all’abuso vero e proprio, cavalcando l’onda della fuffa, dell’autopromozione e degli articoli faceti, che purtroppo sono quelli che fanno più blog-audience (vedi il famoso articolo di Selvaggia Lucarelli su For Men Magazine, trasformato in intrigantissima diatriba sulle sue tette). E quando a fare così è gente dalla comprovata (dai soldi, dal talento o dalla fama) autorità intellettuale, anche qui, come sulla carta stampata o in televisione diventa assai irritante. Se aggiungiamo, poi, il fatto che i blog stanno diventando un utilissimo trampolino di lancio, appare chiaro che i blog “seri” rischiano di diventare sempre meno limpidi, e meno autorevoli. Come sempre, ad maiora.

  12. A me pare però che troppa gente si stia prendendo troppo sul serio, su questa (futile) questione. Da una parte i giornalisti&scrittori, ultimi arrivati, che pretendono di avere una professionalità (spesso tutta da dimostrare) cha dà a loro la “patente” di blogger professionisti, dall’altra i blogger che si autodefiniscono storici, e certamente lo sono, ma ricordiamoci che stiamo parlando, tutt’al più, di tre anni di vita (all’incirca è l’età di http://www.asphalto.org, a quanto mi risulta tra i primissimi siti E/N in Italia, e definibile, riduttivamente, blog) mica di secoli. Io rientro tra i cazzeggiatori, e ci sto bene.

  13. Allora, rimedio a un mio commento che è stato cassato (tanto, a quest’ora, Neri dorme ancora). Rolli non è, ripeto, NON E’ una venditrice di sciocchezze. Quelle le regala.

  14. Macchè, macché, mi ero censurato da solo. Il primo commento su Rolli non era stato cancellato. L’ho già detto altrove, devo cambiare pusher.

  15. Infatti Rolli le regala e dovresti essergli grato, visto che c’è chi invece le spaccia per illuminate verità. Poi sai, sono quelle sciocchezze per cui uno tipo effe ( come fassino, i casi della vita ) piazza la smentita e mal gliene incoglie. Non dar la colpa al pusher

  16. Il mio pusher è lo stesso di Fassino, ma lui tira da più tempo di me. Badi bene, Rolli, che Effe è anche l’iniziale di Ferrara (anche di Facci, ma lui ha già negato di essere me), non si sa mai chi può nascondersi dietro a un nick. E comunque, smentisco di aver smentito nell’affermare ciò che ho affermato. Con la massima gratitudine, suo F(?).

  17. Mi meraviglia che un parere di un giornalista sia tenuto in così grande conto… Sono i primi a parlare di cose di cui non sanno un tubo non capendone un tubo. Mi piacerebbe leggere l’articolo intero, che probabilmente doveva essere un resoconto sul fenomeno blog e invece diventa il giudizio della giornalista sul fenomeno contravvenendo in pieno alle stesse regole del giornalismo. A meno che non sia un articolo “di opinione”, il giornalista dovrebbe scrivere un resoconto in modo che il lettore possa farsi una PROPRIA opinione. Acc… E’ vero, questa è deontologia: cosa c’entra col 90% dei giornalisti?

  18. Blogger o no? giornalismo? non credo nelle qualifiche, né al professionismo o mestiere. E’ chiaro che ogni fenomeno nuovo preoccupa qualcuno perché c’è la possibilità di spostare l’attenzione e la storia dell’Uomo, compresa la storia della cultura e quella dell’informazione e quella del sapere è storia di dominio e persuasione e non storia di verità. La Storia doveva essere nelle intenzioni storia della conquista della libertà dell’uomo ma è evidente che è il suo contrario: storia dell’oppressione. E’ però vero che se guardata come storia della oppressione può liberare la libertà. Allora forse questo proliferare di blog (quasi tutti mediocri se visti dal punto di vista del liberare un Pensiero) è una esigenza a una domanda di pensiero che è evidentemente in crisi e che i blog stessi rispecchiano. Non è facile trovare un pensiero veramente differente e così il pensiero vagola e ci dobbiamo accontentare

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