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Archivio per marzo, 2003

Ok, ok, mi arrendo…

mar 04 2003 Inviato da nella categoria Opinioni

Dopo aver sentito citare per ben quattro volte in una settimana e mezzo alcune varianti della medesima battuta (in ordine, da Bulldozer, Visitors, Le Iene e di nuovo Bulldozer) sulla rete Rai federalista nella quale Unomattina inizia al nord alle 8:30 e al sud alle 12:30, nel tentativo di facilitare il lavoro agli autori ho deciso di ripubblicare direttamente la puntata di Quarantadue scritta il 5 luglio, in tempi non sospetti.

In esclusiva, il palinsesto della nuova RaiTre federalista proposta dal consigliere leghista Ettore Albertoni, che prevede una programmazione differenziata per regione:
Nord – ore 7,00: RaiTre Mattina (show). Un risveglio a base di intrattenimento e notizie per iniziare in modo dinamico la giornata lavorativa.
Sud – ore 13,00: RaiTre Mattina (show). Un risveglio a base di intrattenimento e notizie per iniziare in modo dinamico la giornata lavorativa.
Nord – ore 15,30: La patente (teatro). Atto unico tratto da una novella di Luigi Pirandello (versione originale con sottotitoli).
Sud – ore 15,30: La patente (documentario). Come averla e a chi rivolgersi senza dover sostenere gli esami.
Nord – ore 17,00: Vivere (fiction). Le vicende di quattro nuclei familiari, raccontate sullo sfondo di una ricca città di provincia, Como.
Sud – ore 17,00: Un posto al sole (fiction). Le vicende di ventisei nuclei familiari composti da napoletani che si accoppiano e si riproducono in condizioni di cattività.
Nord – ore 20,30: Distretto di polizia (fiction). Storie umane e professionali di un gruppo di affascinanti agenti le cui avventure si intrecciano ai casi e alle indagini, in un clima di professionalità e affiatamento.
Sud – ore 20,30: Carabinieri (fiction). Storie umane di un gruppo di carabinieri che tentano di trombarsi l’Arcuri.
Nord – ore 22,30: Chi l’ha visto (news). Ritrova parenti e amici tenuti prigionieri in Aspromonte.
Sud – ore 22,30: Un giorno in pretura (reality show). Ritrova parenti e amici che non vedi da tempo.

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I figli so’ piezz’e ‘bblog

mar 04 2003 Inviato da nella categoria Segnalazioni

Dopo il blog di Luca, figlio di Adriano Sofri, debutta sul web quello del figlio di Claudio Sabelli Fioretti. Wittgenstein, il blog del Sofrino, è ormai una pietra miliare nella storia dei weblog italiani. Città di Iram, il blog del Sabellino, lo trovate invece a questo indirizzo. Fortunatamente ci fermiamo qui: mi terrorizzava l’idea di dover dare, con le medesime modalità, la notizia della nascita del blog del figlio di Giorgio Bocca.

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Europa agli europei

mar 04 2003 Inviato da nella categoria Catena di San Libero

ALTRO CHE BASI MILITARI STATUNITENSI PER DIFENDERCI DA PRESUNTI INVASORI…

(di Riccardo Orioles)

Le basi americane. Un bel mattino i russi decidono che è arrivato il momento: carrarmati col motore sempre acceso, cosacchi coi cavalli sempre sellati, partenza dall’Ungheria o addirittura dalla Croazia ed eccoteli che prima di cena sono già in piazza San Pietro (dove, se vi ricordate, quei poveri cavalli dovevano finalmente trovar pace). I nostri, di fronte a un’azione tanto fulminea, neanche hanno fatto in tempo a mettersi braghe e stivali. Da donde l’idea di fare le basi americane: i cosacchi arrivano in carrarmato e a cavallo, ma giunti ad Aviano (o, se via mare, a Sigonella) ti trovano i marines già pronti e schierati e dunque se ne tornano indietro con le pive nel sacco. E questo, nelle grandi linee, è ciò che ci siamo sentiti ripetere per cinquant’anni. Senza gli ammericani ci avrebbero invaso i communisti cosacchi, e l’avrebbero anche fatto all’improvviso. Bene. Vediamo la situazione oggigiorno. Intanto, bisogna trovare qualcuno che faccia il communista invasore, sennò non funziona. I russi no, si sono davvero rotti le balle. Gli ungheresi nemmeno, preferiscono il gulash ora. I polacchi? Dio ce ne scansi rispondono, letteralmente. E così via fino agli Urali e oltre, fino alla Siberia.
Chirghisi, turcomanni, karabasci, avari, bulgari, cosacchi del Don e del Donez, siberiani, usbechi, peceneghi, variaghi: non ce n’è più uno che voglia fare il communista invasore manco a pagarlo. I cinesi? Ma pensano a fare i soldi. Non restano che i coreani. Va bene, meglio di niente. Allora, un giorno Pak-do-ik si sveglia, decide “Oggi, s’invade l’Occidente!”, monta in carrarmato e via. Eh, mica una gitarella! Cina, Mongolia, Iacuzia, Cita, Siberia Occidentale e Orientale, Russia, Bielorussia, Moldavia, Polonia, Cechia, Slovacchia, Slavonia, Slovenia, Croazia e finalmente, se tutto è andato bene, ancora manco siamo arrivati a Trieste (e ancora non si sa se c’è bora: ma mettiamo, per amor di discussione, che sia una bella giornata).
Insomma, in tutto questo frattempo c’è tutto l’agio di mobilitare esercito e carabinieri fino dalle tenenze più lontane. Così quando infine i communisti invasori arrivano – se dio vuole – al confine ti trovano tutta la forza allineata e coperta a baionettarm-crociatet-bugianen, e allora ti voglio vedere a fare l’invasione. È chiaro che in questo caso la base americana non serve a un cazzo, salvo che a dare un po’ di fastidio quando – ad esempio – i carabinieri di Trapani le debbono girare attorno per andare a posizionarsi a Trieste. Per cui, siccome anche immagino che gli americani in fondo non abbiano tutta questa gran voglia di farci i guardiani notturni a noi, la cosa migliore sarebbe di levare fili spinati e “Keep Away!”, piantarci un po’ di marijuana e usare finalmente Sigonella e Aviano a fini edonistici e produttivi.

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Poi non diciamo che qualcuno non aveva avvertito per tempo

mar 04 2003 Inviato da nella categoria Segnalazioni

“La crisi della New Economy ed i fallimenti di molte società sono da ricercare nell’incapacità dei dirigenti di queste società. Internet e l’high tech sono di per se innocenti; il problema sono quelli che vogliono diventare ricchi e famosi a poco prezzo: alcune delle imprese quotate in Borsa sono gestite da persone che non sono in grado di gestire neanche una drogheria”.

(Elserino Piol, 1° luglio 2001)

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Questa mi mancava

mar 03 2003 Inviato da nella categoria Opinioni

Doveva capitare prima o poi nella vita che qualcuno desse a me del “fascistazzo”. È successo. L’ha sostenuto tale Francesco nella sezione dei commenti al mio intervento “Della libertà in mano ai deficienti“. Mi pareva chiaro che intendessi solo parlarne, dei deficienti, e non coinvolgerli. Invece han risposto all’appello come neanche le quaglie ai fischietti di richiamo. Il suddetto Francesco (che non ha letto le poche righe presenti nella pagina dei commenti, secondo le quali per scrivere qui sopra è necessario per lo meno avere le palle di lasciare la propria e-mail) per primo: a suo dire Adriano Sofri sarebbe un “criminale” (ripetuto 3 volte) e io un “giornalista mediocre” solo per il nome che porto. In più, concludendo, ha aggiunto: “Adesso di’ ancora idiota e prova a togliermi la parola, fascista del cazzo travestito da sinistro!”.
Francesco è convinto io sia un fascistaccio. Non ho avuto il cuore di deluderlo. Così il suo commento è svanito in un “puf!”.

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Transexual, Transilvania.

mar 03 2003 Inviato da nella categoria Opinioni

Simona Ventura a Platinette (nota anche come sig.ra Platanini): “Ma tu a carnevale da cosa ti travesti?”.

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Rai dire Sanremo

mar 02 2003 Inviato da nella categoria Segnalazioni

Gialappa's BandNon mi vergogno di dire che io due motivi per guardare il prossimo Sanremo li ho trovati. Innanzitutto, in via del tutto eccezionale, per tutta la settimana del festival tornerà la rubrica quotidiana di ClarenceQuarantadue“. Imperdibile poi – e qui si parla di ben altro spessore – la radiocronaca in diretta della Gialappa’s Band su Radio2. Memoriabili, lo scorso anno, la reazione inconsulta del Signor Carlo all’apparizione del figlio di Celentano e la reiterata presa per i fondelli del vanaglorioso Franco Nero che millantava appuntamenti galanti con Whitney Houston e cene a casa di Michael Jackson.

(i files Mp3 sono tratti da MaiDire.org)


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Macarò… m’hai provocato e io me te magno!

mar 02 2003 Inviato da nella categoria Opinioni

Vic, su Giovani Tromboni, mi riprende per il romanesco scolastico: Gianluca Neri, esattamente come un amico milanese che redarguii in privato, usa malissimo le esclamazioni romane”. Ha ragione. Anche quando scrive: “Amici milanesi, lo so che ci invidiate per molti giustificati motivi, ma non tentate di imitarci. A Roma nessuno va in giro chiamando ‘ghisa’ i pizzardoni, o intona con occhio umido lodi alla ‘madunina’ rimirando in controluce il cuppolone al tramonto”. La mia abissale ignoranza è del resto dimostrata dal fatto che solo in questo momento scopro cos’è un pizzardone. Chiedo venia: non saprei spiegare perché, ma sono in una fase romanesca, in cui titoli e frasi mi escono così. O, per lo meno: mi sembra abbiano un senso solo così. A Roma invidio un sacco di cose, tra cui il modo in cui particolari espressioni in dialetto si adattano perfettamente al commento immediato di determinate situazioni. Quindi portate pazienza e siate tolleranti. Che tutti, una volta o l’altra, siamo stati Totò e Peppino al cospetto del ghisa.

TOTÒ: (a Peppino) Ma tu ci credi? ‘Sto paese è così grande che io non mi raccapezzo.
PEPPINO: Ma come si fa?
TOTÒ: Bisognerebbe trovare qualcuno, che so?, per sapere l’indirizzo di questa Marisa Florian…
PEPPINO: (indicando un vigile urbano) Domandiamo a quel militare là.
TOTÒ: A quello? Ma che, sei pazzo? Quello dev’essere un generale austriaco, non lo vedi?
PEPPINO: E va bene… Siamo alleati!
TOTÒ: Siamo alleati?
PEPPINO: Eh.
TOTÒ: Già, è vero: siamo alleati.
PEPPINO: Siamo alleati.
TOTÒ: Andiamo. (Lo prende per mano e vanno insieme dal vigile). (Al vigile) Excuse me! (Pesta un piede a Peppino).
PEPPINO: Ahi!
TOTÒ: (a Peppino) E scansati! (Poi al vigile) Scusi, lei è di qua?
VIGILE: Dica.
TOTÒ: È di qua?
VIGILE: Si, sono di qua. Perchè, m’ha ciapa’ per un tedesco?
TOTÒ: Ah, è tedesco? (A Peppino) Te l’avevo detto io che era tedesco…
PEPPINO: Ah… E allora come si fa?
TOTÒ: Eh, ci parlo io.
PEPPINO: (scettico) Perchè, tu parli…
TOTÒ: Eh: ho avuto un amico prigioniero in Germania. Non m’interrompere, se no perdo il filo. (Al vigile) Dunque, excuse me, bitte schòn… Noio (indica sè e Peppino)
VIGILE: Se ghe?
TOTÒ: (a Peppino) Ha capito!
PEPPINO: (a Totò) Che ha detto?
TOTÒ: (a Peppino) Dopo ti spiego. (Al vigile) Noio… volevam… volevàn savoir… l’indiriss… ja..
VIGILE: Eh, ma bisogna che parliate l’italiano, perchè io non vi capisco.
TOTÒ: Parla italiano? (A Peppino) Parla italiano!
PEPPINO: (al vigile) Complimenti.
TOTÒ: (al vigile) Complimenti! Parla italiano: bravo!
VIGILE: Ma scusate, dove vi credevate di essere? Siamo a Milano qua!
TOTÒ: Appunto, lo so. Dunque: noi vogliamo sapere, per andare dove dobbiamo andare, per dove dobbiamo andare. Sa, è una semplice informazione…
VIGILE: Sentite…
TOTÒ e PEPPINO: Signorsì, signore.
VIGILE: … se volete andare al manicomio…
TOTÒ e PEPPINO: Sissignore.
VIGILE: … vi accompagno io.
TOTÒ e PEPPINO: Sissignore.
VIGILE: (li saluta, ma prima di allontanarsi) Ma guarda un pò che roba! Ma da dove venite voi, dalla Val Brembana?
TOTÒ: (a Peppino) Non ha capito una parola…

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Sante parole

mar 02 2003 Inviato da nella categoria Segnalazioni

Daniele LuttazziRisposta di Daniele Luttazzi alla domanda “Come mai le sue proposte di format concorrenziali a Striscia vengono rifiutate dalla Rai?”: “Me l’ha spiegato un dirigente: perché io non saprei rispettare i cinque tabù, le cinque cose su cui in Rai non si può ironizzare: la religione, il capo dello stato, le razze diverse, gli handicap fisici e l’omosessualità. L’ho ringraziato. Se tornerò in tv, la prima battuta che dirò sarà: «Cristo di un Dio, dice Ciampi, quello zoppo d’un negro è una checca!»”.


• “Meno male che Gesù non era masochista. A quest’ora avremmo crocefissi con un’erezione”.
• “Credo che Dio sia maschio: se fosse femmina lo sperma saprebbe di Nutella”.
(Daniele Luttazzi)

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Della libertà in mano ai deficienti /1

mar 01 2003 Inviato da nella categoria Opinioni

Adriano Sofri in carcereÈ un dubbio che covo da parecchio tempo prima che Luca intervenisse nella sezione dei commenti del pezzo dedicato da Clarence al divieto di espatrio per Adriano Sofri: non è che la possibilità per chiunque di intervenire liberamente nel contesto di un dibattito, applicata ad un sito ad alta concentrazione di traffico, è per caso un’utopia a cui non ci è concesso ambire? Un’illusione da gonzi, per lo meno in questa dimensione, in questo mondo?
Spiego: invio una mia recensione sulle trasmissioni Bulldozer e Visitors intitolata “Aridatece Luttazzi“, e ottengo questa risposta: “Premesso che della tv non me ne frega proprio niente, quello stupido di Luttazzi se lo volete, andatevelo a vedere in teatro, finchè la Casa Delle Libertà sarà al governo niente soldi pubblici a quel cretino”. Penso a due cose: a) quella “casa” ha il nome sbagliato; b) peccato che il nostro Codice Civile non contempli il reato di simulazione di attività elettrica del cervello durante encefalogramma.
Secondo esempio: Clarence, attraverso un sacrosanto editoriale, commenta la decisione del Tribunale di sorveglianza di Firenze di respingere il ricorso presentato da Adriano Sofri contro il rifiuto della richiesta di un permesso per recarsi a deporre di fronte alla Corte Europea per i diritti dell’uomo a Strasburgo. Contributo al dibattito n°1: “Ma dico io… su questo sito di ‘sinistra’ no global ci vengo spesso e mi piacciono da morire le critiche perfide e profonde… però quando si tocca uno che con Lotta Continua aveva a che farci, che terrorista lo e’ stato etc etc… questo non si dice… alle volte siete così ipocriti che mi sembrate Fede quando cerca di far passare Fra Silvietto come l’uomo più onesto del mondo”. Contributo al dibattito n° 2: “Poiché si sa bene che Sofri può essere anche ingiustamente accusato dell’omicidio Calabresi (però ha ammesso di sapere). Però si sa pure che lui tanto angioletto non è stato. La mia unica questione è… perché questo non si è ‘detto’ nell’articolo?”. Contributo al dibattito n° 3: Sofri è colpevole. Come lo sono i brigatisti e i neo fascisti che sono stati ‘spinti’ a uccidere da chi, in verità, voleva solo ottenere potere politico. Sicuramente gli assassini e i mandanti degli omicidi (compiuti perlopiù da 18enni-ventenni) sono un pò meno responsabili di chi li ha spinti sulla strada dell’eversione e degli omicidi (servizi segreti italiani e non, politici, aspiranti tali), ma sempre colpevoli sono! Sofri è colpevole come lo è Fioravanti. Gli assassini e i mandanti di Lotta Continua o dei NAR sono vittime e carnefici allo stesso modo”. A questo punto Luca Sofri (che, come me, incautamente e ingenuamente era intervenuto in precedenza) non può far altro che commentare: “Vabbè, adesso ho capito. Questo è un posto di deficienti. E io con loro”.
È inevitabile che mi interroghi a proposito di questo Clarence blogghizzato con possibilità di intervento non sottoposta a moderazione. Clarence è nato così: col crescere dell’audience, però, l’utilizzo di tanta grazia da parte dell’utente medio mi pare tendere al modello delle telefonate in diretta di Radio Radicale. Sono contento, insomma, di vivere in un paese libero nel quale un qualsiasi mezzo di comunicazione sia in grado di lanciare un esperimento simile. Un po’ meno, sinceramente, del fatto che di quest’estasi di libertà goda in modo improprio un 90% di completi idioti.

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Perché ce l’avete con l’amichetto mio?

mar 01 2003 Inviato da nella categoria Opinioni

punto.comicoGrazie ad una segnalazione di Massimo Mantellini, scopro che su Blog.it e Mlist Luigi Ferro, giornalista del Corriere della Sera, auspica che i blog inizino a trattare le notizie con “maggiore cura”. In realtà basta analizzare con attenzione i suoi contributi ai due siti per dedurne che l’argomento funge esclusivamente da pretesto per polemizzare con Clarence in merito ad una serie di articoli riguardanti la chiusura del quotidiano Punto.com.
Scrive Ferro: “Questo fiorire di blog con un sacco di siti che danno conto spesso delle stesse notizie o linkano news da un sito all’altro rischia di ripetere effetti già visti nei giornali. Se la notizia di partenza è falsa o imprecisa rischia di essere ingigantita o di diffondersi passando di blog in blog. E’ successo in questi giorni con la chiusura di Punto.com. Clarence scrive che il direttore che ha sostituito Barbieri era sottomesso a Crespi (balla grossa come una casa) qualcuno lo riprende e il povero Emanuele Bruno si trova sbertucciato senza che nessuno abbia mai chiesto un suo parere”.
Inutile precisarlo, ma pare sia necessario farlo ugualmente: Clarence è solo in parte un blog, e gli articoli cui si fa riferimento sono stati redatti sulla base di dichiarazioni del primo direttore (e fondatore) di Punto.com, nonché di parte della redazione del giornale. Trattasi quindi non di notizia (se anche lo fosse stata avremmo potuto tranquillamente ritenerla più che verificata), ma di semplice opinione: Barbieri, su Quintostato e su parecchi altri media ha rilasciato dichiarazioni a cui Clarence ha ritenuto opportuno dare rilevanza.
Spiace che in tutto questo discorso debba venire tirato in ballo a forza l’incolpevole e probabilmente ignaro Emanuele Bruno, ma risulta impossibile non constatare che, incredibilmente, l’intervento di Luigi Ferro ricalca alla perfezione le ragioni che il nuovo direttore ha ritenuto opportuno ribadire in più circostanze, telefonando in redazione e utilizzando qualsiasi mezzo di telecomunicazione con la sola esclusione del satellite. Per capire il perché di tanta indignazione da parte di Ferro è sufficiente leggere con attenzione il commento su Blog.it: “Quello che mi preme sottolineare, però non è tanto la presunta linea filoberlusconiana del giornale (che comunque sarebbe legittima) ma il fatto che il povero Bruno (lo confesso è un mio amico) da quando è diventato direttore è stato sbertucciato come se fosse un povero pirla messo lì solo per soddisfare i voleri di Crespi. Et voilà: svelato l’arcano e smascherato il ventriloquo. Bruno è l’amichetto mio: mo’ ve faccio véde io che ‘so ggiornalista der Corriere della Sera.
È davvero un peccato che Ferro, lancia in resta, si sia consacrato ad una causa inesistente, al punto da dichiarare: Clarence ha poi scritto una imbarazzata rettifica che trovate qui. L’“imbarazzante rettifica” è in realtà un pressoché fedele copia & incolla di un’e-mail dello stesso Emanuele Bruno, che Clarence ha ritenuto doveroso pubblicare per dare voce ad entrambe le parti in causa.
Cose che succedono. Facciamo finta che si tratti di incomprensione, e non di discorso strumentale. La cosa dell’intervento di Luigi Ferro che mi preoccupa di più è invece il senso di ciò che ha scritto: bloggers cari, vi siete divertiti col giocattolino, mo’ lasciate lavorà noi giornalisti seri. Noi giornalisti veri. Roba che, in confronto, la definizione di fuffa di Carlo Formenti è acqua di rose.
Eppure non basta, Ferro si spinge pericolosamente oltre: “Io non so se dal punto di vista legale il link possa essere considerato come la pubblicazione di una notizia ma è certo che se il primo che pubblica una stupidaggine viene querelato credo esista la possibilità che la querela passi anche a chi linka la notizia”. Traduco: ahò occhio, che se anche solo parlate di quelli nun lasciano in pace l’amichetto mio rischiate che qualcuno ve se rivorta come ‘n carzino.

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