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Archivio per marzo, 2003

È tornato il pinguino nasone!

mar 15 2003 Inviato da nella categoria Segnalazioni

Opus - Bloom CountyNon in molti, probabilmente, gioiranno quanto me per la notizia, ma fa niente: UComics.com si accinge a ripubblicare l’intera serie di strip di Bloom County di Berkeley Breathed. Sei strisce al giorno (che si alterneranno con la tavola a colori domenicale) pubblicate dal 1980 al 1995 da oltre 1200 quotidiani. Le strip saranno a disposizione dei soli iscritti a UComics.com, ma la sottoscrizione annuale costa solo 9 dollari (quanto due albi di fumetti in edicola) e consente di ricevere quotidianamente via e-mail un altro centinaio di strisce (tra cui Calvin & Hobbes, Doonesbury, Garfield e Non Sequitur).

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Giù la saracinesca!

mar 14 2003 Inviato da nella categoria Opinioni

Corriere dell’altroieri, pagina 16: Pedofilia in rete, ragazzo si uccide – Mille indagati in tutta Italia. Nel Biellese, giovane si getta dalla finestra all’arrivo dei carabinieri”. Trascrivo le parti salienti: “Il traffico avveniva tramite un software molto conosciuto e utilizzato per lo scambio di brani musicali: il WinMX. È un programma che permette di condividere i file tra tutti i ‘frequentatori’ del sistema, creando un circuito mastodontico di messa in comune del materiale. Così foto pedofile, in origine scaricate da siti a pagamento, finivano nel circuito, ‘gratis’, a disposizione di chi sapeva come trovarle. I nomi erano infatti ‘criptati’ e intriganti: la diva del momento, l’annunciatrice, la rockstar. Quando il ‘file’ si apriva, ecco la sorpresa”. E se, per caso, quel poveraccio che si è gettato dal quarto piano a peso morto sulla ghiaia aveva intenzione di scaricarsi il backstage del calendario della Canalis, e invece si è ritrovato sul PC materiale pedo-pornografico? A Daniela Monti, l’inviata, sorge lo stesso dubbio, e chiede: “Possibile cascarci per sbaglio?”. Risponde Carlo La Vigna, comandante provinciale dei Carabinieri di Asti: «No. Vedere un’immagine non è reato, ma scaricarla sul proprio computer si. E non si scaricano immagini se non c’è la volontà di farlo».
Se non fosse una causa persa in partenza di potrebbe anche provare a spiegare a ‘sto carabiniere che su Internet il “guardo ma non scarico” *non esiste*. Che utilizzando WinMX non si ha la certezza di aver scelto il file desiderato fintanto che non lo si apre. E che, in ogni caso, qualsiasi immagine contenuta in una pagina web visitata (anche per sbaglio) viene automaticamente prelevata e immagazzinata nella cache del programma di navigazione, anche se non si ha intenzione di conservarla.
Il problema è proprio che non ne vale la pena: per ogni carabiniere redento ci sarà sempre una platea di grulli, al Parioli, pronta ad applaudire un omuncolo da costanzosciò capace (com’è successo due giorni fa) di puntare il dito al cielo e dichiarare che “Internet, di notte, va chiusa”.

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L’arte del Nastrone

mar 14 2003 Inviato da nella categoria Segnalazioni

Il NastroneMy brother, su Clarence, riguardo all’“arte del Nastrone”: “Non sono mai stato un grande artista del nastrone e Dio solo sa quanti ne ho fatti. Quasi tutte le ‘cassette’ sono dettate dagli ormoni e hanno lo scopo di far apparire l’autore più interessante e ‘maledetto’ di quanto sia in realtà. Il nastrone è un arte prettamente maschile. Le donne comprano la compilation del Festivalbar, Hitmania (dance e non) e la Deejay Parade. Ne ho conosciuta solo una che si autoproduceva dei nastroni in cui c’era solo Carrie degli Europe ripetuta nei due lati finché lo spazio lo consentiva…”. Continua qui. E, a proposito dei supporti utilizzati: “Il nastrone per me è rigorosamente su cassetta: i CD e gli MP3 hanno una miriade di altre qualità, ma di certo non il fascino di una TDK da 90. Questo dimostra, se ancora ce ne fosse bisogno, che la mia è una generazione di precoci rincoglioniti. Neanche trent’anni e ci troviamo con i lucciconi se ripensiamo alla ‘robapazzachestrumpallazza’ o a una TDK da 90. Poi ascoltiamo musica soltanto su minilettori MP3 da 20 giga. Ovviamente ne ho uno anch’io, piccolo e bianco, di cui non menzionerò la marca per salvare quel che resta della mia reputazione”.

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Scientology, e non sai cosa ti bevi

mar 13 2003 Inviato da nella categoria Opinioni

ScientologyEra logico capitasse, prima o poi, che qualche Scientologo leggesse questo intervento e venisse qui a spiegarci il senso della vita. È successo: ci siamo tolti il pensiero. Scrive Monica Pafundi: “Leggendo tutti questi commenti su Scientology e L. Ron Hubbard, mi rendo conto di quanta male informazione ci sia”, blah blah blah…, “la parola Scientology deriva dal latino ‘scio’, che significa ‘ragione’”, blah blah blah…, “le chiese di Scientology sono organizzazioni senza scopo di lucro”, blah blah blah…, Scientology è stata sottoposta a degli attacchi da persone non informate e da coloro che ritenevano minacciati i propri interessi particolari. Dato che gli scientologist hanno sostenuto apertamente ed efficacemente molte cause di riforma sociale, essi sono diventati il bersaglio di tali attacchi”, blah blah blah…, “insegnando a ragionare con la propria testa, la tecnologia di Scientology rappresenta una seria minaccia per gli interessi particolari che si aggrappano a uno status quo che è nocivo per la società” e, insomma, eccetera eccetera. Monica Pafundi, da brava seguace, ha anche lei la sua bella homepage farlocca creata automaticamente da un programma distribuito ai fan di L. Ron Hubbard. Scientology, dicono, gli insegna a pensare con la propria testa, e poi hanno homepage farlocche create in serie: quella di Monica è uguale a questa, che è uguale a questa, che è uguale a questa, che è uguale a tutte quelle elencate nella directory ufficiale dei gonzi dianetici. Non si sgarra: tutti hanno una storia di insuccessi e disperazione alle spalle; tutti consigliano gli stessi link e appoggiano i medesimi gruppi; tutti hanno a disposizione uno spazio per riportare una citazione a propria scelta (ma solo da libri di Hubbard); tutti sono molto gentili e ti invitano a scrivergli, e siccome vogliono essere proprio sicuri sicuri che potranno risponderti, nella form per contattarli chiedono anche il tuo indirizzo, il telefono di casa, quello dell’ufficio, e che lavoro fai.
Io, in realtà, credetemi, invidio Monica Pafundi. Ho cercato il suo nome su Google scoprendo che interviene con passione in svariati dibattiti sulla rete, contaminando le discussioni con quel tipo di saggezza che fa tanto Nonna Papera. I Nuclei Proletari per il Comunismo inviano un proiettile al presidente della Confindustria sarda? Monica si interroga: “Ma dico io, com’è possibile che con il pericolo che stiamo correndo (oggi più che mai) di una terza guerra mondiale, ci siano questi stupidi conflitti interni con minacce di morte?” e poi chiosa: “Ha senso comportarsi così? Trovo che siano molto attinenti le parole del filosofo americano, L. Ron Hubbard, che ha scritto in un suo libro: ‘Solo la razionalità è in grado di guidare l’Uomo al di là di questa minaccia di estinzione che incombe su di lui’”. Crollano le Torri Gemelle? Monica ha pronta la sua frase da Bacio Perugina: “Oggi, ripensando a quel terribile avvenimento che rimarrà nella storia, mi vengono in mente le parole di uno scrittore Americano, L. Ron Hubbard, il quale scrisse in un libro: ‘Ovunque l’uomo stia lottando, ovunque egli lavori, qualunque cosa faccia, il bene che fa supera il male…’”. Un aereo da turismo si schianta contro il Pirellone? Niente paura, c’è una citazione pronta alla bisogna: “ci sono delle menti folli che condizionano la vita di molte persone e questo non è per niente rassicurante, in merito a questo mi viene in mente una frase che tempo fa lessi su un libro dello scrittore L. Ron Hubbard, quella frase è proprio attuale: ‘Solo la razionalità è in grado di guidare l’Uomo al di là di questa minaccia di estinzione che incombe su di lui’”. Alex Baroni è in coma? Hubbard, tramite Monica, è lì a portargli fortuna: “Caro Alex, la notizia del tuo incidente mi ha scosso letteralmente. Se senti che ce la puoi fare fatti coraggio e prendi in mano la tua vita. Forza! Concludo questo mio appello scrivendoti le parole di un filosofo e umanitario che è stato anche un artista e un compositore di musica, si chiama L.Ron Hubbard, lo ammiro perchè ha dedicato la sua vita ad aiutare gli altri…”. Ancora una volta: eccetera eccetera.
Io, dicevo, invidio Monica, invidio gli Scientologist. Sono convintissimo che il mondo visto con gli occhi di un babbeo sia tutto un’altra cosa. Peccato che Monica non esista. Dice una volta di abitare a Giaveno (TO), una volta a Milano; su Macchianera scrive da Libero, su La Stampa e l’Unione Sarda da Tiscali.
Monica è farlocca come le idiozie spacciate da Scientology. Come la sua homepage.

P.S.: Su Scientology potrei riempire pagine e pagine, e non riuscirei ad essere esaustivo. Rimando chi volesse saperne di più al sito “Allarme Scientology“. Poi, se vi avanza tempo, visitate anche i seguenti link: Alfredo Biondi: «Sono orgoglioso di essere un amico di Scientology» e Teresio Delfino, deputato dell’UDC: «Luciano Violante, Piero Angela, Margherita Hack, Carlo Rubbia e Rita Levi Montalcini complottano contro Scientology»”. Così, mica per parlare di politica. Giusto per farvi una cultura.

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La facoltà di espressione non è più un diritto

mar 12 2003 Inviato da nella categoria Opinioni

L'immagine sulla Rai di Paolo Mieli apparsa su IndymediaLo dico subito, così ci siamo tolti il dente: per quanto improbabile possa sembrare, gli idioti non stanno solo a destra. L’immagine cliccabile che vedete a lato è apparsa sul forum libero di Indymedia, con questo commento: Paolo Mieli non perde tempo e propone un nuovo logo per la Rai. Ora come negli Stati Uniti possiamo scegliere: Informazione Fascista o Informazione Sionista”. A questo proposito Filippo Facci scrive qui su Macchianera: “E piantatela con ‘sta storia delle scritte antisemite a Mieli, piantetela con la cazzata dell’antisemitismo storicamente di destra. Andatevi piuttosto a vedere la pagina di questo sito che peraltro risulta segnalato da Macchianera, chiamasi Indymedia. Sul forum del sito citato, invece, leggo: “È la terza o quarta volta che postate la vostra merda anisemita su Paolo Mieli! Chi visita Indymedia sappia che questi interventi e vignette non corrispondono alle idee degli Indyani, ma sono solo un tentativo nazista di provocare o tentare di infiltrarsi”. Io non intendo commentare le due posizioni, dilungarmi sulla destra storicamente antisemita (ci sono titoli che si guadagnano sul campo, eccheccazzo) o biasimare il gesto di un idiota. A me preme solo dire che, ormai, la vera cosa idiota è non cancellare quell’intervento. Mi frega francamente poco sapere se chi l’ha inviato è davvero di sinistra, se è un’infiltrato di destra, o se l’intento finale era screditare un sito come Indymedia (che io, peraltro, segnalo e continuerò a segnalare in quanto esempio di informazione alternativa). Mi si torce lo stomaco soltanto a dover citare le parole di Carlo Formenti: “Non approvo interventi di hackeraggio, ma non approvo nemmeno la scelta di non applicare alcun filtro”. Viviamo in un mondo buffo, in cui anche a Formenti, nel suo piccolo, capita accidentalmente di avere ragione. Io, avendo creato una comunità online come Clarence, basata in gran parte sulla partecipazione attiva degli utenti, all’assenza di filtri, confesso, ho creduto. Ora sono uscito dal tunnel. Anzi, grazie all’80% di emeriti pirla che circolano per Internet, ho anche perso la fiducia nell’umanità in generale. Ma questo è un altro discorso. Ho, piuttosto, l’impressione che le generazioni che utilizzano la rete diano la libertà per scontata perché non se la sono dovuta guadagnare pagandola con la moneta del sudore, del sangue. La libertà, il diritto di espressione, non sono più un diritto acquisito. Sono benefit, optional di cui ha facoltà di avvalersi soltanto chi è in grado di comprenderne il valore. Lasciare che un idiota (nero o rosso) abbia l’opportunità di vomitare puttanate equivale ad uno sputo in faccia a chi ci ha consegnato, impacchettata e chiavi in mano, la libertà di cui oggi godiamo. E che, anni fa, ha ritenuto davvero poco utile alla causa limitarsi ad affermare: “Prego, signor Camicia Nera: io dissento ma – in nome della sacra e inviolabile libertà di espressione – ritengo più che legittimo che Lei possa marciare su Roma”.

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Un nano sul tuo desktop

mar 12 2003 Inviato da nella categoria Segnalazioni

Capo del Governo, presidente del Milan, proprietario di Mediaset, ex Ministro degli Esteri, ex operaio, ex cantante, zerbino in carica di Bush, affittacamere per Putin e da oggi abitante del tuo PC. Se vuoi partecipare attivamente al conflitto di interessi, scarica il Berluskino e lascialo bighellonare liberamente in giro per il tuo desktop. Vestilo da operaio, da soldato o da dottore, fallo camminare, arrampicare o divertiti a portarlo in cima al desktop per poi lasciarlo cadere. Non ti illudere: cadrà in piedi e senza un graffio! È sufficiente scaricare il file in formato .zip, aprirlo (ad esempio con WinZip) e cliccare sul file Berluskino.exe.

P.S.: Dopo aver scaricato il programma e avviato il Berluskino, prova l’ebbrezza di premere Ctrl+F1 e Ctrl+F2.

(per gentile concessione di Artindustria.it)

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Sfatiamo un mito: anche i fascisti vanno a teatro

mar 11 2003 Inviato da nella categoria Segnalazioni

Bebo Storti in Mai MortiRicevo da Marco Schiavone la segnalazione di un episodio raccontato nella rubrica ‘Riservato’ da l’Espresso n. 11, a cura di Paolo Forcellini: Daniele Luttazzi racconta a ‘l’Espresso’ un episodio realmente accaduto. «Bebo Storti, l’indimenticabile conte Uguccione di ‘Mai dire gol’, è in tournée con il monologo drammatico ‘Mai morti’, lo sfogo tragico di un nostalgico di Salò. Dopo l’irruzione di facinorosi di destra alla prima di Roma (dovette intervenire la polizia) si susseguono le minacce ottuse all’attore e ai teatri che lo ospitano in tutta Italia. Qualche settimana fa, a Genova (l’indimenticabile sede della tonnara alla scuola Diaz nei giorni del G8), il teatro in cui Bebo avrebbe dovuto recitare è stato imbrattato da scritte spray intimidatorie, la cui violenza ha indotto i responsabili del teatro a informare la Digos locale. La Digos manda un funzionario a esaminare la faccenda. Il funzionario si fa raccontare i fatti, esegue un sopralluogo, dice: ‘Sappiamo chi sono, quattro giovinastri’, rassicura tutti: Storti stia tranquillo, due agenti in borghese saranno presenti a ogni rappresentazione e la Digos lo accompagnerà in auto, dall’albergo al teatro e dal teatro all’albergo. Si diffonde un sentimento di sollievo. In quel mentre suona il telefonino del funzionario Digos. La musichetta del telefonino è ‘Faccetta nera’»”.

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Antisemantico, non antisemita, prego!

mar 11 2003 Inviato da nella categoria Opinioni

La condanna per le scritte antisemite contro Paolo Mieli è stata ampia, immediata e generalizzata. Il viceministro delle Attività produttive, Adolfo Urso ha dichiarato: “L’antisemitismo è sempre un atto di barbarie”. Ha sottolineato “sempre”, e ha fatto bene. Si sa mai che qualcuno potesse pensare che qualche volta, invece, magari ci sta anche.

Proseguono le polemiche riguardo all’editoriale apparso sul Tempo, nel quale Mario Caccavale ha espresso perplessità per il fatto che “grazie a un democristiano come Casini l’intero sistema televisivo sia dominato da professionisti eccellenti, ma di cultura e sensibilità non cattolica, come il nuovo presidente della Rai e i direttori dei due maggiori Tg di Rai e Mediaset. Caccavale si è affrettato a precisare che sì, il riferimento è a Mieli, Mimun e Mentana, ma perché iniziano tutti e tre per “M”, e non – come si è invece voluto leggere – in quanto ebrei.

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Nel caso, chiamatemi Aquila

mar 11 2003 Inviato da nella categoria Opinioni

Il TapiroChiariamo: parlo in linea teorica. Ma se a 20 privati cittadini sostenitori di 20 differenti cantanti venisse autonomamente in mente di depositare ciascuno presso un differente notaio il nome del vincitore del prossimo Sanremo (non la triade, solo il vincitore), e se poi, dopo la serata finale, uno di questi mi chiama e mi dice che ha indovinato, faccio lo scoop?

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Daltonismo

mar 11 2003 Inviato da nella categoria Opinioni

Umberto Bossi sulle scritte antisemite contro Paolo Mieli sui muri della sede della Rai di Milano, in corso Sempione: “Io le condanno, ma mi chiedo: cui prodest? Quella roba lì mi sembra una montatura, è la sinistra che si inventa un martire. Quella roba lì è roba sporca, di nazisti rossi”.
Niente, è proprio destino che io non riesca ad essere mai d’accordo col senatùr: secondo me sono stati gli Unni bordeaux. Oppure gli Ottentotti cremisi.

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Sette giorni all’alba

mar 11 2003 Inviato da nella categoria Catena di San Libero

NIENTE PAURA! ANCORA UNA SETTIMANA E FINALMENTE SAPREMO DI CHE MORTE MORIRE.

• Sette giorni all’alba. Mettere le strisce di carta sui vetri (i frammenti sono molto pericolosi), trovare i soldi per mandare fuori città i bambini, comprare (ma con che soldi?) ancora un po’ di scatolette, riempire i secchi di sabbia per gli spezzoni (la radio non raccomanda altro), non fare la faccia spaventata davanti ai bambini, chiedere al capofabbricato se la cantina è sicura. Puoi essere il signor Smith di Londra, ai tempi della Luftwaffe. O il signor Abdul a Bagdad. Oppure mia nonna a Palermo, nel quarantatré. Per quelli che comandano, fa lo stesso.

Noi, qui, siamo lontani. Possiamo concederci il lusso di ragionare. Possiamo – e dobbiamo – ricordare, in questo feroce momento, che non sono gli americani a bombardare, ma i loro capi, non trasparentemente eletti e votati comunque da non più d’un quarto della popolazione. Pensiamo a Humphrey, a Marilyn, a Mohammed Alì. A tutti gli americani che rifiutarono – unico esempio storico, da ricordare con umiltà e con affetto – di vincere una guerra coloniale. Ai parenti d’America, al rock, ai G.I. Joe che sorridevano, il giorno che i tedeschi scapparono, per le vie di Roma. Dobbiamo pensare anche a loro *ora*, perché il momento è terribile e dobbiamo essere moralmente all’altezza. Ma solo noi, qui, possiamo farlo. A Bagdad, a Londra, a Palermo, possono solo chiedersi se sarà il loro figlio quello che fra sette giorni sarà colpito dalla scheggia. Quello che adesso li guarda con grandi occhi interrogativi e non sa che gli scienziati del mondo, nelle loro stanze lontanissime e strane, con tutta la loro scienza si stanno occupando proprio di lui.
Che ci si dia la forza di essere giusti e di non odiare, perché odiare è peccato e la giustizia deve muovere il mondo. Ma chiedetelo a noi, questo non-odio. Non chiedetelo a quelli di cui di state per fare olocausto, di cui state per massacrare i bambini.

Noi abbiamo fatto il possibile – quello che a noi sembrava il possibile – perché questo orrore non ci fosse. Scusateci se abbiamo gridato troppo forte, se abbiamo dato fastidio alla regolarità dei trasporti, alla vita normale. Noi, non siamo diversi: privilegiati come voi, domani mangeremo ancora e ancora saremo vivi. Ma, a differenza di voi, ce ne vergognamo. Non sappiamo perché: e mascheriamo questo non-sapere con delle parole “politiche”, che a voi giustamente danno fastidio. Ma in realtà è molto semplice: “Non ammazzare”.

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Aho! ‘a guera è guera!

mar 11 2003 Inviato da nella categoria Segnalazioni

Il problema è il tempo, altrimenti potrei inaugurare la rubrica “Lo spam idiota del giorno”. Materiale ce n’è: “Salve, GratiZ.org lancia questi indirizzi di posta elettronica: email@adesso.info – email@sconti.info – email@debole.org – email@meridionale.net – email@padano.net email@cattolici.info – email@studente.info -
e ancora: @giovani.info, @ciaociao.info, @polizza.info, @mangiare.biz, @dottori.info, @scamby.info, @padani.org, @meridionali.org, @ciaociao.biz, @malati.info. Entro pochi mesi sarano decine di migliaia gli italiani che prenderanno il loro indirizzo email ‘molto particolare’… e lo prenderanno gratis (account di 10 Mb!) solo su www.GratiZ.org. Vuoi comparire in ogni email che invieranno gli italiani? La tua società, il tuo sito, sarà cosi pubblicizzato ogni volta che ‘michele@studente.info’ invierà una email, oppure ogni volta che ‘francesca.r@meridionale.net’ scriverà alle sue amiche”
.Su, che fate? Avete letto? “Decine di migliaia di italiani”, e voi siete ancora qui? Non correte ad accaparrarvi padano.net o meridionali.org?

Spin-off della rubrica: “Congratulati con lo spammer del giorno”. Ecco a voi tutto l’occorrente per farlo: il dominio “gratiz.org” è stato registrato da Simone Menci. Il suo indirizzo e-mail è simmen@inwind.it, e abita a Firenze, in via Furini 22. Chi desiderasse esprimere la propria ammirazione a voce, può farlo cliccando qui.

DISCLAIMER: L’indirizzo del summenzionato spammer è stato ricavato utilizzando elenchi pubblici liberamente consultabili su internet.

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Facci lei, Fantozzi

mar 10 2003 Inviato da nella categoria Segnalazioni

Questi sono quelli che vorrebbero governare la registrazione e la gestione dei nuovi domini internet. Al di là del fatto che le estensioni per l’Italia sembra siano state scelte con la consulenza di un seminarista (.amore, .famiglia, .chiesa), ecco a voi i nuovi soci di Renato Soru, nonché le ultime vittime del Pesce Babele. Imperdibile la spiegazione a fondo pagina: “I nomi di settore di New.net sono accessibili dalle persone che usano uno del nostro socio ISPs per accedere al Internet o che attivano i loro browsers. Questo numero ora è limitato, ma crescendo quotidiano. Per le informazioni di sorgente scattisi quie.

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Chapeau

mar 10 2003 Inviato da nella categoria Opinioni

Per quanto la posizione possa essere opinabile, la classe è classe. Andrea Marcenaro dal Foglio di sabato: “È che non c’è niente da fare: ai crucchi continua a rovinarli il carattere: ja-ja, nein-nein, più di quello non vanno. Che per loro, dopo tutto, è il solito tran tran. Si mettono nella merda da subito, soffrono, poi rimuginano un mezzo secolo sulla sconfitta e tornano a posto. Sono abituati. Ma noi? Noi? Che per colpa loro rischiamo pure di finire una guerra dalla stessa parte dove l’avevamo cominciata?”.

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Via da Sanremo…

mar 09 2003 Inviato da nella categoria Opinioni

…ovvero “Cosa fare a Sanremo quando sei morto”
Che forse Pippo ha deciso di seguire il consiglio della Littizzetto e che si voglia “togliere dalle palle”? (Io non ci credo nemmeno se lo vedo, a dimostrazione la perfetta grammatica di questo pezzo). Il manifesto del musical “I dieci comandamenti” è una donna (una spettatrice) che piange lacrime di sangue… ma la sera prima c’era l’anteprima del musical di Pinocchio (muische dei Pooh)…
A parte ciò, io mi domando una cosa. A vedere Pippo sul palco non sembra mai quel grande “professionista” televisivo che si dice. Uno che è li da quasi cinquant’anni (e Mike e Raffa non è che siano meglio), la roccia, la pietra angolare, il caposaldo della televisione italiana…
Ma perchè l’anno prossimo non chiamare Rocco Casalino del “Grande Fratello” e in gara Bruno di “Operazione trionfo“. Ospiti gli “Amici” di Maria e i “dilettanti allo sbaraglio” di Gerry Scotti. E magari fare un gran casino su Costanzo tra i papabili per il dopofestival (e ditemi voi, se dopo che uno ha fatto le 2, se deve sorbì pure il “dopo”!)
(E perchè no, limitarsi a dire: quest’anno il festival lo presenta Tizio, partecipano Caio e Sempronio, divertitevi. Con un po’ di psicologia inversa e senza tante caciare – e i sottotitoli alla Oxa – forse qualcuno ritornerebbe ad ascoltare le canzoni – che se magari fossero un po’ più ascoltabili… – !)

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