Non vedo, non sento, ma parlo
1972, un blog in cui, sfortunatamente, non sono riuscito a non imbattermi, scrive qui a proposito di questo intervento e dell’”Iraq Body Count” che vedete in alto nella colonna di destra: “Una cosa penosa. Purtroppo ce l’aspettavamo. Ma forse non da uno dei weblogs più seguiti e più citati della rete. Macchianera inserisce nel sito nientemeno che il contatore dei morti civili della guerra in Iraq. E con entusiasmo invita tutti a seguire l’edificante esempio. Non dubitiamo che farà proseliti. A parte che non se ne deduce la fonte, ma in ogni caso l’operazione di sciacallaggio si definisce da sola per quel che è: una caduta di stile fragorosa o, per essere più chiari, una porcata”.Uno si dice: punti di vista. Capita. Poi legge la lista delle fonti a cui si abbevera 1972, ovvero Andrew Sullivan (“Without Saddam‘s sponsorship of Palestinian terror, the leaders might actually have some incentive to reach a peace agreement”), Camillo (“Gli americani hanno armato Saddam? Uno studio del prestigioso think tank liberal, Center for Strategic & International Studies, citato dal Times di Londra, smentisce”), I love America (“La manichea opposizione ‘si alla pace e no alla guerra’ è una falsità. La guerra esisteva già in Irak”), Rolli (“L’America è un nostro alleato, comunque: speriamo – io non ci scommetterei, a dire il vero – che ci venga risparmiata la pagliacciata degli schiamazzi sulla concessione delle basi”), Liberopensiero (“Quanto ci piacciono George Jr. e Tony quando fanno così! Libertà per i curdi!”), Capperi (“Ieri mi sono messo all’occhiello della giacca la bandiera americana. La spilla, regalo di un amico di ritorno dagli USA, è proprio identica a quella che porta Bush“), Il Bersò (“Le immagini in onda della Abc che mostrano una bambina ferita in un letto d’ospedale a Baghdad sono durate esattamente 28 secondi. Sufficienti a commuovere le famiglie americane in un’ora di grande ascolto. In realtà nessuno è in grado di dire con certezza dove, come e quando sono state girate quelle immagini”); nota l’inspiegabile mancanza del blog della Cassiani, del link al racconto della beffa di Buccari e di josephgoebbels.splinder.it, e si chiede: sarà mica che questi qui riescono ad accogliere l’idea di pubblicizzare il numero dei morti civili (ripeto: civili) provocati dalla guerra in Iraq con la stessa affabilità di un calcio negli zebedei?
P.S.: Così, en passant, le fonti di “Iraq Body Count” che non si “riuscirebbero a dedurre” sono pubblicate qui, e comprendono una serie di smidollati comunistacci pacifisti come ABC, Associated Press, The Guardian, The Indipendent, Los Angeles Times, Reuters, e Washington Post.

Non so se avete presente la scena del “Cyrano de Bergerac“ nella quale il protagonista sta aspettando di conoscere Cristiano, il giovane e bell’amato dell’amata cugina Rossana? In seguito Cyrano deciderà di cedere al ragazzotto le proprie parole ispirate (“Io te ne presterò. In cambio, la potenza dei tuoi fascini prestami. Uniamo i benefici, e facciamo un eroe da romanzo”), ma fino a questo momento non lo conosce, nè l’ha mai visto. I Cadetti di Guascogna, mentre Cyrano narra con enfasi una delle proprie imprese, si affrettano a spiegare al novellino Cristiano che una sola parola non va nominata in presenza dell’eroe della spada: il naso. Cristiano, il gradasso, non trova migliore idea per farsi accettare e ammirare dai Cadetti che pungolare Cyrano ed interromperne il racconto, sostituendo alle rime non ancora finite battute sul naso. All’ennesimo riferimento, Cyrano sbotta e invita tutti i convenuti ad abbandonare la stanza e lasciarlo solo con Cristiano. I cadetti commentano: “La tigre ecco si desta! / Ora gli fa la festa! / In fette? / In un pasticcio /Per carità, tacete; io raccapriccio! / Non ne lascia briciola!”.
Vivo in un paese che si tiene in casa un quotidiano come Libero: non posso permettermi di parlare. Mi limito quindi a segnalare che il New York Post ha ufficialmente aperto le