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Archivio per marzo, 2003

Non vedo, non sento, ma parlo

mar 26 2003 Inviato da nella categoria Opinioni

1972, un blog in cui, sfortunatamente, non sono riuscito a non imbattermi, scrive qui a proposito di questo intervento e dell’”Iraq Body Count” che vedete in alto nella colonna di destra: Una cosa penosa. Purtroppo ce l’aspettavamo. Ma forse non da uno dei weblogs più seguiti e più citati della rete. Macchianera inserisce nel sito nientemeno che il contatore dei morti civili della guerra in Iraq. E con entusiasmo invita tutti a seguire l’edificante esempio. Non dubitiamo che farà proseliti. A parte che non se ne deduce la fonte, ma in ogni caso l’operazione di sciacallaggio si definisce da sola per quel che è: una caduta di stile fragorosa o, per essere più chiari, una porcata”.Uno si dice: punti di vista. Capita. Poi legge la lista delle fonti a cui si abbevera 1972, ovvero Andrew Sullivan (“Without Saddam‘s sponsorship of Palestinian terror, the leaders might actually have some incentive to reach a peace agreement”), Camillo (“Gli americani hanno armato Saddam? Uno studio del prestigioso think tank liberal, Center for Strategic & International Studies, citato dal Times di Londra, smentisce”), I love America (“La manichea opposizione ‘si alla pace e no alla guerra’ è una falsità. La guerra esisteva già in Irak”), Rolli (“L’America è un nostro alleato, comunque: speriamo – io non ci scommetterei, a dire il vero – che ci venga risparmiata la pagliacciata degli schiamazzi sulla concessione delle basi”), Liberopensiero (“Quanto ci piacciono George Jr. e Tony quando fanno così! Libertà per i curdi!”), Capperi (“Ieri mi sono messo all’occhiello della giacca la bandiera americana. La spilla, regalo di un amico di ritorno dagli USA, è proprio identica a quella che porta Bush“), Il Bersò (“Le immagini in onda della Abc che mostrano una bambina ferita in un letto d’ospedale a Baghdad sono durate esattamente 28 secondi. Sufficienti a commuovere le famiglie americane in un’ora di grande ascolto. In realtà nessuno è in grado di dire con certezza dove, come e quando sono state girate quelle immagini”); nota l’inspiegabile mancanza del blog della Cassiani, del link al racconto della beffa di Buccari e di josephgoebbels.splinder.it, e si chiede: sarà mica che questi qui riescono ad accogliere l’idea di pubblicizzare il numero dei morti civili (ripeto: civili) provocati dalla guerra in Iraq con la stessa affabilità di un calcio negli zebedei?

P.S.: Così, en passant, le fonti di “Iraq Body Count” che non si “riuscirebbero a dedurre” sono pubblicate qui, e comprendono una serie di smidollati comunistacci pacifisti come ABC, Associated Press, The Guardian, The Indipendent, Los Angeles Times, Reuters, e Washington Post.

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Si parla di Leone e gemelli, ma non è un oroscopo

mar 26 2003 Inviato da nella categoria Opinioni

Erano giorni, ormai, che avevo intenzione di scrivere a proposito dell’inquietante somiglianza tra l’ex presidente Giovanni Leone e Tarek Aziz. Mi dicevo: meglio di no. Magari sono cose che vedo solo io. O è la digestione lenta. Platinette, invece, non ha tentennato e mi ha battuto sul tempo. Segno che non ho sbroccato. O, per lo meno: non completamente.

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No, pietà: la guerra tra blog pacifisti no!

mar 25 2003 Inviato da nella categoria Opinioni

ico-logowarnews.gifUn commento (tardivo) riguardo ad un intervento di due giorni fa, nel quale Proserpina redarguiva Clarence per avere creato WWWar, un blog sulla guerra, permettendosi di non citare il peraltro apprezzatissimo WarNews. Ora, assodato (spero) il fatto che i riferimenti a WarNews non sono come il triangolo di emergenza, ovvero obbligatori o previsti dalla legge, va anche detto che stiamo parlando di pagine dedicate alla guerra, ovvero la cosa che riesco ad immaginare più lontana dalle logiche di pagine viste, utenti unici o concorrenza. WarNews e WWWar (assieme a tanti altri: su due piedi mi viene in mente, ad esempio, Blogger di guerra) hanno scelto di diffondere informazione non mediata e alternativa riguardo al conflitto in Iraq perché è giusto farlo, al di là del numero dei rispettivi lettori. La pretesa di un link sa di antipatico tanto quei blog che rimandano al tuo solo se tu hai fatto altrettanto. O quanto lo sarebbe Clarence se pretendesse il linkback da WarNews. Si tratta di rispettare il lavoro di poche persone che, spesso a tempo perso, aggiornano il blog sulla guerra anche da casa, di notte. E le quali tutto possono immaginare, tranne che qualcuno, a fronte di questo impegno, si possa incazzare non tanto per la qualità, la linea redazionale, il punto di vista, ma per la mancanza di un link ad un sito che, sì, tratta argomenti simili, ma in qualche modo ritiene di avere un’impostazione o contenuti migliori dei tuoi, ed è per questo che non ti cita. Io non credo (e lo dico perché so com’è fatto e perché lo leggo spesso) che WarNews abbia realmente la necessita di impegolarsi in questo tipo di questua. E immagino, infine, che il bello dell’essere linkati risieda esclusivamente nel confezionare un sito talmente letto e indiscutibilmente autorevole al punto che chiunque, alla fine, non possa fare a meno di citarlo.

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Guia Soncini (si) scopre Selvaggia

mar 25 2003 Inviato da nella categoria Segnalazioni

Ieri Guia Soncini, il critico televisivo più à la page del momento (nulla di non meritato, in ogni caso), ha dedicato l’intera sua rubrica “La deficiente” sul Foglio a Selvaggia e al suo blog. Vuoi vedere che su TV Sette ci finisce per davvero? Clicca qui o sull’icona a lato per leggere l’articolo.

Avvertenza: Corre l’obbligo di specificare agli 87 che hanno cercato “Guia Soncini nuda”, che su questo sito non la troveranno. Né credo saranno mai accontentati nel corso di questa vita. E, dal momento che siamo, qui: il verbo “scoprire” (associato nel titolo di questo intervento a Selvaggia) è da intendersi in senso lato, nelle accezioni “scovare, trovare, rintracciare, portare alla luce, venire a conoscenza, accorgersi”

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Una vittoria

mar 25 2003 Inviato da nella categoria Catena di San Libero

NON È VERO CHE LE MANIFESTAZIONI NON SERVONO A NIENTE

Dopo. Americani isolati, aiutati solo dagli inglesi (con l’appendice australiana) e da 200 polacchi. Però anche americani coesi – il riflesso patriottico è scattato come programmato – e molto più a destra di prima. Seppellito definitivamente Roosevelt e anche la dottrina del “mondo libero” anni ‘50-‘60. Impero e basta, ancorché popolare. La motivazione profonda non è stata il petrolio (oggetto di speculazioni private ma non di un incoercibile interesse nazionale) ma questo scatto “imperiale” ormai maturo. “Delenda Carthago”, e poi la Grecia e l’Asia e il “pane e giochi”. Questo, naturalmente, rende – come si sente già da un paio d’anni – obsoleta la vecchia democrazia.

Nella zona: l’Iran vince la sua antichissima guerra con Bagdad e diventa la potenza della regione. Possiede adesso interessi comuni con la Turchia e, come questa e probabilmente insieme a questa, ha le capacità egli strumenti ideologici (islamismo sofisticato, eterodosso e moderno) per unificare sul serio, col tempo, l’intera area “islamica”.
Crollo del rapporto turco-americano (agli Usa i curdi servono) e di riflesso di quello, importantissimo in questi anni, turco-israeliano. Anche per ciò, impegno diretto americano nella zona. Costretti a rimanere in Iraq. Costretti però anche a importarvi un qualche rudimento “democratico” (McArthur) che eserciterà appeal sui ceti medi attualmente sotto dittatura nei regni/regimi “filoccidentali” (in particolare nella penisola). Parallelo e contrastante richiamo (stavolta non fanatico ma credibile e “ragionevole”) dell’Iran o dell’asse turco-iraniano. Crisi a breve di uno o più di quei regni/regimi, evoluzione in alcuni casi “democratica” e filoamericana, in altri popolare e panaraba. In ogni caso, ostilità verso l’“Occidente” di *tutti* gli arabi (nessuno escluso, neanche i “filoamericani”) per le prossime due o tre generazioni. Abbassamento e cronicizzazione del terrorismo. Pulizia etnica in Palestina.

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Corso per seminatori di Zizzania. Lesson One.

mar 24 2003 Inviato da nella categoria Opinioni

CyranoNon so se avete presente la scena del Cyrano de Bergerac nella quale il protagonista sta aspettando di conoscere Cristiano, il giovane e bell’amato dell’amata cugina Rossana? In seguito Cyrano deciderà di cedere al ragazzotto le proprie parole ispirate (“Io te ne presterò. In cambio, la potenza dei tuoi fascini prestami. Uniamo i benefici, e facciamo un eroe da romanzo”), ma fino a questo momento non lo conosce, nè l’ha mai visto. I Cadetti di Guascogna, mentre Cyrano narra con enfasi una delle proprie imprese, si affrettano a spiegare al novellino Cristiano che una sola parola non va nominata in presenza dell’eroe della spada: il naso. Cristiano, il gradasso, non trova migliore idea per farsi accettare e ammirare dai Cadetti che pungolare Cyrano ed interromperne il racconto, sostituendo alle rime non ancora finite battute sul naso. All’ennesimo riferimento, Cyrano sbotta e invita tutti i convenuti ad abbandonare la stanza e lasciarlo solo con Cristiano. I cadetti commentano: “La tigre ecco si desta! / Ora gli fa la festa! / In fette? / In un pasticcio /Per carità, tacete; io raccapriccio! / Non ne lascia briciola!”.
Tutto questo popò di introduzione per spiegare il mio senso di terrore misto a preoccupazione per ciò che potrà succedere quando, sul blog di Massimo Mantellini (autore, tra l’altro, della rubrica “Contrappunti” per conto di Punto Informatico), ho visto apparire il seguente commento, a firma Fabio Metitieri, proprio in risposta ad un intervento del curatore del weblog: “Spari a zero e a effetto: ‘gli editori per esempio (…), attingono dalla rete a piene mani incuranti di ogni regola’. Per mia curiosità, mi fai degli esempi? Tutti gli editori con cui ho avuto a che fare io finora (direi almeno 4 o 5 importanti) secondo me non copiano e non pubblicano cose copiate, non senza riportare la fonte. Per i libri qualcuno è addirittura un po’ paranoico e ti chiede di togliere le citazioni troppo lunghe e di riassumerle (a me e’ capitato). Persino per gli articoli su argomenti statunitensi, dove per noi risalire sempre alla fonte primaria quando non c’è un comunicato stampa sarebbe troppo complicato e oneroso, l’unico che ho visto (in passato di certo, ora non lo leggo quasi più) copiare brutalmente (o più spesso tradurre male) e d’abitudine da un solo articolo o da una sola agenzia, senza aggiungere nulla di originale al lavoro e spesso anche senza citare la fonte, è Punto Informatico.
Se per caso Metitieri vantasse un qualche pur remoto ma utile grado di parentela con una qualche Rossana, questa potrebbe essere l’ultima occasione adatta per annunciarlo.

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Vanità di vanità

mar 24 2003 Inviato da nella categoria Opinioni

Si sviluppa il dibattito attorno all’intervento che ha raccolto più commenti su Macchianera, inviato da Selvaggia e riguardante l’uscita in edicola del nuovo mensile maschile “For Men“. Dopo una prima abbozzata schermaglia con Filippo Facci, la discussione si è animata in seguito ad un dubbio di Invasiva, ovvero: “Non me ne voglia Selvaggia, ma credo che se nel suo sito non comparissero le sue foto (in cui appare in tutta la sua indubbia bellezza), la maggior parte dei signori qui non si esalterebbero ad ogni suo commento, seppure arguto”. Selvaggia risponde: “Io non capisco tutto questo gran parlare delle mie foto, quando qui c’è un uomo che è andato ben oltre. Parlo di Gianluca Neri e del fatto che lo si può rimirare tramite webcam”, e ha ragione, anche se io, purtroppo, non faccio testo. Indosso solo una modesta prima coppa C.

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War Comics /3

mar 24 2003 Inviato da nella categoria Segnalazioni

di Dana Summers©2003 Tribune Media Services, Inc.tratto da Ucomics di Steve Sack©2003 Tribune Media Services, Inc.tratto da Ucomics

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Chi non lavora non fa clamore

mar 23 2003 Inviato da nella categoria Catena di San Libero

L’ELEMOSINA DIVENTA REATO

• È già cominciata la guerra? Voi lo sapete, io – al momento che scrivo – ancora no (questo numero di “Tanto per abbaiare” è stato scritto da Riccardo Orioles il 17 marzo 2003, n.d.r.). Perciò ci stiamo scrivendo da due pianeti diversi. Qui siamo ancora terrestri, da voi forse ormai comandano i visitors marziani. Non so bene che cosa potrei scrivere ai marziani. Perciò per il momento – sulla guerra – limitiamoci a questo.

• A ogni fermata del tram ne sale uno: di solito con fisarmonica, più raramente col violino. Hanno sui dieci-dodici anni, e suonano molto bene. Raccolgono le offerte in un bicchiere McDonald’s e scendono, con mille ringraziamenti, dopo un paio di fermate. Quello di stamattina suonava “Tea for two”: la gente metteva mano ai centesimi, sorridendo. Più o meno come faceva – nei romanzi strappalacrime dell’Ottocento – coi “petit italians” con l’organetto. Due settimane fa, alla fermata della Magliana, il treno ne ha travolto uno; la fisarmonica, stranamente, non s’è fatta niente e un lenzuolo ha coperto – in attesa degli inquirenti – il corpicino.

Aumentano, fra gli zingarelli romani, i “drogati”. Sniffano della colla, come a Bucarest o a Rio. Però non sono brasiliani né rumeni, nessuno ha insegnato loro quest’usanza. Semplicemente – come i bambini poveri scoprono fin troppo presto – la colla costa meno dell’eroina, ed è quasi altrettanto buona a farti dimenticare per un poco come vivi. Il mondo è arrivato a Roma, così, attraverso questa scoperta infantile.

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Parlami di guerra, Gianlu’…

mar 23 2003 Inviato da nella categoria Opinioni

WarNews (titolo da canticchiare sulle note di Parlami d’amore Mariù)

benvenuti al TAG TIGGì ALTERNATIVO DI GUERRA in collaborazione con WARNEWS (ma non ditelo forte che sennò qualcuno si incazza).
sigla: Parlami di guerra, Glianlùùùùùùùùùùùùù,
di quella morte laggiùùù
le bombe in cielo brillaaaaano
come le stelle scintillanooooo
dimmi quello che èèè
nessuna bugia da teee

Benvenuti a questa edizione del Tiggiì Alternativo di Guerra, oggi trasmettiamo “gentilmente” ospitati da Gnueconomy, appendice di Clarence, che come tutti sanno si propone come portale alternativo, che però a volte è colpito da alzheimer e si dimentica di avere in casa WarNews, e nello speciale WWWar si dimentica perfino di linkare WarNews come fonte di informazione sulle notizie di guerra (tra l’altro sempre attiva su tutti i fronti delle 32 guerre in corso) in cui compare uno speciale feed ultim’ora aggiornato costantemente sulla guerra in Iraq, forse considerando 4000 accessi unici giornalieri troppo pochi o forse ritenendo che leggere un sito che legge perfino Socci (parlandone anche bene, udite udite) sia davvero poco alternativo.
Ma passiamo alla notizia di oggi.

IN PRIMO PIANO: Tutti i maggiori media occidentali hanno elegantemente glissato sulla notizia del quartiere residenziale colpito stanotte dai razzi americani. La tale indifferenza per la notizia ci ha fatto anche sospettare che si trattasse di una notizia falsa. Ma le immagini passate su Al Jazeera sono inequivocabili. Case sventrate e i corpi delle vittime allineati da regime irakeno perche’ fossero fotografati. Ma chi li ha visti in tv? Eppure e’ una cosa che fa notizia, molta notizia. Secondo le piu’ elementari regole del giornalismo e’ una notizia da sbattere in prima pagina. Invece no. Al TG1 Lilly Gruber legge un comunicato (del centcom americano? ) e, al fondo di una lunghissima lista, sussurra “…e anche una zona residenziale”. Tutto qui. Qualche immagine delle case è passata velocemente in TV, ma la voce narrante parlava d’altro. E’ evidente che i media stanno subendo pressioni incredibili perché si adeguino alla strategia informativa del Pentagono.

Per questa edizione è tutto, appuntamento con il Tiggi Alternativo di Guerra su altri siti e su Warnews per un costante aggiornamento sulla situazione irachena.
La vostra inviata virtuale di guerra, Proserpina.

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Tu… dottore… Tu sei bbravo…

mar 22 2003 Inviato da nella categoria Opinioni

Tempo fa iniziavo spesso i miei “Quarantadue” implorando di conoscere il nome del direttore della programmazione di Italia 1, colpevole di aver stuprato varie serie di successo negli Stati Uniti (sconvolgendo l’ordine delle puntate, raggruppandone alcune, censurando baci saffici, programmandole quotidianamente nei pomeriggi d’estate, e via dicendo). È passato del tempo, e ho raggiunto un equilibrio interiore. Non ho più bisogno di nomi. Sto bene.
È per questo che oggi, senza nemmeno conoscerlo, mi basta poter dare del coglione (recidivo) al traduttore in italiano dei titoli degli ultimi due film della coppia Billy Crystal-Robert De Niro.
Nel primo, conosciuto in Italia come “Terapia e Pallottole” (che in un certo qual modo ha ispirato anche la trama dei Sopranos), lo psichiatra ebreo Ben Sobol, cresciuto all’ombra del padre, si trova ad avere come paziente in piena crisi di depressione John Vitti, uno dei più importanti boss della mafia newyorkese. Nel secondo, “Un boss sotto stress“, Vitti organizza di uscire di prigione fingendosi pazzo: cantando per giorni i brani di “West Side Story” convincerà tutti, persino Sobol, a cui sarà affidato in custodia.
A titolo di consiglio, e tra parentesi: il primo è molto bello; il secondo – come quasi tutti i sequel – così così, ma non abbastanza da meritare di essere ignorato.
Bene, arriviamo al punto: in originale i due film hanno titoli simili (così, per l’assurdo vezzo di far capire che uno è il seguito dell’altro) e straordinari: “Analyze this” (letteralmente: “Analizzami questo!”, dove l’aggettivo “questo” è utilizzato nell’accezzione “‘sta fava”), e “Analyze that” (“Analizzati quello!”).
Da noi – voglio ripetere i titoli, perché capiate davvero – qualcuno ha ritenuto che “Terapia e pallottole” e “Un boss sotto stress” avessero più appeal.
È un’abitudine piuttosto comune, sebbene insensata, che richiederebbe immediate sanzioni o, per lo meno, l’esilio. Un altro film di Billy Crystal fu già oggetto della medesima barbarie: “City Slickers(“Volpi di città”) fu inizialmente tradotto in “La vita, l’amore, le vacche“. Poi, dal momento che nessuno andava a vederlo, il colpo di genio del cambio del titolo in corsa: “Scappo dalla città: la vita l’amore le vacche“.
L’ho detto: non mi serve più sapere i nomi dei colpevoli. Mi basta che una Norimberga della celluloide, un giorno, con calma, chiami a rispondere dei propri crimini gli idioti che hanno trasformato “Reality Bites(“Morsi di realtà”) in “Giovani, carini e disoccupati“; “Deliverance(“Liberazione”) in “Un tranquillo week-end di paura“; “Rebel without a cause(“Ribelle senza causa”) in “Gioventù bruciata“; “The time machine” (“La macchina del tempo”, romanzo di Herbert G. Wells) in “L’uomo che visse nel futuro“; “The sound of music(“Il suono della musica”) in “Tutti insieme appassionatamente“; “Dead Poets Society(“La Società dei Poeti Estinti”) in “L’attimo fuggente“; “Stagecoach(“La diligenza”) in “Ombre rosse“; “North to Alaska(“A nord, verso l’Alaska”) in “Pugni, pupe e pepite“; “To be or not to be(“Essere o non essere”) in “Vogliamo vivere!“; “Citizen Kane(“Il cittadino Kane”) in “Quarto potere“; “Road to Perdition(“Strada per la perdizione”) in “Era mio padre“; “Trading places(“Scambio di posti”) in “Una poltrona per due“; “Austin Powers. The spy who shagged me(“Austin Powers. La spia che mi ha trombato”) in “Austin Powers, la spia che ci provava“; “Walking in the clouds(“Camminando tra le nuvole”) in “Il profumo del mosto selvatico“; “Rush Hour(“Ora di punta”) in “Colpo grosso al drago rosso“; “Dude, where is my car?(“Ehi, tizio, dov’è la mia macchina?”) in “Fatti, strafatti e strafighe“; “The beguiled(“L’ingannato”) in “La notte brava del soldato Jonathan“; “The fearless vampire killers(“Gli intrepidi ammazzavampiri”) in “Per favore, non mordermi sul collo“; “Wild things(“Cose selvagge”) in “Sex crimes – Giochi pericolosi“; “Gallipoli” in “Gli anni spezzati“; “Domicile conjugal(“Domicilio coniugale”) in “Non drammatizziamo, è solo questione di corna” e, infine, “Vertigo(“Vertigine”) in “La donna che visse due volte“.

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War Comics /2

mar 22 2003 Inviato da nella categoria Segnalazioni

di Chan Lowe©2003 Tribune Media Services, Inc.tratto da Ucomics di Doug Marlette©2003 Tribune Media Services, Inc.tratto da Ucomics
di David Horsey©2003 Tribune Media Services, Inc.tratto da Ucomics di Wiley Miller©2003 Wileytratto da Ucomics

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In loving memory of Joseph Mc Carthy

mar 21 2003 Inviato da nella categoria Opinioni

New York PostVivo in un paese che si tiene in casa un quotidiano come Libero: non posso permettermi di parlare. Mi limito quindi a segnalare che il New York Post ha ufficialmente aperto le liste di proscrizione. Al grido di “Non aiutate questi ‘Saddam Lovers’”, Richard Johnson, Paula Froelich e Chris Wilson, inviati del quotidiano newyorkese e creatori di “Page Six“, er Dagospia de loro artri, scrivono: “Se desiderate non supportare la carriera delle star che vogliono fermare la liberazione dell’Iraq dall’assassino Saddam Hussein, ‘Page Six’ vi offre un comodo elenco di riferimento. Il film in uscita ‘Mystic River’, raccoglie la madre di tutti i cast di oppositori: Tim Robbins, Sean Penn e Laurence Fishburn. Samuel L. Jackson, un altro miracolato di Hollywood che ha recentemente firmato una petizione anti-liberazione contro l’amministrazione Bush, è protagonista di ‘Basic’, che uscirà nelle sale la prossima settimana. Susan Sarandon può essere invece boicottata ignorando la miniserie ‘Children of Dune’ che debutterà domenica prossima sullo Sci-Fi Channel. Un altro progetto della Sarandon che vale la pena perdersi è ‘The Nazi Officer’s Wife’, in uscita a giugno. Quelli che si oppongono ai sadici regimi dittatoriali stalinisti non si faranno invece vedere alla Estess Arena di Atlantic City il 25 aprile, quando avrà luogo il concerto di Sheryl Crow. Inoltre vorrete sicuramente evitare anche la sua apparizione, il giorno dopo, all’Earthfest di Boston. Un altro firmatario della petizione, Alfre Woodard, appare in ‘The Core’, nelle sale a partire dalla prossima settimana. I Limp Bizkit, la band di Fred Durst, hanno un nuovo album in uscita e saranno in tour per gli Stati Uniti quest’estate, ma probabilmente i loro fan neanche sanno cos’è l’Iraq. Nel frattempo, lo sciupafemmine nonché oppositore della guerra Jackson Browne è in tour nell’unico posto in cui gli sono rimasti dei fan: la Germania. Janeanne Garofalo ripone molte aspettative nel film ‘Wonderland’, che quest’estate potrebbe rilanciare la sua carriera. Ma i produttori del suo ultimo sforzo, ‘Manhood’, proiettato al Sundance in gennaio, stanno apparentemente ancora cercando un distributore. In tutta la città è apparsa, nelle fermate dei bus, la pubblicità di ‘Good Fences’ di Danny Glover, ma esistono sicuramente modi migliori di spendere 10 dollari. Probabilmente avete già smesso di guardare ‘The West Wing’, il mercoledì sulla NBC, grazie a Martin Sheen. Ora, sullo stesso network, potrete anche ignorare la nuova serie politica del venerdì, ‘Mr. Sterling’, dal momento che vi partecipa il pacifista James Whitmore.
A mo’ di vaffanculo al New York Post (sorry, non ce l’ho fatta, ma ci ho provato) ora, prima di andare a letto, mi ascolto la fantastica Home di Sheryl Crow in tre versioni: studio, acustica e pianoforte. E domani – solo perché c’è Janeane Garofalo (manco i nomi hanno azzeccato), mi riguardo Giovani, carini e disoccupati, anche se fa cagare.

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Beata gioventù

mar 21 2003 Inviato da nella categoria Opinioni

Erika, 7 anni, oggi: «Mamma, sul giornale c’è scritto ‘GUERRA!’ Allora non è servito mettere la bandiera».

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War Comics /1

mar 21 2003 Inviato da nella categoria Segnalazioni

di Chan Lowe©2003 Tribune Media Services, Inc.tratto da Ucomics di Steve Sack©2003 Tribune Media Services, Inc.tratto da Ucomics

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