BlogSputtanamento (fase 1)

Arrivo in ritardo, mi rendo conto: a quest’ora ne hanno già parlato (in ordine sparso) Dot-Coma, Personalità Confusa, ManteBlog, Paolo Valdemarin, Ivo Forni e chissà quanti altri. Arrivo in ritardo, dicevo, ma la rivoluzione me l’ero immaginata già questo pomeriggio, quando, con un ghigno satanico da “vediamo ora cosa scrivi su Macchianera, mi sono stati segnalati i nuovi blog di Tiscali. Partito lancia in resta, confesso di essermi lasciato intenerire da questa spartana pagina di introduzione al servizio e dal fatto che in questa sezione apparissero anche i link a Clarence Blog e Splinder (magari a noi può sembrare scontato; non lo è per un portale/provider/società telefonica, o qualsiasi cosa sia diventata Tiscali). Detto questo: ero un blogger già dal 1996 e non lo sapevo. Per i forum di Tiscali mascherati da blog per carnevale ho provato più che altro tenerezza. Diverso discorso, invece, per un servizio simile, ma sul quale si notano ad occhio nudo le impronte digitali di un qualsiasi direttore marketing: [leggere con voce fantozziana] Il “Mio Diario” di Jumpy! Flashback, riunione di Mediadigit: “Proposte per nuovi prodotti?” “Beh, ci sarebbero i cosi, lì, quelli che sono famosi in America… I blog! Ecco, si, i blog” “Eccheccazzo di nome è ‘blog’? Fa cagare solo a sentirlo. No, ci vuole qualcosa che gli utenti possano comprendere… Che sarebbero questi blog?” “Mah, un sito personale, un diario online” “Diario, perfetto! Su Jumpy chiameremo il servizio ‘Mio Diario’!” “Ehm, capo, ci sarebbe un problemuccio: noi la piattaforma per fare il ‘Mio Diario’ non l’abbiamo” “Beh, e allora? Facciamola fare!” “Non è così semplice, purtroppo, ormai ci sono parecchi tipi di questi servizi in giro, e hanno molto successo. A mio parere, basterebbe prendere un forum, uno di quei sei che abbiamo acquistato ai tempi di Armanini perché ne volevamo uno ma non avevano da darci il resto, e chiamarlo ‘Mio Diario’”. “Direi che il progetto è perfetto: deadline?”… Il flashback sfuma e ci riporta ai giorni nostri. O, meglio, a questo pomeriggio, quando, visitando “Mio Diario“, mi imbatto in uno degli interventi più votati dagli utenti della comunità:

“Aiuto!!! penso di essere l’essere + indeciso e imprevedibile del pianeta!!! Sono diventata tutta rossa, ma non è stata colpa di quel famoso lui che conoscete bene (se avete latto il mio diario). è stata colpa di un altro tizio. Questo, chiamiamolo A (non è la sua iniziale, ma è + convenzionale;-> ), è un tizio della mia scuola. non so xkè mi abbia fatta diventare rossa, fatto sta che l’ha fatto. Ora: qualc’uno di voi mi giudicherà sicuramente una bambina un po’ idiota (come sono un po’ tutte le 13enni, del resto). è solo che….bo, non so cosa sia!!! kiss***CLio”.

In quel preciso momento, i nuovi blog di Tiscali mi son sembrati persino funzionali.

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16 Comments

  1. BLOG: CUI PRODEST?
    Me ne rendo conto anch’io e quindi, permettete, gioco d’anticipo: so bene che l’umanità proseguirebbe il proprio indefettibile cammino evolutivo anche in assenza di questo intervento, la cui necessità appare quindi fortemente opinabile. E tuttavia, l’unica alternativa alla redazione di queste righe sarebbe, temo, il mettermi a lavorare seriamente. Voi mi perdonerete, quindi, se non mi astengo ed anzi vengo al sodo. IL BLOG E’ MORTO ! (esagerato…). Ad ucciderlo è stato l’eccesso di autoreferenzialità. Vedo, infatti, che il Neri, sul suo blog, cita quello della Lucarelli (a proposito, simpatico l’invito a incanalare la sua vis comica in forma scritta, desistendo dalle aspirazioni attoriali. Un tempo – ma era il giurassico – usavamo l’equivalente espressione “datti all’ippica”), il blog della Cassani cita Thegnu e via citando. Su un piano particolare, si può dire che i blog parlano dei blog; traslando ad una prospettiva più generale, è possibile parlare di BLOG DEL BLOG (o dovrei forse dire blob?). Difetto degli autori o limite intrinseco dello strumento? A causa di questa deriva, sempre più evidente, il blog è diventato un sistema chiuso, circolare, autoreferenziale – appunto -, che deve specchiarsi in se stesso per sapere di esistere. E allora: il “bloggismo” come fase matura del narcisismo?
    Buona citazione a tutti.
    Effe

  2. Esagerato (Gianluca).

    I blog sono morti ? (Effe). Evviva i blog ! Cmq, a mio avviso non sono morti i blog bensì i portali e più in generale tutti coloro che speravano di creare dei Mass Media online (vero, Salon ?). Perchè i blog saranno magari anche fuffa e certamente autoreferenziali (perchè? la stampa no? la Tv no? la pubblicità no? e gli Oscar? gli MTV Music Awards? ma fammi il piacere….) ma di sicuro non sono un Mass Media. Se, come peraltro probabile, dovessero diventare di massa, ciò non cambia molto, perchè comunque nessun singolo blog –neanche Macchianera che ormai sembra un po’ un portale ;-) — avrà mai una “audience” sufficiente perchè un qualche markettaro possa utilizzarlo per fare mass marketing. Ergo, sono i Mass Media costruiti per la pubblicità e sostenuti dalla pubblicità ad essere morti, non i blog.

  3. e sono morti, i mega Mass Media — e qui mi differenzio da chi non fa che ripetere che… “la pubblicità è morta” — non tanto perchè i soldi della pubblicità non possano coprire le spese ma perchè, semplicemente, ci sono cose più interessanti da leggere in Rete che non contenuti di massa prodotti con il solo scopo di piazzarci sopra della pub…

  4. e sono morti, i mega Mass Media — e qui mi differenzio da chi non fa che ripetere che… “la pubblicità è morta” — non tanto perchè i soldi della pubblicità non possano coprire le spese ma perchè, semplicemente, ci sono cose più interessanti da leggere in Rete che non contenuti di massa prodotti con il solo scopo di piazzarci sopra della pub…

  5. Massimo, MASSimalismo contro minimalismo? La mia domanda -volutamente provocatoria, spero sia chiaro – è: questo nuovo strumento comunicativo, tale blog, ha senso? Intendo: ha un suo senso proprio? A cosa serve? E’ un diario, si dice, e del diario mutua la struttura a circuito chiuso. Ma la comunicazione dovrebbe essere, invece, un sistema aperta (non intendo dire “accessibile”, il blog lo è, ma il sistema BLOG si autoalimenta). Allora, cosa è blog? Una setta, un capitolo massonico, un gioco di specchi? Qual’è, nel campo dei mezzi di comunicazione, il suo valore aggiunto (mioddio, non ci posso credere, l’ho davvero scritto!) ? Ad un “non fratello di culto” potrebbe apparire come quei caffé dove gli esponenti di presunte avanguardie artistiche leggono composizioni orrende applaudendosi a vicenda (nulla contro le avanguardie, adoro quella portoghese che, primi novecento, si trovava alla Brasileria di Lisboa).
    Non so se altri risponderanno (forse lo stesso Neri?), ma il mio invito è a discutere sulla teoria e sull’essenza ontologica del blog (beh, questa volta ho davvero esagerato…). Insomma, un meta-blog!
    Effe.

  6. Ciao… a cosa serve?, chiedi. boh, ad esempio a parlare di notizie come questa di Tiscali che sulla stampa certo non finisce. Almeno spero. Pensa…. Tiscali, l’ISP sardo numero 2 in Europa, si appresta a conquistare anche la Nuova Frontiera del business online, i blog… Valore aggiunto? Che è un sacco divertente! ;-)

  7. rispetto alla questione della auto-referenzialità: non è il web stesso ad essere autoreferenziale, se facciamo coincidere la natura del web con la ipertestualità? se questo fosse vero, il ‘darsi ragione a vicenda’ non sarebbe tanto dovuto al blog in sé stesso, quanto alla ‘qualità’ degli interventi e di chi vi partecipa/scrive, no? l’analogia con il caffé è particolarmente calzante: sono gli avventori od il locale a rendere una discussione chiusa?

  8. dio mio che schifo.. per fortuna che tutto ciò ha una distinzione nettissima col mondo blog.. altrimenti ci trovavamo appestati..

  9. Ehm, mi scuso per lo schifo, sarebbe stato interessante leggere nel commento di GAT qual è, questa distinzione nettissima tra tutto ciò (ma che cosa?) e il mondo blog. Forse mi avrebbe chiarito le idee.
    Sia chiaro, io non dico che il sistema BLOG non sia divertente o utile. Non dico che non abbia un senso. Ma, intanto, mi interrogo su quale sia, esattamente, tale senso (intendo la sua ragion d’essere “altro”, rispetto ai mezzi che già informano, divertono, consentono scambi di idee ecc.) e poi, soprattutto, mi sembra che queste continue citazioni incrociate creino un mondo tutto a sé. Di qua, noi che siamo il blog, di là tutto il resto (è proprio quello che è stato detto: “una distinzione nettissima”…). Ah, ora ci sono: il blog è una riserva indiana!

  10. ….mica fate i ‘settari’?….riserve indiane contro il resto del mondo!?=) …..un po’ più seriamente: me lo chiedo da tempo cosa sia un blog: curo una rivista che in qualche modo funziona come come un blog (chi invia contributi viene pubblicato senza che nemmeno gli sia chiesto di lasciare un nominativo, quando un numero è in costruzione passa in una sorta di modalità ‘under construction’ che si arricchisce fino alla conclusione del numero e così via) ma……….non è un affatto blog per quanto possa pasarmi per la testa di fregiarmi di un titolo tanto di moda!!…..annotato che tagliare a metà il web fra network commerciali/generalisti e blog mi pare un po’ forzato, mi pare di poter distinguere in un blog alcuni segni caratteristici: una pubblicazione assai poco ‘mediata’ od almeno con poche infrastrutture (io sono qui che scrivo e pubblico, automatizzato dal software del blog: se scrivo particolari cazzate al max vengo ‘moderato’), la capacità – intrinseca ai software più che agli individui che vi partecipano – di ospitare un flusso continuo di opinioni, batti e ribatti e commenti già in embrione nei forum, la centralità di uno o più redattori che strutturano il senso e l’identità del blog stesso e delle sue discussioni. ps: NON ho riletto il post……scusate eventuali cazzate ;-)

  11. Ho sempre ritenuto sbagliata la definizione che dice che i blog sono ormai una moda, ma purtroppo devo ricredermi e, cosa ancora più grave, rivalutare Jumpy. La definizione di Diario online è infatti sicuramente più corretta del blog vantato da Tiscali, anche perchè so con certezza che i vertici marketing di Tiscali non sanno cos’è un blog.

  12. I blog, più che una moda, rappresentano l’approdo naturale per quei webmaster di siti amatoriali che vogliono continuare ad esprimere i propri pensieri sperando di non incorrere nelle beghe della legge sulla stampa che equipara i siti web a testate giornalistiche.

  13. intendevo la distinzione tra i blog finti di tiscali ed i blog veri (veri intesi dal lato tecnico.. quelli, tecnicamente, non sono blog, sono SCHIFEZZE, come le ho gia definite).. certo che se qua si parte col piede di guerra posso pure cantare un’ode a bambi :-) che tutti fraintendono

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