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Archivio per febbraio, 2003

Così, tanto per non generare ulteriore panico

feb 22 2003 Inviato da nella categoria Segnalazioni

Un tempo, quando dovevi andare militare, ti spedivano una cartolina a casa. Oggi la cartolina arriva per avvertirti che sono i militari che stanno venendo a casa tua. Il dipartimento statunitense per la sicurezza dei cittadini ha infatti preparato un simpatico opuscoletto (scaricabile cliccando qui, in versione PDF) che può tornare utile in caso di attacco terroristico o guerra nucleare. Si intitola: Il terrorismo ci ha costretti a fare una scelta. Non abbiate paura, siate preparati!. Insomma, a meno che non siate scarafaggi (a cui, notoriamente, l’esplosione nucleare fa una sega), il provvidenziale fascicoletto aiuta a comportarsi correttamente nel corso di determinati eventi della normale vita quitidiana: trattamenti biologici, chimici o contro l’esposizione a radiazioni, esplosioni generiche, esplosioni atomiche. All’interno, perché anche gli gnucchi possano comprendere, le varie operazioni sono illustrate da disegni esplicativi. Ho ritenuto opportuno fornirvene la traduzione, che non si sa mai. Accanto a ciascun titolo, il link alla pagina originale.

ESPLOSIONE NUCLEARE (link alla pagina originale)

Nel corso di un’esplosione atomica, nella foga del momento, attenzione a non cadere dalle scale.

Nel caso un ordigno nucleare esplodesse ad un isolato da voi, se possibile allontanatevi. E ricordate, all’incrocio, di dare la precedenza a chi proviene da destra.

Se vedete in giro giganti alti due piani non allarmatevi: significa soltanto che sono già iniziate le mutazioni genetiche.

Se un’esplosione nucleare bussa alla porta, è buona norma non aprire.

I nostri esperti sostengono che una bomba fa più male nel punto in cui scoppia.

Vi rimangono esattamente 5 minuti e 12 secondi di vita.

ESPLOSIONE GENERICA (link alla pagina originale)

Il vostro computer cade a pezzi. Avreste dovuto cambiarlo tre anni fa.

Fumare nuoce gravemente alla salute.

Non fate i maleducati: anche in caso di esplosione ci si soffia il naso col fazzoletto e si tossisce con la mano davanti alla bocca.

In più, nel caso ancora non lo sapeste, fare le puzzette sull’accendino è pericoloso.

I giganti alti due piani possono crescere fino a raggiungere le dimensioni di un intero quartiere. Tenetevi alla larga, che non fanno attenzione a cosa calpestano.

Ad un certo punto, se vi va, potrete tranquillamente accucciarvi, girarvi su un lato e mettervi a piangere.

Altre parodie (in inglese), su segnalazione di matteoc, qui, qui, qui e qui. In più – crepi l’avarizia – ne han fatto anche delle t-shirts.

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La guerra di Piero

feb 22 2003 Inviato da nella categoria Opinioni

Dal Foglio di ieri: La Camera proroga la missione degli alpini in Afghanistan e altre 25 operazioni internazionali. Il decreto è stato approvato con 322 sì, 11 no e 11 astensioni (andrà al Senato per il via libera definitivo). L’Ulivo si è diviso anche su questo: favorevoli Ds, Margherita, Sdi e Udeur; contrari Pdci e Verdi; correntone Ds e parte della Margherita, invece, non hanno votato. Fassino, leader della Quercia: “Abbiamo votato sì, ma restiamo contrari alla missione in Afghanistan”.

Ho deciso di allinearmi con Piero Fassino: da domani berrò cappuccino anche se mi da il mal di stomaco; andrò in discoteca anche se non sopporto il tunz-tunz-tunz; mangerò trippa anche se mi fa impressione solo a guardarla; mi iscriverò ad una catena di multilevel marketing; inizierò a leggere tutto lo spam che mi arriva, e magari compro pure qualcosa; scaricherò una suoneria a pagamento; disinstallerò l’antivirus; utilizzerò con gioia Power Point; farò in modo che il tg di Emilio Fede diventi un appuntamento fisso; inizierò a comprare in edicola il Foglio (no, questo lo sto facendo per davvero); inizierò a stimare Vittorio Feltri (e qui le cose si fanno più difficili). Molesterò vecchiette, picchierò bambini, e viceversa. Poi, superando l’iniziale titubanza, mi procurerò un monumentale fallo in lattice e mi ci siederò sopra. Solo in quel momento mi sentirò veramente di sinistra. Fino in fondo.

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Se questa è fuffa

feb 21 2003 Inviato da nella categoria Segnalazioni

Selvaggia LucarelliChiariamo: il dibattito sulla fuffa sa ormai di naftalina e non ho alcuna intenzione di riaprirlo se dico che, da qualche settimana a questa parte, due dei blog che leggo con maggior piacere (a volte con avidità e persino prima di quelli più conosciuti e frequentati) sono due blog personali. Di Ilenia e del suo “Lo scopriremo solo vivendoho già parlato in passato, quindi non dico nulla di nuovo se affermo che le avventure di Mery Terry valgono una sit-com (però, vi prego, che a nessuno venga in mente di realizzarla per davvero; in Italia non siamo capaci: a noi viene bene la pizza). Il Diario Personale di Selvaggia Lucarelli, allo stesso modo, è una miniera di umorismo. Non ho mai visto Selvaggia recitare; me la sono persa – se non per i due minuti finali, in cui credo sia riuscita ad inserirsi nel discorso con un monosillabo – persino al Costanzo Show, ma mi perdonerà, spero: la resistenza a Cicciopanzo e Pino Insegno sullo stesso palco, nella stessa sera e, soprattutto, con me presente, è al di là delle mie capacità. Non ho mai visto Selvaggia recitare, dicevo, ma di una cosa sono sicuro: scrive da dio. Ha anche un gran gran culo: nel frattempo io sono rimasto qui da solo perché a questo punto tutti si sono precipitati sulla foto e nessuno sta facendo più caso a ciò che scrivo, ma io intendevo parlare di fortuna. Perché la comicità innata e, ancor più, l’autoironia, sono merce rara che non va sprecata. Lei le possiede entrambe. Da non perdere, ad esempio, il “Vademecum per non diventare famose” o il capitolo dedicato alla Depilazione: “Sono glabra di natura,non ho mestruazioni ma anzi,una volta al mese emano olii essenziali di melaleuca alternifoglia,profumo di viola anche dopo aver rincorso un autobus sull’asfalto bollente il 15 agosto,il mio corpo è attratto dalla forza di gravità lunare dunque tutto tende verso l’alto (i miei reggiseni hanno degli speciali tiranti annodati alle ginocchia per evitare che il tutto stia troppo su) e le mie unghie crescono già smaltate di rosso. Liberi di non crederci, ovviamente. Dunque, parto con quello che è indubbiamente il problema estetico che accomuna tutte le donne , chi più chi meno, (eccetto me, ve lo ricordo), e cioè ‘La Depilazione’. Il rasoio è senza ombra di dubbio la scelta più rapida, ma si paga nel seguente modo: quello che agli albori era un semplice , timido, innocuo pelo color marrone sbiadito, alla seconda-terza rasatura diventa una punta da trapano 5 millimetri capace di perforare qualsiasi calza coprente e, in casi più difficili, perfino i jeans. Un’alternativa al rasoio è la crema depilatoria , pubblicizzata sempre, con grande ottimismo, come ‘delicatamente profumata’. Ora io vi giuro, ehm, cioè, la mia amica che l’ha usata spesso, vi giura che i peli non si staccano perchè gli acidi intaccano la cheratina come ci vogliono far credere, ma per semplice asfissia . Ci sono peli che rantolano per ore e talvolta bisogna finirli con un colpo secco di rasoio sulla giugulare per risparmiargli l’agonia…”.

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Il paradiso poteva attendere

feb 21 2003 Inviato da nella categoria Segnalazioni

Massimo TroisiDue giorni fa Massimo Troisi avrebbe potuto compiere 50 anni. La cosa buona è che Antonello Venditti non ha poi mai scritto la canzone che aveva minacciato di dedicargli. Quella cattiva è che mi manca. Parecchio.

Lo ricordo riportando una delle sue battute più geniali e meno citate, tratta da “Pensavo fosse amore, invece era un calesse”, scritto con Anna Pavignano:

“Non bisogna amare per amore, ma per schifo.
Perché l’amore finisce, ed è una delusione.
Anche lo schifo finisce, però è una soddisfazione.”

E, per chi ha voglia di leggere, una poesia di Roberto Benigni dedicata a Troisi e due dei brani più celebri dei tempi de “La Smorfia”: San Gennaro e L’Arca di Noè

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Parbleu! 2 (La vendetta)

feb 20 2003 Inviato da nella categoria Opinioni

Nell’ultimo periodo, a causa della “forumizzazione” galoppante, ho dato un giro di vite ai commenti. Con le parole di Sabelli in testa “Io su questo blog sono signore e padrone”, e considerando che quest’hobby, in fondo, è casa mia e non un portale di servizio, ho – in qualche caso – prepotentemente cassato commenti fuori tema, volgari, inutili. La medesima sorte stava per toccare ai i tre-quattro deliri seguiti al mio ultimo intervento su Sonia Cassiani (che, detto tra noi, avrebbe dovuto essere l’ultimo: colpire un bersaglio facile, alla fine, è equiparabile alla masturbazione) quando, leggendo i nomi associati alle prese di posizione più farneticanti mi è sorto un dubbio: nomi troppo comuni, troppo semplici, quasi finti. Non mi sbagliavo. Qualcuno dovrebbe spiegare a Sonia Cassiani che l’anonimato su Internet è equiparabile al vantaggio di aderire ad una catena di Sant’Antonio: non esiste. La nostra, infatti, sempre in punta di fioretto, interviene in prima persona: “Fantaastico, se non fosse per ‘sti 4 coglioni, a me nessuno me caga. Grazie a Neri, Mantellini, e all’apparatnik di Quinto Stato, un pò di considerazione anche per una che non fa parte del vostro gregge. Voi siete un costanzosciò dei segaioli”. Il commento proviene dall’indirizzo IP 62.10.68.206. Scorro i vari interventi inizio a covare un ulteriore sospetto: perché el pueblo unido, rappresentato da tali Tassinari Matteo, Paolo Conti e Franco Grassi, dovrebbe prendere tanto a cuore la causa di una come Sonia Cassiani, al punto di arrivare all’insulto gratuito? Il primo, Tassinari Matteo, infatti, scrive: “Se si fanno delle seghe hanno le mani impegnate e pensano a qualche cosa d’altro, ma a Mantellini, Neri, e Quinto Stato interessa solo il gioco al massacro verso Sonia Cassiani. Solidarietà a lei,in quanto ai succitati, la Cassiani doveva mandarli a prenderlo nel culo. Ma lo fate già vero? “. Da qui diventa un crescendo. Paolo Conti aggiunge: “Quattro scalzacani comunisti, che lanciate merda nel ventilatore, questo siete. La merda, com’è noto, vi tornerà indietro”. La ciliegina finale ce la riserva Franco Grassi: Neri, a proposito di orali, quanto chiede la tua fidanzata per un bocchino?”.
Ora, sono sicuro che non resterete sorpresi se vi dico che – incredibilmente – l’indirizzo IP da cui sono stati inviati i sapidi contributi al dibattito di Tassinari Matteo, Paolo Conti e Franco Grassi è uno solo, il 62.10.68.206. E che, dal momento che il destino è beffardo, corrisponde esattamente a quello assegnato al PC della Cassiani.
A dire la verità, in un primo momento, la definizione “pecoreccia” utilizzata da Walter Molino per descrivere la Cassiani mi era sembrata persino un filo esagerata. E invece no: ci ho avuto a che fare, ve l’avevo detto che quell’uomo è un genio.

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Il Pendolino e l’Espresso

feb 20 2003 Inviato da nella categoria Opinioni

l'EspressoA me capita di leggere l’Espresso e Panorama esclusivamente in una determinata occasione: quando prendo il pendolino. Milano-Firenze: l’Espresso; Ritorno in serata, Firenze-Milano: Panorama. Ora che ci penso non so quale sia il motivo che mi spinge a reiterare questa pessima abitudine. Duole dirlo, ma la maggior parte delle cazzate da cui traggo ispirazione (e che poi, nel giro di qualche ora, inevitabilmente dimentico) provengono da l’Espresso.
Letta sul numero di questa settimana (vado a memoria, per cui perdonate eventuali imprecisioni: la sostanza – garantisco – è la stessa): “Un servizio fotografico sulla disperazione della fame. Personaggi che, malgrado tutto, davanti all’obiettivo non perdono la propria dignità”. Ma puttana eva: se sono disperato perché ho fame (e tanta, a giudicare dalle immagini), avrò il sacrosanto diritto di sbattermene della dignità, del contegno, della fierezza, di te e della tua cazzo di macchina fotografica digitale?

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Parbleu!

feb 19 2003 Inviato da nella categoria Segnalazioni

Sonia Cassiani da Maurizio CostanzoConfesso di essere da parecchio tempo al corrente dell’articolo sui blog apparso su Linus. Per giorni, in attesa che scoppiasse la bomba, ho adottato la tecnica della negazione sicula: “Nente sacciu”. L’ho fatto per due motivi. Il primo è che conosco personalmente l’autore del pezzo Walter Molino: è la persona che, da solo, seppe eroicamente tenere testa all’Ansa, ribattendo con ironia, comunicato dopo comunicato, ad Omnitel che annunciava con voce grossa “Gianluca Neri denunciato per diffamazione“. Al di là della restituzione del favore, Walter è una delle persone più professionali, competenti e dedite con entusiasmo lavoro che abbia mai conosciuto. Che sia incappato in qualche imprecisione nel redigere il pezzo è, in fin dei conti, peccato veniale.
Il secondo motivo è che quando ho letto il passo “Tutto il resto (o quasi) è noia: basti pensare che uno tra i blog più pecorecci è quello di tal Sonia Cassiani, un brillante passato da algida nifetta del Mauriziocosanzosciò, alla patetica caccia di un miliardario da impalmare (non ci e’ dato sapere se lo abbia trovato: i curiosi se lo vadano a cercare sul suo blog…) “ ho pensato che la guerra in realtà era già stata dichiarata e, che intervenissi o meno, non avrei potuto far niente per evitarla. Quella che cercava un miliardario da impalmare nel salotto di Cicciopanzo (riuscendoci, per la cronaca) era Carla Liotto. La Cassiani, invece, interpretava il ruolo della pasdar delle verginelle.
Dicevo: la guerra alle porte. Difatti l’indignata Cassiani risponde prontamente, lasciandoci così, di stucco, ad interrogarci sul perché, immotivatamente, sia stato intravisto in lei un che di “pecoreccio”: “…di cuore, Molino, Formenti, & Co. andatevi a fare delle seghe (vicendevolmente)”.
Riporto il tutto ad esclusivo beneficio dei posteri, angustiato dal pensiero che anche quest’ultimo tocco di fioretto possa sparire com’è accaduto ad una decina di sapidi interventi della nostra che vedevano protagonisti il sottoscritto e il perfido Mantellini.

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Volevo salutare (uomonero)

feb 18 2003 Inviato da nella categoria Personale

Cari amici di Splinder,
non avrei mai immaginato di scrivere questo post nell’HP di Splinder, se non continuare a segnalare nuove storie, tools da consigliare, intervistare altri blogger e così via.
Non ho parole per esprimere il mio dispiacere, ma devo purtroppo congedarmi dalla “grande avventura Splinder”. Non tenterò di scusarmi per tutte quelle volte che non sono riuscito ad accontentare le vostre richieste, so che non mi perdonerete mai


Già l’ho salutato, ma mi sembrava poco. Non so perchè se n’è andato, ma spero che torni presto. Non vorrei apparire esagerato se dico che un po’ la mia vita è cambiata grazie a Splinder. E non vorrei fare la fine di chi ha scritto sulla morte di Agnelli (anche perchè fortunatamente l’occasione non è così nefasta). Un semplice mezzo che mi ha permesso di liberare creatività come non mai prima. Ed ogni giorno leggo blog interessantissimi per contenuti e link, scritti bene e molto più utili di tutta quella mole di informazione che proviene da web, tv e giornali. Il panorama italiano dei blog attuale è merito di Splinder e Uomonero che hanno portato l’idea in Italia e ci hanno creduto. E spero che continui a crescere!

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Punto e Croce

feb 17 2003 Inviato da nella categoria Opinioni

Punto.com e Luigi CrespiTanto ha fatto Yogi che alla fine è riuscito per davvero a soffocare il quotidiano Punto.com. La motivazione ufficiale è attribuita dall’editore (che non ha esercitato l’opzione di put per acquisire il controllo dell’azienda, come concordato) all’“inattesa interruzione dei ricavi pubblicitari”. Che è come dire che chiunque di vuoi può venire qui, piantarmi una pallottola in testa e, successivamente, presentarsi sul luogo del reato spacciandosi alla polizia come medico legale sostenendo che sono deceduto a causa di un’emorragia spontanea.

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Questione di coerenza

feb 17 2003 Inviato da nella categoria Opinioni

Detto, fatto.

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Mo’ vedrai che ce se magna

feb 17 2003 Inviato da nella categoria Opinioni

BlooglePrima o poi doveva succedere. È successo. Google ha acquistato Pyra Labs, la società che ha ideato Blogger, la piattaforma per la creazione di weblog più popolare al mondo. Tutto ciò sta a significare due cose: 1) con tutta la stima che si può provare per il più efficiente e più utilizzato motore di ricerca del web, che Google ha avviato un processo di Yahooizzazione (ai tempi in cui l’applicazione di moda sulla rete era il freeweb – ricordate? – Yahoo! su tuffò su Geocities); 2) che è giunto il momento in cui, su Internet, tutti gli amministratori delegati, tutti i direttori marketing, tutti i direttori generali, tutti i pubblicitari, tutti i giornalisti, tutte le dot.com con un residuo di fiato in gola vorranno avere qualcosa a che fare con i blog. Il che non è male. Soltanto che, in passato, da spettatori di svariati tuffi da trampolini olimpionici, abbiamo assistito a migliaia di spanciate. Altro giro, altra corsa: i primi a beccarsi al primo colpo l’unico proiettile nel caricatore di questa roulette russa saranno quelli che – già stasera – stanno pensando ad un modo di cavarci qualche quattrino. Perché, statene certi, qualcuno non vorrà negarci il sottile piacere di assistere al varo (e al successivo inevitabile e pietoso naufragio) di una puttanata a caso tra BlogDialer, WirelessBlogging, Commercial Blogs e Mobile Blogs. Dovesse capitarvi qualche gonzo di un CEO disposto a pagare, ragazzi, ascoltatemi: vendetegli tutto ciò che potete. E non fate quelli che, come al solito, alzano la manina e puntano il ditino verso l’alto per precisare che il blog, di persé, non è nulla di nuovo se non un concetto rivoluzionario. Che è poi lo stesso grazie al quale la rete è nata e cresciuta. La possibilità per chiunque di creare informazione non rappresenta nient’altro che l’antivirus incubato dalla rete per combattere autonomamente l’infezione del concetto del pay, estraneo alla sua nascita e al suo sviluppo. Trattasi, tecnicamente, di rigetto.

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Le destabilizzanti perplessità dell’uomo qualunque

feb 17 2003 Inviato da nella categoria Opinioni

Devo ammetterlo: a me quest’idea delle bandiere della pace appese alle finestre, per quanto condivisibile, all’inizio era sembrata un po’ naïf. Probabilmente lo è ancora, ma domani vado a comprarmene una e la espongo anch’io. Mi piace pensare che il mio atteggiamento snob sia stato demolito mattone dopo mattone da ogni singola bandiera sventolante e dal proliferare, qui a Milano, dei balconi che le esponevano. Ora le vedo e sorrido: non assistevo ad una mobilitazione popolare di questo tipo dai tempi del mondiale in Spagna dell’82. Ho concluso che preferisco essere un punto confuso nel gruppo di quelli che fanno, piuttosto che essere annoverato nella ristretta ma sciccosa cerchia di quelli che approvano. Ma in silenzio.

A margine di questo discorso, un’ulteriore riflessione: mi piace che queste bandiere stiano dando fastidio semplicemente propagandando un concetto a cui qualsiasi essere umano (e quindi ogni governo) dovrebbe tendere. Pace. Non dicono che un cristiano è meglio di un ebreo, o un ebreo di un mussulmano. Non dicono “Forza Italia”, non brandiscono la falce e il martello. Dicono solo che sarebbe meglio che cristiani, mussulmani, ebrei, forzaitalioti e comunisti aspirassero ad una coesistenza incruenta. Mi piace pensare all’imbarazzo del funzionario Rai che ha deciso che 3 milioni di pacifisti rappresentano un problema politico e, quindi, non trasmetterli non sminuisce la funzione di servizio pubblico della tv di stato. E che lo stesso funzionario consideri come “evento” una partita di calcio per il semplice motivo che vi assistono sul posto più o meno ottantamila pirla. Mi piace il fatto che qualcuno portato ad equivocare traduca il semplice messaggio di queste bandiere in una dichiarazione di appartenenza politica. Penso a questo qualcuno, magari di destra, che s’incammina verso casa dopo la messa con le pastarelle per la famiglia sotto braccio, e sogna – finestra dopo finestra – che i carabinieri stiano davvero schedando questi stronzi di comunisti che espongono quella cazzo di bandiera. Insomma: amo pensare che questa personcina casa e chiesa, che considera fiancheggiatori dei terroristi quelli che espongono una bandiera che dice “Pace”, se vi leggesse qualcosa di ancora più impegnativo e rivoluzionario, tipo “Porgi l’altra guancia”, parlerebbe probabilmente di “cultori del genocidio”.

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Ciao, Giò!

feb 16 2003 Inviato da nella categoria Personale

Questo è un intervento personale. Lo capiranno in pochi, le medesime persone a cui è rivolto: quelli che hanno fondato Clarence e quelli che vi hanno lavorato. È dedicato a Giovanna, che più di tutti noi ha contribuito a rendere il sito ciò che è oggi, affrontando l’ufficio cubico nel quale siamo stati stipati per qualche mese dopo aver creato la società, i venture capitalist, tre acquisizioni, la Scandinavia, la Germania, banche, avvocati, notai, consulenti, dirigenti e mangiapane a tradimento generici. Giovanna ha vegliato sui nostri stipendi e, praticamente, ha fatto da angelo all’angelo del portale curandone i conti e garantendone la sopravvivenza mettendo a disposizione professionalità e competenze immense. Giovanna ha lasciato il nostro ufficio venerdì scorso. Da lunedì lavorerà per qualcun altro. Questo è il mio (il nostro) modo di dire quanto ci spiace, e forse ancora non basta. Forse dovremmo dire quanto dà fastidio questo groppo in gola; che avremmo voluto fare di più; che non ci sono parole per ringraziarla; che probabilmente non tutti danno al lavoro e alle persone la stessa importanza, ma noi si. E che, Giovanna, se la vita è davvero meravigliosa, troverà un modo di restituirti tutta la fortuna che ci hai regalato.

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Mi presento, son l’orsetto…

feb 16 2003 Inviato da nella categoria Opinioni

CoccolinoNon so voi, ma io sono mediamente preoccupato: negli spot che stanno andando in onda in questi giorni l’orsetto Coccolino appare incredibilmente ingrassato, intorpidito nei movimenti e visibilmente sovrappeso. Cosa c’è dietro? Storie d’alcool? Depressione? Un divorzio straziante? Il traumatico rapporto con la celebrità? Occlusione intestinale? Pubblicitari senza scrupoli indifferenti ai problemi personali di quella povera bestia?

Firmato: il Vitello dai piedi di balsa

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Salto nel Buio(Buione)

feb 14 2003 Inviato da nella categoria Opinioni

BuioBuioneIn seguito al mio intervento di qualche giorno fa su Luigi Crespi, punto.com e il Nuovo, la redazione di BuioBuione (al quale il sottoscritto, storicamente, sta sugli zebedei) ha replicato indignata: “‘Quell’inutile soprammobile che è il Nuovo’. Mi chiedo con quale coraggio tu possa esprimerti in questi termini rispetto ad un giornale che di fatto hai scelto per avere le news sulla vecchia versione di Clarence. Mi fai paura. Mi fa paura la tua ipocrisia. Mi fa paura il modo che hai di prendere in giro le persone alle quali ti rivolgi. Non chiedere scusa per i loghi. Inizia a chiedere scusa perché hai spinto tu per primo ‘il Nuovo’ attraverso Clarence. Han ragione: le news fornite da il Nuovo fecero capolino qualche anno fa sulla homepage di Clarence, per qualche mese. Le anime belle di BuioBuione avrebbero rifiutato: io, dal momento che il Nuovo per ottenere quello spazio ha pagato, me ne sono guardato bene dal farlo. Perché io non sono affatto un’anima bella. E perché quelle news (così come i banner, gli sponsor, i calendari, le tette e i culi che di tanto in tanto han fatto capolino nella homepage) hanno permesso ad un’intera redazione, per quattro anni, di aver garantito uno stipendio e, soprattutto, di scrivere ciò che ha voluto, quando ha voluto, come ha voluto, prendendo per i fondelli aziende e potenti, sfanculando cum gaudio e senza ritegno chiunque se lo meritasse. Clarence, rispetto a quando fu lanciato nell’ottobre del ’98, è diventato grande. E, come tutte le cose grandi, costa. E siccome costa, si deve poter mantenere. Per questo motivo abbiamo scelto che da semplice hobby diventasse un lavoro, con la certezza che abbandonando la vocazione amatoriale, BuioBuione e le sue 500 pagine viste giornaliere ci avrebbero degnamente sostituiti. Sbaglio, a dire così, perché, senza alcun dubbio, quelli di BuioBuione sono orgogliosi di scrivere per pochi eletti. Fanno bene. A me, però, a causa di un semplice fenomeno di reciprocità, le anime belle, i duri e puri che non sanno concedersi neanche cinque minuti di disimpegno al giorno, stanno francamente sulle palle. Se so che BuioBuione boicotta qualcosa, me lo vado a comprare. Se ce l’ha con Mc Donald’s, vado di corsa a mangiare un Mc Royal Deluxe. E, già che ci sono, ordino anche un Happy Meal, solo per il gusto di scartarlo e tirare fuori il pupazzetto della Disney che, in quanto multinazionale, non possono non detestare. Se parla male delle aziende petrolifere non mi faccio scrupolo di violare le mie convinzioni e corro a fare benzina. Però, dal momento che possiedo una macchina diesel, ci riempio lo Zippo. Già, vero: fumo, alla faccia dei fumatori passivi. E fumo Philip Morris, monopolisti della peggiore specie. Non acquisto caffè equo e solidale perché bevo solo Illy. Faccio la spesa all’Esselunga, che pare tratti male i dipendenti, e possiedo un paio di jeans, una maglietta e una felpa di Gap, che pare sia peggio dell’Esselunga.A me i pasdaran della coerenza fan paura, sul serio. Nutro la convinzione che chi non riesce a garantirsi cinque/dieci minuti di disimpegno al giorno tenda pericolosamente al disturbo ossessivo-compulsivo. Sono certo del fatto che quelli di BuioBuione deplorino i banner dei siti sexy e che, al colmo della lussuria, riescano a concedersi tuttalpiù qualche saltuaria pippa equa e solidale: esclusivamente con la sinistra. Per questo, più che volentieri, lascio a BuioBuione l’ingrato compito di salvare il mondo in mia vece. Sapere che esitono mi fa sentire sicuro tanto quanto gli abitanti di Metropolis sono confortati dal sapere che quel tizio volante col costumino azzurro e il mantello rosso veglia su di loro.

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