Il diritto alla fuffa

Adriano SofriLo scorso 24 gennaio Luca Sofri ha scritto su Wittgenstein: Fuffa di famiglia – Anche su questo weblog un po’ di cose personali, che riguardano i parenti stretti. Nostro padre è in carcere dal 24 gennaio 1997″.
Al contrario di molti che sembrano non apprezzarli granché, a me i titoli del blog di Luca paiono piccoli capolavori di sintesi e, molto spesso, d’ironia. Questo – “Fuffa di famiglia” – invece, no. La notizia che Adriano Sofri è ancora in carcere (di tanto in tanto è necessario ricordarlo, negli intermezzi tra le boutade di un presidente del consiglio e l’altro) è tutt’altro che fuffa. E tutt’altro che “di famiglia”. Ci riguarda tutti. Ed è un male per tutti. Anche per Luca, al quale – oltre al resto – le attuali condizioni non consentono il diritto di produrre normale, scontata e poco interessante fuffa volendo tirare in ballo faccende personali, o propri familiari. Esattamente come, invece, è concesso a noialtri.

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5 Comments

  1. Gianluca, d’accordo al cento per cento sui titoli di LS. Quanto alla fuffa di famiglia, hai ragione anche in questo caso. Però, mi trovassi nei panni di Luca, avrei scritto la stessa cosa (se avessi la stessa capacità di sintesi). Altrimenti, diventi Stefania Craxi.

  2. Sergio, lo so, anche io avrei scritto la stessa cosa. Voleva essere un modo per dire che anche Luca avrebbe il diritto (come ce l’ho io) di parlare di suo padre nell’indifferenza generale e non in quanto simbolo di una qualsiasi causa.

  3. Gianluca, non so se essere d’accordo. Non conosco Luca se non per quello che leggo sul suo blog e per quello che ascolto la sera su La7 (quando mia figlia me lo concede). Ho però l’impressione che, anche se suo padre fosse una “normale personalità pubblica” (ossimoro?), Luca farebbe i salti mortali per non parlarne. Proprio perchè non è Stefania Craxi.

  4. Sergio, tu non sai se essere d’accordo con me, ma io sono assolutamente d’accordo con te: Luca Sofri non è Stefania Craxi. Per questo ‘sta cosa la sto scrivendo io e non lui. Ciao!

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