Ai confini dell’arte (moderna)

La notizia è di qualche tempo fa, ma per me è immortale. Ve la riporto grazie al mese di abbonamento gratuito che “L’avvenire” mi ha concesso (chissà per quale recondito motivo)

BERLINO – Un artista si suicida davanti al museo d’arte moderna della città. Poco dopo una scolaresca con insegnante in testa passa davanti al cadavere in una pozza di sangue, vi si sofferma qualche momento e poi iniziano la visita al museo pensando che quel corpo straziato non fosse nulla più che un’opera d’arte

Sorvolando sulle complicazioni filosofiche realtà-arte la mia mente vola ad un film di Alberto Sordi con la moglie-buzzicona-stanca scambiata anch’essa per arte e poi al film di De crescenzo “Così parlò Bellavista” dove Pazzaglia, di fronte ad un’opera che rappresentava dei servizi igienici, si domandava se quando tra millenni l’avrebbero ritrovata avrebbero pensato ad un capolavoro o più semplicemente ad un cesso!

Il vostro guerrilla marketing team leader.

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