|
|
|
|
Venerdì 31 Gennaio 2003
di Uiallalla

books.gif

"Tanti anni fa toccò anche a me fare la Prima Comunione. Non dico l'anno. Dico solo che erano usciti nei negozi i primi videogiochi che si collegavano alla tv di casa. Giochi angoscianti nel loro minimalismo: una palla e una barra bianche su un fondo nero. Ma bastavano a evocare la fantascienza. Il loro possesso avrebbe significato supremazia su intere classi scolastiche. Alla vigilia della Prima Comunione iniziai a far capire velatamente che era quello il regalo cui miravo. Ero quasi sicuro di avercela fatta e già pregustavo favolosi pomeriggi con quella che dalle pagine pubblicitarie di Topolino era incoscientemente lanciata come "La più grande invenzione dopo i jeans e le moto giapponesi". Mi era anche parso di vedere girare per casa un voluminoso pacco incartato a festa che poteva, doveva!, contenere "La più grande invenzione eccetera". Immaginate la mia delusione quando al mattino dell'importante sacramento mi fu consegnato un pacchettino troppo piccolo. E quando lo aprii e dentro vi trovai il più classico dei regali, un orologio da polso, mi assalì una rabbia, ma una rabbia..."(incipit da: Tommaso Labranca, "La rabbia e l'orologio", 2003 Rizzoli)

alcuni estratti da "Io uccido" di Francesca Mazzucato

Vorrei trovare le parole per raccontare qualcosa di bello, un incontro. Qualcosa che somiglia alla musica, qualcosa di leggero e di speciale. Una danza. Un andare verso. Ma a volte non ci sono le parole. La bellezza non si racconta. Si può procedere per eliminazione. Togliere il superfluo. Si può dire che certe magie ricordano Bach, i Violin Concertos.E' come sentirli suonare , ininterrottamente, e le note ballano intorno, si appoggiano sulle mani, sulla pancia, fra le gambe.[...]

Dire, non dire, nulla. Tra il dire e il non dire, nonsensical. [...]

Mi guardo intorno e vedo altri colori, per non dire del vuoto. Scompare la distinzione tra il vuoto e la forma, solo se non vi si presta accessiva attenzione. E si potrebbe sempre dedurne che neppure questo è vero. Amando il caos, è come se al personaggio di Chuang-tzu, con questo nome (Hun-tun), fossero aperti dei buchi supplementari.[...]

Il nome proprio non ha molta importanza, e comunque può essere utile per il mondo convenzionale: anagrafe, documenti, ecc. Al riparo dall'identificazione. [...]

Il nome è l'ospite della realtà, in un certo taoismo, e io sono stato l'ospite di questo blog. Ora, verso altri mondi. [...]

Silvio BerlusconiGiuseppe Genna è stato più fortunato di me: non si è perso il Tg1 dell'altroieri e nemmeno, quindi, il frutto degli esperimenti del presidente del Consiglio con la sua Handycam nuova. Reduce dalla forgiante esperienza, si è recato sul blog dedicato alla televisione su Clarence e gliene ha ammollate di santa ragione. Io 108 commenti ad un intervento su un blog non li avevo mai visti.

Peccato per quelli che nei giorni scorsi si sono preoccupati per la mia salute, chiedendosi quando io trovi il tempo per dormire: se stasera avessero dato un'occhiata alla webcam mi avrebbero sorpreso nel bel mezzo di una ronfata storica che ha avuto inizio, più o meno, quando da Canale 5 sono passato a Stream per seguire le evoluzioni all'interno della casa del Grande Fratello. Credo che le rivoluzioni riescano solo al primo tentativo: al secondo si chiamano anniversari, al terzo commemorazioni. Lo scorso anno, non compresi, contribuimmo con entusiasmo alla salvaguardia del portale Jumpy. Per quest'edizione si accettano scommesse: quanto tempo impiegheranno ad accorgersene? E, sempre in tema di scommesse, faccio la mia puntata sul prossimo obiettivo stagionale della Gialappa's dopo l'Ottusangolo e Medioman: troppo scontata la versione femminile di Califano; vedo, piuttosto, un perfetto bersaglio nel biondino palestrato con moglie americana a carico, quello che sembra avere un orrendo rapporto con i libri da quando, un giorno, ha chiuso di scatto la raccolta annuale di Playboy ritraendo in ritardo il pisello.

Giovedì 30 Gennaio 2003

Così, tanto per fare quello che rompe le palle, come negli anni scorsi: il primo concorrente del "Grande Fratello", Luca Argentero, è un modello professionista dell'agenzia FashionTeam.

Dopo Sofri, Mantellini, EmmeBi, Labranca (cazzo, pensavo di essere l'unico a ricordarmi di "Le Louvre" di Diana Est, tanto da averla anche in mp3) e i suoi lettori, Quarky, 4Banalitaten e Coupdetheatre, potevi esimermi dal compilare la mia classifica delle canzoni che mi hanno cambiato la vita (o per lo meno, come dice EmmeBi, "dato una scossa"?). No. Solo che io, rispetto a tanti altri, di alcune mi sono vergognato come un cane, indi per cui ho deciso che le classifiche sono due: quella dell'indimenticabile "fuffa adolescenziale" (che, noterete, mi sono affannato a giustificare brano per brano) e quella reale. Tuttavia anche per la seconda, a fine compilazione, alcuni accostamenti mi han fatto comunque sentire come se avessi bestemmiato in chiesa e poi sputato nell'acquasantiera. Ormai, comunque, è fatta.




• Fuffa adolescenziale:

1. (Bonnie Tyler) Total eclypse of the heart
2. (Bangles) Eternal Flame (Una vacanza speciale e un juke-box che la suonava alla stazione di Livorno)
3. (Gianni Togni) Giulia (Ma avrebbe potuto anche essere "Luna", ma quando usciì il disco ero troppo piccolo)
4. (Marco Ferradini) Teorema (All'inizio ci ho creduto, davvero, poi è diventata un pretesto per cuccare suonando la chitarra durante i falò)
5. (Mia Martini) Minuetto
6. (Mango) Sirtaki ("Io ti ho cambiato, un po' ti ho consumato...": l'assurdità della scelta è mitigata dal fatto che mi ricorda una persona)
7. (Edoardo Bennato) Un giorno credi (Quando hai 16 anni anche un quarantenne vestito da tamarro di un quartiere di Pero può sembrarti ribelle)
8. (Phoebe Cates) Paradise (Phoebe Cates: la prima tempesta ormonale)
9. (Antonello Venditti) Compagno di scuola (Sia chiaro: io non lo sopporto. Ma me l'ha fatta cantare alla festa di fine scuola, davanti a compagni che non avrei più rivisto)
10. (Paul Young) Love of the Common People (Il primo 33 giri originale acquistato. Commenti dei compagni di scuola: "Ma che sei scemo? Ti compri un disco di un cantante solo?")
11. (Brian Adams) Heaven (Anche qui, chitarra, spiaggia, falò, cose così)
12. (Gazebo) I Like Chopin (Eh beh...)
13. (Novecento) Movin' On (Quella mora con la voce da Zecchino d'Oro mi acchiappava un sacco)
13. (Tracy Spencer) Run to me (Questa mi acchiappava più della mora dei Novecento)
14. (Miguel Bosè) Bravi ragazzi (La prima cassetta audio - pirata - acquistata sulla spiaggia)
15. (Propaganda) Duel (No, non mi ricordo perché...)
16. (Cock Robin) The Promise You Made (Storia andata male. Non poi così tanto, col senno di poi)
17. (Riccardo Fogli) Storie di tutti i giorni (Il primo Sanremo)
18. (Renato Zero) La favola mia (Dovevo mettere qualcosa di suo, perché una mia amica, poi fidanzata, poi amica, per tre estati mi ha fatto imparare a forza - a volte no - testi e accordi)
19. (Duran Duran) Save a Prayer (Idem come sopra)

• La Classifica REALE:

1. (Simon and Garfunkel) The Sound Of Silence
2. (Francesco Guccini) Farewell
3. (Suzanne Vega) The Queen and the Soldier
4. (Dire Straits) Romeo & Juliet
5. (Eugenio Finardi) Patrizia
6. (Vasco Rossi) Sally
7. (Guns'n'Roses) November Rain
8. (Nirvana) Smell Like Teen Spirits
9. (Patti Smith) People Have The Power
10. (Alanis Morissette) Head over feet
11. (Tori Amos) Spark
12. (Mike Oldfield) Moonlight Shadow
13. (R.E.M.) Everybody Hurts
14. (Michael Nyman) The Heart Asks Pleasure First
15. (Alberto Fortis) La sedia di lillà
16. (Enrico Ruggeri) Vivo da Re
17. (Rino Gaetano) Aida
18. (10000 Maniacs) Because the Night
19. (Francesco De Gregori) Rimmel
20. (Carlos Gardel) Por Una Cabeza
21. (U2) Sunday Bloody Sunday
22. (Sheryl Crow) Home
23. (Alannah Myles) Song Instead of a Kiss
24. (Ivano Fossati) La Canzone Popolare
25. (Fabrizio De Andrè) Amore che vieni amore che vai
26. (883) Gli anni
27. (The Beatles) Eleanor Rigby
28. (Eric Clapton) Tears in Heaven
29. (Led Zeppelin) Stairway To Heaven
30. (Lucio Dalla) Anna e Marco
31. (Rolling Stones) Ruby tuesday

Le API di Google, ormai, consentono miracoli. Dedicato ai maniaci delle statistiche o dei blog, oppure a quelli come me, che rientrano in entrambe le categorie, ecco a voi TouchGraph GoogleBrowser, che si occupa di cercare sul più rinomato motore di ricerca le connessioni dal vostro sito verso l'esterno e viceversa. Poi prende il tutto e crea una formidabile animazione in Java della blogosfera cui appartenete.

Ritenendo di non aver sufficientemente fomentato il nostro ego con la recensione di Net To Be, a pagina 22 del numero di febbraio Max dedica uno spazio anche a Macchianera e agli ormai (inspiegabilmente) rinomati GNU Weblog Awards 2003. L'articolo di R.P. (Raffaele Panizza, I suppose) è visualizzabile come immagine cliccando qui o sull'icona a sinistra. Qui di seguito, invece, il testo nudo e crudo: "DIAMO A MAX QUEL CHE È DI MAX - Nella classifica dei migliori blog dell'anno ci siamo anche noi, che blog non siamo. Ma, d'altronde, se c'è Sonia Cassiani... - Gnueconomy.net è un sito olistico che ha per oggetto ‘Internet, la vita, l'universo, tutto quanto’. Tra le intercapedini di questa megalomania, ci sono scappati gli ‘GNU Weblog Awards 2003’, classificona sui migliori blog (sapete cosa sono, vero?) italiani in circolazione. E il bufalo d'oro in palio è andato a Wittgenstein.it, il sito di notizie e link del collaboratore di Max (e non solo...) Luca Sofri, che si aggiudica ben 4 oscar tra cui quello per la migliore rubrica, Re: No subject, leggibile anche sul weblog di Christian Rocca (altro collaboratore di Max), Camillo (www.ilfoglio.it/camillo). E qui il duro richiamo al copyright, sabbia negli occhi per gli anarcoidi del web: Re: No subject, infatti, non è altro che E-mail, la rubrica che ogni mese appare su Max, firmata per l'appunto da Sofri e Rocca. Diamo a Max quel che è di Max. E diamo all'indimenticata Sonia Cassiani (ve la ricordate, vero?) quel che si merita: il suo blog Insonia (insonia.it), con questo suffisso intrusivo poco adatto a una che si è dichiarata vergine per anni, vince ingiustificatamente il premio per il peggior nome e per il miglior bersaglio. Aiuto: la colonizzazione televisiva del web sta diventando retroattiva. (R.P.)"

(tratto da Max, febbraio 2003, Zapping, pag. 22)

Due sole considerazioni: 1) Panizza si è guadagnato la sempiterna riconoscenza di Sonia Cassiani (ma anche la mia, ovviamente) per essere stato il primo giornalista a citare il suo blog avendo cura di indicarne anche l'indirizzo; 2) Il (finto) premio messo in palio non era un bufalo, ma uno gnu d'oro.

Mercoledì 29 Gennaio 2003
di Uiallalla

PUBBLICATO (IN PARTE) SUL PRIMO NUMERO DEL 2003 DI "DIARIO" E (PER INTERO) NELLA RUBRICA "LESSICO E NUVOLE" DI STEFANO BARTEZZAGHI.

Il Ministero della Pubblica Istruzione, per voce del Ministro Letizia Moratti, ha diramato un comunicato nel quale si rende noto che - dopo la doverosa presa di posizione sui manuali scolastici di storia - il Governo intende proseguire nella sua benefica azione di rinnovamento anche attraverso una riforma dell'ortografia della lingua italiana. La riforma entrerà in vigore per gradi, per non creare confusione e per dare il tempo agli italiani di abituarsi alle nuove norme, e seguirà il calendario che viene esposto nel presente documento. La Grande Riforma Ortografica Nazionale ha lo scopo di riavvicinare il popolo italiano alla scrittura e alla lettura, eliminando quegli ostacoli di natura grammaticale, sintattica, glottologica o politica che ancora impediscono a gran parte della popolazione del Paese di scrivere SMS e leggere la schedina senza commettere errori. Detti ostacoli sono naturalmente da imputarsi al precedente governo di centrosinistra e all'egemonia culturale comunista che ha tenuto vigliaccamente in pugno la cultura italiana pur senza aver mai avuto un mandato in questo senso da parte degli elettori. È a questa situazione vergognosa che la presente Grande Riforma Ortografica Nazionale intende porre rimedio.

Articolo 1. A partire dal gennaio del 2003 viene eliminata la lettera "h" dopo la "c", inutile e fuorviante a tutti gli effetti. Il suono "ch" verrà quindi reso con la lettera "k", già kara ai nostri antenati latini. La lettera "c" resterà in vigore solo nei suoni dolci e privata della "i", ke non si kapisce mai se va messa o no. Non si skriverà quindi più "cielo" ma "celo" e i non vedenti verranno kiamati "ceki".

Artikolo 2. In febbraio la stessa sorte tokkerà alla "q", sopravvissuta nella nostra lingua solo in quanto presente nei "Quaderni del carcere", un libello insurrezionalista no-global skritto da un galeotto nemiko dello Stato. D'ora in avanti si skriverà "kuadro", "kuesto", "kuello" ecc., in linea con la tradizione della lingua patria, kodifikata una volta e per sempre dall'antiko testo "sao ko kelle terre per kelli fini...". Gli italiani devono imparare in kuesto modo ad apprezzare le proprie origini kulturali.

Artikolo 3. Tenuto konto ke da Roma in giù non c'è italiano ke azzekki una doppia, e sentito il parere del Ministro Bossi, il kuale non ne azzekka poi molte di più di un trasteverino, si delibera ke a partire dal marzo del 2003 le dopie siano abolite. Ogni italiano potrà d'ora in avanti inserirle nela parlata a suo piacimento, ma la parola skrita non ne rekerà traca.

Fuffa a profusione oggi, e interventi limitati. So che animie pie si preoccupano per me, e li ringrazio (Wittgestein: "Salviamo il soldato Neri - La salute personale e familiare dell'autore di GNUEconomy comincia a preoccupare i suoi discepoli"; EmmeBi: "ma quando dorme Gianluca Neri?"; Giovani Tromboni: "È esattamente quanto mi chiedevo anch'io, da quando mi son reso conto che la foto che compare in basso a sinistra su Macchianera non è una giffona fissa che lo ritrae in posa di fronte a uno schermo, ma la still image di una webcam aggiornata ogni quindici secondi. Primo pensiero agghiacciante, vedendo l'occhio spento increspare appena l'incarnato azzurrino: ‘Dio mio, a quest'ora è ancora di fronte a un monitor’. Secondo pensiero agghiacciante: ‘Se lo sto guardando, anch'io sono di fronte a un monitor. Anch'io sono azzurrino’. Dunque Gianluca Neri non è un'entità umana, è semplicemente l'immagine riflessa di tutti noi, che si materializza nel momento stesso in cui riceve il nostro sguardo. Io sarò ossessionato dal non voler apparire se non a chi conosco, ma la continua epifania di un angolo di casa Neri mi sembra indiscreta: mentre scrivevo, è entrata in scena una seconda figura, che suppongo abbia somministrato al nostro il bacio della buona notte. Ho chiuso la finestra mormorando ‘Scusate...’, come quando irrompi distrattamente in un bagno già occupato.")
Rimando a domani la spiega ufficiale: oggi sono stanco e, considerate le premesse, immagino capirete il perché. Mi preme però segnalare che, linkato come rubrica di Clarence, il dibattito sui taxi di Milano ha preso fuoco, e che il numero di commenti all'ironia sulla morte dell'Avvocato (anche qui) è in scia con i tassisti. Buonanotte!

D'Alema, Fiorello, MorettiLà, dove nulla avevano potuto la politica e la diplomazia, Fiorello ce l'ha fatta. Grazie a Dagospia (che per primo ha digitalizzato il brano), cliccando qui o sull'icona a sinistra, potrete essere testimoni che l'incontro tra Massimo D'Alema e Nanni Moretti, agognato da almeno metà stivale, è realmente avvenuto negli studi di "Viva Radio 2". "Realmente" nel senso che l'incontro c'è stato, e c'era anche D'Alema, proprio lui. Solo Moretti era falso (nel senso di imitato, ma più vero del vero).

Su Max di febbraio una bella recensione di Net To Be espressa dalle papille di R.P., il quale sembra essersi davvero gustato il libro. Col titolo "Siamo tutti Fantozzi" presenta così To Be Or Net To Be: "Una generazione (fallita) di professionisti flippati. Raccontata a fumetti. Nata on line e finita su carta - Due terroristi nascosti In una grotta: ‘Da quanto tempo siamo chiusi quaggiù, Sekt?’ ‘Fanno 4 mesi, capo: vita di privazioni, Incertezza dei futuro, niente luce e aria. Ho già vissuto tutto questo’. ‘Già, coi talebani contro i Russi?’ ‘No. Ero stagista in una Internet company’. L'anima di To be or net to be (Hops libri), Il libro a fumetti di Roberto Grassilli che raccoglie le strisce sulla dot-com Immanet apparse su Clarence.com è tutta in questo scambio di battute. Il crollo delle illusioni per un mondo che si fa sempre più villaggio e sempre meno globale. E la nascita di una generazione di professionisti flippati come il povero Alessio (web future visionarist development manager) che, costretto a lavorare anche la sera di San Valentino, manda una tenera e-mail alla fidanzata chiamandola ‘mia seducente partnership’. Una fantozziade per laureati, in cui nessuno si fa scappare un ‘venghi’ ma i cui protagonisti non riescono a eccitarsi se non vedono una ragazza davanti a un computer, perdipiù vestita da account. (R.P.)"

(tratto da Max, febbraio 2003, zapping, pag.16)

...e non è finita qui...

di Riccardo Orioles
27 GENNAIO: GIORNATA DELLA MEMORIA. PER RICORDARE TUTTI: EBREI, OMOSESSUALI, GITANI, DISSIDENTI POLITICI, TESTIMONI DI GEOVA, ZINGARI...

(di Riccardo Orioles)

Memoria. Oggi, 27 gennaio, ricordiamo Chaim, Marele, Lev, Isaac, Sarah, tutti gli esseri umani come noi - uomini donne e bambini - che furono uccisi a milioni, nella civile Europa e da un governo europeo, perché appartenevano a una "razza". Di "razze", in Europa, si sta parlando di nuovo - da qualche anno - anche ora. Perciò stiamo pronti a combattere, perché stavolta prima di farne toccare uno combatteremo.
Ricordiamoci anche degli altri che furono uccisi perché non erano "normali": gli zingari, che tutt'ora perseguitiamo in tutt'Europa; gli omosessuali, che morirono a fiumi con gli ebrei; i comunisti, i partigiani, i dissidenti, a ciascuno dei quali fu dato un triangolo con un colore e un colpo di fucile.
E ricordiamoci del soldato Ivan, con la sua stella rossa sul berretto: oggi, se ancora vive, vegeta fra dimenticanza e miseria in qualche ospizio per poveri del suo Paese. Però fu lui, il 27 gennaio del '45, a buttar giù i cancelli del lager su cui la civile Europa aveva scritto "Arbeit macht frei".

Operai. L'ultima dei leghisti è quella di mettere dei vagoni separati per gli immigrati per evitare che diano fastidio ai bianchi. Va bene: della proposta in sé non vale la pena di parlare, tranne che per auspicare il momento in cui questa gente si andrà a fare la sua Padania da qualche parte (in Alabama, in Baviera, in Sudafrica, dove vogliono loro) e lascerà finalmente in pace noi italiani. Il motivo per cui ne scrivo è però un altro: nella loro "proposta", i leghisti scrivono che purtroppo gli immigrati sono diventati così tanti, che ormai "il cinquantadue per cento degli operai della Zanussi è di colore".
Ah. Se così stanno le cose (e non c'è motivo di dubitarne: in genere i nazisti erano ben documentati sul numero degli ebrei), è una notizia sensazionale, e cambia tutto. Allora non è vero che lor signori sono razzisti e ce l'hanno con gli immigrati. No. E' sempre la vecchia razza dei padroni, padroncini e privilegiati vari, che hanno una paura atavica di quella gente maledetta - gli operai - e pur di tenerli a freno non esitano a inventarsi il dio Po, la Padania e la difesa della razza.

Martedì 28 Gennaio 2003

Gianni AgnelliCondivido lo stupore del giornalista del Tg1 che ha realizzato il servizio sul funerale di Gianni Agnelli: "ha scelto una bara semplice, di legno". Già: anche io, mi aspettavo, che so, qualche orpello, qualche accessorio in più. Per lo meno cinque porte, airbag e ABS, perdio!

...Che poi io lo so come dev'essere andata lassù, con Dio che deve aver chiamato S.Pietro per comunicargli un'importante decisione: «Pietro, quel tizio, laggiù, quello che si crede "l'uomo più potente in Italia" mi ha proprio rotto i coglioni, bisogna fare qualcosa!». E Pietro: «A chi vi riferite, Signore?». Dio: «A quello lì, dai, Pietro, quello ricco, superbo... quello che si è comprato anche una squadra di calcio!». Pietro: «Ho capito, Signore, che cosa vuole che faccia?». Dio, di rimando: «Guarda, ne ho le palle talmente piene che lo voglio qui entro domani mattina. Mandagli quello che vuoi. Un tumore, ecco, un bel tumore alla prostata!«. Come previsto, la mattina dopo Gianni Agnelli bussa alla porta e trova S.Pietro ad accoglierlo: «Prego, Avvocato: il Principale la sta aspettando. Non dovrei dirglielo, ma ce le ha anche un po' girate». E così Agnelli, con molta umiltà, si presenta al cospetto di Dio, il quale, vedendolo, esclama di botto: «Agnelli, che cazzo ci fa lei qui?».

Sono entrato, mio malgrado, in un giro di spam di una setta di pericolosi fanatici psicopatici, quella degli adepti dei "Fiori di Bach". Tra ieri e oggi mi sono arrivate e-mail (in parecchie copie) da almeno tre mittenti diversi (ho avuto qualche difficoltà nel trovare la definizione corretta: ditte? organizzazioni? associazioni? a delinquere?). Leggo: "I Fiori di Bach provengono dalla natura incontaminata e sono essenze ricavate in forma assolutamente naturale da fiori, alberi e arbusti selvatici, che hanno la capacità di ripristinare le virtù dell'anima (trasformando l'impazienza in pazienza, l'intolleranza in tolleranza, la paura in coraggio, ecc.), dunque di correggere/capovolgere in maniera dolce e graduale i ‘difetti’ della personalità e gli stati d'animo negativi, che poi sarebbero alla base delle malattie. Una persona felice, gioiosa, serena e armonica si ammala con molte meno probabilità di una persona arrabbiata, risentita, insicura, impaurita, frustrata. Certo si tratta di un lavoro di consapevolezza, quindi bisogna avere capacità di autocritica e la voglia di voler diventare una persona migliore". Piccolo inciso dedicato a chi non conosce i "Fiori di Bach": trattasi di acqua zuccherata o aromatizzata attraverso l'essenza di alcuni fiori, appunto, spacciata in migliaia di boccette dai diversi effetti. Un poster (venduto a parte, e di cui ignoro le modalità di utilizzo) aiuta a scoprire quali sono quelle giuste per il proprio caso. Continuo a leggere, altra e-mail: "La Relazione Appagante - Come riscoprirla in ascolto del ‘corpo-mente’. Nel corso del Laboratorio Esperienziale si esplorano nel corpo i pensieri limitanti che ci impediscono di vivere relazioni soddisfacenti, si lasciano emergere le immagini psicofisiche correlate e le si trasforma per dar vita ad una unione consapevole che non sia relazione simbiotica. Si utilizzano esercizi di Saggezza del Gesto, Rilassamento Dinamico, Scrittura dell'Anima, Espressione Vocale. Con Daniela Amadesi trainer psicofisico, Susanna Garavaglia trainer psicodinamico". E poi, ancora: "Mercoledì 5 febbraio, alle ore 18, lo staff di www.floriterapia.com svolgerà un Miniseminario gratuito di Fiori di Bach presso lo studio medico ‘Take Off’, in via Luigi Perna 51 (Eur Montagnola, nelle vicinanze fra l'incrocio delle vie Cristoforo Colombo e Laurentina)".
Siete tutti testimoni. Io non avrei voluto: sono stati loro ad iniziare. Per questo chiedo a chi di voi si trovasse a transitare il 5 febbraio nei pressi di via Luigi Perna 51, nelle vicinanze fra l'incrocio delle vie Cristoforo Colombo e Laurentina, di scovare uno di questi gonzi e - con molta cortesia - mandarlo a fare in culo da parte mia. Attenzione però: ho detto "con cortesia". Al limite diteglielo con un fiore.

Grazie a Phibbi, che ha tradotto in italiano i primi due ("Generatore di Qualifiche Stronze per la Web Economy" e "Generatore di Stronzate per la Web Economy"), impazzano sui blog e un po' ovunque generatori di cazzate random per qualsiasi esigenza o necessità. Qui di seguito l'elenco provvisorio e relativi esempi:


Generatore di Stronzate per la Web Economy: "reintermediare servizi dinamici - aggregare servizi impattanti - evolvere verso test bricks-and-clicks".
Generatore di Qualifiche Stronze per la Web Economy: "junior new media operator - investor relations developer - senior community coordinator - brand awareness analyst".
Generatore di cartelle per il Bingo delle Cazzate: "cablare prospetti pronti a partire - transizionare esami di metriche 365 giorni l'anno - reintermediare processi distribuiti".
Generatore di Stronzate da Manager della Net Economy: "Potremmo rilasciare tecnologie out-of-the-box cosicché sia necessario configurare servizi public domain per dei tool integrati".
Generatore di Titoli di americanate hollywoodiane: "The rulefull, oltre il giallo - Piedipiatti a due spalle III, sette alani per sei siamesi - Due fischi per quattro bassotti".
Generatore di Lettere a riviste per Teenagers: "Care girls, al bowling 96 mesi fa ho conosciuto D., bello, era anche fighissimo e proprio divertente ma un po' puttaniere. Ke bordello!! C amiamo tantissimo e oggi facciamo 41 giorni ke siamo assieme. Ke manikomio!! Il mio prob e' ke e' gay e spaccia crack alle elementari, ma nn vuole ke lo dica a tutti. Rispondetemi! Sono preokkupatissima anke xke' mi restano 4 giorni di vita dopo ke mi sono tolta un fungo e per questo continuo ad amare l'ex della mia gatta. Beh, mi sa tanto ke alla fine andro' a scoparmi un addestratore di zebre tartaro, tanto la mia vici da' fuoko agli albanesi e ho appena ucciso il ragazzo di mia nuora con l'uccello d'acqua di Nanto sui coglioni. Friends datemi una mano vi prego,! Bye e ciao, Cagnina'66".
Generatore di Stronzate da genio del computer: "Ma come faccio a loggarti da un driver ADSL USB da Photoshop e dalle opzioni di Flash 3.3.8? Dal pannello di Explorer 7.2.8 puoi bootare con DOS NT, pero' puoi debuggare iMacOS X per inserire una barra spazio".
Generatore di biografie per Alvise Spanò: "Alvise Spano' nasce a Tripoli nel Sudan occidentale il 17 febbraio 1983 e spende a Tripoli in Argentina la propria adolescenza fino al 1992 alla tenera eta' di 61 anni. Nel 1957 conosce una giovane e bella donna cilena di 73 anni, che rapisce deportandola nei boschi dell'Ecuador e con la quale dara' alla luce una bambina e poi ancora una figlia nel 1907. Dopo la devastante caduta dell'impero ittita nel 1976 decide di entrare nel mondo della musica barocca, mentre studia web design. Finalmente la sua vita cambia, quando ha modo di coltivare la propria passione per il mondo della collezione di farfalle, e ancora oggi non ha una residenza fissa".
Generatore di Payoff un sakko k00l: "non vivere cool, stai in! - guida fresh e alla grande! - vivi fun & fun! - siedi hot ma cool!".
Generatore di Epigrafi medievali: "Gottacchio di Cornovalia, il milite, fu giovenile, ma iracondo - Aliccio da York, il tesoriere, usava esser atto al servigio - Don Filovoldo de Ispania, avea da esser benpensante".
•: Generatore di Titoli di film di serie B italiani: "Ferie di Santo Stefano - Pinotto e Pinotto contro Geppetto - Forte dei Marmi Forte dei Marmi".
Generatore di Citazioni da recensione: "...non si vedeva un programma così da Dream Weaver 6.4 (Il Giorno) - Perfetto... il software che tutti disperatamente desideravano. Praticamente eccezionale (Cosmopolitan) - ...il miglior prodotto mai congegnato per Lei (Elle)".
Generatore di strofe per "Alla fiera dell'est": "Alla fiera dell'est / per tre soldi / un maialino mio padre comprò. / E venne il pastore / che uccise il rospo / che bruciò il marcio / che digerì il toro / che prestò il marpione / che al mercato mio padre comprò".
Generatore di Prodotti Stronzi De'Longhi: "il Battiscalda De'Longhi - lo Scottagira De'Longhi - l'Impanacaldo De'Longhi - lo Scannabatti De'Longhi".
Generatore di Prodotti Stronzi Ponti: "Condimonio Ponti - Gustamonio Ponti - Insalagodi Ponti - Pomoghiotto Ponti".
Generatore di Stronzate di superba saggezza popolare: "Chi va storto va indetro e va risorto - Il polsino non fa il falegname - Tanto va il colibrì allo zabaione che ci lascia la falange".
Generatore di Piccoli Annunci: "Rumeno metronotte cerca proseliti adoranti idolo feticcio raffigurante incastro orrendi nani alati privi arti scopo amicizia duratura. - Esuberante boscaiolo si convertirebbe al buddismo cambiando sesso scopo propria elezione a papessa col nome Cinzia I".
Generatore di Esami di Ingegneria Gestionale: "Laboratorio di Organizzazione dei Controlli Robotici - Principi di Produzione dei Sistemi Impiantistici - Gestione degli Impianti Gestionali per i Controlli Costruttivi".
Generatore di Nomi stronzi per band di heavy metal: "Steal - Grave of mud - Maniac sword - Stone of grave".

Sono quasi intimidito da tanta grazia. Di mio proporrei il "Generatore di Raccolte a Fascicoli Stronze edite da Del Prado".

Lunedì 27 Gennaio 2003

Adriano SofriLo scorso 24 gennaio Luca Sofri ha scritto su Wittgenstein: "Fuffa di famiglia - Anche su questo weblog un po' di cose personali, che riguardano i parenti stretti. Nostro padre è in carcere dal 24 gennaio 1997".
Al contrario di molti che sembrano non apprezzarli granché, a me i titoli del blog di Luca paiono piccoli capolavori di sintesi e, molto spesso, d'ironia. Questo - "Fuffa di famiglia" - invece, no. La notizia che Adriano Sofri è ancora in carcere (di tanto in tanto è necessario ricordarlo, negli intermezzi tra le boutade di un presidente del consiglio e l'altro) è tutt'altro che fuffa. E tutt'altro che "di famiglia". Ci riguarda tutti. Ed è un male per tutti. Anche per Luca, al quale - oltre al resto - le attuali condizioni non consentono il diritto di produrre normale, scontata e poco interessante fuffa volendo tirare in ballo faccende personali, o propri familiari. Esattamente come, invece, è concesso a noialtri.

L'efficiente Federico Giacanelli (trovate il suo BolsoBlog cliccando qui) ha immortalato, scatto dopo scatto, i momenti salienti (ma anche quelli assolutamente trascurabili) della presentazione di Net To Be che si è svolta a Bologna lo scorso venerdì (ospiti il sottoscritto e Michele Serra oltre, ovviamente, all'autore Roberto Grassilli e, in platea, Lia Celi). Il risultato è un book fotografico composto da ben 46 immagini che potete visionare una per una nella loro magnificenza cliccando qui.









Sabato 25 Gennaio 2003
di Uiallalla
La notizia è di qualche tempo fa, ma per me è immortale. Ve la riporto grazie al mese di abbonamento gratuito che "L'avvenire" mi ha concesso (chissà per quale recondito motivo)

BERLINO - Un artista si suicida davanti al museo d'arte moderna della città. Poco dopo una scolaresca con insegnante in testa passa davanti al cadavere in una pozza di sangue, vi si sofferma qualche momento e poi iniziano la visita al museo pensando che quel corpo straziato non fosse nulla più che un'opera d'arte

Sorvolando sulle complicazioni filosofiche realtà-arte la mia mente vola ad un film di Alberto Sordi con la moglie-buzzicona-stanca scambiata anch'essa per arte e poi al film di De crescenzo "Così parlò Bellavista" dove Pazzaglia, di fronte ad un'opera che rappresentava dei servizi igienici, si domandava se quando tra millenni l'avrebbero ritrovata avrebbero pensato ad un capolavoro o più semplicemente ad un cesso!

Il vostro guerrilla marketing team leader.

So che in seguito a questo intervento (e a ciò che segnala) in parecchi si strapperanno le vesti, e qualcuno, probabilmente, coglierà l'occasione per alimentare l'annoso e pallosissimo dibattito sui limiti della satira. E sarà che stasera la presentazione bolognese di Net To Be è risultata particolarmente divertente; che Michele Serra era in ottima forma; che, ad un certo punto l'allegra combriccola (composta dal sottoscritto, Roberto Grassilli, Michele Serra e Lia Celi) ha aperto una lunga partentesi e si è esibita in un siparietto intitolato "Se esistesse ancora, che titolo avrebbe scelto Cuore per la morte di Agnelli?". Beh, per farla breve, sono particolarmente orgoglioso che l'apertura di Clarence di oggi ricordi molto da vicino quel Cuore.

P.S.: per la cronaca (e per i più curiosi) riporto i titoli proposti. Michele Serra: "Si è liberato un posto alla Fiat"; Gianluca Neri: "Stavolta la cassa non è d'integrazione"; Lia Celi: "Si è spento all'improvviso. Proprio come una Duna".

TaxiSono spiacente: devo dare spazio ad un tipo di indignazione tutto di destra. Va detto: la collera contro chi sciopera è tipicamente di destra, ma c'è chi sciopera alla cazzo. Tipo, in questi giorni, i tassisti milanesi inalberati in seguito alla proposta del sindaco Albertini di concedere 500 nuove licenze. Primo: già mi fa incazzare che qualcuno possa scioperare, piuttosto che contro la carenza di posti di lavoro, contro l'idea di crearne di nuovi. Secondo: se non vivete a Milano non potete capire. A Milano, il taxi ve lo potete scordare nei seguenti casi: se piove; se nevica; se le previsioni del tempo del giorno prima han detto che pioverà o nevicherà; se è troppo tardi; se è troppo presto; se avete la necessità di percorrere un tragitto breve; se vi trovate in una zona decentrata; se provate a chiamare il numero fisso di un posteggio; se c'è traffico; se la moglie del tassista ha già buttato la pasta. E sebbene tutti i taxi siano ormai dotati di reperimento satellitare (in grado di calcolare la prossimità delle vetture), l'attesa varia dai 10 fino ai 50 minuti e l'auto che arriva è sempre proveniente dalla parte esattamente opposta della città rispetto a quella in cui vi trovate. O, per lo meno, così vi parrà dando una fugace occhiata al tassametro quando salite sulla vettura. Il tassista medio milanese è un'incommensurabile testa di cazzo. Uno, per intenderci, che davanti ad una donna di mezza età impellicciata e indubbiamente snob che, sotto la pioggia, chiede a gesti se è libero, è capace di commentare rivolgendosi a te, passeggero: "Eh, questa zoccola? Ma che vada a casa, che c'è brutto tempo! Vuole pure farsi scarrozzare in giro, 'sta mignotta". In più può capitarvi di trovarvi alla stazione della Bovisa alle 10 di sera, soli, nel buio, tra fabbriche fatiscenti, con un mirino stampato sul davanti della maglietta e, sul retro, la scritta "Si, è vero: tra cellulare, computer, palmare, orologio e portafogli ho addosso almeno 5.000 euro di roba", chiamare cinque diversi servizi di RadioTaxi e, dopo un'attesa di venti minuti venti, sentirsi rispondere: "Mi spiace: il conducente non vuole venire fino a lì, provi a richiamare tra mezz'ora. Click". A me, confesso, quella sera l'idea dello stupro etnico nei confronti di tutte le centraliniste dell'8585, del 4040, dell'8383, del 5353 e del 6969 non è parsa poi così intollerabile.

Anche oggi,