La rivincita del Muppet

Le ipotesi sono due: o Joaquín Navarro-Valls, il ghost writer di Dio, ha deciso che George W. Bush gli sta sui coglioni, oppure Giovanni Paolo II ha tentato un colpo di mano tipo “Dave, Presidente per un giorno”. Citare il Cantico di Geremia «Lamento del popolo in tempo di fame e di guerra» è un atto di una rilevanza impressionante in un momento come questo. E se è vero che la Chiesa non dovrebbe occuparsi di politica, tanto vale che, se proprio ritiene che tra le proprie competenze siano contemplati anche cazzi non suoi, lo faccia riguardo a questi temi. Onore e apprezzamento temporanei, quindi, al Muppet Karol dal labiale governato da ignota mano, se è in grado di assestare una micidiale pallonata negli zebedei di Mr. President semplicemente attualizzando guerre e carestie di secoli fa «purtroppo tragicamente attuali in tante regioni del nostro pianeta», e sostenendo che si sia alle prese di «una tragedia maggiore, quella del silenzio di Dio, che non si rivela più e sembra essersi rinchiuso nel suo cielo, quasi disgustato dall’agire dell’umanità». Che, per inciso, non è rappresentata esclusivamente da GeorgeDabliu. Ma anche. O, peggio, soprattutto.

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  1. Steven Boyd

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