Il “Virgolismo”

Sono più che certo del fatto che stia per nascere un movimento di giornalisti clandestino, occulto, dedito al feticisimo di un preciso e circoscritto carattere tipografico: la virgola. Siamo agli albori del “Virgolismo” eppure gli esempi da citare a suffragio della mia asserzione si sprecano. Riporto ciò che ho intuito: il movimento è composto dalla corrente rococò e da quella, antagonista, che si rifà al motto “Melius Abundare”. La rococò, ad esempio, è più che degnamente rappresentata dal già citato Paolo Foschini: frasi lunghe quanto gallerie di valico, con la virgola in sostituzione di qualsiasi altro segno di punteggiatura e delle parentesi necessarie per poter dare una soluzione alle innumerevoli incognite disposte a tradimento all’interno del periodo. Faccio un esempio convertendo in equazione proprio la frase per cui Foschini è stato sbertucciato su queste pagine: {È accaduto persino che a un certo punto [nel bel mezzo del caos, con mezza città in coda, i bus dirottati, i tombini che sparavano acqua al cielo, le strade deformate in torrenti, i mezzi di soccorso persi come gli altri nel traffico] [qualcuno sia riuscito a farsi notare per quell’unica cosa che a Milano caratterizza normalmente ogni ingorgo ma che ieri è stata (e proprio nel quartiere dell’ospedale Niguarda, divenuto ormai dalla sera prima un intreccio di calli veneziane) per l’appunto rarissima]}. Come volevasi dimostrare, è accaduto che ad un certo punto qualcuno si sia fatto notare per una cosa. Il “che cosa” rappresenta la “x” e, restando fuori dall’equazione, ne decreta l’irrisolvibilità. Nessuno, quindi, rivendicherà Foschini come matematico mancato, anche se il prezzo è quello di tenerselo nelle vesti giornalista. La corrente del “Melius Abundare” è invece perfettamente rappresentata dalla pseudo-redazione dell’ultimo arrivato nell’arena dei vocianti giornali online: La Res Pubblica. Qui la virgola è inessenziale, casuale, inserita accidentalmente o brandita gratuitamente come strumento di contestazione verso le vetuste regole che vincolano e immobilizzano la parola scritta. Esempio n°1, virgola timida: “Invitato nel programma Iceberg di Telelombardia, Carlo Rossella direttore di Panorama, ha sostenuto che…”, ovvero quella che sarebbe dovuta apparire appena dopo “Carlo Rossella” ma che, un po’ per timidezza, un po’ perché in ritardo, non ha fatto a tempo ad entrare in scena. Esempio n°2, virgola presenzialista: “Il nostro unico editore, siete voi!”, ovvero quella che appare, a tradimento, in una frase in cui non ne è richiesta la presenza. Esempio n°3, virgola a cadenza fissa: “Come avevamo promesso ed anticipato, siamo riusciti a scoprire un bel po’ di cose sull’avventura del Barbiere della Sera, il sito nato tre anni fa, per iniziativa di un gruppo di giornalisti, che avevano l’idea ‘fissa’ di poter creare dal nulla un gruppo editoriale, e l’ambizione di diventare il giornale dei giornalisti”, ovvero quella che, in una situazione di incertezza riguardo al corretto utilizzo della stessa, viene preimpostata sul word processor per apparire ogni tot numero di parole. Il sito La Res Pubblica è nato per ripicca nei confronti del gruppo di anonimi reporters del Barbiere della Sera. Avrebbe dovuto rappresentare, almeno nelle intenzioni, un nuovo modo di fare giornalismo. Al momento rappresenta esclusivamente solo un modo di fare. Piuttosto ignobile, per di più. L’evocato giornalismo, su quelle pagine, si nota come quando qualcuno dà buca ad una festa: se ne sente la mancanza.

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14 Comments

  1. Comma Fetish

    Vedo che Gianluca Neri torna sull’argomento virgole e, ovviamente, su ResPubblica (il sito “giornalistico” peggio scritto di tutta l’internet nazionale).
    ——
    Vedo che Gianluca Neri torna sull’argomento virgole e, ovviamente, su ResPubblica (il sito “giornalistico” peggio scritto di tutta l’internet nazionale).

  2. Te lo dico subito, prima che vieni a piantare grane: io oggi ho scritto sul blog “Il miglior motore di ricerca per weblog, è resuscitato da un lungo down”, inserendo una virgola a scopo di pausa. Che è quello che hanno fatto – forse involontariamente, ormai cominciamo a conoscerli – in “Il nostro unico editore, siete voi”. Che secondo me funziona. Bisogna sfottere i virgolisti, ma non con il manualino di grammatica delle medie. Ciao, L.

  3. Cominciamo , a conoscer”LO” , dallo stile , , sembrerette ! che fubbe uno solo che .,:; scrisse tutte le “notizie”; : ? !

  4. tutti d’accordo sul fatto che luca sofri usi le virgole da cani – e, curiosamente, solo sul suo blog, non sugli articoli stampati. però credo che in questo caso intendesse davvero dire “conoscerLI”, sottintendendo: i redattori de la respublica. che sarebbero poi anche gli autori di “non potremo mai dire la verità , senza non dover dare un dispiacere a qualcuno”, sottotitolo ufficiale del sito.

  5. a proposito del sottotitolo di respublica:
    1) qualcuno li informa che le virgolette servono a citare, non ad enfatizzare? o davvero quel sottotitolo virgolettato è una citazione? e di chi?
    2) a quando una petizione per migliolarlo? io propongo: ” “non avremo potuto dirla, la , Verità senza non dovere dare – MAI!, un dispiacere, a nessuno” “.

  6. Luca ha ragione, però restano le altre critiche. Mamma mia che schifo, altro che manualino di grammatica delle medie…
    Però, ora, viene, paura, a, tutti, o, no? ;)

  7. Ma siete ubriachi? Adesso discutete alle mie spalle, citandomi in terza persona, nei commenti che ho iniziato io?
    Hanno fatto, conoscerli, terza plurale: Carlo, sveglia.
    E adesso finiamola con questo giustizialismo grammatico. Il dipietrismo ha già dato abbastanza al paese. Ciao, L.
    (“siamo tutti d’accordo”: hai una famiglia numerosa o è un plurale maiestatis?)

  8. Le virgole sono solo uno dei problemi di LaResPublica: oltre che la punteggiatura, anche la gestione delle 21 lettere, della sintassi e della grammatica sembra in mano ad uno psicopatico che ritaglia sillabe dai settimanali. Fra le righe dicono di scrivere sul sito ciò che altrimenti costerebbe loro il licenziamento se publicato sui giornali per cui lavorano. E ci credo! Non basta avere lo stipendio da giornalisti per essere dei giornalisti.

  9. Luca, lo vedi che ti fa male leggere respubblica? Tu parlavi dei redattori (plurale), io del redattore (singolare) volendo sottintendere, nemmeno tanto sotto, che il redattore sia uno solo.

    D’altra parte, o tutti i redattori hanno seguito un seminario di virgolismo, spazialismo e somarismo, oppure è sempre lo stesso che scrive tutto alla Turani. , Chiaro , ora , ? “:-)” ? o vi devo sguinzagliare Agnese Ananasso con l’arma finale al maraschino?

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