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Lunedì 30 Dicembre 2002

Sonia CassianiMi sono accorto con orrore che con il passare del tempo la mia memoria non è più buona come quella di una volta. Tengo ancora a mente i testi di quasi tutte le canzoni, anche in inglese, ma sui nomi degli attori, ad esempio, di tanto in tanto inizio a fare cilecca. Una cosa, però, la ricordo bene, e cioè che Luca Sofri (entità ormai citata di default in questo blog) fu tra i pochi - se non l'unico - a difendere Sonia Cassiani e il suo weblog "Insonia" dai commentacci miei e dei soliti noti. E invece, inevitabilmente, c'è andato di mezzo. Di nuovo.
TV Sette di questa settimana, infatti, sfiorando lo speciale monotematico, apre con un incensante editoriale di Antonio Bozzo intitolato "Bignardomani", e si trascina fino a pagina 55 con un'intervista di Giovanna Fumarola a Sonia Cassiani di cui riporto la parte saliente: "...«Amo i programmi di Lerner, considero Cristina Parodi buona per le casalinghe di Voghera, la Ventura una che scimmiotta le venditrici ambulanti di pesce e la Venier... no comment». Dopo essersi fatta tutte queste amiche, consiglia la sua pagina web, dove discetta di tutto un po', pure tentando un dialogo con Luca Sofri e compagnia internettiana (www.wittgenstein.it). Quanto le piacerebbe, sotto sotto, entrare nel giro di quei trentenni che amano scriversi mail a mo' di editoriali! «Sofri mi cita spesso. Mi prende in giro, ma pazienza». Non si arrende Sonia, e a colpi di nomi come Sgalambro, Maugham, ma anche Lewinsky è quasi assicurasse loro che la contaminazione la ama anche lei, come da generazione. E insiste metaforicamente a cantare: «Vengo anch'io!», in spasmodica attesa che la risposta non sia la solita «No, tu no»".
Sonia, sportivamente, l'ha presa con filosofia. Riporto dal di lei blog: "Perché le persecuzioni, contro certe minoranze (i neri perché dotati di più muscolarmente e non solo, gli ebrei perchè più abili a far soldi…) Perché la misoginia è così ben codificata e la misandria no? Perché le femmine pensano con l’utero, sono piene di astio, di livore, una maledizione divina le costringe a non andare al di la’ della propria natura ctonia e subdola, come quella della vagina di cui sono portatrici malsane. Quando tra le gambe c’è la fica la testa fuma, anche senza bisogno di accendersi sigarette. Non concederò mai più interviste a donne, sono la caricatura delle caramelle Saila (un buco con il lamento attorno). Perché questa invettiva? Oggi è uscita un’intervistuccia fattami da tv 7 (pag 55) e alla giornalistuccia io stavo sulle ovaie e, anziché semplicemente ignorarmi in toto o dirmi cretina, idiota e quello che pensava se avesse avuto un pensiero che le stuprasse i neuroni, trovandosi costretta a parlare di me ha accuratamente evitato di nominare il mio blog e ha messo invece bene in evidenza l’indirizzo del web-log di Luca Sofri. Perché LUI HA IL CAZZO, VERO? e tu donna non perdoni ad una della tua razza (come quella canina) l’ardire delinquenziale di un pensiero!".
Non è cattiva, credetemi. Penso, in fondo, che il goffo pistolotto sulla misoginia abbia un malcelato ma preciso intento: a Sonia piacerebbe tanto fare l'editorialista per "Donna". Luca, avverti a casa.

FalloGrosso.ccHo calcolato che in un giorno medio della settimana ricevo circa 120 messaggi di Spam riconosciuti da SpamNet. La solfa è più o meno la solita: un sacco di soldi a mia disposizione, le assicurazioni sulla vita con le rate più basse, prestiti istantanei per la mia casa, ciao sono una ragazza nuova sul web vieni a vedere il mio sito, e il solito "Enlarge your penis!". Beh, gioite: perché da oggi le istruzioni perché il vostro pisello diventi un pezzo di pongo da modellare sono anche in italiano! Uno degli spam di oggi era, infatti, Fallogrosso.cc: "Il rimedio naturale per far più grande il tuo pene". Non so se il doppio senso sia volontario o meno, ma il primo link che appare è "Area Nuovi Membri". Le promesse che starebbero dietro all'immancabile dialer da scaricare sarebbero: miglioramento della vita sessuale, ingrandimento del pene da 2 a 9 cm in casa, esercizi per il pene naturali al 100%, risultati permanenti in 2-3 settimane. La "risoluzione del problema dell'eiaculazione precoce", dicono, è in arrivo. Ma fate attenzione: tornando domani potreste mancarla per un secondo. Voglio saperne di più. Dove mai mi condurrà questo dialer miracoloso? Leggo il capitolo "Durata del programma": "Il nostro programma delle ESERCITAZIONI NATURALI 100% è stato sviluppato per potere raggiungere l'obiettivo in 2 settimane. Ripetiamo che raggiunto l’obiettivo dell’allungamento l’effetto sarà PERMANENTE. Le esercitazioni sono facili da applicare, non richiedono nessun tipo di medicina, aiuti da parte di terzi e non presentano alcun tipo di effetto secondario. Le Esercitazioni 100% naturali sono facilissime da eseguire. Tutto quello che richiedono sono solamente 5 - 10 minuti al giorno. L'UNICA cosa di cui avrete bisogno sarà la vostra MANO". In sostanza la modica cifra di una manciata di Euro al minuto serve per imparare a farsi le pippe. Ma bene, però: naturali, senza effetti secondari, facilissime da eseguire. Fossero vere le premesse e considerati gli Albo Bliz dei miei quattordici anni, ora che fa freddo potrei usare il mio come sciarpa.

Sabato 28 Dicembre 2002

Quando ho letto Massimo "Dot-Coma" Moruzzi riferirsi ad un articolo apparso su Libero, per qualche istante ho seriamente pensato che potesse essere un lettore del becero (e, a volte, involontariamente comico) foglio di Vittorio Feltri. Invece parlava dell'altro Libero: il portale comico (e, a volte, involontariamente becero) che fa capo a Wind. Nell'intervento di cui stiamo parlando, un certo Davide Passoni se la prende con Luca Sofri per un suo pezzo apparso su il Foglio due anni e mezzo fa. A parte il fatto che Passoni dà l'impressione: a) di avercela con Sofri per qualche non ben specificato motivo; b) di scrivere con una penna che soffre di problemi alla prostata, tanto la prosa appare inutilmente arzigogolata e logora: sono invecchiato di tre anni solo tentando di inseguirne le discese ardite e le risalite; c) di essere pagato un tanto a grassetto, dal momento che ha deciso di dare risalto a parole assolutamente irrilevanti come "presente", "articolo", "eldorado", "oceano sconosciuto", "guardare", "sardine", "vaticinata", "www". Poi un po', proprio grazie ai grassetti, ho capito: Passoni non l'ha presa bene perché l'articolo canzona la Voce del Padrone, e lui prova a metterci una pezza. Si parla di portali? Metto la parola "portale" in grassetto, con link a www.libero.it, Si parla di "piano di business credibile"? "Business" in bold, con link all'apparentemente inutile ed inutilizzato business.libero.it. Si parla di motori di ricerca? Grassetto e link ad arianna.libero.it. Se qualcuno avesse affermato che intraprendere su internet è solo questione di fortuna, Passoni avrebbe prontamente scaldato al microonde e servito già linkato un provvidenziale culo.libero.it. Nel suo pezzo (del 14 giugno 2000, è bene ricordarlo) Luca Sofri si chiede "Internet è un bluff?", e motiva la domanda indicando sette indizi, che qui riassumo per quanto mi è possibile (ma trovate l'articolo intero cliccando qui): "1. Con internet non si guadagna. Nessuna nuova attività in rete è in attivo, a meno che non parliamo di attivi minimi su business minimi. 2. Più gli investimenti sono grandi, più forte è il passivo. 3. Al momento attuale nessuno sa indicare in internet fonti di guadagno diverse dai banner pubblicitari (briciole) e dall'e-commerce (in Italia, briciole; fuori, tutti comunque in passivo). 4. Tutte le grosse iniziative imprenditoriali in rete si motivano solo con la crescita del valore delle azioni in Borsa. 5. No, non solo. Per altri tre motivi. Uno, sostenere le loro attività extrainternet. Due, "creare comunità", assumere dati sugli utenti con la prospettiva di vendergli qualcosa. Tre, dice un mio amico esperto «è come se si fosse trovato un oceano sconosciuto: nessuno ci ha pescato niente, se non quattro sardine, ma è così grosso che qualcosa di prezioso ci deve pur'essere. E così tutti si affannano a buttare le reti, e a non restare a terra a guardare, ma non sanno neanche lontanamente cosa vogliono pescare» e concludeva: «Questi sono i motivi per cui mi sembra difficile negare che si tratti di un bluff formidabile. Magari alla prossima mano ci entrerà un poker servito: ma a questa ci troviamo con due otto e tre carte da cambiare. E dopo il cambio, ogni giorno finora, abbiamo sempre due otto. Ma rilanciamo e il piatto cresce». 6. Nessuno dei grossi portali sbarca su internet con un prodotto degno di questo nome. 7. Chi è dentro a questi business fino al collo dice tre cose. Che due mesi fa pensava cose del tutto diverse da quelle che pensa ora. Che non fa nessun tipo di previsione oltre i prossimi sei mesi al massimo. Che odia internet, se è sincero»". Ebbene: a due anni e mezzo di distanza da quando queste parole furono scritte, io, che da quasi otto anni lavoro in/su/con/per internet, sento di poterle sottoscrivere senza alcuna riserva. E, dal momento che mi avanza ancora un grassetto, aggiungo: dalla prima all'ultima riga.

È una delle iniziative che più ci ha divertito realizzare in Clarence e oggi l'ho vista ripresa in parte dal giornale dell'UBW. Quale migliore occasione, quindi, per tirarla fuori dal cassetto? Correva l'anno 2001: elezioni in vista...

È arrivato ormai a tutte le famiglie il libro Una storia italiana, che prometteva di raccontare vita, morte e miracoli del vostro prossimo Presidente del Consiglio, e che ha provocato delusione tra gran parte dei destinatari: l'opuscolo ha potuto per ora descrivere solo due delle tre voci. La pubblicazione, costata più di un centinaio di miliardi tra stampa e spedizione, ha occupato per giorni la tipografia Mondadori dedicata a Panorama, causando qualche disguido: alcune delle migliori pagine e delle migliori immagini sono state infatti sacrificate alla fretta di sfornare 13 milioni di copie in pochi giorni. Clarence le ha ovviamente recuperate per voi, restituendo dignità a queste perle della comunicazione, che altrimenti vi sareste persi.

Benigni - PinocchioIl Tg3, stasera, parlando della stroncatura del Pinocchio di Benigni da parte del New York Times, l'ha messa giù morbida morbida, accennandone quasi impercettibilmente. Il Gabibbo di destra, invece, gongola. Io, non avendo visto il film, non posso prendere alcuna posizione diversa dal compiacermi del fatto che gli americani abbiano assistito alla proiezione di un solo film doppiato, e pare gli sia bastata. Dal New York Times: "La recente - molto recente - scelta di un attore americano, Breckin Meyer, come voce al posto di quella di Benigni lascia con l'impressione che Meyer fosse in cabina di doppiaggio mentre leggeva per la prima volta la sceneggiatura... Potreste ritenere di stare assistendo ad un film d'azione di Hong Kong del 1978: le bocche doppiate del cast italiano probabilmente si muovono ancora un'ora dopo che il film è finito". Dal New York Observer: "...Una voce irritante come la sirena rotta di una fabbrica (io ho visto la versione italiana, quindi quella doppiata in inglese dovrebbe rappresentare un miglioramento, anche se niente sarebbe in grado di salvare il film)... Dov'è Walt Disney quando abbiamo bisogno di lui?". Dal Toronto Star: "Il distributore Miramax ha complicato i problemi del film, doppiando tutte le voci italiane con quelle di attori inglesi o americani, rubando a Pinocchio gran parte del suo sapore europeo". Dall'Associated Press: "Roberto Benigni spende parecchio tempo parlando verso il suo didietro, per meglio oscurare alla cinepresa il movimento delle proprie labbra, che non ha alcuna relazione con quello che il suono gli ha attribuito. Apparentemente scontento dei propri sforzi nel doppiare in inglese il suo personaggio, Benigni ha licenziato sé stesso e assunto l'attore americano Breckin Meyer, il cui lavoro sulla voce di Pinocchio prende la forma di un monologo incredibilmente fastidioso. Pinocchio parla con sé piuttosto frequentemente, ma anche quando sta parlando a qualcun altro sembra sia solo nella stanza". E qui mi fermo, con la liberatoria consapevolezza che anche ad occhi e orecchie che non hanno subito la pluridecennale violenza delle monotone ed inespressive voci dei film e delle serie che importiamo, il doppiaggio risulta un supplizio intollerabile.

Venerdì 27 Dicembre 2002

Evidentemente otto interventi non sono bastati per cogliere l'ironia di questa vecchia puntata apocrifa di "Quarantadue" (qui il link su Clarence) firmata Isabella Santacroce. Oggi ho scoperto due cose: che il sito www.isabellasantacroce.com può vantare una redazione; e che questa redazione, il giorno di S.Stefano, trova persino il tempo per scrivermi:


From: redazione isabella santacroce [cw@isabellasantacroce.com]
To: neri@clarence.com
Cc: redazione@clarence.com
Sent: giovedì 26/12/2002 14.52
Subject: IN MY PLACE
Gentile Gianluca Neri,
navigando nel sito di Clarence, ci siamo imbattuti in questo link che riporta come firmato da Isabella Santacroce un pezzo a titolo IN MY PLACE in risposta ad Oriana Fallaci.
La scrittrice Isabella Santacroce non ha pero' MAI scritto quel pezzo.
Le vorremmo dunque cortesemente chiedere di eliminarlo da dove compare
a firma di Isabella Santacroce e di segnalarci dove lei lo ha trovato, in modo da poter agire con ogni mezzo possibile per tutelare l'immagine e il diritto d'autore della scrittrice.
Ringraziandola fin d'ora,
La Redazione di www.isabellasantacroce.com

Presto, Aldo Biscardi querelerà Michele Serra per aver coniato in sua vece il termine "eccipuo" sul glorioso "Cuore Mundial" del 1990. Il tutto, ovviamente, fatte le debite proporzioni. Sia tra Serra e il sottoscritto, che tra Biscardi e la Santacroce.

La galleria Vittorio Emanuele di Milano riflessa sulll'iPod di un turista franceseAssodato che l'iPod di Apple è un aggeggino fantastico; assodato che gli utilizzatori di Macintosh fanno a gara a chi è più strambo; assodato l'abominevole monopolio Microsoft, i bachi di Windows e bla bla bla: perché la legge permette che chi non ha un cazzo da fare impieghi il tempo per girare il mondo, fare fotografie del proprio iPod accanto ad un monumento famoso (preferibilmente riflesso sul retro) e inviarle ad una galleria di immagini che, al momento, raccoglie le opere di 701 pericolosi esaltati nullafacenti?

Giovedì 26 Dicembre 2002

Natale To BeQuesto, come del resto altri weblog, non va in ferie ma, almeno fino al 6 gennaio, sarà caratterizzato da aggiornamenti a singhiozzo. Del resto, tanto, tutto finirebbe in archivio, e già immagino la precentuale di quelli che utilizzerebbero il motore di ricerca per leggere ciò che si sono persi. Il singhiozzo (e queste ferie) corrispondono, tra l'altro, alla fase finale del trasloco di chi vi scrive. Se avete mai insultato un elettricista perché non sa che esistono anche le biprese, perché ha avuto la grandiosa idea di incastonare nel muro una presa antenna maschio invece che femmina, o perché ha installato otto shuko dritte una accanto all'altra, così, tanto per il gusto di sacrificarne una su due, sapete di cosa sto parlando. In ogni caso, auguri!

Spam SplinderA sei giorni dal post "Sportivi si nasce", lo staff di Splinder promette buoni auspici tramite il blog di uomonero, ma ancora non risponde riguardo al tentativo di spam sui blog degli utenti del "concorrente" Clarence. Scemi noi che l'avevamo citato ad esempio, facendogli anche gli auguri. Ora un loro utente, in questa pagina, segnala che su Splinder non è possibile anche solo citare Clarence senza essere censurati. Nel caso sparisse anche questo intervento, lo screenshot a futura memoria è disponibile cliccando qui. Noi, visto che essere sportivi non costa niente (mentre a non esserlo si risparmia denaro, ma si spende male la propria faccia), rinnoviamo gli auguri.

Lunedì 23 Dicembre 2002

Non è affatto vero che le specie viventi che compongono un ecosistema sono strettamente legate in un equilibrio dinamico, e che far mancare a questa ragnatela di rapporti anche una sola specie potrebbe determinare il rischio di squilibrio dell’intero ecosistema. Secondo me, di qualcuna si può tranquillamente fare a meno. Così, su due piedi, ho pensato subito agli squali, ai serpenti, ai ragni, alle zanzare. Poi ho pensato che doveva pur esistere qualcosa di assolutamente superfluo all’interno della catena alimentare, e l’ho trovato: il telespettatore disfattista di sinistra. Per intenderci: quello secondo cui Antonio Ricci e Striscia la Notizia sono di destra, volgari, o al servizio, a turno, a) del padrone (fascista); b) di Pubblitalia; c) degli spettatori arrapati che sbavano su tette e culi delle Veline. O quelli per cui “la Gialappa’s era meglio prima, ormai hanno perso lo smalto: te li ricordi quando erano a Radio Popolare?”. O gli arciconvinti che Le Iene stia “diventando un programma facile, scontato e un filo moralista”. Oppure, infine, quelli che Luttazzi ormai si prende troppo sul serio: prima di Satyricon era molto più pungente e sapeva tirare di quelle sferzate!”. Al telespettatore disfattista di sinistra non torna alla mente il fatto che Luttazzi, prima di Satyricon, ha anch’egli servito il diavolo conducendo (con scarsi risultati di audience, purtroppo) un programma identico su Mediaset, intitolato Barracuda e, ancora prima, come ospite fisso della Gialappa’s. Sono prese di posizione che, sinceramente, non credo siano legate al discutibilissimo datore di lavoro di chi, oggi, riesce ancora a fare satira. Perché il problema è che in Rai – il telespettatore disfattista di sinistra non se ne è ancora accorto - non si può più.

Venerdì 20 Dicembre 2002

Star TrekFrederic Argazzi, in seguito a questo intervento su Star Trek, mi ha fatto notare una nuance che era sfuggita persino ad un fan accanito come me. E cioè che i fans di Star Trek "buoni" (quelli che guardano la serie e si esaltano nei limiti della sanità mentale) sono i Trekkers. Gli altri (quelli che imparano il klingon, boicottano gli show umoristici, e si salutano con un virile "Qapla") sono i Trekkies. Frederic mi rimanda poi ad una pagina in cui è pubblicata un'utile lista per distinguere le due specie. Ve la riporto in italiano:


• Un Trekker indossa un'uniforme della Federazione ad una convention perché è divertente. • Un Trekkie indossa l'uniforme della Federazione ad una convention perché ha sentito dire che così si usa nell'Accademia Stellare.

• Un Trekker ha un adesivo dell'Accademia Stellare sul retro della propria auto.
• Un Trekkie è preoccupato per gli esami di ammissione all'Accademia Stellare.

• Un Trekker incontra Marina Sirtis o Gates McFadden ad una convention, le dice quanto pensa sia carina e che se non fosse sposata le chiederebbe di uscire.
• Un Trekkie incontra Deanna Troi o il Dottor Crusher ad una convention, le dice quanto pensa sia carina e le chiede se per caso si vede ancora con Riker (o Picard, o un paziente alieno).

• Un Trekker adora guardare le puntate della serie e discuterne con gli amici.
• Un Trekkie adora guardare quei documentari girati a bordo dell'Enterprise.

• Un Trekker pensa che Wil Wheaton sia un ragazzino fortunato che ha ottenuto il ruolo di un ragazzino in Star Trek.
• Un Trekkie pensa che Wesley Crusher sia un ragazzino fortunato che ha ottenuto il permesso di accedere al Ponte Comandi.


• Un Trekker pensa che sia un peccato che la serie stia per finire.
• Un Trekkie pensa che sia un peccato che l'equipaggio stia per essere assegnato ad altro incarico e l'Enterprise dismessa.

• Un Trekker sa che esistono oggetti tecnologici immaginari, ma li ignora e si gode la serie.
• Un Trekkie non vede l'ora che scenda il prezzo di quei fantastici replicatori di cibo.

• Un Trekker si compra le mostrine corrispondenti al grado che desidera.
• Un Trekkie si chiede perché viene costantemente ignorato per una promozione.

• Un Trekker informa la propria nuova ragazza del fatto che Star Trek gli piace tantissimo.
• Un Trekkie informa la propria nuova ragazza di essere un sottoufficiale dell'Accademia Stellare.

• Un Trekker si chiede come potrebbe essere il sesso a gravità zero.
• Un Trekkie si chiede come potrebbe essere il sesso.

Se Cuore esistesse ancora avrebbe l’occasione di rispolverare il vecchio e storico titolo “Hanno la faccia come il culo”. La Nestlé, il colosso alimentare che nel 1995 dichiarava un fatturato annuo di circa 41 miliardi di euro, ha fatto causa all’Etiopia per 6 milioni di dollari. Il motivo è l’esproprio, da parte del regime militare al potere nel 1975, di una fabbrica del gruppo Schweisfurth, in seguito acquisito dalla Nestlé, che ne ha ereditato i diritti di indennizzo. Secondo il World Food Programme nel 2003 in Etiopia saranno ridotte alla fame da 10 a 15 milioni di persone. Alla FAO, invece, basterebbero 1,9 milioni di dollari per sostenere cinque progetti d’emergenza: farmaci, vaccini e strumenti veterinari a sostegno di 35.000 famiglie pastorali; fornitura di scarti di patate dolci alle 50.000 famiglie rurali colpite dalla siccità; ripristino dei sistemi irrigui e fornitura di sementi varie per altre 20.000 famiglie; installazione di 250 pompe a pedale e 100 pompe a motore per l’irrigazione su piccola scala per aumentare la produzione agricola e migliorare la sicurezza alimentare di circa 5.000 famiglie colpite dalla siccità. Francois Xavier Perroud, portavoce della Nestlé, ha dichiarato: «Per noi è una questione di principio e saremo inflessibili sul principio di un risarcimento. In caso contrario la somma di sei milioni di dollari da noi richiesta è solo il punto di partenza di un negoziato: sulla somma, sui tempi e sulle modalità saremo molto, molto flessibili». Io inizio a boicottare secondo il vecchio sistema di chi, anni fa, mise in giro la voce che le Big Babol contenevano grasso di topo: il Nesquik è fatto con cacca liofilizzata.

A grande richiesta, dopo Eminem contro Candy Candy, non potevamo non concedere al più babbeo dei Ringo Boys la possibilità di rifarsi. Il nuovo avversario, contro il quale combatterà a colpi di sfighe, è Peline (la cui storia - non molti lo sanno - è quella di Remì riadattata al femminile). Il risultato, come al solito, a fine pagina...









Eminem
EMINEM

Marshall Bruce Mathers III (al secolo Eminem) nasce quando sua madre, Debbie Briggs Mathers ha solo 16 anni.
Suo padre, Marshall Bruce Mather Jr. li ha abbandonati (1) quando il piccolo aveva all'incirca sei mesi e da allora, nessuno ha saputo più nulla di lui.
Marshall rimane sotto la custodia della madre: "Mia madre era il tipo che schizzava senza nessuna ragione apparente - ha detto Eminem - si sospettava che soffrisse della sindrome di Muchausen" (2).
A causa di questo Marshall era stato poi dato in affidamento ai nonni, lì ha incontrato lo zio Ronnie, che poi è diventato il suo migliore amico.
Marshall era quello che si può definire un bambino alquanto turbolento...
Nel 1983 a scuola c'era un certo D'Angelo Baily, un ragazzino più grande di lui, che continuava a minacciarlo dicendo che prima o poi lo avrebbe picchiato... un giorno lo ha fatto e Marshall è finito all'ospedale dove è rimasto in coma per una decina di giorni (3). Nel 1984 Marshall e Debbie tornano a Kansas City, e lì il ragazzo che tutti impareranno a conoscere come Eminem ritrova il suo migliore amico e zio, Ronnie... Nel 1987 Debbie decide di tornare nuovamente a Detroit col figlioletto.
A 13 anni Mashall comincia a scrivere canzoni e a registrare i suoi primi rap. Ben presto cominciò ad usare il nome M&M, dalle sue iniziali. Poco tempo dopo decide di abbandonare la sigla, e opta per l'attuale "Eminem".
A 15 incontra il suo primo vero amore (la stassa persona che sposerà, e che è a tutt'oggi sua moglie). Lei si chiama Kimberly Scott, e insieme formano un gruppo rap, i Bassmint Productions.
La passione per la musica lo porta a disertare la scuola...
Viene bocciato ben tre volte (4) e a 17 anni decide irrimediabilmente di lasciare gli studi.
È così che comincia ad esibirsi dietro microfoni di una radio locale, ottenendo un discreto successo e raccogliendo lusinghieri apprezzamenti, tra cui la frase "non sei male per essere un bianco".
Nel 1982 comincia a rappare nel più famoso club hip hop di Detroit, il Saint Andrews. La sua prima apparizione non è un successo ma Eminem non si dà per vinto e insiste.
Di lui non si hanno più notizie di rilievo fino al 13 dicembre del 1993, giorno nel quale Debbie chiama Marshall per dargli una brutta notizia: Ronnie si è suicidato (5)... Eminem cade in una crisi depressiva (6), durante la quale decide di adottare un ulteriore pseudonimo, un "alter ego" di Eminem, ovvero "Slim Shady" (magro e ombroso).
Nel marzo del 1995 Kim comunica a Marshall di essere incinta, e il 25 dicembre nasce la figlia Hailie Jade.
Eminem interpreta l'arrivo della figlia come una chiamata a tornare a rappare: trova una piccola società di produzioni che gli propone di realizzare un album. Nell'autunno del 1996 esce il primo album, "Infinite": non solo si rivela un fiasco (7), ma non ci guadagna neanche un centesimo. Marshall, Kim e Hailie vengono sfrattati (8) dal proprio appartamento e Kim e la piccola vanno a stare per qualche tempo dai genitori di lei.
Marshall però non è il benvenuto in casa Scott: i genitori di Kim lo considerano un fallito.
A Marshall viene addirittura proibito di vedere la figlia (9).
Nel dicembre del 1996 finisce all'ospedale per un overdose (10)... ma fortunatamente si salva. Comincia ad essere stanco della vita che fa, e decide di ripulirsi una volta per tutte...
Nel gennaio del 1997 debutta ufficialmente Slim Shady,e inizia ad utilizzare il suo "alter ego" nelle proprie canzoni: nuovi pezzi rap in cui la parola "fuck" viene fuori ovunque...
10 mesi più tardi comincia ad esibirsi in diversi club underground. Il 24 ottobre del 1997 Marshall viene invitato a partecipare ad uno dei più importanti eventi hip hop del paese, il "The Rap Olympics" di Los Angeles. Si piazza al secondo posto, davanti a lui ci sono solo i Juice. Anche se non vince, viene notato da un produttore rap che gli gli propone un contratto con la Aftermath Records.
Nel giro di una sola settimana comincia a lavorare al suo nuovo album: "Slim Shady LP" esce il 23 febbraio 1999.
Grazie al fortunato singolo "My Name Is", l'album fa il suo debutto nelle charts direttamente al secondo posto. Vince un Grammy Awards e MTV lo premiò come "miglior nuovo artista", "miglior artista Hip Hop" e "miglior performance rap".
Nel settembre del 1999 firma il contratto con la Interscope, che gli aprì una sua etichetta discografica, la "Shady Records".
Eminem risposa Kim e compera una casa per lui e la sua famiglia. Nell'aprile del 1999 finisce sulla copertina di "Rolling Stone". In seguito al sopravvenuto e tardivo successo, ben presto sua madre si fa viva e lo accusa di diffamazione (11) dichiarando che il figlio ha esagerato raccontando di aver avuto un'infanzia difficile a causa sua. La madre chiede danni morali per 10 milioni di dollari.
Nel novembre del 1999 Marshall (ormai ufficialmente "Eminem") torna in sala di registrazione e il 23 marzo del 2000 esce "The Marshall Mathers LP", che vende ben 1.700.000 copie nella sola prima settimana nei negozi. I guai però sono ancora dietro l'angolo: Eminem infatti, viene arrestato (12) (poi rilasciato) per possesso illegale di arma da fuoco! Oggi Eminem è un rapper di successo, un marchio, un personaggio sulla bocca di tutti, capace di suscitare incredibili polemiche, ma anche di annoverare tra i suoi sostenitori personaggi insospettabili.
   
Peline
PELINE

Peline, fanciulla sui dodici anni, arriva a Parigi con la madre ammalata (1) su un carrozzone da fotografo ambulante. Il viaggio è stato lungo e durissimo. Le due donne sono rimaste sole, senza mezzi e senza alcuna protezione, a causa dell'improvvisa morte del padre (2) di Peline, avvenuta in un paesino della Grecia.
Ma il luogo da cui sono partite è la lontanissima India, dove Peline è nata da padre francese e da madre indiana. Il padre, Edmondo Paindavoine, durante il viaggio aveva subito la perdita del suo danaro (3) e, arrivato in Grecia, aveva dovuto guadagnare i pane per sé e per le sue care come ambulante, mettendo a frutto la sua buona conoscenza della tecnica fotografica.
Avevano comprato un carrozzone usato ed un asino robusto e si stavano avviando a tappe verso la Francia quando Edmondo cadde malato e morì. Peline e la madre si misero così in viaggio per arrivare a Parigi. Una volta a destinazione, la madre morì (4), stremata dalle fatiche e dal dolore, non ancora trentenne. Peline si fa comunque forza: sua madre le aveva fatto promettere che sarebbe andata da suo nonno a Maraucourt e si sarebbe fatta riconoscere.
Per partire Peline Maraucourt vende tutto ciò che ha (5): il carro, le macchine fotografiche, l'amatissimo asino Palicaro, compagno di tanti digiuni, e si mette in cammino per raggiungere il luogo dove suo padre è nato: si tratta di percorrere a piedi (non c'è denaro abbastanza per il treno) centocinquanta chilometri.
Trova gente cattiva, sorte grama (6), ma ogni giorno si lascia qualche chilometro alle spalle. Viene derubata da una megera (7) dei suoi ultimi soldi, ha fame, sta per lasciarsi morire (8) in un bosco, ma una presenza amica si materializza accanto a lei in modo quasi miracoloso: Palicaro, che era stato venduto ad una cenciaiola ambulante, mentre è libero di pascolare trova Peline languente e con sonori ragli richiama la sua nuova padrona, la Roquerie, che si prende cura della piccola. La tiene con se per qualche giorno e per un tratto di strada, che avvicina Peline alla sua meta.
A Maraucourt suo nonno vive in un castello, ma ha perso la vista e la sua salute vacilla (9): il grande dolore per la sparizione del figlio (10), il non sapere dov'è e come vive, le continue ricerche per ritrovarlo hanno fatto diventare vecchio il padrone che tutti, a Maracourt, ricordano robusto e prestante fino a pochi anni avanti.
Peline non trova il coraggio di avvicinare nonno Vulfran, teme di essere cacciata, ancora più teme di essere considerata una piccola opportunista che cerca denaro. E allora, per prendere tempo, per almeno rimanere nella terra di suo padre, chiede lavoro alle officine Paindavoine. Viene addetta ai carrelli, esperienza durissima, ma ancora più logorante è per lei dormire nelle grandi camerate dove alloggiano le ragazze che non hanno casa nel paese. La sporcizia, il caldo, il tanfo, la mancanza d'aria (11) rendono a Peline insopportabile quell'ambiente. L'unica notte che vi passa sarà causa di grandi cose in futuro. Perché Aurelia (si è cambiata il nome, per prudenza) farà in modo che nessuno sia più obbligato a vivere in simili condizioni.
Trova una capanna in un'isoletta del fiume che circonda il paese, la pulisce e ne fa la propria casa. Tutto andrebbe bene se non scoprisse che di li a poco, la sua capanna diventerà una postazione per cacciatori (12), perché è stata costruita proprio a tale scopo!
Aurelia non dispera e fa bene: il giorno dopo viene chiamata alla direzione dell'officina a causa di una malattia del corrispondente in lingua inglese, signor Benedit; ai carrelli si sapeva che Aurelia conosce perfettamente anche l'inglese, che è la sua madrelingua. Nell'urgenza del momento si ricorre a lei, benchè quasi bambina.
Dire che Aurelia-Peline se la cava bene è dire poco. Ha soprattutto la fortuna di avvicinare il signor Vultran. Il signor Vultran ben presto si rende conto delle capacità di Aurelia, ammira la sua riservatezza che non ne diminuisce la disponibilità, impara ad apprezzare la dolce voce ricca di tonalità inconsuete, ne fa la sua traduttrice per gli uffici finchè non torna il signor Benedit. Aurelia si rende sempre più indispensabile, ed infine Vulfran si accorge che non gli basta averla alle officine e ne fa la sua piccola accompagnatrice permanente.
Aurelia ormai abita al castello: Vulfran ha bisogno di due occhi che vedano per lui. Chi gli sta intorno (due nipoti scioperati, un direttore generale arrivista) ha interessi opposti ai suoi: lui vuole ritrovare suo figlio Edmondo, loro hanno la speranza che non ricompaia mai più.
Le ricerche procedono, le tappe si susseguono: la notizia della morte (13) di Edmondo percuote Vulfran come una folgore. Ma vuole sapere che fine ha fatto la bambina, ed ecco che la si localizza a Parigi, si sentono i testimoni della morte della madre, si trova la Romquerie che racconta di aver messo sul treno la bimba con un biglietto per Maraucourt.
E qui finalmente avviene il riconoscimento, la confessione di Aurelia-Peline, la gioia dolcissima di nonno e nipote, la rabbia e la delusione di quanti miravano alla successione.
Aurelia è felice, ma non pensa solo a sé. Si dedica al nonno, che con cure costanti si rimette in salute e con un'operazione prima impossibile riacquista anche la vista. Il duro padrone di Maraucourt si trasforma in un filantropo che costruisce case per gli operai, asili nido per i loro bambini, ricoveri per vecchi soli ed inabili.

VINCE PELINEper 13 sfighe a 12

Evidentemente avvertire non era abbastanza: sul nuovo CiaoWeb di Hachette-Rusconi Interactif gira un banner inquietante:

Faccio male a non seguirlo più spesso, da quando sono sopravvissuti una manciata di portali (di cui 3 facenti parte dello stesso gruppo di Clarence) e quindi non esce più la mia Noia Portale: leggo, ad esempio, che CiaoWeb avrebbe lanciato "un nuovo, rivoluzionario" servizio di e-mail gratuita "utilizzabile persino con Microsoft Outlook". Incuriosito (come voi, credo) dall'aggettivo "rivoluzionario" clicco e scopro che più innovativi e originali di così non si può. Il risultato è quello nell'icona sulla sinistra. Ripeto: faccio male a non leggerlo più. Il nuovo è più esilarante di quello vecchio. O forse fa male "Noia Portale" a non uscire più.

Giovedì 19 Dicembre 2002

Luca Sofri, curatore di Wittgenstein (spero che così la dicitura sia corretta) fa lo gnorri, ma il suo intervento "Commento Paludato" credo possa essere candidato per l'award come "opinione dell'anno più citata sui blog". Io ne ho trovato tracce qui da noi, su ManteBlog, su Brodo Primordiale, su Fuori dal Coro, su Giovani Tromboni, e forse me ne è pure scappato qualcuno.

A proposito di Moby che viene picchiato da due fan di Eminem, tempo fa, quando il Gran Mogol dei pirla partecipò a Sanremo, la Carrà lo descrisse come un ragazzo sensibile, che aveva sofferto tanto da bambino. In sostanza: Eminem fa il cattivone e dice un sacco di parolacce perché sin da piccolo non glien'è andata una giusta. Ci sorse un dubbio: se la sfiga è il termine di paragone, Candy Candy dovrebbe essere una bestia, un mostro di perfidia, l'Hannibal Lecter dei cartoni animati. Per risolvere la questione io e Gianmarco immaginammo la sfida del secolo: Eminem contro Candy Candy, ai punti. Confrontammo la storia dei due: ogni sfiga, un punto. Il risultato a fine pagina...







Eminem
EMINEM

Marshall Bruce Mathers III (al secolo Eminem) nasce quando sua madre, Debbie Briggs Mathers ha solo 16 anni.
Suo padre, Marshall Bruce Mather Jr. li ha abbandonati (1) quando il piccolo aveva all'incirca sei mesi e da allora, nessuno ha saputo più nulla di lui.
Marshall rimane sotto la custodia della madre: "Mia madre era il tipo che schizzava senza nessuna ragione apparente - ha detto Eminem - si sospettava che soffrisse della sindrome di Muchausen" (2).
A causa di questo Marshall era stato poi dato in affidamento ai nonni, lì ha incontrato lo zio Ronnie, che poi è diventato il suo migliore amico.
Marshall era quello che si può definire un bambino alquanto turbolento...
Nel 1983 a scuola c'era un certo D'Angelo Baily, un ragazzino più grande di lui, che continuava a minacciarlo dicendo che prima o poi lo avrebbe picchiato... un giorno lo ha fatto e Marshall è finito all'ospedale dove è rimasto in coma per una decina di giorni (3). Nel 1984 Marshall e Debbie tornano a Kansas City, e lì il ragazzo che tutti impareranno a conoscere come Eminem ritrova il suo migliore amico e zio, Ronnie... Nel 1987 Debbie decide di tornare nuovamente a Detroit col figlioletto.
A 13 anni Mashall comincia a scrivere canzoni e a registrare i suoi primi rap. Ben presto cominciò ad usare il nome M&M, dalle sue iniziali. Poco tempo dopo decide di abbandonare la sigla, e opta per l'attuale "Eminem".
A 15 incontra il suo primo vero amore (la stassa persona che sposerà, e che è a tutt'oggi sua moglie). Lei si chiama Kimberly Scott, e insieme formano un gruppo rap, i Bassmint Productions.
La passione per la musica lo porta a disertare la scuola...
Viene bocciato ben tre volte (4) e a 17 anni decide irrimediabilmente di lasciare gli studi.
È così che comincia ad esibirsi dietro microfoni di una radio locale, ottenendo un discreto successo e raccogliendo lusinghieri apprezzamenti, tra cui la frase "non sei male per essere un bianco".
Nel 1982 comincia a rappare nel più famoso club hip hop di Detroit, il Saint Andrews. La sua prima apparizione non è un successo ma Eminem non si dà per vinto e insiste.
Di lui non si hanno più notizie di rilievo fino al 13 dicembre del 1993, giorno nel quale Debbie chiama Marshall per dargli una brutta notizia: Ronnie si è suicidato (5)... Eminem cade in una crisi depressiva (6), durante la quale decide di adottare un ulteriore pseudonimo, un "alter ego" di Eminem, ovvero "Slim Shady" (magro e ombroso).
Nel marzo del 1995 Kim comunica a Marshall di essere incinta, e il 25 dicembre nasce la figlia Hailie Jade.
Eminem interpreta l'arrivo della figlia come una chiamata a tornare a rappare: trova una piccola società di produzioni che gli propone di realizzare un album. Nell'autunno del 1996 esce il primo album, "Infinite": non solo si rivela un fiasco (7), ma non ci guadagna neanche un centesimo. Marshall, Kim e Hailie vengono sfrattati (8) dal proprio appartamento e Kim e la piccola vanno a stare per qualche tempo dai genitori di lei.
Marshall però non è il benvenuto in casa Scott: i genitori di Kim lo considerano un fallito.
A Marshall viene addirittura proibito di vedere la figlia (9).
Nel dicembre del 1996 finisce all'ospedale per un overdose (10)... ma fortunatamente si salva. Comincia ad essere stanco della vita che fa, e decide di ripulirsi una volta per tutte...
Nel gennaio del 1997 debutta ufficialmente Slim Shady,e inizia ad utilizzare il suo "alter ego" nelle proprie canzoni: nuovi pezzi rap in cui la parola "fuck" viene fuori ovunque...
10 mesi più tardi comincia ad esibirsi in diversi club underground. Il 24 ottobre del 1997 Marshall viene invitato a partecipare ad uno dei più importanti eventi hip hop del paese, il "The Rap Olympics" di Los Angeles. Si piazza al secondo posto, davanti a lui ci sono solo i Juice. Anche se non vince, viene notato da un produttore rap che gli gli propone un contratto con la Aftermath Records.
Nel giro di una sola settimana comincia a lavorare al suo nuovo album: "Slim Shady LP" esce il 23 febbraio 1999.
Grazie al fortunato singolo "My Name Is", l'album fa il suo debutto nelle charts direttamente al secondo posto. Vince un Grammy Awards e MTV lo premiò come "miglior nuovo artista", "miglior artista Hip Hop" e "miglior performance rap".
Nel settembre del 1999 firma il contratto con la Interscope, che gli aprì una sua etichetta discografica, la "Shady Records".
Eminem risposa Kim e compera una casa per lui e la sua famiglia. Nell'aprile del 1999 finisce sulla copertina di "Rolling Stone". In seguito al sopravvenuto e tardivo successo, ben presto sua madre si fa viva e lo accusa di diffamazione (11) dichiarando che il figlio ha esagerato raccontando di aver avuto un'infanzia difficile a causa sua. La madre chiede danni morali per 10 milioni di dollari.
Nel novembre del 1999 Marshall (ormai ufficialmente "Eminem") torna in sala di registrazione e il 23 marzo del 2000 esce "The Marshall Mathers LP", che vende ben 1.700.000 copie nella sola prima settimana nei negozi. I guai però sono ancora dietro l'angolo: Eminem infatti, viene arrestato (12) (poi rilasciato) per possesso illegale di arma da fuoco! Oggi Eminem è un rapper di successo, un marchio, un personaggio sulla bocca di tutti, capace di suscitare incredibili polemiche, ma anche di annoverare tra i suoi sostenitori personaggi insospettabili.
   
Candy Candy
CANDY CANDY

In un piccolo villaggio a sud del lago Michigan, in America, c'era una piccola vecchia chiesa che ospitava una dozzina di bambini senza genitori: "La casa di Pony". Una notte Suor Maria viene attirata dal pianto di un neonato. Corre fuori e trova un cesto con una bimba abbandonata (1), e da qui cominciano le avventure di Candy! La sua migliore amica è Annie, che però ben presto viene adottata dalla famiglia Brigthon: il dolore per la separazione dalla sua amica è grande ma promette che le scriverà. Su consiglio dei genitori adottivi, Annie decide di però di non avere più contatti con la sua vita precedente e non le scrive più: Candy perde così la sua migliore amica (2). Si sente tradita, scappa sulla collina e scoppia in lacrime. In quel momento tra un singhiozzo e l'altro, la piccola sente una voce: "Ragazzina, sei più carina quando sorridi..."Candy incontra così per la prima volta, colui che lei stessa chiamerà "il Principe della Collina". Oltre al ricordo di quell'incontro Candy conserverà sempre gelosamente un prezioso medaglione, che raccoglie nell'erba dopo che il ragazzo è scomparso. Passa ancora del tempo e Candy viene mandata in una famiglia come dama di compagnia della figlia: Iriza Legan. Candy raggiunge villa Legan, ma il primo impatto con la famiglia non è dei più simpatici, soprattutto da parte dei due figli Iriza e Neal: dispetti, scherzi, offese... i fratelli si accaniscono senza motivo (3) sulla piccola Candy . Dopo uno dei tanti scherzi giocato