Elogio dello sdoganamento

Voglio coinvolgervi in un esperimento, una pratica che, storicamente, alla sinistra riesce benissimo. A me meno. L’esercizio consiste nello sdoganare presso i progressisti un personaggio pubblico reputato (a volte a torto, altre a ragione) totalmente privo di qualità umane e/o intellettuali e/o artistiche. Ma non basta: deve anche essere considerato (anche qui: a torto o a ragione) un’icona della cultura di destra. Posto che ne esista una. Gli esempi si sprecano: dall’Indro Montanelli deberlusconizzato dell’era post-Il Giornale al Jovanotti di “Yo!” e “1,2,3 Casino” che, alla Festa di Cuore, vede la luce grazie a Fabio Fazio e improvvisa un duetto con Walter Veltroni intonando “La Locomotiva” (tra parentesi: Lorenzo cantò la frase “trionfi la giustizia proletaria!”, Veltroni no). Ora tocca a me. Basta prendere un lungo respiro, fare il vuoto attorno a sé, e spararla lì: a me piace Max Pezzali. L’ho detto. Ce l’ho fatta. Esagero: credo che “Gli anni” sia una bella canzone. E che in fondo lo siano anche “Come mai” e “Io ci sarò”. Per chiarire ulteriormente, “mi piace” è in effetti un’espressione un po’ forte. Credo sia una persona perbene, ecco. Uno che è così, come lo si vede: timido, a disagio davanti alla telecamera, bruttino, alle prese con un sorriso impresentabile e la calvizie incombente. Uno che scrive canzoni per raccontare storie sulla vita di provincia e gli amici del bar, paragonabili (per temi trattati e fatte le dovute proporzioni) a quelle di Guccini o Ligabue. Liberi di non essere d’accordo o pensare che stia virando verso destra. Però se vi becco vi torturo nel modo spietato che in Cile utilizzano per i dissidenti: mettendo in loop il cd singolo di “Hanno ucciso l’uomo ragno”.

(Visited 9 times, 1 visits today)

11 Comments

  1. Non credo che per Pezzali si possa fare un riferimento destra-sinistra, bensì uno di tipo anagrafico.
    Il Pezzali è affetto da una sindrome di Peter Pan ormai senza freni.
    Se prima si rivolgeva ai teenager adesso, con la colonna sonora del film Disney di Natale, punta direttamente ai bambini come pubblico.
    E’ forse lui l’autore del post “Voglio tornare ad avere 6 anni?
    E a quando la sigla dei Teletubbies?

  2. personalmente Pezzali non mi fa impazzire (ultimo baluardo dell’era Cecchettiana), ma un paio delle sue canzoni (citate anche da te) piacciono molto anche a me.
    E’ vero oggi dire “mi piace” (se non ci metti un bel concetto-illustrativo) è forte.
    Comuqnue credo che quando si parli di musica (tranne quando espressamente di tipo politico) non si viri ne a destra ne a sinistra… almeno la musica…

  3. Considerandomi un dissidente risponderò al tuo loop con un altro: Dirrrty di Christina Aguilera

  4. max pezzali è quello che è,ma quanto a contenuti anche ligabue lascia molto a desiderare,non lo puoi paragonare a guccini…..

  5. Erano anni che aspettavo di sentirlo dire: Pezzali è una persona perbene. Continua a scrivere oneste canzoni per bambini, il che non significa per forza che sia un bambino anche lui, anzi. Senza mai essere volgare (una canzone come “la mia moto”, lui, non l’avrebbe mai scritta), senza marciare sui bassi istinti del suo pubblico, e senza nemmeno trasformarsi in un aborto di cantautore impegnato.

    Max è max, più tranquillo che mai, la sua lucidità… (anche se la sua facilità non semplifica)

  6. A proposito di Ligabue, io lo “doganerei”: dopo “Tutti vogliono viaggiare in prima”, cosa altro ci propinerà?
    …”Molti vorrebbero manovrare in retro”?
    E dopo “Fuori come va”…
    … “Molto bene grazie, e voi?” ?

  7. Niente Schengen per Max Pezzali

    Mi segnalano un’esplosione surreale a scoppio ritardato del dibattito sul Quarantadue dedicato allo sdoganamento di Max Pezzali. Il pezzo si trova sia sul blog di Quarantadue, che su questo in cui vi trovate. Va da sè che i commenti sono

Rispondi