Il virus Santacroce

Isabella SantacroceSono uno spergiuro. Avevo promesso che non sarei tornato a parlare del forum dei lettori di Isabella Santacroce ospitato dal sito de l’Espresso, e invece eccomi qua. Ho resistito a tutte le provocazioni. Anche quando la dark lady tascabile ha ripreso ad intrattenere i propri fan seviziando a morte prosa, grammatica, analisi logica e del periodo: “Prendimi. Stanno uccidendo il marito del piano di sopra. Indossava guanti di gomma nei giorni di festa. Divertilo… Hanno ucciso il cavaliere. Un signore anziano dal gatto in braccio. Abitava la terza porta del palazzo. Ora la sua tv è sempre spenta. Io vivo dentro quella tv… Ieri mattina ho trovato il cadavere della lattaia sulla terza strada a nord. Piangeva. Un cadavere in lacrime. Spero tu possa aiutarla… Hanno ucciso la zia bionda tagliandole i capelli con la lavatrice. Credo sia terribile. Lei ora cammina sul tuo terrazzo… Sono tutti molto stanchi nella casa di fronte svengono. Hanno ucciso il loro canarino e ora si sentono molto soli. Aiutali ad uccidersi… Copertine di Vogue. Foglie già a terra. Tutto finisce. Non inizia mai niente. L’inizio è sempre fine. La fine una spilla… Fottersi e partorire nuovi mostri… La potenza continua a volermi fragile. La mia potenza è isterica moltiplicazione di fragilità… Ho sparato al mattino per intrattenermi. Intrattengo. Ospito. Cerco dentro te stesso. Grido e divento folle quando salgo. Stamattina ho sparato al mattino con la punta degli occhi. Mi ha detto che tutto è terribilmente giusto perché il giusto è terribile. Non credo sia possibile avere dentro poco. C’è sempre troppo dentro. Tutto l’occorrente. Talmente tanto. Bisogna perdere per riuscire ad entrare. Fatti spazio… Allebasi ecorcatnas… L’importante è vivere nel proprio culo. Continua a cercarmi. So che mi stai cercando ma io vivo nel mio culo. Adorata sorella. Piccola sorellina. Svenevolissima ancella. Mio fiore e sangue. Sei risorta… Non penso mai. Penso sempre. Non ho conosciuto lo zio. Era partito. Dicono abiti nelle caviglie di un passante. Sulla destra dell’angolo diagonalmente sinistro spostata lateralmente in alto. Chi si ostina a comprendere. Continuamente. Senza sosta. Tradurre al millimetro. Che tutto sia perfettamente comprensibile. Solitamente solito. Matematica per menti sterili. Alienate. Stupide. La nostra è pura ginnastica. Apprendiamo follia ingoiandola. A morsi. Nuova lingua della stomaco. Geometrie fantastiche. Verità insolubili. Dammi la tua mano destra. Ficcamela in gola. Vomito verità ricomponendola. Odio la falsità. La pareti a proteggere. Esposta al vento. Cerco furore e me ne fotto del dolore. Chi pensa sia posa la mia si sbaglia. Me ne fotto anche di questo. Divoro il fuoco e ritorno. Rimani. Love, Isabella”. Riconoscete almeno questo: leggevo e, malgrado tutto, non sono intervenuto. Ho resistito. Ci ho provato. Almeno fino a quando non mi sono accorto che Isabella Santacroce è un virus contagioso, inesorabile, brutale. Se c’è una kriptonite in grado di fermarla è ora di scoprirla, perché sul suo forum c’è un sacco di gente che non sta bene. Se esiste una scuola per esorcisti, avvisate l’amministrazione di raddoppiare i banchi per l’anno prossimo. E voi, abbiate cura di intraprendere la lettura di “Luminal” o “Destroy” sotto la stretta sorveglianza di qualcuno che possa piantarvi in petto un paletto di frassino al primo segnale di squilibrio. Fate girare questo testo in qualsiasi forma, come una catena di sant’Antonio, concludendo con la rituale frase “terribili cose potranno accaderti se non rispetterai questi consigli”. Se volete, aggiungere qualche esempio attingendo a piene mani dal forum dei lettori della Santacroce: se Pogue Mahone ci avesse dato retta non sarebbe mai arrivata a scrivere “Aspettavo automobili veloci motrici guidate da godot distratti”. Oppure: se Symti non avesse ignorato l’avviso, ritenendolo poco importante, non sarebbe mai stato posseduto dallo spirito maligno che l’ha spinto a dichiarare “mancano centri gravitazionali che attirino ricerche. Amo visitare musei virtuali senza pagare l’entrata. I miei strilli insistenti diventano un fiume monodirezionale e in atmosfere artificiali mi dico non ci sono suoni per te. Ho abiti in fibra di vetro cancerogena addosso e i miei capelli sono amianto laccato. Scarico ansie su fuochi elettrici e cerco vortici di spirali catodiche. così fredda e spenta di carne pallida osservo display spesso messi a tacere e mi dico non ci sono suoni per te”. Casi da citare, insomma, ne avete a bizzeffe. Da Moquero che afferma “Con amore arrivando vibrando arrivando nel nostro altrove. Nel paese delle capovolte sembianze gli scrittori luccicanti non si lasciano scrivere, si descrivono. Il senza nome può arderti. Per molti l’inizio fu la fine della fine fino a finirsi per ricominciare”, a Ligeia che si chiede “perchè nel lume della sabbia riluce una cometa nella duna assaltata da predoni dove crudeli cherubini avvolgono fra mantelli di giada dolori mai assolti. Questa è la domanda: in che maniera quelle sopite voglie albeggeranno in quel silenzioso mare di invisibili granelli?”. Prendetela come una missione. “È” una missione. C’è da fare del bene, rododendro, ma a rischio della vita. O dell’emisfero cerebrale sinistro. Il virus – apocalisse infangata bramante lapidi – è in agguato e non risparmia nessuno. Sta a noi – vedo grondaie appassite di luce azzannarsi per un posto in prima fila dentro la cornice – divulgare informazioni necessarie per la prevenzione. Hanno stuprato il giardiniere mentre beveva il latte. Ora annaspa nell’inchiostro che cola da vene inconsapevoli. Mi raccomando, ripeto: una missione. Oggi sono blu. Ho spalmato la tua milza su un crostino, amore ingannevole ingannato. Sparisci. Ho respirato le mie lacrime mentre vagavo tra ruote di criceti nel museo delle intenzioni perdute. Genuflessioni languide di sigarette appena accese mi bruciano dentro il colon. O è appendicite? Stamattina la bottoniera dell’ascensore mi guardava. Ora cammino in bilico sul bordo sanguinolento dell’aiuola. Mi scappa la cacca. Rimanete. Love.

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11 Comments

  1. Gianluca, apprezzo il tuo messaggio soprattutto per i brani che citi. Escludendo tutto il resto attorno (ovvero i tuoi commenti) è quanto di meglio oggi si possa leggere!
    Sottolineando che non conosco e non leggo la Santacroce (e non apprezzo quella sua aria dark).

    Se poi ritieni che i suoi scritti siano una violenza alla grammatica… o non sai cosa sia la grammatica o non voglio mmaginare cosa leggi!
    Caso mai non si regge Camilleri (che io ho letto e leggo): meglio qualcuno che proponga nuove vie…

  2. Caro Luca, devo dirti la verità: da quando scrivo (male) della Santacroce, sei il primo suo estimatore che esce allo scoperto. Invidio il tuo coraggio: fare outing è importante.

  3. non sono un suo estimatore (ripeto), semplicemente i brani che hai riportato non mi hanno lasciato indifferente (essere estimatori è altro…). Poi se ne pensi tanto male… perchè ne parli tanto?!

  4. ecco un estimatore!
    a mia parziale “discolpa” tengo a precisare che io quei forum non li tollero, pero’ i libri della Santacroce li ho letti tutti e mi sono anche piaciuti!
    sono molto grave? :-)

  5. io. schifo. sputo. mondo a pezzi.
    c’era un suo libro non ricordo quale che ogni frase aggiungeva
    leccatemi il culo bastardi.

    direi
    manie di persecuzione?

    baaaaaah

  6. Si commenta da sè.
    Leggere dal basso venendo in sù (la 1a mail è la mia).
    Ciao,
    Damiano

    Sarebbe stato meglio un: ” crepa pezzo di merda e va a sucare cazzi su un aereo”.

    Addio,

    Damiano Ansaloni

    (capita la citazione?)

    crepa pezzo di merda
    sparisci e crepa stanotte
    —– Original Message —–
    From: Damiano Ansaloni
    To: isabella s.
    Sent: Tuesday, July 10, 2007 5:50 PM
    Subject: Re: Trasgressione? Originalità? Sì ma sempre a pagamento.

    Un’ultima cosa signorina.
    Poi prometto non la infastidirò più.
    Se non vuole seguire il mio suggerimento, la pregherei almeno di mettere sul suo blog almeno le mie 2 mail (e la sua risposta ovviamente).
    Se questo non la disturba.

    Cordiali Saluti,

    Damiano Ansaloni

    Damiano Ansaloni ha scritto:
    Pensi in grande, signorina.
    Questo è un mondo che permette a pochi di stare benissimo ed ai più di morire di fame.
    E’ tutto sbagliato.
    Tutto da capovolgere.
    Ma noto che anche lei è meno alternativa di ciò che vuole dare a vedere.
    Io ritengo che la cultura (ammesso che la sua possa considerarsi tale), debba essere gratuita, altrimenti chi detiene il potere economico arriva a detenere quello culturale, con le ovvie conseguenze che spero possa immaginare.

    E’ stato un piacere,

    Damiano Ansaloni

    “isabella s.” ha scritto:
    ma che cazzo stai a dire
    allora tu lavora gratis
    vai al lavoro e non chiedere soldi
    lavora gratis brutto porco
    non ti piace?
    dai gratis lavora.
    pezzo di merda io vivo delle mie parole
    si, pezzo di merda
    ti meriti la mia rudezza
    la mia maleducazione.
    chi non ha rispetto di me
    ora verrà da me chiamato pezzo di merda

    —– Original Message —–
    From: Damiano Ansaloni
    To: isalovers@isabellasantacroce.com
    Sent: Monday, July 09, 2007 6:15 PM
    Subject: Trasgressione? Originalità? Sì ma sempre a pagamento.

    Cara Isabella,

    premetto che non so chi lei sia, nè ho letto il suo libro, nè intendo farlo.
    Tuttavia mi pare che dai commenti e dalle sue risposte traspaia che lei si considera “originale”.

    Ebbene se vuole fare qualcosa di veramente originale, metta il suo libro in formato scaricabile gratis sul blog.

    Questo sarebbe originale.
    Trasgressivo.
    Chissà come, tutti i personaggi: eccentrici, satanisti, edonisti, masochisti e chi più ne ha più ne metta, sono sempre dannatamente uguali davanti ai quattrini.

    “Sei diverso?”
    “Sìssì, intanto compra” (libro,cd, ecc…).

    Il gioco è SEMPRE il solito.
    E lei ha iniziato presto a capire il gioco.

    Staccatevi da questo vortice del business, che seppur alimentato da tante originalità (vere od attribuite che siano), conduce sempre al solito obbiettivo, conosciuto da tutti fino alla nausea.

    Cordiali saluti,

    Damiano Ansaloni

  7. Sto appena cominciando LUMINAL, conoscendo solo la Santacroce attraverso Chiambretti che la invito’ nella sua “marKette”….cosi’ mi sono deciso a comprare 2 suoi libri. Allo start della lettura pensavo che nn sapessi piu’ leggere, quindi ho ricominciato la prima pagina piu’ volte, ed anche ad alta voce, finche’ pian piano mi sono assestato sulla sua linea espressiva e adesso litigo meno col fluire delle parole e dei periodi. Sicuramente lei scrive quanto afferma, cioe’ parla di sensazioni, lei mette nero su bianco cio’ che ha nel cuore e nella mente come fosse un quadretto, ma di piu’ un flash…piccoli flash che si uniscono in tanti momenti che appartengono ad ogn’uno di noi se centellina le proprie emozioni, impressioni, cioe’ se uno si guarda attorno e spiega qusi millimetricamente (dal lato evidentemente emozionale) cosa sta accadendo. Per adesso devo dire che LUMINAL mi st aaffascinando…ho pensato anche ad una sorta di poesia narrata, un mix di parole senza fissa dimora, un’aquilone che svolazza per i cieli tenuto da quel filo quasi invisibile della scrittura intesa come comunicazione! Gia’! – Volevo fare un piccolo appunto sull’arte a pagamento….è vero che l’arte dovrebbe essere free..perche’ la sua funzione sociale, formativa, spirituale e civile dovrebbe essere alla portata di tutti (non siamo solo dei robot umanizzati, insomma) per migliorare la qualita’ della vita e renderla piu’ armonica….pero’ non e’ che l’artista e’ lo schiavo del fruitore, penso a Michelangelo, Raffaello, da Vinci, alle arti che fiorivano nell’antica grecia…il rigoglire di queste e’ stato spesso dovuto all’opera di grandi mecenati, inoltre i gia’ citati pittori ricevevano delle belle commesse persino dai papi…non c’è da meravigliarsi se l’artista si comporta pure da businessman….certo li il confine o la diatriba tra arte come libera espressione e arte in quanto “lavoro” cioe’ studiata appositamente per quel mercato, per ricevern eprofitto e’ sempre aperta..fatto sta che tutti dobbiamo mangiare..bla bla…un saluto a tutti! In gamba ragazzi.

  8. Il mio odio per la Santacroce si ergeva per sempre in un cielo sincopato di milioni di nuvole morte. Vive. Stanche. Solo un po’ più asteniche del loro stesso amore crocifisso a stenti di gioia.

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