Musica imbelle

È uscito “Cinquantanni“, il nuovo disco di Eugenio Finardi. En passant, qualcuno mi sa spiegare perché uno che parlava di Musica Ribelle (“Anna ha 18 anni e si sente tanto sola / ha la faccia triste e non dice una parola / tanto è sicura che nessuno capirebbe / e anche se capisse di certo la tradirebbe. / E la sera in camera prima di dormire / legge di amori e di tutte le avventure / dentro nei libri che qualcun altro scrive / che sogna la notte, ma di giorno poi non vive. / Ma da qualche tempo è difficile scappare, / c’è qualcosa nell’aria che non si può ignorare / è dolce, ma forte e non ti molla mai / è un’onda che cresce e ti segue ovunque vai. / È la musica, la musica ribelle / che ti vibra nelle ossa / che ti entra nella pelle / che ti dice di uscire / che ti urla di cambiare / di mollare le menate / e di metterti a lottare”) si è poi messo a scrivere cose come questa: “Lara (Croft, n.d.r.) lotta sola contro il mondo / cerca di sentirlo meno finto / Lara vuole andare fino in fondo / sola persa nel suo labirinto / lei non sa che la so vedere / lei non lo sa che le vorrei dire / Amami Lara / amami ancora / guardami dentro solo un momento / fermati un poco esci dal gioco / fatti aiutare non ricominciare / dammi un minuto fammi salvare”?

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