Le donne agli occhi dei copywriter

Ho la netta impressione che per il mondo dei pubblicitari quello femminile sia un universo parallelo, in parte inesplorato, ancora del tutto incomprensibile, nel quale addentrarsi è consigliabile soltanto se armati di un qualsiasi luogo comune. Il poco che se ne sa è dovuto all’audacia e alla temerarietà dei pochi arditi copywriter che organizzarono l’unica spedizione di cui si sia a conoscenza per l’esplorazione di questo mondo ignoto. Le conclusioni dell’avventurosa missione sono oggi riportate all’interno della “Guida alla comprensione della Femmina”, pubblicazione che nessun creativo che si rispetti può permettersi di non saper ripetere a memoria. Dalla lettura se ne deduce che: a) i cinema del luogo proiettano esclusivamente cinque film, a ripetizione: Ghost, Pretty Woman, Dirty Dancing, Cuori ribelli e Le parole che non ti ho detto; b) le donne, una volta al mese, sono vittime di un fenomeno denominato “le loro cose” in seguito al quale sanguinano per quattro giorni, ma poi non muoiono; c) tale evento, genericamente definito anche “quei giorni”, condiziona in modo dominante l’esistenza della femmina e il mondo che abita; influisce negativamente sull’umore del soggetto e sull’ambiente circostante e può essere considerato causa di mutazioni genetiche nella fauna dimostrate dalla sopravvivenza di un’unica specie di fastidioso ma provvidenziale volatile: l’assorbente con le ali; d) la flora è composta unicamente da piante di Patchouli e Ylang ylang, elementi essenziali per la produzione di bagnoschiuma; e) il peso della politica è assolutamente marginale: l’unica organizzazione esistente sul pianeta è clandestina e composta da radicali liberi.

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