J’accuse Microsoft

Se dovessi biasimare Microsoft per un qualsiasi motivo non avrei che l’imbarazzo della scelta: abuso di posizione dominante; pratiche contrarie alla concorrenza; monopolio e alterazione del mercato; pressioni indebite verso i produttori di PC; utilizzo del potere acquisito a danno dei consumatori e delle aziende concorrenti. Non sarei originale e non direi niente di nuovo. Io, invece, a Microsoft non perdonerò mai di avere creato Power Point. L’uso indiscriminato del programma della software house di Redmond ha infatti contribuito a creare una generazione di manager convinti che lavorare consista, soprattutto, nel creare una gradevole e incisiva presentazione. Il che equivale a sostenere che per produrre un’automobile è sufficiente dichiarare che deve fare brum brum. Del come lo deve fare e perché lo faccia se ne occuperà qualcun altro. Il declino di internet è sicuramente dovuto allo scarso interesse per il pareggio di bilancio dimostrato dalle aziende, ma io sono sicuro che c’è di più. Pare che dirigenti di aziende che avrebbero dovuto quotarsi in borsa nel 2000 siano a tutt’oggi impegnati nella visione della presentazione relativa all’IPO. Le famiglie, a casa, ostentano ottimismo: notizie non ufficiali le hanno rassicurate del fatto che i propri cari siano già riusciti ad esaminare tre quarti delle slides. A me non piace Power Point e non piace chi per lavoro si limita a confezionare esclusivamente presentazioni in Power Point. Mi piacciono le idee geniali ma semplici al punto da non dover essere spiegate. E non mi piace la “New Economy” gestita da chi pensa esclusivamente all’uovo oggi. Preferisco la “Gnu Economy” di chi tenta di capire come funziona la gallina.

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