Selezione naturale

Attenzione, sto per dirla grossa. È che nel corso degli ultimi giorni mi sono convinto che, se il fine è quello di avere l’opportunità di sentire (seppur a fine di nepotismo) l’ex ministro Filippo Mancuso apostrofare il rottweiler Previti come «uno la cui fama di bandito è meritata ed è al di sotto della realtà», forse vale la pena avere la destra al governo. Sul serio, non ci ha pensato nessuno: probabilmente il modo migliore per contrapporsi al malgoverno è non avere un’opposizione. Lo dimostra il conflitto civile in corso all’interno della destra (gli Urbani contro gli Sgarbi, i Fini contro i Le Pen): gli attuali governanti sono assolutamente in grado di fare implodere la Casa delle Libertà da soli, senza la necessità di un avversario. Sono come i Beatles: alla lunga non reggono il successo. Come Lennon e soci, però, in alcuni casi guadagnano un posto nella storia: Mancuso, ad esempio, togliendosi uno sfizio di sinistra e sfanculando Previti in piena faccia senza finire a rinforzo di un pilone della Messina-Palermo. In pratica, in mancanza di una sinistra istituzionale, si annientano a vicenda come non sarebbero capaci neanche i predatori dei documentari del Discovery Channel. L’appello ha risvolti quasi umanitari: tempo due mesi e, se non troviamo un degno antagonista, si estingueranno come i velociraptor. Ma istantaneamente e spontaneamente, senza bisogno né del meteorite, né dell’era glaciale. In questo momento, al di là delle opposte vedute e degli schieramenti, hanno bisogno di tutta la nostra solidarietà e comprensione: avere la maggioranza praticamente in assenza di opposizione e non riuscire a neanche a governare sé stessi è come ammazzarsi di masturbazione.

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