Martedì 30 Aprile 2002
«Se abbiamo sbagliato dobbiamo pagare, perché l'errore di un poliziotto ricade sulle istituzioni»: parole di Gianni De Gennaro, capo della Polizia, spese per commentare gli abusi da parte dei propri agenti contro i manifestanti del Global Forum a Napoli. Fidiamoci e auguriamoci quindi l'incriminazione dei cento poliziotti che hanno formato una catena umana attorno alla questura, ammanettandosi l'uno con l'altro, per impedire l'ordine di custodia nei confronti di otto colleghi. Fare il poliziotto è un lavoro: se non si è portati, si può sempre aprire una panetteria. Se il ruolo che si ricopre è quello di garante delle regole, non è ammissibile che le si infranga ostacolando la giustizia. Esattamente come non ci si aspetta che un chirurgo ci squarti perché gli stiamo sulle palle. Ad un tutore dell'ordine è quindi richiesto di reprimere l'irrefrenabile voglia di prendere a calci in faccia i manifestanti arrestati, tentare di sodomizzarli con il manganello, imporgli di fare flessioni, gridare "Viva il Duce" o, come risulta dagli atti, di sottoporre un paraplegico a perquisizione anale. A Napoli, parte degli angeli che dovrebbero vegliare per preservarci dalla violenza hanno arrestato solo due manifestanti: pochi per giustificare le randellate inferte e riprese dalla tv. Così han pensato bene di perlustrare gli ospedali per raccattare nuovi feriti (alcuni dei quali non avevano partecipato alla dimostrazione) da far passare al vaglio del manganello. In mancanza di armi sequestrate, hanno poi dichiarato di essere stati aggrediti attraverso lacci di scarpe, collane, orecchini. Un girotondo di cento pirla ha insomma celebrato la dura vita del pulotto, bersagliato da lanci di letali brillantini di Swarovski.
Lunedì 29 Aprile 2002
Il ministro per le riforme Umberto Bossi ha annunciato che sottoporrà al Consiglio dei Ministri una proposta di legge per «porre fine alla prostituzione e alla pornografia libera». Bossi è uno che sul sesso ha le idee chiare: l'uomo de hüra e la donna de hòta. Per questo ha ritenuto opportuno metterci a parte dell'idea salvata nello slot numero tre. Il leader della Lega, infatti, in assenza di eventuali espansioni o hardware aggiuntivo, ha una capacità pari a quella di una memory card della PlayStation: lo slot numero uno è occupato da generalità e indirizzo, nel caso si perdesse; il due dall'e-book "Storia, origini e prospettive della Fonduta"; il tre è condiviso tra le funzioni fisiologiche principali, un vocabolario di base, un antivirus, una vecchia partita di Pac-Man e la nuova, geniale intuizione: «Penso alla costituzione di Eros Center, nelle città grosse, per togliere dalla strada la prostituzione, in maniera che la campagna possa garantire il futuro della società». A rischio delle immediate dimissioni del correttore ortografico di Word riporto anche l'acutissima chiosa del ministro: «La vergognosa prostituzione di strada è ormai un'alternativa sessuale alle mogli». L'intervento ha dato origine ad un tafferuglio, immediatamente sedato, quando un tesserato ha risposto «...Se è per questo anche alle pippe», e Maroni l'ha presa sul piano personale. La legge proposta dal maître à penser lumbard mette fine ad una vergogna: relegare le zoccole al ruolo di seconda scelta è discriminante. Se desiderano una reale alternanza con le mogli è giusto che imparino anche a fare di bucato, lavare i piatti, e soprattutto stirare, che il Consiglio dei Ministri è sempre di mattina presto, e bisogna andarci vestiti da sciuri, mica con la camicia spiegazzata.
Venerdì 26 Aprile 2002
Forse perché meno nazionalisti dei francesi, pur avendo nella manica assi come Berlusconi, Bossi e i Carabinieri, noi italiani siamo stati avventati nel ritenerci per eccellenza la barzelletta d'Europa. I cugini d'oltralpe questa volta sono stati più lungimiranti, scegliendo con cura l'uomo che si sarebbe rivelato determinante per soffiarci il posto sul podio: Jean-Marie Le Pen. Le dichiarazioni del leader del Front National sono state infatti decisive ai fini della vittoria: «Non si può dire che il partito nazista fosse un partito di estrema destra, né il partito fascista. Il fascismo e il nazismo sono figli della Rivoluzione francese, dei movimenti di sinistra, innanzitutto socialisti». Si perde quando non si valorizzano le risorse a disposizione; entrambi, infatti, avevamo in dotazione un vecchio riconglionito: i francesi sono riusciti a fare arrivare il proprio a destabilizzare le urne, noi abbiamo mandato il nostro da Costanzo a bere le urine. Rispondendo al vescovo De Berranger, che nei giorni scorsi l'aveva accusato di xenofobia, Le Pen ha affermato: «Sul problema immigrazione sono d'accordo con il Papa». Dal canto suo, preso atto troppo tardi dell'esistenza di Le Pen, Giovanni Paolo II sta considerando la possibilità di rivedere le proprie posizioni su aborto e uso del preservativo. In effetti, non si può non evidenziare quanto il destino si sia rivelato beffardo nei confronti di Jean-Marie Le Pen, costringendolo a vivere 73 anni vestendo panni da squallido razzista, quando avrebbe potuto da subito chiudere la carriera in gloria rivelandosi un ottimo pompino. Le Pen, infine, si è autodefinito "l'ultimo socialista rimasto in Francia"; l'ultimo che rimaneva a noi è stato confinato ad Hammamet per molto meno.
Giovedì 25 Aprile 2002
Credo che chi si preoccupa di inondare di pubblicità la mia casella di posta elettronica non abbia una grande opinione di me. Per questo desidero esimerlo dall'onere, specificando che: non ho bisogno di un prestito per una casa; non voglio ordinare DVD per adulti e, nel caso invece mi interessassero, mi serve a poco sapere che, nel caso, vendete anche vibratori; non me ne può fregare di meno se avete paparazzato la Kournikova con le tette al vento; non vi credo se dite che avete in vendita il filmato di Britney Spears che fa un pompino, perché se ne fa (e per la legge dei grandi numeri ne fa), se ne sta al riparo delle vostre webcam; non voglio sposare un'ucraina; non devo perdere peso; non me ne faccio niente di un investigatore privato; non gioco nei casinò veri, figuriamoci in quelli virtuali e, se anche intendessi farlo, sarei proprio curioso di scoprire come potrei riuscire a farmi pagare la vincita dalla vostra sede nel paradiso fiscale delle Cayman; non ho intenzione di spendere 1,86 € al minuto per cambiare suoneria al mio cellulare ma, nel caso, per quella cifra il mio telefonino dovrebbe essere in grado di suonarmi una partitura di Mozart e qualchecosina di Bach. Infine, per quanto possa apparire poco credibile, non voglio allargare il mio pene e non ho bisogno di Viagra gratis. Però, la sera in cui doveste trovarvi in un quartiere sconosciuto e incontrare un replicante di Mike Tyson a cui ricordate tanto l'affettuoso ex compagno di cella, ecco, mi auguro davvero che lui, al contrario, abbia seguito i vostri consigli: che, come Obelix, sia caduto da piccolo nel pentolone pieno di Viagra e, malgrado tutto, abbia comunque deciso di farsi allargare il pene.
Martedì 23 Aprile 2002
Sarà stato un caso, ma proprio nel momento in cui la Francia si è scoperta un 15% più a destra di quanto immaginasse, stavo rileggendo "Lettere di condannati a morte della Resistenza Italiana". In particolare, le ultime parole di un padre che immagino augurasse alla figlia di non dover essere testimone di giorni come questi. Io, stasera, non sono in grado di descrivere cosa vuol dire essere di sinistra (o anche semplicemente diversi da chi ha votato Le Pen) con parole migliori delle sue: «Cara Gisella, quando leggerai queste righe il tuo papà non sarà più. Il tuo papà che ti ha tanto amata malgrado i suoi bruschi modi e la sua grossa voce che in verità non ti ha mai spaventata. Il tuo papa è stato condannato a morte per le sue idee di Giustizia e di Eguaglianza. Per me la vita è finita, per te incomincia, la vita vale di essere vissuta quando si ha un ideale, quando si vive onestamente, quando si ha l'ambizione di essere non solo utili a se stessi ma a tutta l'Umanità. Un giorno sarai sposa e mamma, allora ricordati delle raccomandazioni di tuo papà e soprattutto dell'esempio di tua mamma. Studia non solo per il tuo avvenire ma per essere anche più utile nella società, se un giorno i mezzi non permetteranno di continuare gli studi e dovrai cercarti un lavoro, ricordati che si può studiare ancora ed arrivare ai sommi gradi della cultura pur lavorando. Mentre ti scrivo ti vedo solo nell'aspetto migliore, non vedo i tuoi difetti ma solo le tue qualità perché ti amo tanto: ma non ingannarti perché anche tu hai i tuoi difetti come tutte le bambine (ed anche i grandi), ma saprai fare in modo di divenire sempre migliore, ed è questo il modo migliore di onorare la memoria del tuo papà. Tu sei giovane, devi vivere e crescere e se è bene che pensi sovente al tuo papà, devi pensarci senza lasciarti sopraffare dal dolore, sei piccola, devi svagarti e divertirti come lo vuole la tua età e non solo piangere. Il tuo papà».
Lunedì 22 Aprile 2002
Siamo una nazione di buoni, in fondo, se ancora non ci siamo stancati di accorrere come infermierine al capezzale di un settantaduenne ottenebrato e rompipalle. In qualsiasi altro angolo del mondo Marco Giacinto Pannella sarebbe stato messo in condizione di godere il meritato riposo, spendendo inconsciamente la vecchiaia preda dei fumi dell'helzheimer, immerso nel verde di una lussuosa casa di riposo. Massimo rispetto per le vittoriose battaglie giovanili e l'impeto degli anni verdi. Ora però è tempo degli Anni Azzurri: dodici residenze dotate di massima cura igienica, reparti all'avanguardia per non autosufficienti, soggiorni in località climatiche. Da troppo tempo ormai questa nazione ha un gatto nero appeso ai coglioni che si sente legittimato, perché tollerato, ad avventarsi su qualsiasi inutile causa. Stavolta, contro la mancata elezione dei due giudici della consulta, ha bevuto la propria urina proprio nel giorno in cui, forse per empatia, Silvio Berlusconi vomitava merda su Biagi, Santoro e Luttazzi. Oggi, dopo aver visto ridicolizzare l'istituzione dei referendum e una protesta estrema e dignitosa come il rifiuto di cibo e acqua, è forse ora di affermare che un paese civile ha bisogno di riforme fatte sulla base di discussioni e confronto, non ricatti. Quest'uomo è a favore dell'eutanasia: è forse venuto il tempo che crepi, se ne ha voglia, senza che le istituzioni debbano fingersi crocerossine preoccupate. Diamo a Marco Giacinto una ventina di gocce di Serenase due volte al dì, non ulteriore credito, se non vogliamo che la prossima volta Cofferati si senta legittimato a rapire il PierSilvio pur di assicurarsi che papino ceda sull'articolo 18.
Venerdì 19 Aprile 2002
Poteva essere l'idea di un'agenzia di PR, e invece l'ha avuta un vecchio svizzero depresso. Il monomotore da turismo che alle 17:47 di ieri ha sventrato il grattacielo Pirelli ha inaugurato uno dei più importanti eventi mondani che i giornalisti milanesi ricordino. Mentre la zona attorno a Piazza Duca D'Aosta si riempiva di curiosi videocamerati che si contendevano una foto o una ripresa, se non addirittura un souvenir di cemento armato nel caso in cui il Pirelli fosse imploso su sé stesso, i milanesi davano tutt'altro che prova di civiltà e dimostrazione di solidarietà. Pareva di assistere ad una partenza di Formula 1; si nasava nell'aria il desiderio più o meno celato dell'incidente, la bramosia di essere testimoni della storia mentre un pezzo di storia crolla: il pubblico, intralciando i soccorsi, si scopriva giornalista. I giornalisti, nel frattempo, improvvisavano una sorta di party davanti al centro di coordinamento della Protezione Civile, a debita distanza dal grattacielo, dal brusio del cittadino medio accorso in bicicletta, dall'ululare delle sirene che rendeva così arduo il chiacchiericcio redazionale. C'erano tutti, ad un passo dalla notizia, totalmente ignari di ciò che stava realmente accadendo: i pochi che si sottraevano al gossip sui colleghi saltavano da un allegro drappello all'altro, sbavando per qualche dato di prima mano. Un passante che si stava interrogando sulle cause della tragedia è stato scambiato per sicuro testimone oculare. Un minuto dopo era sepolto dai taccuini, mentre i cameraman accorrevano trafelati. Nel casino che si era creato mi sono chiesto come avessero fatto tutti a trovarsi, privati persino della possibilità di localizzarsi fiutando il canonico buffet.
Giovedì 18 Aprile 2002
Va detto: la rubrica di ieri era ignobilmente politicamente scorretta. Malgrado tutto, l'atteggiamento era preventivato: a volte il puro gusto della battuta prevarica la morale. In una delle più riuscite vignette di Vauro (criticata persino dall'allora direttore di "Boxer" Stefano Disegni), Berlusconi chiedeva al medico: «Come ha detto, dottore? Vergine? Toro?», e la risposta era «Cancro, ho detto Cancro». La risata in sé e per sé è spesso di cattivo gusto. E va bene che sia così. Ma è doveroso anche avere il coraggio della civiltà. Oggi, quindi, niente rubrica: c'è lezione. Ci sediamo e ascoltiamo in silenzio. Anch'io, che per primo ho da imparare qualcosa. Sale in cattedra Piergiorgio Paterlini, dal libro "Io Tarzan, tu Jane": "Quando volete dire - nel linguaggio istintivo, da bar - che avete avuto la meglio su qualcuno,che siete stati più furbi e più forti di lui, che l'avete fregato, che espressione usate? Ve lo dico io: «Gliel'ho messo nel culo». L'avrete detto, e sentito dire, migliaia di volte… Pensate. Gli eterosessuali, e in genere proprio quelli più antigay, utilizzano spontaneamente, istintivamente, continuamente la descrizione di un atto omosessuale per vantarsi, esaltarsi, per sottolineare le proprie grandi imprese. Altro che giornata dell'orgoglio omosessuale! Gli etero la festeggiano tutti i giorni. Il massimo della fierezza di sé, per gli eterosessuali, è compiere un atto omosessuale (o meglio: che loro giudicano tale): ficcarlo nel culo a qualcuno. Quando sono all'apice del loro orgoglio virile, gli eterosessuali si dichiarano dunque, davanti a tutti, omosessuali. Per vincere la battaglia contro la discriminazione non c'è bisogno di grandi discorsi sui diritti civili. Basterebbe spiegare agli eterosessuali quello che - da soli! - già fanno, dicono, pensano veramente in tutti i minuti; e un po' di informazione corretta per fare la più grande rivoluzione che abbiamo mai immaginato".
Mercoledì 17 Aprile 2002
Il consiglio d'amministrazione della Rai ha approvato le nomine ai vertici delle reti e delle testate giornalistiche. A questa gestione va riconosciuto lo sforzo di non essere scesa a compromessi applicando la logica della spartizione: per evitare inutili discussioni, infatti, tutte le cariche sono state assegnate ad esponenti della destra. Nessun bilanciamento di appartenenze: Clemente Mimun è stato promosso alla direzione del Tg1, mentre l'autorità palestinese è rimasta a bocca asciutta. Approda invece alla poltrona di comando di RaiUno uno dei membri del cast di "Dom&Nika In": Fabrizio Del Noce. «Se è per questo - si è difeso l'ex giornalista appartenente all'area di Forza Italia - quelli per il programma di Jocelyn non sono stati i miei unici interventi in un contesto in cui la mia presenza risultava comica: figuratevi che sono stato addirittura parlamentare». Del Noce vede così coronata una lunga carriera, iniziata più di vent'anni fa sul un campo di battaglia, a Teheran: nei pochi istanti precedenti il suo primo collegamento in diretta la timidezza stava per avere il sopravvento; qualcuno gli suggerì di prepararsi con il miglior scioglilingua che conoscesse, e lui limonò con il cameraman. Momenti di imbarazzo in viale Mazzini per chi, ieri sera, a nomina ancora fresca, gli ha fatto presente di fare attenzione al consiglio d'amministrazione, e che dai suoi membri avrebbe dovuto ingoiare bocconi amari. Del Noce ha risposto: «Oh... beh, meglio che in faccia o sui capelli». Il nuovo direttore, a cui viene consegnata una rete che detiene la leadership degli ascolti, non teme la concorrenza: «Non è un problema: sono uno abituato ad avere il fiato sul collo da chi mi sta alle spalle».
Martedì 16 Aprile 2002
Probabilmente il nome Antonio Tombolini non vi dice niente. Non lo conoscevo nemmeno io, prima che mi arrivasse a casa il "Pacco del diffidente". Conteneva varie prelibatezze, tra cui olio di Tigliano, pesto alla genovese fatto al mortaio, l'introvabile formaggio Bettelmat, prodotto da una manciata di fattorie piemontesi, da gustare assieme alla gelatina di Recioto. Il "Pacco del diffidente" era un'idea di Tombolini, creatore della bottega online Esperya: l'unico lampo di genio di un sito di e-commerce italiano da che esiste Internet. Doveva vincere la diffidenza dei clienti: dubbi su carta di credito, spedizioni e qualità dei prodotti. Per questo stilò un regolamento che dovrebbe rappresentare la bibbia per chi ambisce a raccattare qualche soldo dalla rete e, se proprio vogliamo un mondo migliore, del commercio in generale. Eccolo, in sintesi: 1) La legge dice: il cliente può cambiare idea entro 10 giorni dall'ordine /Per noi il cliente può cambiare idea quando vuole. 2) Il Cliente che cambia idea deve comunicarlo a mezzo lettera A.R. / E il telefono, il fax, la posta elettronica? Potete comunicarci di aver cambiato idea come preferite. 3) Se non si è soddisfatti del prodotto, bisogna dimostrare un vizio di fabbricazione. / Non c'è bisogno di dimostrare niente: il cliente non è soddisfatto e basta. 4) La merce contestata va restituita in confezione integra. / Come si può essere insoddisfatti senza avere assaggiato? Il Cliente non deve restituire niente. La qualità dei prodotti era tale che se ne discuteva in un forum libero, senza censure per i pochissimi insoddisfatti. Vi parlo di Tombolini perché quel forum è stato chiuso. E lui licenziato. La proprietà di Esperya, per la cronaca, era di Kataweb, il portale che ha sapientemente scialacquato 46 milioni di € in due anni.
Lunedì 15 Aprile 2002
Voglio un nome, uno solo. Voglio conoscere le generalità del responsabile della programmazione di Italia 1. Non desidero con questo in alcun modo additarlo al pubblico ludibrio e renderlo oggetto di ignominia e ingiurie: fatte salve quest'ultime, più che meritate, non covo così tanta cattiveria da arrivare a desiderare che non abbia un impiego. Basta che non sia quello attuale. Tanto merita per essersi dimostrato una delle più terribili piaghe dell'etere, capace di danni pari a quelli che il Berlusconi politico ha causato ai media, o il Berlusconi mediatico alla politica. È infatti al genio della comunicazione che definisce i palinsesti della rete giovanile di Mediaset che dobbiamo tutte quelle decisioni che persino un cane da cruscotto con la testa oscillante a molla avrebbe preso con maggior competenza: la scelta di programmare la "season finale" di "X-Files" nel corso della prossima estate; l'aver bruciato tre serie e decine di puntate di "Ally McBeal" rendendo quotidiana una delle sit-com più seguite negli Usa e trasmettendola alle 14 e 30 di luglio e agosto; le varie censure in "Xena" e quella, imperdonabile, del fondamentale bacio lesbico nell'ultima puntata di "Buffy"; lo spostamento di un cartone per adulti come i "Simpson" nella fascia oraria dedicata ai bambini; l'aver mandato in onda la prima serie di "Star Trek - Deep Space 9" per poi dimenticare in magazzino le 7 successive. Quest'uomo, che però non ci fa mancare le repliche notturne di "Non è la Rai" e la settantesima riproposizione di "Happy Days", merita di capire cosa si prova quando le cose belle finiscono presto e inaspettatamente. E l'unico metodo è augurargli una cronica eiaculazione precoce.
Venerdì 12 Aprile 2002
Panorama è uscito in edicola questa settimana senza che, come di consueto, ne fosse inviata una copia-staffetta ai giornalisti. L'ha fatto per non rovinarci un sorpresone: altre cinque pagine fitte fitte di sproloqui di Oriana Fallaci. Dopo essersela presa con l'Islam e i musulmani sulle pagine del Corriere della Sera, è la volta delle randellate agli antisemiti che si sono permessi di criticare Israele e l'intervento militare di quel sant'uomo di Ariel Sharon contro i palestinesi. L'amabile e bonaria scrittrice di "Lettera a un bambino mai nato" (di cui presto Mondadori pubblicherà il seguito: "Ho abortito perché era negro") ne ha un po' per tutti: intellettuali di sinistra, vescovi, pacifisti, titolari di epidermidi con valori RGB inferiori a 247, 229, 210 e qualsiasi tipo di forma di vita a base di carbonio al di sotto del 40° parallelo. L'Oriana nazionale, ormai divenuta iperproduttiva, non cesserà di stupirci e ha già pronti nel cassetto tutti i prossimi interventi: "Oriana Fallaci contro i poveri", "Oriana Fallaci contro i monsoni"; "Oriana Fallaci contro la siccità" e "Oriana Fallaci contro Denzel Washington". C'era un tempo in cui, in effetti, due scritti della Fallaci nel giro di pochi mesi avrebbero rappresentato un evento: il suo ultimo romanzo, "Inshallah", risale al 1990 e uscì nelle librerie dopo undici anni di silenzio e di isolamento forzato per scrivere, pare, un libro sulla propria malattia. Corre infatti l'anno 1992 quando ad uno spaventato tumore viene asportata per intero Oriana Fallaci. «Ringrazio l'equipe di medici che, quel giorno, mi ha restituito la speranza, - ha recentemente dichiarato il tumore - non so quanto sarei riuscito a tirare avanti se non si fossero accorti che era più maligna di me».
Mercoledì 10 Aprile 2002
Tra le storie diffuse sulla rete, un lettore di Dagospia ha scovato una delle più divertenti: un brano radiofonico che raggiunge picchi mai toccati nemmeno da Howard Stern, il nemico numero uno dell'associazione dei genitori americani. Un Dj della WBAM di Chicago, nel corso di una sorta di "Gioco delle coppie", chiama una persona a caso per verificare il livello di conoscenza del partner.
Dj: «Hey! Sono Edgar della WBAM. Stiamo per regalarti un viaggio a Orlando in Florida, se vinci. Come ti chiami?»
Jim: (ridendo) «Mi chiamo Jim.»
Dj: «Grazie. Adesso qual è il nome di tua moglie?»
Jim: «Sara.»
Dj: «Okay, prima domanda per te Jim - Quando è stata l'ultima volta che avete fatto sesso?»
Jim: «…lei mi ucciderà per questo… Verso le 8 di questa mattina.»
Dj: «Seconda domanda. Devi essere sincero: quanto è durato?»
Jim: «Circa 10 minuti.»
Dj: «Caspita! Ma allora vuoi davvero vincere il viaggio! Nessuno avrebbe mai detto così poco se non ci fosse un viaggio in premio. Bene adesso l'ultima domanda: Dove avete fatto sesso questa mattina tra le 8 e le 8.10?»
Jim: (ridendo in modo compiaciuto) «Noi, ummm… niente di speciale, ma sua madre è venuta a trovarci per due settimane... e mia suocera stava facendo la doccia questa mattina… L'abbiamo fatto sul tavolo della cucina.»
Dj: «Okay gente, mettiamo la telefonata di Jim in attesa… adesso chiamiamo Sara, che ne dite? Sara, io sono Edgar di WBAM. Siamo in diretta sul mio programma radio e ho fatto una chiacchierata con Jim.»
Sara: (ridendo) «Jim, che cavolo di scherzo mi stai combinando?»
Jim: (ridendo) «Devi solo rispondere alle domande con sincerità amore, d'accordo? Devi essere completamente sincera.»
Dj: «Sì, questo è il requisito essenziale. Adesso ti farò 3 domande. Se le tue risposte corrisponderanno a quelle date da Jim, allora vincerete un meraviglioso viaggio a Orlando, in Florida. Bene, iniziamo: quando è stata l'ultima volta che avete fatto sesso, Sara?»
Sara: «Oh mio Dio, Jim... uh, questa mattina prima che Jim andasse in ufficio. Verso le 8 di questa mattina.»
Dj: «Molto bene. Seconda domanda: Quanto è durato?»
Sara: «12, 15 minuti forse.»
Dj: «Hmmmm. Questa risposta è abbastanza vicina. Sono sicuro che Sara sta proteggendo la mascolinità del suo uomo. Adesso è rimasta l'ultima domanda, Sara. Sei ad una domanda dal vincere il viaggio e partire con Jim per la Florida. Sei pronta? Dove lo avete fatto?»
Sara: «Oh mio Dio, Jim! Non hai risposto anche a questo, vero?»
Jim: «Non aver paura amore, rispondi ed è finita.»
Dj: «Di cosa ti preoccupi adesso Sara? Rispondi alla mia ultima domanda.»
Sara: «Bene, è che mia madre è venuta a passare qualche settimana da noi e... Ohhhh signore ... Non ci posso credere che lo hai detto!»
Jim: «Forza tesoro, è per un viaggio gratis in Florida.»
Dj: «Avanti Sara. Non abbiamo tutto il giorno: Dove lo avete fatto?»
Sara: (una breve pausa, un lieve sospiro) «Nel culo.»
(lunga pausa di silenzio radio)
Dj: «Ritorneremo fra pochi istanti dopo aver ascoltato i nostri sponsor.»
Martedì 9 Aprile 2002
Non sono cose da dire, e tanto meno da scrivere, ma alla genialità di alcuni tipi di truffe viene spontaneo tributare un inchino. In ciascuno di noi c'è un piccolo bastardo istigatore a delinquere che gode nel sapere, ad esempio, che migliaia di improvvisati Robin Hood gabbano le assicurazioni per 260 milioni di euro ogni anno. Eppure, malgrado ciò, la cifra sottratta equivale a niente per un settore che drena liquidità per 67 miliardi di euro, nei quali è pacifico che esista una seppur minima quota di maltolto. È come una torta in faccia ad un potente: un gesto simbolico, che non fa alcun danno, ma che vale il rischio. È stato il mercato, con i suoi eccessi, a creare i truffatori: l'eccesso opposto in grado di garantirgli un minimo di autoregolamentazione. Succede anche alle banche: per decine di migliaia di pensionati frodati da un conto speciale i cui interessi calano dal 5 allo 0,3% in un solo anno, ogni tanto c'è una rapina. È la natura. E si manifesta in svariate forme, l'ultima delle quali è rappresentata dal fenomeno delle "targhe clonate": migliaia di infrazioni che vengono commesse a Napoli, mentre le multe arrivano ad inconsapevoli cittadini del nord. Il risvolto geniale della truffa sta nella scelta di una delle vittime: il comandante dei Vigili di Napoli, destinatario di un centinaio di contravvenzioni. Non ce ne voglia: probabilmente è stato scelto a caso per scontare le colpe del sadico puttanone in divisa che, in una città come Milano, priva di parcheggi per motorini ma nella quale le auto sono libere di avvelenare il centro storico, multa quotidianamente gli scooter in sosta in via Torino, davanti al cinema Eliseo. Compreso il mio. Che dire: sono soddisfazioni.
Lunedì 8 Aprile 2002
Ariel Sharon è ben consapevole del fatto che "ne uccide più la penna che la spada". Capisce quindi le ragioni per cui Oriana Fallaci abbia scelto la prima per sparare ad alzo zero sui musulmani, ma ha dimostrato di preferire metodi alternativi: «Sia la penna che la spada - ha infatti dichiarato il premier israeliano - alla mitragliatrice Uzi da 220 colpi gli fanno una sega». Il sentore di un rinculo di antisemitismo ha messo in allarme il direttore de La Stampa Marcello Sorgi, che ha biasimato Forattini per una vignetta finalmente politicamente scorretta; e Lamberto Sposini, che si è chiesto «Sono fascista se condanno i kamikaze?». I paragoni "ebrei=nazisti" e "palestinesi=terroristi" hanno scandalizzato molti, ma è pur vero che i carri armati a Betlemme e i kamikaze nei bar di Haifa scostano i termini della discussione dal problema religioso e li riconducono ad una questione di razza. Ecco: è "razza", invece, la parola il cui ritorno deve fare paura, il termine che, rivestito di paramenti sacri, sta ispirando milioni di inetti, in ogni angolo del mondo, a bombardare, lapidare e squartare nel nome di uno dei tanti nomi che hanno dato a Dio, o a difesa di una delle svariate cazzate di cui lo ritengono autore: i venerdì di magro, il Ramadan, il riposo del sabato, le quaresime, gli ex-voto, le reliquie, i copricapo di papi e rabbini e le cantilene dei muezzin. Se Dio esiste, non ha mai diretto i cingoli di un carro armato, non si è mai fatto saltare in aria in un ristorante, né ha mai armato una mano anche solo di una pietra. Allo stesso modo non ha mai ispirato i fanatici che invece l'han fatto, i primi a scandalizzarsi per una bestemmia, eppure gli unici a ritenerlo tanto porco da poterli giustificare.
Venerdì 5 Aprile 2002
Gioco per tenere in allenamento la memoria: data la lista dei seguenti decessi, trovare le coincidenze. 3 agosto '80 - Pierangelo Teoldi, Comandante aeroporto Grosseto: incidente stradale. 9 maggio '81 - Maurizio Gari, capo controllore Difesa Aerea radar Poggio Ballone: infarto, a 37 anni. 20 marzo '87 - Licio Giorgieri, comandante Registro Aeronautico Italiano: ucciso da Unità Comuniste Combattenti. 31 Marzo '87 - Mario Alberto Dettori, controllore Difesa Aerea radar Poggio Ballone: suicidio per impiccagione. 12 agosto '88 - Ugo Zammarelli, SIOS Cagliari: investito da motocicletta. 28 agosto '88 - Mario Naldini e Ivo Nutarelli, piloti: collisione tra velivoli. 1° febbraio '91 - Antonio Muzio, Maresciallo torre di controllo Lamezia Terme: omicidio. 2 febbraio '92 - Sandro Marcucci, pilota 46a Aerobrigata Pisa: incidente aereo durante servizio antincendio. 2 febbraio '92 - Antonio Pagliara, controllore Difesa Aerea radar Otranto: incidente stradale. 12 gennaio '93 - Roberto Boemio, Capo di Stato Maggiore 3a Regione Aerea: accoltellato durante rapina. 2 novembre '94 - Gian Paolo Totaro, Maggiore medico: suicidio per impiccagione. 21 dicembre '95 - Franco Parisi, controllore Difesa Aerea radar Otranto: suicidio per impiccagione. Soluzione: tutti erano in servizio la notte della strage di Ustica. È solo un gioco, non particolarmente divertente, che aiuta a non dimenticare. E di cui, come per il Trivial Pursuit, escono nuovi aggiornamenti. Ieri, 4 aprile 2002 - Michele Landi, consulente informatico per l'omicidio D'Antona e delle procure di Roma e Palermo, confessa agli amici di essere a conoscenza di novità su Ustica: suicidio per impiccagione.
Giovedì 4 Aprile 2002
Pessima giornata, questa, per i milanisti: la Rai non ha sborsato un milione e mezzo di euro per acquistare i diritti delle partite del Borussia, la squadra avversaria di stasera. Poco male, afferma giustamente Aldo Grasso sul Corriere di oggi: meno Milan e più Piero Angela. Il critico, impietosito, ha però fornito un escamotage ai tifosi irriducibili forniti di satellite: la partita è visibile in chiaro sul canale ARD, alla posizione 760 per chi ha scelto la numerazione prestabilita di Tele+. Nel caso in cui abbiate invece optato per la numerazione personalizzata è necessaria la laurea in ingegneria. Peggio ancora se si avete a disposizione solo il decoder Stream: il vostro tostapane ha qualche possibilità di più di riuscire a sintonizzarsi sulla partita. Lo spunto torna utile per trattare l'ormai obsoleto tema del "decoder unico". Per quanto Tele+ e Stream lo abbiano fatto credere (spacciando ciascuna per nuovi i propri ricevitori, identici in tutto e per tutto a quelli venduti l'anno precedente), il "decoder unico" non esiste. O meglio, esiste, ma non è tra quelli che vengono forniti ai rispettivi utenti, limitati nel numero di canali ricevibili (le pay per view del concorrente, ad esempio). Il vero ricevitore universale lo produce un'azienda coreana, si chiama Humax 5400 e, attraverso un programma pirata gratuito, è in grado di mettere in chiaro qualsiasi canale televisivo europeo. Prodotti simili (e legali) esistono: per funzionare al 100% necessitano di un software che Tele+ produce ma si rifiuta di diffondere via etere. Il che, al di là delle belle parole che si possono spendere sul tema della legalità, induce a pensare che un po' di pirateria fa bene. E anche che qualcuno un filo se la merita.
Mercoledì 3 Aprile 2002
Costa, ma è doveroso essere solidali con Famiglia Cristiana e il suo direttore Don Antonio Sciortino, querelati da Oriana Fallaci, definita dal settimanale cattolico "grullarella" in seguito alla pubblicazione di quel sunto di puttanate pensate e scritte in una vita che è "La rabbia e l'orgoglio". L'aggettivo (per quanto benevolo appaia, rapportato al personaggio) è stato considerato dall'autrice "ingiurioso, diffamatorio, gravemente offensivo dell'onore, del prestigio e del decoro": danni quantificabili in un milione di euro di risarcimento. Noi "La rabbia e l'orgoglio" ce lo siamo letto tutto: lo abbiamo preferito come alternativa ad una martellata sulle palle, e solo a libro finito ci siamo resi conto che sacrificare un testicolo poteva risultare più facilmente sopportabile. All'interno, decine di passi ledono l'onore di milioni di islamici. Qualche esempio: la Fallaci sostiene che tutte «le regioni musulmane dell'Africa» finanziano il terrorismo, senza eccezioni, e si augura che ad «un Mustafà o un Muhammed» venga proibito di iscriversi ad un'università americana; che «le moschee di Milano e di Torino e di Roma traboccano di mascalzoni che inneggiano a Usama Bin Laden, e di terroristi in attesa di far saltare in aria la Cupola di San Pietro» e che le dà persino «fastidio» considerare quella musulmana una cultura. Infine definisce «stupide» le donne che accettano il chador, «scimunite» quelle che non vogliono farsi fotografare e «minchione» quelle che sposano uno «stronzo» con altre tre mogli. La Fallaci non ha da temere equivalenti querele da parte dei Mustafà e dei Mohammed. Se però c'è una giustizia c'è da augurarsi che quando la vecchia tirerà le cuoia trovi dall'altra parte Allah, in persona, a farle un culo così.
Martedì 2 Aprile 2002
Gli studiosi, confortati da anni di statistiche, confermano la notizia secondo la quale durante le festività il numero di suicidi subisce un drastico aumento. Nessuno, però, si è mai spiegato per quale motivo da qualche anno a questa parte Pasqua faccia eccezione. Noi azzardiamo una risposta: il lunedì dell'Angelo i quotidiani non sono in edicola, e la rubrica "Pubblico & Privato" di Francesco Alberoni salta una settimana. Il sottoscritto, al contrario, è profondamente turbato da quest'assenza, affatto sicuro che un simile vuoto nello spazio-tempo possa essere colmato senza conseguenze. Avrò lo stesso numero di figli che il destino mi aveva assegnato nella dimensione parallela in cui la rubrica è regolarmente uscita? E se un giorno queste dimensioni dovessero unirsi nuovamente, come potrò reggere il confronto con il me stesso che avrà avuto la fortuna di leggere i consigli di Alberoni e farne tesoro per condurre una vita migliore? Come riuscirò ad evitare che un uomo a me simile in tutto, ma con un bagaglio di tale e tanta esperienza, si trombi mia moglie, rubi il mio posto di lavoro e stia più simpatico persino ai miei genitori? Magari quella di questa settimana era una puntata importante, la risposta del sociologo maximo alla Vita, l'Universo e Tutto Quanto. E io me la sono persa. Gli studiosi e le statistiche dicono delle gran cazzate: Pasqua non fa affatto eccezione. Almeno questa. Almeno per me. Non posso reggere il pensiero di una vita consumata in attesa di essere messo in competizione con un me stesso dalle qualità accentuate. E quindi molto più stronzo. Da domani sarà lui a curare la rubrica. Bang.
Lunedì 1 Aprile 2002
È grazie ad un frequentatore del sito di Claudio Sabelli Fioretti se i posteri avranno a disposizione la trascrizione della dura seduta a cui il Presidente del Consiglio si è sottoposto nel corso di un talk show in onda su una delle sue reti. Pochi passi dalla lettera dell'officiante agli adepti del costanzosciò: «Je devo dì à verità, signor presidente… quando vedo morì de fame un bambino der Ruanda o de la Niggeria, io me sento triste... so' fatto così, è più forte di me... sarò fatto pure male... E dei pensionati a 700.000 lire al mese, che mme dici? E volemo dì quarcosa ai ggiovani alla ricerca der primo 'mpiego? Presidente, se dovemo ritrovà più spesso, je devi spiegà all'italiani...». Che la parlata di borgata avvicini alle masse sono ormai rimasti a crederlo soltanto Costanzo e la Ferilli ma, in cerca di una risposta a tono, il pensiero è corso ad un libro di poesie ingiallito: Trilussa, Edizioni A. Mondadori, 1930, lire dieci. Parla un Grillo; mancano anni alla nascita della P2, e una Lumaca è decisa in ogni caso a far carriera, strisciando:
- Indove passi tu ce lassi er segno,
- je fece er Grillo - e questo è 'no svantaggio,
perché ogni tanto capita un passaggio
commodo, forse, ma nun troppo degno,
e nun sta bene che la gente scopra
su quante puzzonate passi sopra.
Io, invece, che m'aregolo ar contrario
arrivo a zompi, ma nessuno vede
in quale pistarecci metto er piede
quanno trovo un appoggio necessario:
volo su tutto, sarto allegramente
e passo per un grillo indipendente.