Fiction da non disperdere nell’ambiente

Dopo aver clonato Padre Pio in due differenti versioni, mandando completamente a puttane le carriere e la credibilità di Michele Placido e Sergio Castellitto, Rai e Mediaset si apprestano a darsi battaglia anche sulla fiction dedicata a Papa Giovanni XXIII. Bob Hoskins (diretto da Ricky Tognazzi) interpreterà la serie targata Canale 5, mentre la Rai si è affidata alla regia di Giorgio Capitani, ad Edward Asner per il ruolo di Papa Roncalli e alla produzione dell’ex direttore della tv lottizzata di stato Ettore Bernabei. I rispettivi titoli? “Il papa buono” e “Giovanni XXIII”, si presume assegnati attraverso il sistema dell’offerta in buste chiuse nel corso dell’ultimo papamercato. C’è purtroppo da constatare che parte dell’immiserimento del panorama televisivo è appunto causato dal proliferare del virus delle fiction, costosissime produzioni ad impianto narrativo fisso, esclusivamente basate, se ci fate caso, su quattro tipologie di personaggi: il prete, il maestro, il medico, il detective (di preferenza carabiniere, altrimenti poliziotto o privato). Il tema si dimostra particolarmente utile per espiare le nostre colpe verso la raccolta differenziata dei rifiuti: organizziamone una per le fiction. I preti nel contenitore nero, i maestri in quello grigio, i medici in quello bianco, i detective in quello blu. Con il materiale riciclato potremmo ottenere un’unica, monumentale serie di 52 puntate in grado di battere ogni record di audience e di share. Trama: un prete, professore di medicina, indaga su un misterioso omicidio. Geniale, ma manca la figa, obbietterà a ragione qualcuno. Ok, piccola modifica: Manuela Arcuri, suora e professoressa di medicina, indaga su un misterioso omicidio.

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