Eccesso di presenzialismo

Se in Italia avessimo Batman, il personaggio di Enigma lo vorrebbe fare sicuramente Francesco Cossiga. Entrambi non stanno dalla parte dei buoni. Entrambi centellinano i segreti di cui sono a conoscenza, vincolandone la divulgazione alla soluzione di stupidi indovinelli. Da anni, infatti, man mano che l’Alzheimer avanza, l’ex Presidente della Repubblica continua divertito a togliersi dalle scarpe i sassolini residui dell’epoca delle picconate, riguardanti gli anni più cupi della storia Italiana. E lo fa con cognizione di causa. Fateci caso, e pensate a qualche episodio oscuro del recente passato: lui, in qualche modo, c’era. Sempre. Ustica? Presidente del Consiglio. Rapimento Moro? Ministro dell’Interno. Strage di Bologna? Presidente del Consiglio. Nell’agosto del 1991 raccontò al regista Zeffirelli (confermando in seguito) di «conoscere uno per uno» i terroristi coinvolti nel rapimento di Aldo Moro e di sapere dove fosse ubicata la prigione. Qualche giorno fa, nel corso di un convegno, ha dichiarato che secondo lui con la strage di Ustica gli americani non hanno nulla a che fare e, piuttosto, gli pare più verosimile che l’aereo sia stato abbattuto da «un missile». Voi lo leggete in italiano, ma lui l’ha pronunciato in francese. I francesi hanno faticato, ma sono riusciti a trovare un personaggio di pari autorevolezza che potesse controbattere all’insinuazione. «Me stiamo schersandò, quel màntitor! Con uno come Cossiga non starei nemmeno nella stessa stonsa», ha dichiarato l’ispettore Clouseau.

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