Fatica sprecata

Nel dover redigere una rubrica quotidiana, quello che si può definire “un brutto periodo” è quando si vorrebbe scrivere satira, e invece il foglio resta macchiato di parole incazzate. O indignate, disgustate: decidete voi come classificare ciò che leggerete. Sorry: per i calembour e le battute ad effetto ci sarà tempo. La scorsa notte romana è stata scossa dall’esplosione di un ordigno nei pressi del ministero degli Interni. Tempo poche ore, e i primi commenti ad effetto ad apparire sulle agenzie sono quelli del ministro Castelli e Silvio Berlusconi, con i toni di quelli che hanno nasato la puzzetta e sanno che l’odore viene da vicino. A dire del primo «manifestazioni di piazza come quella del Palavobis possono creare un clima da cattivi maestri con qualcuno che poi si lascia influenzare»; il secondo, alla maniera di un Bradbury de noiantri, specifica: «C’è una storia recente che nessuno di noi dovrebbe trascurare». E noi mica dimentichiamo, infatti, che c’è stato un periodo caratterizzato da una cosa chiamata “strategia della tensione”. E che è un fenomeno che si verifica quando frange incontrollabili del potere in carica fan saltare qualcosa di dimensioni che variano dal motorino alla stazione, e poi accusano l’avversario per fargli perdere consenso. Tanto rumore per nulla: si poteva risparmiare in petardi e lasciar fare a Fassino, Rutelli e D’Alema.

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