Giovedì 28 Febbraio 2002
Speciale legge Bacchelli: menti geniali del passato hanno bisogno del nostro aiuto. Ce ne occuperemo man mano, un rimbambito per volta. Si parte con Michele Serra, che su Repubblica, riguardo a "Mani Pulite", ha scritto: "L'esultanza liberatoria di quegli anni, culminata nell' orribile lancio di monetine a un Craxi già in disgrazia, non appartiene ai souvenirs più nobili della nostra democrazia. Io, ai tempi, facevo un giornale di satira, e avere trasformato le sbarre in una brillante occasione di spasso non è tra le imprese delle quali vado più orgoglioso". Cuore, dopo titoli storici come "Torna l'ora legale, panico tra i socialisti", abbinò la foto di Craxi in cella al commento "Pensiero stupendo" e il riquadro dedicato a Bobo in gattabuia a "Pensierino stupendino". Erano esempi di satira, arte, impegno, che chi come noi era a Cuore ricorda quasi con commozione. L'esilio dorato di Serra dimostra che la fuga dalla città per l'aria buona della campagna fa bene ai polmoni, ma ha effetti deleteri per le palle di chi ti legge o ascolta: lo schifo, per saperlo commentare con ironia, bisogna averlo attorno. Serra, ormai, va usato al contrario di un lenzuolo di Legambiente: lo esponete fuori dalla finestra, e se dopo una giornata a contatto con le polveri sottili se ne esce con una delle sue vecchie intuizioni acute e pungenti vuol dire che vivete in una citta di merda, morirete probabilmente di tumore ai polmoni ma, almeno, non rincoglioniti.
Mercoledì 27 Febbraio 2002
Nel dover redigere una rubrica quotidiana, quello che si può definire "un brutto periodo" è quando si vorrebbe scrivere satira, e invece il foglio resta macchiato di parole incazzate. O indignate, disgustate: decidete voi come classificare ciò che leggerete. Sorry: per i calembour e le battute ad effetto ci sarà tempo. La scorsa notte romana è stata scossa dall'esplosione di un ordigno nei pressi del ministero degli Interni. Tempo poche ore, e i primi commenti ad effetto ad apparire sulle agenzie sono quelli del ministro Castelli e Silvio Berlusconi, con i toni di quelli che hanno nasato la puzzetta e sanno che l'odore viene da vicino. A dire del primo «manifestazioni di piazza come quella del Palavobis possono creare un clima da cattivi maestri con qualcuno che poi si lascia influenzare»; il secondo, alla maniera di un Bradbury de noiantri, specifica: «C'è una storia recente che nessuno di noi dovrebbe trascurare». E noi mica dimentichiamo, infatti, che c'è stato un periodo caratterizzato da una cosa chiamata "strategia della tensione". E che è un fenomeno che si verifica quando frange incontrollabili del potere in carica fan saltare qualcosa di dimensioni che variano dal motorino alla stazione, e poi accusano l'avversario per fargli perdere consenso. Tanto rumore per nulla: si poteva risparmiare in petardi e lasciar fare a Fassino, Rutelli e D'Alema.
Martedì 26 Febbraio 2002
Donatella, una lettrice di "Quarantadue" ci fa correttamente notare che Adriano Sofri in questo momento non è affatto seduto su una "confortevole poltrona". Ha ragione: il carcere resta carcere. E poco conta che la cella sia occupata da un colpevole o un innocente (e dio ci scampi, in queste poche righe, da una disquisizione sulla veridicità delle dichiarazioni di Marino o sull'estraneità di Sofri alla vicenda Calabresi). Assodato che in carcere di comode poltrone non vi è traccia, è anche vero che, in passato, le natiche di Sofri qualche confortevole imbottitura l'hanno pur provata. Il vero problema di Sofri (qualcuno glielo dovrà pur dire prima o poi) sono gli amici che lo difendono, quelli che aveva o si è trovato lungo la strada. E se sei innocente, la peggiore sfiga che ti può capitare è avere dalla tua in tribunale un parterre di tifosi occupato da Giuliano Ferrara, Gianni De Michelis, Carlo Panella, Claudio Martelli, Marco Boato, Vittorio Feltri e Giorgio Bocca. Ci perdoni Adriano Sofri (la cui posizione al riguardo del resto non può essere altro che "questo passa il convento"), e ci perdonino i tanti che invece, senza macchia, hanno preso le sue parti. Ci è solo sembrato che, dopo tanto carcere e quasi trent'anni di pressioni, avere imposta l'amicizia di cotanti personaggi rappresenti esclusivamente un'ulteriore violenza gratuita.
Lunedì 25 Febbraio 2002
Quarantamila persone, secondo gli organizzatori: tante sono le persone che hanno partecipato ai festeggiamenti dei 10 anni di "Mani Pulite" organizzati da MicroMega. Alla folla fuori e dentro il PalaVobis il ministro Castelli sente di dover lanciare un solo monito: «Sono vecchio, e mi ricordo gli anni del '68. Allora gridavano slogan e dicevano che lo Stato borghese era fascista e che sarebbe stato spazzato via. Qualcuno è passato dalle parole alla violenza di piazza. Vi chiedo di vigilare». Al ministro della Giustizia va però ricordato che in parecchi, negli anni successivi, scelsero una via ancora più deleteria rispetto alla violenza di piazza: dall'adesione alle idee di chi tirava pietre a certe finestre alle confortevoli poltrone che vi stavano dietro. Per questo motivo, se vi fosse anche solo il benché minimo sospetto che tra la moltitudine del PalaVobis potessero essere presenti i Mughini, i Sofri, i Mieli, le Maiolo, i Ferrara, i Liguori di domani, le preoccupazioni di Castelli sarebbero da condividere senza indugi. Secondo Formigoni, invece, per i partecipanti alla manifestazione «Berlusconi è il male assoluto, definitivo». Neanche fosse Higlander. Fortunatamente, come tutte le calamità, passerà anche lui.
Venerdì 22 Febbraio 2002
Beata l'ingenuità dei senatori Passigli e Bassanini, che si sono visti archiviare l'esposto contro Silvio Berlusconi e l'invio a mezza Italia del libro "Una storia italiana". I due impulsivi denuncianti hanno candidamente pensato che i costi per la stampa e l'invio dell'opuscolo (23 miliardi) avrebbero dovuto essere conteggiati come spese elettorali. Non farlo, infatti, per quel che può valere al giorno d'oggi, significa violare una legge. Non ci è dato di sapere per quale motivo la denuncia non abbia avuto seguito e per quale assurdo motivo si sia meritata un bollino addirittura a pagina diciassette del Corriere. Dobbiamo desumere che il nostro beneamato minipremier, in un momento particolarmente felice che solo per caso cadeva durante una campagna elettorale, abbia voluto condividere con noi tutti amarezze, dolori e gioie della propria famiglia. Così, perché gli andava. Perché ci vuole bene. Perché c'è chi lo fa sfoderando dal portafoglio il pieghevole con le foto dei figli ritratti anno dopo anno durante la crescita, e c'è chi invece è il padrone delle rotative della Mondadori, ha tredici milioni di francobolli che gli avanzano, e può permettersi di fare le cose un filo più in grande. E ringraziamo che ci ha almeno risparmiato una pallosissima proiezione delle diapositive delle vacanze.
Giovedì 21 Febbraio 2002
Nella sentenza in cui si dichiara che Radio Vaticana non può essere processata dallo Stato Italiano il Tribunale di Roma precisa che "l'ubicazione, l'organizzazione e la potenza degli impianti dell'emittente sono finalizzati al raggiungimento degli scopi istituzionali affidati alla Radio Vaticana, con particolare riferimento alla necessità di diffondere in tutto il mondo il messaggio evangelico". Vivendo a Cesano, a Giulia la parola di Dio è entrata davvero nel cuore. Ma anche nel cervello, nel fegato, nel pancreas e, soprattutto, nel midollo osseo omopoietico. Si può dire che il messaggio evangelico le ha cambiato la vita: se non fosse nata a Cesano, infatti, non sarebbe crepata a dieci anni sotto gli occhi della madre, e molto, molto vicina alla voce di Dio. Avrebbe ascoltato Albertino e Radio Deejay, avrebbe toccato ferro trovando Radio Vaticana o Radio Maria scanalando sull'autoradio, e avrebbe pensato che, se proprio uno non vuole scegliere un male minore (la droga, per esempio), per trasmettere il messaggio evangelico rimanere vivi semplifica di molto le cose.
Mercoledì 20 Febbraio 2002
E chi poteva immaginare che i Gladiatori di "Stay Behind" fossero un drappello di anziani nostalgici sfuggiti alle bocciofile e alle spume della parrocchia? Gladio ha un sito ufficiale che ce lo ricorda rievocando i fasti del passato e le amarezze del presente, tra cui "l'ultima battaglia": "il riconoscimento ufficiale dei Gladiatori" da parte dello Stato. Dal sito emergono particolari inquietanti: che l'iscrizione al Club di Topolino era più formale dei fogli contrassegnati dal timbro "Segretissimo" attraverso i quali venivano reclutati i Gladiatori; che c'erano armi, e tante, fornite dagli Usa; e che una scalcagnata combriccola di grappa-dipendenti chiede oggi una medaglia per essersi tenuta pronta per anni ad intervenire con le suddette armi nel caso in cui i comunisti fossero andati al Governo. Che fossero comunisti o democristiani in questo caso poco conta: era gente che aveva pagato le tasse per finanziare elezioni che non avrebbe mai potuto vincere. Per una volta facciamo le cose per bene: un bel riconoscimento ai Gladiatori, e una patente da imbecille a chi per anni ha votato PCI giocando a poker senza sapere di essere il morto.
Martedì 19 Febbraio 2002
Radio Vaticana non può essere processata, grazie all'articolo 11 dei Patti Lateranensi, un accordo stipulato nel febbraio 1929 tra Pio XI (il papa che scrisse un enciclica in tedesco molto generica riguardo gli orrori del nazismo) e Vittorio Emanuele III (il re che fece marciare il fascismo su Roma, nonché il nonno del fantoccio dal grilletto facile per cui oggi stiamo modificando la Costituzione affiché possa tornare in Italia). In pratica, i principi fondamentali dello stato in cui viviamo, redatti nel 1945, possono essere tranquillamente riscritti, mentre un regio decreto del 1929 sottoscritto da due autorità sulla cui rettitudine è lecito nutrire almeno qualche dubbio, permette invece oggi all'avvocato Eugenio Pacelli (difensore di Radio Vaticana, nonché nipote di Pio XII, il papa che aiutò alcuni nazisti a nascondersi a guerra finita) di dichiararsi "soddisfatto". È anche grazie a lui che la voce di Cristo in onde medie potrà trasmettere alle ore 20:00 di stasera il Santo Rosario e, a seguire, la leucemia.
Lunedì 18 Febbraio 2002
54 degustatori francesi, scelti tra i migliori studenti della facoltà di enologia di Bordeaux sono caduti nel tranello teso da due studiosi: hanno assaggiato un vino bianco e un rosso, ne hanno tessuto le lodi e hanno descritto dettagliatamente i diversi aromi che li contraddistinguevano. In realtà i due vini erano assolutamente identici, e il secondo era stato tinto di rosso attraverso l'uso di un colorante inodore e insapore. L'episodio non deve dare adito a sottili ironie riguardo la faciloneria dei francesi. In Italia, ad esempio, nel corso delle elezioni che hanno avuto luogo nel 2001, quasi due italiani su tre, per la seconda volta nel giro di soli sette anni, ritenettero presentabile un intero governo, rispettabili i membri che lo componevano ed integro il premier che venne scelto. Con la differenza che, mentre i 54 giovani enologi francesi non si sono accorti del trucco, cerone e lucido da scarpe sulla pelata del novello e recidivo capo del Governo non erano sfuggiti a nessuno.
Mercoledì 13 Febbraio 2002
Secondo Rutelli Rai e Mediaset dovrebbero cedere una rete ciascuna. A seguito di quest'affermazione, Libero, l'unico giornale satirico attualmente in edicola, si è posto un inquietante interrogativo: "Chi potrebbe permettersi in questo momento in Italia di acquistare due reti televisive?". Feltri, equiparando il giornalismo all'autoerotismo, ha fatto tutto da solo e si è dato anche la risposta, su otto colonne: "Agnelli". Il problema è che il mondo della finanza sente un pesante scricchiolio provenire dalle parti della Fiat. Se è vero ciò che si dice, ovvero che gli Agnelli siano indebitati per 130 mila miliardi (e ricordiamo che uno come Gardini saltò a 25 mila, mentre Prada, che ne ha solo duemila, viene considerato alla stregua di un maggiordomo), dev'essere anche vero che il gruppo che creò la Duna due televisioni proprio non se le può permettere. Senza considerare che dopo il caso "La7" Agnelli, come qualsiasi imprenditore, si tocca gli zebedei solo a sentir nominare "terzo polo". Eppure, all'interno di questa tragicommedia finanziaria, qualcosa per cui sogghignare lo si trova comunque: l'occhiello del titolo di Libero che, al seguito della presunta notizia secondo la quale RaiTre e Rete4 passerebbero al gruppo di Torino, recita "per Casini un conflitto di interessi". In altri tempi, Cuore gli avrebbe dedicato il titolo "Hanno la faccia come il culo". Ma è un brutto periodo questo, in cui persino i culi sono capaci di sporgere querela. Meglio essere prudenti.
Lunedì 11 Febbraio 2002
Il luogo comune vuole che per passare la selezione da "Letterina" di Passaparola le capacità intellettive richieste si limitino al saper fronteggiare domande tipo "Nome?", "Cognome?" e "Indirizzo?" ("Stato Civile?" è stata abolita, dal momento che tutte rispondevano "Italia"). Noi siamo qui per affermare che non è vero: le piccole star che sgambettano attorno a Gerry Scotti devono in realtà superare test che voi umani non potreste neanche immaginare. L'arduo obiettivo dei selezionatori è scovare ogni anno ben sei post-adolescenti (con)sensienti cui non manchi materia grigia (è richiesta almeno una terza misura di cervello), capaci di totalizzare un Q.I. che rappresenti la media tra quello di un consulente globale di "Programma Italia" e quello (ben più alto) di un mammifero privo di pollice opponibile. È attraverso esami di questo tipo che vengono forgiate le presentatrici di domani. Ma anche quelle di oggi. Motivo per cui dobbiamo arrenderci all'evidenza che la nuova fidanzata del Berluschino, PierSilvia Toffanin, ha i requisiti necessari per condurre "Mosquito", un programma tutto suo. Il Berluschino è tra l'altro il presidente di Rti, la società a cui fanno capo tutti i programmi di Mediaset, e il suo aver ritagliato un ruolo di spicco per la fidanzata fa immediatamente pensare che quello del conflitto di interessi sia un problema di famiglia. Su questo Berluschino batte persino papà, che del conflitto se ne fotte. Lui se lo fotte.
Venerdì 8 Febbraio 2002
La corte che sta processando il talebano Johnny sulla base di una decina di capi d'imputazione (tra cui spicca la "cospirazione per uccidere propri connazionali", mentre manca l'unica accusa che sarebbe veramente motivata dai fatti: demenza) ha reso pubbliche le prove che inchioderebbero il traditore: le lettere a papà e mammà in cui, a seguito dell'elezione di Bush, afferma: «Sono contento che quello sia il vostro presidente e non il mio». Mezza Europa diventa a questo punto papabile per una confortevole tutina arancione nella base di Guantanamo. Nel frattempo, la Casa Bianca ha mostrato orgogliosa le immagini dei prigionieri immobilizzati e trasportati dai Marines a bordo di barelle a rotelle. «Incrementa il senso di inferiorità e sottomissione». Un messaggio il cui valore purtroppo sfugge a determinate categorie sociali. I disabili, per dirne una.
Giovedì 7 Febbraio 2002
La polemica lanciata da Daniele Luttazzi sulla minaccia di chiusura di Satyricon partita "dallo staff di Veltroni" è magicamente sfumata in nulla con soddisfazione di entrambe le parti. Siccome qui non si butta via niente, lo spunto resta comunque buono. Tanto per dirne una: "Cuore" chiuse grazie alla sinistra: spiacquero a Veltroni gli attacchi all'Unità, e a Prodi il titolo "Romano mostra i coglioni", corredato dalle foto dei neo ministri. Assodato che la satira di destra non esiste perché la destra non è storicamente capace di ridere di sé, forse è il caso che la sinistra torni ad appropriarsi dell'ironia, e a fare - ma soprattutto a dire - "cose di sinistra". Meglio se anche autoironiche. Che punti sulla tenerezza: prendersi per il culo da soli fa tanta simpatia. È una strategia anche questa.
Mercoledì 6 Febbraio 2002
«Scjinvito mascgistraci e avvocatci scivilistci a non forsgnire cooperascione per una finalsgità conctraria alla sgiustiscia come è il divorscio»: sono parole di Giovanni Paolo II, proferite con fatica qualche giorno fa, nella speranza che si crei un nucleo di avvocati obiettori che si rifiutino di dividere ciò che Dio ha unito. È inevitabilmente giunto il momento per indirizzare un appello alla mano che anima quest'ennesimo vecchio Muppet che si esibisce da dietro un balcone: abbiate pietà di un pover'uomo, per giunta di una certa età. Fate come per i cavalli: abbattetelo. Smetterà di soffrire, e lo libererete dal supplizio di dover biascicare in mondovisione parole il cui senso ormai sfugge sia a noi che a lui.